Il secondo post tradotto dal weblog di Alan Boyle, lo science editor di MSNBC.com, riguarda una tematica attuale in tutto il mondo: la terminologia delle cellule staminali. La scienza è fatta così: ad ogni nuovo balzo in avanti sorpassa la lingua che ha bisogno di anni e decenni per riprenderla, creare nuovi sostantivi ed aggettivi per rendere la scienza stessa comprensibile. E le nuove parole sono sempre delle forzature: quanti, relatività, staminali, email o celle a combustibile sono parole che in realtà nascondono anni di ricerca e centinaia di scienziati. Le parole non ce la fanno a contenerle tutti e si finisce per banalizzare. E permettetemi anche una excusatio non petita nel caso che la traduzione di termini e concetti così specifici non sia perfetta. Ho cercato di rendere il senso e di far capire dove sta il problema.
PS: rimane lo stesso discorso del primo post. Se i post vi piacciono si continua. Fabrizio.

Si stanno uccidendo delle persone per cercare future cure mediche?
Da una parte abbiamo il presidente Bush che applica il veto ad una legge che permette il finanziamento con fondi federali della ricerca sulle staminali, perchè lui è contrario “alla scienza che distrugge la vita per salvare una vita”. Dall’altra parte abbiamo ricercatori come Woo Suk Hwang affermare che le nuove cellule staminali embriotiche isolate dal suo team non vengono realmente da embrioni di cellule umane ma letteralmente da “pezzi ottenuti dal trasferimento dei nuclei” (ndt: mi permetto di citare le parole inglesi, nuclear transfer constructs, perchè qui si gioca la possibilità di creare nuove cure sulle parole, e non mi va di alterare il concetto con la traduzione).


Si sono sentiti discorsi a non finire sulla questione delle staminali: si stanno “clonando degli uomini” oppure si sta facendo “trasferimento dei nuclei”? Non è in discussione il fatto che le cellule staminali embriotiche sono prese da tessuto vivente, ma quel tessuto è un insieme di cellule umane specializzate oppure un individuo per sé?
La risposta a queste domande sarà proprio la base per decidere se andare avanti o se bloccare la frontiera delle staminali, almeno negli Stati Uniti. Ed è essenziale che i ricercatori, i politici e tutti noi si arrivi ad una risposta chiara, dice Francis Collins, direttore di un altro istituto di ricerca biomedico, il National Human Genome Research Institute.
Collins ha evitato di prendere posizione nel dibattito durante un forum sulle staminali tenutosi a Seattle il 20 Maggio, dicendo che non è di sua competenza. Ma ha anche detto “che c’è una gran confusione sulla terminologia associata a questa tematica”.
Ha fatto notare che la ricerca sulle staminali portata avanti da Hwang, e pubblicata da Science questa settimana (ndt: il pdf dell’articolo è solo per chi ha l’abbonamento a Science), è stata sviluppata trasferendo materiale del nucleo tra delle cellule. Una circostanza molto diversa da quella comune in cui le cellule sono estratte da embioni congelati.
“E comunque si usa in questa circostanze sempre il termine embrioni e questo confonde la nostra discussione scientifica e anche il pubblico” continua Collins. “Penso che si possa fare una notevole distinzione, morale e teologica, tra questi due entità, una proveniente dalla cellula di un adulto e un’altra da un embrione ottenuto dalla fusione di uno spermatozoo e con un ovulo”.
Accettando questo punto di vista si può dire che la ricerca di Hwang e dei suoi colleghi possa essere più accettabile di quella che usa gli embioni. E si può anche affermare che i “pezzi ottenuti dal trasferimento dei nuclei” non sono nuovi individui umani.
A voler estremizzare il discorso ci si potrebbe chiedere se questi pezzi, una volta impiantati, possano generare vita umana. Nel loro studio, Hwang e i suoi colleghi dicono di no: loro dicono che “le condizioni sotto le quali le cellule modificate sono predisposte alla proliferazione sono minimali; e quelle per cui le cellule si possano sviluppare sono nulle”.
Lo studio non “fornisce alcun supporto ai pericolosi tentativi di clonare esseri umani” afferma sempre il ricercatore.
Questi argomenti non modificheranno di molto le critiche alla ricerca sulle staminali. Infatti, per i detrattori, la tecnica usata da Hwang è ancora più orrida di quella degli embrioni congelati, perchè pensano che sia in pratica la creazione di vita umana con lo scopo di distruggerla.
Ci si può ragionevolmente aspettare che il dibattito evolva: si potranno sostituire le parole “clonazione terapeutica” con “trasferimento dei nuclei di cellule somatiche”. E scommetto che qualcuno troverà un sostituto della parola “embionico” con “cellula staminale embionica” (nel loro articolo su Science, Hwang e i suoi colleghi utilizzano il prefisso NT, trasferimento dei nuclei, davanti alle parole che si riferiscono alle cellule impiantate).