M’ingozzo d’amor ch’amar perdona

Brontolo è impegnato in una delle sue cene, e qui non succede nulla di interessante. Io mi annoio. Stasera parlo di me, quindi.
Non che mi aspetti che mi ascoltiate, ma almeno provo a fare qualcosa di egregiamente inutile per adeguarmi al resto. Tanto per questa sera ho già preso la mia dose di Amor, ch’a nullo amato amar perdona.

Quindi, stasera si parla di Bastardi. Io ritengo che gli uomini di tale specie si possano dividere in due categorie.
Una: quelli con il cuore crudele.
Due: quelli con il cuore pietoso.
I primi dicono siano i più pericolosi. Sono quelli di cui non ti puoi fidare, che un giorno ti raggiungono in capo al mondo per cenare a lume di candela e sette bottiglie di vino, ma poi ti dicono: chiamati un taxi. Quelli che, sfruttando la tua vanità femminile che vuole sentirsi dire “sei sempre più bella, baby” (che t’illuderai di aver sentito, ma che non ti avranno mai detto), ti spingono da Piazza Navona a Piazza di Spagna correndo e poi non ti rispondono al cellulare, però ti chiamano quando torni a Piazza Navona e stai scrivendo un pezzo in punta d’acido guardando due turisti che si abbracciano. Quelli che ti dicono sono al Pantheon, ma che vanno troppo di fretta per aspettarti. Però se passi più tardi ci vediamo. E quando dopo dieci minuti, perseverante e quindi diabolica, sei di nuovo a rovinarti i tacchi sui sampietrini verso Piazza di Spagna, perché a piedi fai prima, ti dicono che ora non possono, amour. E quando scrivi adieu, ti richiamano un giorno qualsiasi per parlarti di altro.
Dagli uomini con il cuore bastardo ci si aspetta solo una cosa: niente. Anche se ti hanno promesso tutto.


I secondi sono gli uomini dal cuore pietoso. Quelli che si preoccupano per te. Che sono capaci, con nonchalance, di parlarti di o chiamarti con il nome di un’altra, e fingere niente. Quelli che ti lasciano ore ad aspettare davanti ad un telefono o a leggere in una basilica con i turisti che ti disturbano ogni cinque minuti chiedendoti si scattare una foto. Ma si preoccupano di te. E quando la luna è crescente dimostrano anche infinita dedizione.

Quale delle due categorie sia peggiore penso di averlo capito. E’ quella di cui fa parte il mio amato Bastardo.
Quando l’ho conosciuto e non l’avevo ancora classificato, per capire di quale categoria facesse parte ho interpellato anche il Libro delle Risposte. Ma quello continuava a rispondermi con esegesi dei pensieri del tipo: chiedilo ufficialmente, non importa hai un bell’aspetto, no, se lo sai solo tu.
Non che mi aspettassi una vera risposta, ma almeno avrebbe potuto mettermi in guardia e rispondermi: donna paranoica, fanculo. Per esasperazione, dico.

La conclusione è semplice. Il primo tipo di Bastardo ho il pregio di non riuscire a rendersi amabile, soprattutto quando non è il tuo turno.
Il secondo, invece, sembra innocuo, ma è pericolosissimo. Perché è talmente abile che infine ti imprigiona nelle sue braccia, e cadi, inevitabilmente, innamorata.

Stasera guardando il cellulare vicino alla poltrona, abbandonato a sé stesso, ho pensato al Libro delle Risposte, che ho gettato tempo fa.
Se lo avessi ancora qui, lo aprirei, ma sarebbe l’ultima volta, giurin giurello.
Sono certa direbbe: la cioccolata è nella dispensa.

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10 Comments

  1. Piti, non è “chicken” literature, è “chick” :D

    Per il resto, boh. Io dico che se uno è bastardo lo si lascia correre libero e bello, goooood-bye. Non è necessario infliggersi uno stronzo…

  2. visto che la Gaia Soncina snobba alla grande abbiamo addirittura la copia sputata dei suoi deliri … pure il pretesto del lui cattivo e maledetto.. ma un po’ di originalità?

  3. due frizzi di prova per scaldarsi e testare il pubblico. Destra/sinistra, trash televisivo. Poi si va con i grandi classici del repertorio. Il primo numero è omaggio. Da settimana prossima si paga un tot. Più il prezzo del quotidiano.

  4. E poi, ragazzia mia masochistachimente devota a stronzacci, si dice “giurin giuretta”. Cioè quello che dovresti fare nel RIFIUTARTI a simili bastardi. Che non sono uomini, sono bastardi. L’hai detto tu. Quindi, non farti male. Sennò, meglio il sadomaso.

  5. Si, va bene, abbiamo capito: recentemente hai visto per la prima volta “Sex and the city” e ti è piaciuto

  6. Piti, darling: “chick” sta per “tipa” e significa “pulcino”, “chicken” significa “pollo”, i due termini non sono intercambiabili. Anche se c’è da dire che la chick lit è letteratura per polli. Oh yeah.

  7. mi spiace.
    il bastardo (sia 1 che 2) ha rovistato in dispensa e fatto fuori anche il vasetto di cioccolata mentre eri in bagno a rifarti il trucco.
    perchè il bastardo ha sempre fame. ;o)

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  1. vai

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