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Dice, il terzo mondo. Vero. E uno pensa alla merda più merda e più nera. Poi invece. Cioè invece un par di palle: la merda più merda e più nera c’è eccome e, tra le strade non asfaltate e la mancanza di corrente elettrica, ci vive(va) Saurabh Singh. 53 chilometri a piedi tutti i giorni per andare a studiare, alla sera mangi quel che trovi in casa, un giorno sì e l’altro pure ti crepano addosso i vicini e se ti va di culo non t’è morto nessuno in famiglia per stenti. Altra questione il fatto che, solo per sbaglio, non hai visto (ancora) una guerra.

Beh, questo qui sopra non aveva mai sentito parlare della Nasa in vita sua. Un giorno mentre studia vede il bando di concorso indetto dall’ente spaziale americano e considera quanto “fossero facili” per lui quelle materie, e relativi esami. Decide d’iscriversi e arriva primo. Ne ha sbaragliati 200 mila, mica pizza e fichi. Un mostro in mezzo alla merda. Perché non si può?

Ecco, mi vien da credere che il terzo mondo è lì, e lì deve restare (qualcuno deve aver pensato – e fatto in modo che avvenisse) poiché altrimenti… altrimenti ci fanno un culo così.

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12 Comments

  1. Ovvio: a quanti di noi dei paesi ricchi interessa studiare Matematica o Fisica?

    Cosa credete si debba studiare per entrare alla NASA?

  2. Ma scusate, a quanti di noi dei paesi ricchi interessa studiare Matematica o Fisica?

    Cosa credete si debba studiare per entrare alla NASA?

  3. Il fatto è che abbiamo bisogno di questi che possono farci un culo così per muoverci da questa palude, e finalmente alzarci, sudare e lavorare.

  4. Mannò Sàsà! Banalmente, il terzo mondo è lì per permettere a me e te di vivere nel primo mondo o cmq tra il primo e il secondo.

  5. Se poi consideriamo che l’India ha 800 milioni di abitanti (che studiano matematica e sono motivati, per carità) è la curva normale (o di Gauss) a dirci che una dozzina di superfantageni ci deve essere e che uno di questi dovrà riuscire in un’impresa del genere.
    Quindi, anche se edificante, questa stora non vuol dire proprio niente.

  6. Immaginate se invece del bando della Nasa vedeva un qualsiasi concorso italiano. Col cazzo che vinceva. A spazzare le aule lo mettevamo.
    O magari a fare la marcialonga.

  7. Gianfili’, un concorso italiano quello non lo vinceva, manco per sbaglio. E se lo vinceva per sbaglio, rivedevano la graduatoria e facevano le assunzioni per chiamata diretta.

  8. Simo, ero a caccia anche io della bufala, ma vedo che mi hanno preceduto. Sta di fatto che, a dire il vero, gli indiani un “culo così” ce lo stanno già facendo da un bel po’, almeno in quel senso. Ti dice nulla Bangalore?
    E, comunque, anche i rumeni. Tanto per dire.
    C.

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