Facciamo i conti in tasca al referendum

Repubblica dice che(*):
– 15.3% degli italiani si asterrà sicuramente
– 15.1% degli italiani probabilmente si asterrà
Fa il 30.4%.
– 36.2% sicuramente andrà a votare
– 4.1% probabilmente andrà a votare
Fa il 40.3%
E ora il dato importante, 29.3% sono gli indecisi.
Ora, vado a memoria, il 20% degli italiani, nelle stime più ottimistiche non vota mai. Ecco il dato significativo. Non vota mai, e quel 20% è l’arma del fronte del No di qualunque referendum – ammesso e non concesso che il no e l’astensionismo possano, in qualche folle pensiero, coincidere – e quel 20% fa perdere significato a qualsiasi consultazione referendaria, se gli si aggiunge il probabile 30% di astenuti volontari.
Siamo nelle mani di un 20% di menefreghisti.
E, considerato ciò, si potrebbe anche abolire il quorum.

(*)Sondaggio Eurisko del 16-19 maggio su 1581 persone + campione di controllo aggiuntivo di 202 persone. Metodo CATI. Questionario e Analisi Dati: Demos & Pi

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48 Comments

  1. IL QUORUM CONCEDE LO STESSO POTERE DECISIONALE A ME CHE VADO A VOTARE E A UN IGNORANTE MENEFREGHISTA CHE PASSA LA DOMENICA POMERIGGIO A RUTTARE BIRRA DAVANTI ALLA TV.

  2. Non voglio stare dalla parte dei “cattivi” astensionisti, ma tu in un’ottica da teoria dei giochi, cosa faresti se fossi contrario al referendum?
    Andresti a votare comunque perché sei un cittadino onesto, corretto e consapevole dei suoi diritti? Ok, ma secondo me la maggioranza delgi italiani non si comporterebbe così.
    Secondo me l’italiano medio preferisce non andare a votare. E’ molto più semplice, ti toglie una preoccupazione dalla testa e ti consente di andare al mare indisturbato.

  3. a) si chiama democrazia… a volte la si maledirebbe ma non andare a votare è contemplato dalla costituzione, così come il quorum. Inoltre il voto di un nobel vale come quello di un pastore silano (senza offesa per nessuno).

    b)probabilmente chi vota NO fa il gioco del SI, perchè sicuramente tra coloro che vanno a votare la maggiornaza voterà SI. Votare NO è come votare SI. Questo è sbagliato, ma per come stanno la cose e per come è stata impostata la campagna elettorale non si può cambiare la situazione. Capisco quindi chi si astiene anziche votare NO.

  4. Si aboliamo il quorum così ogni volta che qualche pirla decide di raccattare un po’ di firme tutto passa perchè la gente non vota. Anzi facciamo la legge retroattiva così passa anche la proposta di Bertinotti sull’articolo 18. Ok?

    Ideona ;-)

  5. a) si chiama democrazia, per quanto a volte la si amledirebbe. E’ previsto dalla legge che ci si possa astenere dal votare e che il voto di un premio nobel valga come quello dell’ultimo dei mentecatti.

    b) capisco chi per sostenere il no si astiene. Per come,purtroppo ,è stata impostata la campagna elettorale è evidente che se si raggiunge il quorum passeranno i SI. Per cui votare NO vuol dire praticamente dare il voto al SI. E’ brutto, non dovrebbe essere così, ma capisco chi per sostenere il NO non vota.

  6. – Togliere il quorum è probabilmente eccessivo, anche se non così assurdo come si crede, ma abbassarlo, magari commisurandolo ai votanti medi degli ultimi anni, mi sembra più che corretto. Perchè se di norma ne votano 30, il quorum a 50 vuol dire decidere che non passa più niente. O che passano solo i plebisciti, che è lo stesso.
    – Non votare è perfettamente legittimo, ragazzi, lo sappiamo. Ma bisognerebbe ammettere che è poco sportivo, diciamo così. Su un argomento del genere, sarebbe auspicabile che ognuno dicesse la sua. Se più di metà popolazione ha un’opinione, sarebbe democraticamente bello che si sapesse qual è, e si decidesse per la maggioranza.
    Non votando si mira a mancare il quorum, ossia si finge di non essere interessati.
    E’ lecito, ma non è bello.

  7. Tieni anche conto che c’è anche un 1% che è morto. Le liste non sono state aggiornate.
    E un 2% che vive all’estero e che invece viene conteggiato.

  8. Fosse per me, il quorum lo abolirei senza aspettare oltre. Perché mai chi diserta un dovere civico come quello delle urne deve influenzare le decisioni di chi a votare ci va? Se davvero nulla gl’importa, che se ne freghi fino in fondo.

  9. Questa storia dei morti che vanno a votare fu oggetto di una battaglia lunghissima combattuta (e vinta) dai radicali ai tempi di Bianco ministro dell’Interno. Mi sembra però che il risultato non sia cambiato nella sostanza, nonostante la ripulitura. E’ più una battaglia di propaganda, insomma.

  10. Io sono uno di quei menefregisti che non vota mai. Io voterei sempre, anche per decidere chi va prima in bagno. Solo che c’è un piccolo problema. Per votare io dovrei spendere tra benzina e autostrada circa 150 euro. Non credo di potermeli permettere. Finchè non si fa in modo di far votare anche chi vive lontano da dove ha la residenza non si può dare la colpa a nessuno, senza scendere nel merito della questione voto elettronico o meno. Questo è il problema. Solo per dire che mi sembra un po’ affrettato etichettare la gente, che magari anche non potendo votare prova a convincere chi lo può fare.

  11. Sebastiano Fasciati, presidente di Europoll, ha dichiarato in un ANSA tutt’altri dati! Provatevi a controllarli. Siamo nel mondo dell disinformazione pura …

  12. Preg, si critica il principio “voterei no quindi non voto”, 150 euro per votare non li spenderei manco io, tranquillo :)

  13. VOTO FUORI CITTA’ DI RESIDENZA: E’ POSSIBILE

    poiche’ nei referendum non ci sono liste elettorali, possono essere comunque create liste di “rappresentanti del referendum” E IL RAPPRESENTANTE DI REFERENDUM puo’ votare nel seggio che gli viene assegnato (non vuole dire fare lo scrutatore o simile, vuole dire solo potere votare in quel seggio)
    CONTATTA IL COMITATO REFERENDARIO DELLA CITTA’ IN CUI POTRESTI VOTARE per avere maggiori informazioni
    tutti i comitati sono presenti sul sito http://www.lucacoscioni.it/node/2705

    In caso di referendum, l’elettore può svolgere la funzione di rappresentante del referendum presso i “seggi elettorali” (sezioni del referendum) sull’intero territorio nazionale (il “collegio” del referendum, infatti, è nazionale).

    Qualsiasi elettore, quindi, in veste di rappresentante del referendum in qualsiasi parte d’Italia, può esprimere il suo voto nel seggio dove svolge detta funzione.

    A giorni pubblicheremo la lista dei designatori dei rappresentanti del referendum, a cui ci si potrà rivolgere, previa presentazione di un Comitato locale per il Sì, per essere nominati rappresentanti in un seggio della città “desiderata” e dare un fattivo contributo alla vittoria del Sì.

    avvertenza : LE DESIGNAZIONI DEVONO ESSERE FATTE IN ORIGINALI
    AL COMUNE DI RAPPRESENTANZA – anche all’anagrafe.

    I presidenti di seggio rifiutano tutte le designazioni in fotocopia

    Altro consiglio, se volete avere conferma di tutto, telefonate all’ufficio elettorali del vostro comune.

  14. Posso fare una domanda semplice semplice? Ma perchè, invece che menare il can per l’aia, non ammettete che tutto questo scagliarsi contro il quorum e gli astensionisti non cela un fortissimo desiderio di vittoria il 12 e 13 maggio? Cioè, invece che gridare (in modo molto puritano) alla (presunta) antisportività di coloro che si asterranno o alla assurdità (sempre molto presunte) delle regole costituzionali referendarie non basterebbe dire “sono contro l’astensione perchè è potrebbe essere la ragione della mia sconfitta?”
    Prendendo a prestito immagini provenienti da un post di Sofri (di certo a voi noto), non solo volete vincere, ma addirittura pretendete di vincere giocando con il mio pallone.
    La sportività non centra nulla

  15. Joker, ti assicuro che il dibattito sull’opportunità di eliminare il quorum non è stato inventato per l’occasione. Sono anni che se ne parla, praticamente ad ogni tornata referendaria.

  16. Attenzione ragazzi, il quorum ha un suo significato. Per quanto sia davvero scocciante che si debba subire l’influenza dei menefreghisti, il quorum resta uno strumento costituzionale di gestione della democrazia.
    Non è colpa della costituzione ma degli astensionisti volontari. L’assioma è questo: chi si accompagna ai menefreghisti che non votano vale quanto loro.

  17. Allora praticamente la mia astensione vale come il voto di uno a cui non piace la birra? Burp!

  18. comunque questa situazione dimostra che molte persone non sono in grado di esprimersi con cognizione di causa sulla materia e che forse il referendum non è il mezzo migliore per trattarla. un equipe scientifica bi-partisan avrebbe secondo me fatto meglio che il taglio netto alle possibilità di legislazione in materia che darà il referendum con l’uno o l’altro risultato.

  19. @FWD

    Votare NO non è precisamente come astenersi, posto che i tre risultati possibili (vittoria dei si, vittoria dei no, mancato quorum) portano a conseguenze differenti, con “messaggi politici” assai diversi.
    1 – Se vincono i SI, le parti “incriminate” della legge verranno abrogate; inoltre questo risultato darà un chiaro messaggio politico a favore di una liberalizzazione della ricerca.
    2 – Se vincono i NO la legge rimarrà così com’è, e sarà molto difficile una sua modifica parlamentare, visto l’imprimatur popolare (v. divorzio o aborto).
    3 – Se il referendum non raggiunge il quorum, di fatto nulla impedirà di cambiare comunque la legge in Parlamento(astenersi NON è un NO!), ed anzi se la percentuale dei votanti a favore del SI sarà massiccia ci sarà comunque un corposo “messaggio politico” a favore di un cambiamento della norma.

    E’ per questo motivo che, a mio parere, la scelta astensionistica di persone che dicono a chiare lettere di voler “difendere” la legge in vigore (v. Ruini & Co), per quanto legittima, è in un certo senso scorretta (si pretende di arruolare d’ufficio i non votanti nel fronte dei NO) ed anche un filino vigliacca (se si ritiene giusta quella legge, si dovrebbe votare NO).
    Ciao

    Ste65

  20. il quorum è ancora più alto perchè si vota anche nelle circoscrizioni estere (dove naturalmente nessuno andrà a votare , non se ne sa niente in italia del referendum , figuratevi all’estero)… grazie tremaglia…

  21. M.B. Appunto.
    è proprio per questo che la puritanissima levata di scudi contro gli “astensionisti consapevoli” con cui si riempiono in questi giorni le pagine di questo ed altri blog è pretestuosa. Se invertissimo i quesiti (per assurdo) le posizioni sarebbero certamente invertite. Non si tratta dunque di scomodare De Cubertain, ma semplicemente di ammettere che ogni discorso su quorum/astensionismo è puramente finalizzato alla vittoria finale. E che dall’una e dall’altra parte si vuol vincere ad ogni costo.
    Mi si invita subdolamente ad una correttezza etica ma quello su cui si conta è sul mio autogol.

  22. @ste65

    Sono d’accordo con te, ma nel pratico il no non vincerà mai.
    A questo punto allora meglio piuttosto che i no è meglio che non si raggiunga il quorum, magari la legge verrà ridiscussa in sede più adatta. Ripeto, secondo me, è sbagliato fare un referendum di questo tipo. Sono uno studente universitario, che si documenta e che naviga in rete. Sono un privilegiato dell’informazione eppure non è stato facile neanche per me decidere cosa fare al referendum, nella mia situazione sono tanti. Come sono messi le tante persone che non hanno accesso ad informazioni e non conoscono la questione? Come potranno votare molti anziani? (che oltretutto sono i più assidui votanti) Non lo dico disprezzandoli, anzi, ma forse non sono stati messi in condizione di decidere bene, anche perchè per farlo servirebbe uno studio approfondito.

    Sicuramente con i soldi spesi per questo referendum si potevano convogliare verso la ricerca. Comunque, anche se vincessero i si, l’italia partirebbe troppo indietro per essere competitiva, anche se arrivassero dei fondi che dallo stato non verranno e che le multinazionali hanno già investito altrove.

  23. scusate l’italiano del mio commento precedente, l’ho scritto in fretta e solo ora che lo rileggo mi accorgo che ci sono diversi errori. sorry.

  24. Ste65: vero solo in teoria. Dai dati riportati in questo post si evince chiaramente che se tutti i contrari andassero a votare perderebbero drammaticamente. Questa (nessun altra) è la ragione che spinge i sì a far votare i no. Il resto sono sofismi.

    Peraltro: io sono perfettamente daccordo con Fwd quando parla della inadeguatezza dello strumento referendario in questa materia ed auspico una parziale revisione dell’attuale normativa fatta seriamente dal parlamento. Secondo me la cosa più assurda di tutta la vicenda è che – secondo una certa interpretazione – il legislatore sia tacciato di oscurantismo per il solo fatto che vuole regolamentare una materia tanto importante – comunque la si pensi stiamo parlando di vita.
    Per questo, paradossalmente, sono più per l’astensione che per il no.

  25. @FWD

    In un certo senso sono d’accordo con te, l’argomento è ostico e certo i radicali hanno il “vizietto” del referendum, ma….
    1 – non trovo mai inopportuno usare quel poco di democrazia diretta che ci rimane. Questo ha i suoi costi (in termini di denaro pubblico e “fatica” dei singoli elettori) ma non credo che siano soldi spesi male (i veri sprechi sono altri);
    2 – non credo che l’altra entità che ha legificato in materia (il Parlamento) fosse composta da persone particolarmente qualificate a discuterne (se non altro, dal punto di vista scientifico). Ci sarà certamente stata anche gente preparata o che si era almeno studiata il problema, ma la massa (dall’una e dall’altra parte) ha votato secondo gli ordini di scuderia.

    Ste65

  26. Eliminare il quorum no, ma abbassarlo al 40% magari sì, è possibile. Purtroppo se siamo arrivati a questo punto di disaffezione e di discredito dell’arma dei referendum, lo dobbiamo a quel genio di Marco Pannella, che con la sua politica creativa è riuscito perfino a ridicolizzare una cosa seria come lo sciopero della fame.
    A proposito: non si potrebbe far nulla per impedirgli di andare in video (almeno in queste due ultime settimane)? Ogni volta che appare e apre bocca, il numero delle persone che non andrà a votare aumenta.
    Per la riuscita dei referendum: fermatelo!

  27. Comunque, anche in questo campo (la ricerca), sarà interessante guardare alla Cina. Hanno il know-how,i fondi e non hanno limiti morali. Sarà guardando a oriente che capiremo se la corsa della ricerca porterà solo benefici o se comporterà qualche uscita di carreggiata in vista del profitto.

    L’argomento è delicatissimo, uno dei centri della questione è la natura dell’embrione. Qui la scienza non da risposte certe al 100%, è ovvio che ci sia una divisione forte, anche a priori in base a dogmi politico-religiosi.

    Ripeto, una commissione di saggi, avrebbe fatto meglio. Magari una legge da approvare con lo scrutinio segreto in parlamento…

    La tristezza che mi anima viene dal fatto che vedo in questa propaganda più fini politici-economici che legati alla difesa della vita o della libertà di ricerca. Intendo ad alto livello, non certo di chi si impegna nella propaganda senza avere un tornaconto concreto.

  28. @Joker

    Vero (in teoria e .. pratica), ma occorre una puntualizzazione.
    La scelta dell’astensione è legittima ed è stata già usata (con alterne fortune) in altre occasioni, ma è una battaglia di retroguardia, che non impedisce future modifiche della legge.
    Inoltre una massiccia percentuale di SI (o di NO, se è per questo) è comunque un messaggio “politico” da non ignorare, e quindi è in ogni caso uno strumento “indiretto” di democrazia “diretta”.
    Il referendum è certamente uno strumento imperfetto (Puliafito parlava delle discussioni sull’abolizione del quorum, ma per completezza bisognerebbe dire che altri sostenevano l’inutilità dello strumento referendario e ne peroravano l’abolizione) ma ha una potente valenza simbolica, ed in alcune occasioni si è dimostrato assai utile nel far capire al parlamento le reali idee dei propri elettori (v. divorzio). Quindi (mia personale opinione) meglio uno strumento imperfetto piuttosto che il nulla.
    Ste65

  29. Non ci sono cazzi: bisogna eliminare il quorum ai referendum.

    Ricordo a tutti che il quorum del 50% è una limitazione presente ESCLUSIVAMENTE per i referendum di iniziativa popolare. Non esiste il quorum per le elezioni politiche e amministrative di qualsiasi grado e livello. Si può eleggere un sindaco o un parlamento anche se va a votare l’1% degli elettori.
    Non esiste il quorum nemmeno per i referendum confirmativi. Come quello, per esempio, che ci aspetta per la ratifica della riforma della costituzione (sigh!). A quello saremmo costretti a fare campagna per il NO.

    Il meccanismo del quorum nei referendum non esiste in molte democrazie europee e in vari stati degli USA. E non sembra che in quei paesi la democrazia sia in pericolo per questo motivo (forse per altri, ma non per questo).

    Se si abolisse il quorum si avrebbe come effetto che i due fronti SI e NO sarebbero costretti a fare campagna elettorale e a confrontarsi apertamente dando vita un dibattito civile e democratico. Ogni fronte dovrebbe sbattersi e fare comunicazione per portare il maggior numero di cittadini a votare, per impedire che l’altro possa prevalere. Avremmo delle consultazioni referendarie con cittadini più informati e consapevoli. Liberi comunque di astenersi.

    Con l’astensione sul quorum come avviene oggi, abbiamo invece milioni di elettori annoiati e distratti anche davanti a temi di grande importanza civile. E soprattutto nessun dibattico. Il silenzio è la prima forma di censura. E una sconfitta per la democrazia.

  30. l’astensione e’ uno strumento illecito in quanto non per tutti e’ volontaria, quindi una percentuale di astenuti (astensionismo fisiologico, malati, persone all’estero, anziani, persone che per un motivo qualunque non possono andare a votare), andra’ ad appoggiare involontariamente chi si astiene volontariamente.
    Inoltre la promozione dell’astensione e’ un modo per non permettere alle persone di informarsi e di andare a votare con una propria idea.
    io sono per l’abolizione del quorum: chi si astiene si prende la decisione di chi non si e’ astenuto.

  31. Joker, che scoperta. E’ chiaro che il discorso sull’astensionismo finisce per essere influenzato in modo determinante dalle proprie scelte sul voto. Ma ciò non sposta di un millimetro la questione del quorum, esattamente come il dibattito sulla pena di morte non è influenzato dal fatto che, se lo chiedi ai condannati, tutti sono contrari alla sua applicazione. Il quorum va eliminato semplicemente perchè attribuisce ad una parte (quella del no, quale che sia di volta in volta), sempre e per definizione, un vantaggio sull’altra che non è giustificato da qualunque parte lo si guardi, perchè si basa su presunzioni largamente smentite dai fatti (“se votano in pochi, vuol dire che l’argomento non è di interesse popolare”; ma allora non si spiega la scelta positiva e consapevole di non votare) e perchè gli inconvenienti (a mio parere sempre presunti, ma facciamo pure conto che esistano per davvero) che l’eliminazione del quorum causerebbe sono tranquillamente aggirabili con altri congegni normativi.

    Naturalmente, quando dici più sopra “Ma perchè, invece che menare il can per l’aia, non ammettete che tutto questo scagliarsi contro il quorum e gli astensionisti non cela un fortissimo desiderio di vittoria il 12 e 13 maggio?”, ammetterai che vale anche il reciproco. Cioè, la difesa ad oltranza dell’astensionismo come forma di non-partecipazione legittima e democratica, che io leggo ed ascolto in misura ancora più diffusa e virulenta del suo contrario, cela solo “un fortissimo desiderio di vittoria il 12 e il 13 giugno”.

  32. Cara Francesca, d’accordo su tutto, ma mi permetto una precisazione: l’astensione è un fatto legittimo.

    E’ il meccanismo del quorum come viene applicato in Italia che trasforma l’astensione in un “voto”.
    Come dici tu chi si astiene non esprime un opinione e non può essere assimilato a un voto.
    Se l’astensione avesse un valore “come voto” avremmo un terzo dei seggi in parlamento vuoti, dato che il partito degli astensionisti è il primo partito nel nostro paese. Ma come tutti sanno così non è. In tutte le democrazie chi non vota, potendolo fare e consapevolmente e volontariamente si astiene, si adegua alla decisione di chi vota.

    E’ il meccanismo del quorum che falsa il gioco. Quindi il quorum è un errore e va abolito anche sui referendum popolari.
    E’ l’unico modo per ripristinare il corretto confronto democratico tra cittadini, leggi e istituzioni.

  33. Sono sempre stato contrario al Quorum, perchè non è garanzia di democrazia.
    Il Si, in questo caso, parte svantaggiato perchè oltre a dovere battere i No deve combattere anche chi se ne sbatte le balle.

    ABOLIAMO IL QUORUM

  34. Nel caso del referendum (che è diverso da un’elezione) l’astensione è un diritto dell’elettore. Tutte queste lagne su astensioni volontarie, forzose, obbligate, incoscienti, etiliche serve solo a mascherare l’evidente ignoranza del principio fondamentale che ispira i referendum: ovvero, che è il promotore a doversi impegnare perchè i cittadini comprendano le sue ragioni, vadano a votare e le approvino. E questo accade perchè il popolo (attraverso i suoi rappresentanti) si è già espresso, e ha emanato una legge. Chi si astiene, in questo come in altri referendum (l’arma dell’astensione è stata utilizzata, nel corso degli anni, da TUTTI i partiti salvo ovviamente i radicali), non fa altro che avallare l’operato del Parlamento. Quindi, attenzione: chi si astiene è probabilmente più portato a votare “no” che “si”. Fatevi i vostri conti, prima di proporre il… voto coatto :-).
    Seconda cosa: il quorum è in realtà una misura a favore dei proponenti, giacchè sarebbe loro sufficiente convincere il 25% + 1 della popolazione, anzichè il prevedibile 40% necessario in una consultazione “obbligatoriamente” allargata.
    Oltretutto, come è già stato spiegato a dovere, mentre l’espressione di un “no” servirebbe a “blindare” la legge (almeno per un periodo di dieci-quindici anni), l’astensione lascia mano libera per il dopo-referendum.
    Con tutto ciò: l’abolizione del quorum è una scelta praticabile. Però bisognerebee, tanto per dire, almeno raddoppiare (se non triplicare) la quota di firme necessarie per la richiesta, onde evitare l’abuso di questo strumento, da cui il popolo, al momento, può difendersi soltanto con l’astensione.

  35. Ho come il sospetto che quel 20% di italiani che non vota mai siano tutti ben oltre gli ottant’anni. L’Italia è un paese di vecchi, siete mai stati a Trieste o a Genova? Ecco, provate ad andarci, e provate a salire su un autobus (almeno a Trieste) e a contare i vecchietti. Vi sarà immediatamente chiaro come, in un paese drammaticamente a corto di infermieri, le priorità di un ottuagenario siano altre.

    Per il resto, eliminare il quorum, dice bene Low Res, costringerebbe i due schieramenti a confrontarsi in modo onesto. Al momento, lo scontro è fra il fronte del Sì e quello del “Sulla vita non si vota”, come se il Parlamento non avesse votato e la legge fosse stata dettata a Casini direttamente da Dio in forma di cespuglio fiammeggiante. Ma dico.

  36. Si parla di politica “pulita”, di eticha nella politica, di morale (comune) e onestà, schiettezza, franchezza nella politica, ma poi quando ci fa comodo si ricorre a qualcosa come l’invito all’astensionismo che di morale, pulito, franco non ha nulla. Ipocrisia.

    Se anche vincessero i No, sarei felice, purchè il quorum sia raggiunto.

    Giustamente qualcuno dice che è il promotore del referendum a dover “invogliare” a votare per il sì.
    Giusto, corretto. Ma non è così corretto nemmeno invogliare la gente a non informarsi con la filastrocca “meglio non votare” non spiegando PERCHE’ sia meglio non votare.

  37. Si parla di politica “pulita”, di eticha nella politica, di morale (comune) e onestà, schiettezza, franchezza nella politica, ma poi quando ci fa comodo si ricorre a qualcosa come l’invito all’astensionismo che di morale, pulito, franco non ha nulla. Ipocrisia.

    Se anche vincessero i No, sarei felice, purchè il quorum sia raggiunto.

    Giustamente qualcuno dice che è il promotore del referendum a dover “invogliare” a votare per il sì.
    Giusto, corretto. Ma non è così corretto nemmeno invogliare la gente a non informarsi con la filastrocca “meglio non votare” non spiegando PERCHE’ sia meglio non votare.

  38. M.B.
    Ci interessa la questione del quorum? Forse i commenti di un blog non solo il luogo più indicato per parlarne, soprattutto quando gli interlocutori sfiorano il ridicolo con frasi del tipo “l’astensione è un illecito”. Non sto a tediarvi con lunghe trattazioni dottrinali sul tema: basti quello che ha detto in modo molto puntuale Slowhand. Parli di abolizione del quorum e di correttivi normativi: in generale ci si può pensare (alzare drasticamente il numero di firme necessarie?). Il problema è complesso, se ne può discutere magari a bocce ferme e non a pochi giorni dal referendum.
    Comunque il punto che sottolineavo è un’altro: sto scrivendo su un blog (che comunque ringrazio per l’ospitalità) che puntualmente da giorni che ironizza sulle ragioni dell’astensionismo, definendo chi le sostiene come criptonazista, playstation-dipendente, segaiolo. Altri blog parlano di responsabilità etiche del voto, di sportività, di bambini prepotenti e palloni sottratti. Tutto lecito, per carità, ma un filo subdolo secondo me. Come ho già scritto, in un tema così delicato quello che a tutti interessa (a tutti: quelli favorevoli e quelli contrari) non è partecipare, ma vincere. Quanto a sportività gli uni e gli altri per me pari sono. I primi (che parlano di palloni rubati) richiamano gli altri alla sportività ma l’unica cosa che gli interessa è che sono i No che li farebbero vincere. Basta dirlo chiaramente invece che nascondersi dietro a nobili concetti di presunta correttezza.
    Se scendo in campo in questa partita l’unica cosa che posso fare è segnare nella mia porta. Lo so io, lo sanno i miei avversari che (non molto sportivamente) mi chiedono il pallone ma in realtà vogliono il mio autogol. Preferisco andare al mare e vincere la partita a tavolino.

    (poi, come già detto, io la legge la cambierei: non così però ma in Parlamento. Sostengo l’inadeguatezza del referendum, desidererei un clima politico più pacato per discutere dei problemi, ma – a differenza vostra – non mi nascondo dietro a questo. Non voto perché voglio vincere, esattamente come voi)

  39. @Joker: la mia posizione – per quanto provocatoria – si evince dal post. Aggiungerei soltanto che “vincere” a un referendum perché non si raggiunge il quorum è un episodio che capita esclusivamente per il disinteresse e il menefreghismo. Si vince per quel 20% di non votanti cronici di cui sopra.

    Che poi già ci immaginiamo tutti i sostenitori del no a esultare e ringraziare quelli che non hanno votato.

    Che Paese dalla dubbia civiltà e coscienza politica.

  40. Puliafito:
    Si capiva, ho capito, distinguo tra chi parla di segaioli e chi parla di cose serie (e infatti meglio discuterne qui che là). Mi scuso se non sono stato chiaro nella distinzione. Trovo peraltro legittimissimo chiamare gli italiani alle urne per ottenere la vittoria. Trovo legittimo anche discutere (magari in altri tempi) della inadeguatezza dello strumento referendario così pensato. Trovo sicuramente comprensibilissimo indignarsi per il famoso 20%.
    Trovo invece meno corretto ingannare i contrari invitandoli al voto sulla base di discorsi di moralità. Macchiavellicamente legittimo, per carità, ma non certo sportivo.
    Il 20% condiziona te come condiziona me. L’astensione in astratto avrebbe un suo senso (lo ripeto: quello affermare l’inadeguatezza del referendum e di preferire una revisione normativa fatta seriamente dal Parlamento). Per cui in astratto, se votassero tutti la mia posizione sarebbe comunque quella dell’astensione (che in termini ideali rappresenterebbe esattamente questo) ma nell’attuale situazione astensione significa altro. Per cui tra le due uniche posizioni possibili (vittoria Sì = nessun limite normativo/ vittoria astenuti+no = mantenere un limite normativo) scelgo il male minore (perchè in materia di bioetica un limite normativo secondo me ci vuole). Penso soprattutto al 3° quesito: le conseguenze nel caso di nessun limite sarebbero pericolosissime.

    Non mi sento per questo ne incivile nè tantomeno politicamente incosciente.

  41. Il referendum, così come previsto dalla carta cost. è strumento di una semplicità unica. Un certo numero di cittadini ritiene che una data legge non incontri il favore popolare; decide quindi di raccogliere firme utili a dimostrare che effettivamente la questione è d’interesse pubblico, si interrogano i cittadini, che possono votare si o no, circa l’abolizione della legge, o semplicemente restarsene a casa, vuoi perché ritengono la sede parlamentare come la più competente, vuoi perché la questione non è effettivamente di pubblico interesse (500mila firme sono solo un campione, non significano nulla; tra l’altro la popolazione è notevolmente cresciuta dal 48 ad oggi). Il tutto fatto salvo un ovvio presupposto -non sempre rispettato negli anni passati- ossia che i cittadini siano informati circa date e materie del contenzioso referendario. Fine. Molto semplice. I “menefreghisti” – e io non gioco in quel campo- come li chiami tu hanno piena legittimità costituzionale e le loro ragioni, qualunque esse siano, ripeto qualunque esse siano, non credo debbano acquisire o perdere valore in base alla tua (o chi per te, ovvio) opinione. Il tuo voto è valido, legittimo e merita rispetto nella stessa misura del non voto del signor X. L’idea che ci siano figli di un dio minore, “guarda in che mani siamo” è piuttosto antipatica per non dire becerotta. Tra l’altro nel 1999 non si raggiunse il quorum per uno 0.5 (credo, controllate) e l’ultimo dato referendario valido è del 1995 quando furono portati all’attenzione dei cittadini ben -quasi una follia- 12 quesiti.
    Io andrò a votare (no eterologa si ricerca per il resto non ho ancora deciso), l’ho sempre fatto e ci terrei a continuare. Ma, confesso -per quel poco che ve ne può fregare, ovvio- che questa campagna comincia a disgustarmi per toni, modi e barricate, soprattutto quelle del si che per colore e affinità politiche sono a me più vicine. E se chi non vota è un “miserabile” o giù di li (una scelta miserabile) come dice pannella (che evidentemente parla per esperienza personale visto che nell’ 85 invitò gli elettori a non votare inaugurando l’idea no=astensione) o un ignorante che passa la domenica a ruttare birra, io più passa il tempo più mi sento miserabile e ignorante.
    Un saluto, buona discussione.

  42. Ricordo che una legge c’è già. E’ chi vuole abrogarla che deve dimostrare che la maggioranza degli italiani è contraria! Gli altri (chi se ne frega e chi vuole lasciare le cose come stanno)possono fare quello che vogliono: semplice no?

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