Ha ragione Gianluca: Von Trier fa vomitare

dogvilletravelgum.gifNon so se abbiano già praticato la recensione corporea, cioè fisiologica. In caso negativo, inauguro io questo genere di commento cinefilo. Il fatto è che sono andato a vedere Dogville, celebrata last release di Lars Von Trier, e mi ha fatto vomitare. No, non intendo in senso metaforico: mi ha fatto vomitare davvero. Il problema è che io soffro di un disturbo per cui, se vedo film a telecamera in movimento a mano, mi viene la nausea e poi vomito. Sono quindi costretto, dal mio nervo vago, a dare ragione a Gianluca Neri: Dogville fa vomitare. E dire che ero andato preparato: siccome a me Le onde del destino avevano imposto un tragico destino di onde epigastriche, prima di Dogville avevo assunto un Travelgum: non è servito. Mi ha spiegato un medico, quando gli ho detto che a vedere i film di Dogma mi veniva come il mal di macchina quand’ero bambino, che mi veniva proprio di mal di macchina: è colpa dei movimenti periferici dell’occhio. Giusto in periferia mi si muoveva l’occhio: perché Dogville è un film che ha la vitalità di Paola Borboni. Il mal di macchina mi veniva dentro la vecchia Fiat 850 di mio papà, e in effetti Dogville sembra girato in una 850.



Questa sera ho imparato diverse cose. Anzitutto che la devono smettere di dire che io mi faccio menate intellettuali: me le faccio anche corporee, peraltro non mendandomi manco un arto. Poi, bisogna dire che il regista di Idioti non lo è per caso. Non so se siamo davanti a un esempio clamoroso di cooptazione aziendale, per portare al cospetto del Montaggio Analogico impiegati che vorrebbero vedersi Giovannona Coscialunga: però, in questo caso, se non accade che La polizia s’incazza, m’incazzo io. Ridatemi gli euro. I venti minuti di Dogville, quelli che sono riuscito a vedere prima di scappare con un colorito che Hulk mi avrebbe invidiato, li avrebbe invidiati Hulk: sono un calmante perfetto, leverebbero energia al Cern di Ginevra.
Quando sono uscito, ho respirato come se fossi stato per anni recluso in cella con Giucas Casella e Roberto il Baffo: nemmeno, quei due lì sono divertenti, Von Trier se li sogna. Ho camminato mesto fino al Palazzo di Giustizia, sul cui retro ho lasciato la mia fanghiglia viscerale. Mi è venuta un’autostima che neanche Capannelle, però almeno ho capito che ha ragione Berlusconi: c’è da avere paura del Palazzo di Giustizia di Milano, avvicinarti ti fa vomitare.
Mentre rientravo a casa senza nemmeno fumare una sigaretta, perché avevo un’ossigenazione nel sangue pari a quella di Giampaolo Pansa al cervello, ho meditato su quanto avevo visto. La storia era quella di un aspirante scrittore sfigato che fa sermoni moralisti a quattro scoppiati, prendendosi del pirla; all’improvviso arriva Nicole Kidman. Praticamente: se continuo a fare i Miserabili, mi arriva Nicole Kidman. Mi spiace, ho deciso di andare avanti a fare i Miserabili.

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37 Comments

  1. ah ah ah… giuse’, sparare su dogville… oramai lo fanno cani e porci su… trovati un’altro film da snobbare, su, puoi fare di meglio.

  2. Guarda Genna che mi pare (e sottolineo mi pare) che nelle onde del destino ancora non si applicavano le regole del “dogma” e quindi non necessariamente la macchina da presa era “a movimento a mano”.

  3. Onan, dire “non ti piace Von Trier, vatti a vedere il film di natale dei Vanzina” è come dire “non sei d’accordo con la politica di Bush, sei un terrorista islamico”.
    E comunque il filmone di natale di quest’anno (quello in India) è di Neri Parenti…

  4. La mia risposta era volutamente grossolana per rispondere alla grossolanità del commento di Genna. E’ chiaro che Von Trier può non piacere, ci mancherebbe, ma come argomentazione “fa vomitare ” mi sembra deboluccia. Grazie per la precisazione sul filmone di Natale…

  5. Dogville è un film molto bello. A me personalmente non ha fatto venire nessuna nausea. Una leggera sensazione di claustrofobia, all’inizio, ma probabilmente era il condizionamento di sapere il film completamente girato in interni. La sensazione è sparita quasi subito. Delle regole del Dogma solo le riprese a spalla del regista(anche se rese spurie dalle zoomate dall’alto) e la presa diretta (che in italiano ovviamente sparisce con il doppiaggio) poi tutto infranto: scene completamente in interni (cinema-teatro); armi e omicidi; musica di sottofondo; rievocazione storica, anche se recente; un accenno al film di genere gangster; e l’autore, ovviamente, non accreditato! :). E’ poetico, emotivo e in certi momenti commovente. Forte, violento e per certi versi anche ironico. Ottimo cast. Grande interpretazione della Kidman. Ottima capacità di leggere pulsioni, paure e sentimenti. Il film è di quelli che quando esci sei soddisfatto dei soldi che hai speso: è piacevole, arricchisce e interroga.

  6. Se Onan (spero, fratello caro, che il tuo soprannome non finisca con “ismo”, poichè è peccato e Dio non vuole) lo desidera vorrei che argomenttasse i suoi di punti favorevoli al film. Ieri, quando ho visto il film, mi hanno dato dell’imbecille e dell’ateo (addirittura!!) per aver dato un voto negativo al film, ma, a chi chiedevo il motivo del perchè invece il film fosse piaciuto, non ho avuto una risposta convincente se non: “è un film originale” oppure “vuol dare risalto alla vita cittadina” che, come argomentazioni, mi sembrano ancora più sterili e poco “sincere” di un tanto condannato “mi fa vomitare”. Detto ciò ti invito a scambiare, in una sana e soprattutto pacifica discussione, le nostre idee, evidentemente così discordanti tra loro. Grazie P.Marco

  7. Non era un commento grossolano! Mi ha fatto vomitare davvero! Non si tratta di un giudizio estetico, ma di una reazione della sacca gastrica e della peristalsi all’uso tremolante della camera a mano!

  8. Padre Marco, Ventomare ha espresso un giudizio che mi trova molto d’accordo. In più aggiungerei che è una grande allegoria, molto azzeccata, della natura umana e della società, in particolare quella statunitense. In aggiunta l’idea scenografice mi è piaciuta moltissimo. Il mio nick deriva proprio dal personaggio biblico Onan, che per primo sparse il seme. So che è peccato per nostro signore ma essendo io molto ateo me ne preoccupo fino ad un certo punto. Aggiungerei che garantisco che non si diventa ciechi, nonostante la mia vista abbia subito un leggero peggioramento. Genna, eviterei la peperonata prima della proiezione (e anche durante) :)

  9. Potresti, se non è troppo peso, approfondire il discorso dell’allegoria sulla società nostra e quella dei “fraterni” stati uniti?P.Marcop.s. per quel che riguarda, figliolo, il tuo soprannome, accetterò la tua parola come segno di confessione, e che Dio vi protegga (le mani).

  10. le pareti invisibili ma alla quali non si vede attraverso (vabbè l’italiano lascia un po’ a desiderare ma vado di fretta), l’accoglienza che si trasforma in odio e poi in schiavitù, la meschinità e l’ipocrisia umane, la mancanza di pietà finale, la grettezza della gente che si rifugia nel gruppo. ecc. ecc. poi è chiaro che uno può coglierle o meno, non per superiorità o inferiorità ma per particolari sensazioni del momento o sensibilità su vcerti argomenti e non su altri.

  11. non entro nel merito del film (neanche Genna l’ha fatto) ma ho un dubbio “fisiologico”: com’e’ possibile che Genna abbia avuto queste reazioni proprio per Dogville e Breaking the waves, cioe’ due film in cui Von Trier NON ha usato la tecnica di ripresa “che fa vomitare”? io ho sperimentato la sensazione che dice Genna per i film come Dancer in the dark in cui era usata la cinepresa a mano, ma non per Dogville, ne’ per Breaking the waves. la reazione fisiologica di Genna dev’essere dovuta a qualcos’altro… ma cosa?

  12. (detto tra noi, sospetto ci sia anche una dose di effetto placebo: siccome il Genna si aspettava che facesse vomitare, si e’ autosuggestionato fino al punto da sentire da vomitare…)

  13. Sono stata assente per un pò. Ma i numeri di F.F. significano qualcosa?
    Sono voti? Io il film non l’ho ancora visto, ma la Kindman è una delle mie attrici preferite. A questo punto andrò solo per lei. Ma magari senza aver cenato.

  14. Quando uscì andai a vedere Dancing in the dark. All’Anteo. Dopo venti minuti sono dovuto uscire e ho sboccato nella cassa dove mettono le matrici dei biglietti strappati (a proposito: se il sig. Anteo legge GNUeco, ammetto, sono stato io). Purtroppo non ho resistito fino ai cessi del cinema. Aspetto di vedere il sig. Lars a Milano, attrezzato con un sacchetto, di quelli degli aerei, ma pieno. Un gentile presente per il cinematografaro…

  15. Ragazzi, questo film non è in Dogma!!!! In secondo luogo forse voi siete così abituati al Dogma (o io al contrario, viene da sè) che questo film, in cui la telecamera non è che balla, va di break dance, vi è sembrato niente rispetto ad altri in cui viene rispettato Dogma. Resta cmq il mio giudizio negativo anche alla luce della interpretazione di Onan, trovo che un film (lo so risulta banale questa idea) che abbia una “dietrologia” così arzigogolata, non sia un buon film. Inoltre ammetto di essere uno a cui piacciono i film tradizionali. Che Dio vi protegga.

  16. Sticazzi, chi dimostra di aver avuto problemi di stomaco prima non vince nulla sai! Dr. Psycho, ribadisco che il problema di Genna secondo me è la peperonata. Continuo a dire che il film può piacere o non piacere (come il pesce ratto di fantozziana memoria), ma “fa vomitare” continua a sembbrarmi un commento degno degli spettatori di “Vacanze di Natale” e simili. Baci a tutti (dopo che vi siete lavati denti però…)

  17. Zamm: dipende da che cinema ti piace.
    personalmente posso dire che, pur detestando con tutte le mie forze gli intellettualismi (soprattutto se fini a se stessi), almeno tre film di Von Trier sono per me dei grandissimi film la cui visione va consigliata a tutti: Breaking the waves (in italiano Sulle onde del destino), Dancer in the dark, e proprio Dogville. altri ovviamente non saranno d’accordo (essendo stupidi;))

  18. Dogville mi è piaciuto. Moltissimo. Ho avuto la fortuna di vederlo in versione completa e lingua originale. Mi sembra importante. Gli attori hanno fatto un grosso lavore su voce, tempi ecc. diverso dal grosso lavoro fatto dai doppiatori, con tutto il rispetto per la bravura dei doppiatori. Sono vecchio e mi fermo alla storia e a come viene raccontata. Ero prevenuto, temevo di addormentarmi dopo pochi minuti (avevo letto qualche recensione). Invece sono rimasto bello vispo per tre ore. Affascinato. Semplicemente emozionato. Non ho vomitato. Chi porta Travelgum al cinema dovrebbe evitare di scrivere commenti. Rischia di essere accusato di snobismo. Criticare dogville/von trier fa molto intellettuale controcorrente. Per me non ha capito/voluto capire un cazzo.

  19. 100% d’accordo con Papi. (anch’io, tra l’altro, l’ho visto in lingua originale; mi dicono che col doppiaggio si e’ perso parecchio.)

  20. I Miserabili sono DAVVERO miserabili

    Io ho un’amica. Quest’amica è per me estremamente speciale: è una fidanzata, una sorella, mai la mamma, una zia pettagola e censoria, una voce sempre fuori dal coro, il coro medesimo, un omosessuale maschio, un bantù, un’asceta, una rivoluzionaria. Que…

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  22. sono ANNI che LVT da a bere robaccia a milioni di presunti cinefili e pseudointellettuali. La storia lo giudicherà per quel che è: una (furbissima) nullità.

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