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Archivio per giugno, 2003

È arrivato un bastimento carico di…

giu 23 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Non so se succede anche da altre parti, ma qui a Milano è una specie di tormentone. Chiunque ti capiti di incontrare che abbia un lavoro di consulenza, o in pubblicità, o in televisione, o in radio, alla domanda “Che cosa stai facendo in questo momento” risponde, inevitabilmente, a) “Devo incontrare la prossima settimana quelli di Murdoch; b) “Lavoro per Murdoch; b) “Ho un grosso progetto in ballo per/con Murdoch. Se davvero tutti questi si mettono a lavorare, i famigerati aperitivi milanesi delle 19 andranno deserti.

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Giusto, dimenticavo: fan 32

giu 23 2003 Inviato da nella categoria Personale

32
(…e 22 qui)

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Non permettiamoci neanche di dare una medaglia a un tunisino

giu 23 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

LE MEDAGLIE ITALIANE, IN QUESTO MOMENTO, SPORCANO PIUTTOSTO CHE PREMIARE

Cronaca. Roma. Approvato in via definitiva il provvedimento per tenere in libertà il costruttore milanese Silvio Berlusconi, accusato di avere alterato bilanci, conti, fatture e bolle di provvisione per un totale di 145 biliardi, 911 bilioni, 196mila 736 milioni, 15mila 356 euri e 6 cent. L’imputato, scarcerato con scuse e ossequi dalle massime Autorità dello Stato (anzi no, non era stato nemmeno arrestato), è stato immediatamente nominato Presidente del Consiglio, capo del principale partito di governo, Cavaliere al Merito con Gran Croce e infine Presidente pro-tempore della Comunità Europea. Per ulteriori particolari: studio avv. Ponzio Azeglio Ciampi, Roma.

Cronaca. Catania. Resta in carcere la pensionata Nunzia G. di anni 76, condannata a tre mesi di reclusione a conclusione di un procedimento giudiziario conclusosi nelle stesse settimane. La donna, nell’autunno-inverno del 1986, aveva abusivamente allacciato alla propria abitazione un cavo elettrico mediante il quale indebitamente sottraeva energia elettrica da un vicino lampione. Prontamente individuata e arrestata dalle Forze dell’Ordine, la donna veniva successivamente processata e condannata per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. Vane le richieste del difensore (d’ufficio) per ottenere la concessione della libertà condizionata o degli arresti domiciliari. Per ulteriori particolari: studio avv. Pino Lipera, Catania.

• A Dachau, ridente cittadina della Baviera, nessuno dei quindicimila abitanti – tutte brave persone, gemutlich, casa chiesa e partito – sapeva niente delle attività che si svolgevano nel campo di raccolta alle porte della città.
“Non sono affari nostri. Lasciateci lavorare”. Quando gli americani conquistarono la città, fecero una bella retata di cittadini perbene, gli dettero un badile per uno e li costrinsero, a baionette puntate, a entrare nel campo, a guardare coi loro propri occhi le cataste dei morti, e a seppellirli con le loro mani.
Le donne, gli uomini e i bambini che sono affogati in solitudine nel nostro mare non sono stati uccisi da una forza della natura. Sono stati assassinati dai buoni cittadini di Treviso, viso per viso, uno per uno. Non vi spiego perché, e se avete bisogno di spiegazioni allora chiedetevi anche perché erano degli assassini i buoni borghesi di Dachau. La colpa non era di Hitler, e non è di Bossi. Costoro, orrende maschere della disumanità collettiva, non sarebbero riusciti a gasare nemmeno un ebreo, ad annegare nemmeno un tunisino, se non avessero avuto alle spalle, a milioni e milioni, convinti e soddisfatti di se stessi, i volenterosi elettori di Dachau e di Treviso. In questo stesso momento, da qualche parte del mare, un essere umano agonizza nell’acqua come sotto il Ziklon-B. Non dicano “io sono innocente”. Non saranno assolti.
Mi dicono, e se è vero ne sono orgoglioso, che c’è stata una vera sollevazione fra gli ufficiali della nostra Marina all’annuncio di Bossi di mandare le nostre navi all’assalto, in acque internazionali, degli immigrati. A questa sollevazione si deve la veloce smentita del ministro della Difesa; resta che la proposta assassina è stata fatta (“Voglio sentire il cannone”) e che questa proposta disonora chi l’ha fatta e chi l’ha applaudita. Io non sono di Treviso, grazie a Dio. Non ho niente a che fare con loro, e non accetto che gente nazista, che dà il settanta per cento dei voti a un Gentilini (“travestirli da leprotti e poi cacciarli”), si permetta di farsi passare per italiana. Hanno ragione Bossi e gli altri: l’Italia finisce prima di Treviso. Si tengano i loro Goebbels e i loro Benetton, sbarazzino della loro vergogna il paese, e se ne vadano al diavolo dove vogliono loro. Non li rimpiangeremo.

Mentre questo miserabile intreccio di politicantismo e ferocia offre un’orrenda immagine degli italiani, ecco che degli italiani stanno per annegare. È Mohamed a tuffarsi, ad afferrare il primo e il secondo corpo che si dibatte e a portarli a riva. E in quel momento dall’acqua arriva un altro grido d’aiuto, di un bambino: ed ecco che il tunisino ansimante si tuffa ancora, tenta qualche bracciata, muore nel tentativo di salvare un altro italiano.
Non si permetta il presidente della Repubblica di dare una medaglia a Mohamed Habib, al tunisino: le medaglie italiane, in questo momento, sporcano piuttosto che premiare. Chieda piuttosto perdono in ginocchio, a nome di tutti gli italiani nei confronti di tutti i tunisini, delle vili parole sbraitate da un ministro italiano contro i loro morti.

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Pisanu senza Maroni

giu 23 2003 Inviato da nella categoria Strips

Condono tombale
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I referrer non mentono mai

giu 22 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

CrudeliaSi stava meglio quando c’era Brontolo.
Eppure, duole dirlo, ma un po’ di stoffa c’è.

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Comm’è amaro stu ppane!

giu 22 2003 Inviato da nella categoria Personale

E’ domenica. Io sto a Napoli. Quindi parlo di ragù.
A dire il vero il percorso domenica-Napoli-ragù ultimamente è poco frequentato da queste parti. Ma andatelo a spiegare a quelli della Star SpA che non contenti di aver fatto assaggiare l’amatriciana ai romani (con sommo fastidio del popolo di Amatrice) sono venuti a Napoli a farci assaggiare il loro ragù pronto (come se a qualcuno venisse in mente di esportare la democrazia chennesò… in Iraq!). Panoramica dall’alto del Castel dell’Ovo e parodia (involontaria e mal riuscita) di “Sabato domenica e lunedi”.

Non mi pare di aver sentito nella prova romana il minimo cenno di un “ammazzateò” oppure “machestaddì”. Invece nella tappa partenopea si sono sprecati in “ma famm o’ piacere” e “overamente” recitati tra l’altro da attori naturalizzati, non più a sud di Cologno Monzese! Mi stupisco che sull’etichetta non abbiano scritto O’rraù (evidentemente gli si impicciava il target) oppure da consumarsi obbligatoriamente la domenica altrimenti, come per le sigarette, Nuoce gravemente alla tradizione popolare

Visto che citano (o inciampano in) De Filippo mi domando: avranno fatto pappuliare il sugo sul fuoco tutta la notte? E le tracchiulelle ce le avranno messe? Ho il dubbio viscerale che si siano accontentati di spargere un po’ di folklore (e sangue) quanto basta…

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Ciampi 2 – La resa

giu 22 2003 Inviato da nella categoria Strips

Ciampi 2 – La resa
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Ciampi niente inciampi
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Rabbia e sudore

giu 21 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Siccome leggo su Repubblica che la tregua dal caldo sarebbe finita, e l’unica cosa che viene da chiedermi è di quale cazzo di tregua stiano parlando, so che così facendo presto il fianco agli inevitabili commenti di Rolli, Camillo e 1972, ma non posso fare a meno di segnalare cosa succedeva l’anno scorso, proprio di questo periodo:

Non conforta sapere che abbiamo raggiunto le temperature più alte da che esistono i termometri: i record sono fatti per essere battuti. Quello dell’afa, in particolare, esiste per essere superato ogni anno nel sommario dei telegiornali: immagino che la trasmissione di un minimo sindacale di minuti di immagini di gente che si butta nelle fontane cittadine sia fissata per contratto. Quest’anno però sento di poter affermare senza tema d’essere smentito che fa un caldo bastardo come non mai. Leggo che Milano ha raggiunto i 42 gradi. E che, solo nel circondario di questo microonde asfaltato, dieci anziani hanno raggiunto il punto di cottura. Vorrei poter essere Oriana Fallaci, che ha come nemici concetti generici (i musulmani, i comunisti, i monsoni), per potermela prendere sommariamente con il caldo. Eppure le colpe sono chiaramente identificabili: hanno il nome e il cognome di un cretino, l’unico tra i leader dei 55 paesi responsabili del 55% delle emissioni inquinanti, che non ha ratificato il protocollo di Kyoto. Il trattato prevedeva la riduzione puramente simbolica del 5,2% dei gas serra entro il 2012, sulla base dei valori del 1990. Il cretino in questione, l’ex petroliere George W. Bush, presidente di uno stato responsabile da solo del 25% dei gas nocivi, ha precisato che, al contrario, l’emissione dei gas serra “made in Usa” nel 2010 sarà superiore del 30-40%. Osama Bin Laden è un dilettante, in confronto, nella pianificazione di stragi di innocenti: le fallaci letterate da esportazione si indignano solo in caso di stermìni per motivi religiosi. Non troveranno mai, invece, le motivazioni per scrivere: “Io trovo vergognoso mandare a puttane un pianeta per questioni economiche”.

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Sessualità c°nfu§a

giu 21 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il post più bello su Personalità Confusa l’ha scritto un uomo. Lei.

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Telefilm Festival /2

giu 21 2003 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

Stando a ciò che mi hanno raccontato e a quanto ho letto nei commenti di questo blog ad opera di uno spettatore (perché a quell’ora non avevo ancora raggiunto il cinema Arcobaleno), alla tavola rotonda del TelefilmFestival su “Telefilm al femminile” si sono viste scintille. E siccome ho promesso ad un amico parecchio influente nel giro che non ne avrei parlato, la mia bocca è cucita. Male per voi (e per me) che non c’eravate. Se siete curiosi e volete conoscere il programma della giornata di oggi del festival, cliccate qui o su “continua”.

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Sweet Home Teheran

giu 21 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

In genere non utilizzo il blog per lanciare appelli. Sono contro la telethonizzazione di internet (e di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, se è per questo): si inizia così, e si finisce a bombardare di cartoline di auguri i genitori di un bambino leucemico morto da tre anni. In ogni caso, ho paura della sindrome “Golia Bianca”: salvare a turno orsi polari o bambini kenioti, e se stavolta si sono aiutati i primi che i secondi si impicchino, che abbiamo già dato. Vero è anche che non si può non far niente, come qualcuno – giustamente – obietterà. No, infatti, probabilmente è un problema solo mio: odio – in generale – i riflettori puntati sulla solidarietà, le raccolte punti dei detersivi che aiutano a costruire un pozzo, gli applausi caritatevoli, le facce compunte e soddisfatte di quelli che vogliono far capire che han dato, l’illusione di sentirsi migliori per aver speso tre secondi inoltrando un’e-mail.
Questo post rappresenta un’eccezione. Raccolgo l’appello di Sinistro innanzitutto perché è parecchio insistente, e in secondo luogo perché porta alla luce una questione di cui, in effetti, nessuno parla. E non è che con questo abbia fatto il mio dovere. Men che meno l’avrete fatto voi leggendolo. Ma il minimo che si possa fare, tutti, è informarci.

Come voi tutti sicuramente saprete, da ormai più di una settimana gli studenti iraniani combattono la loro battaglia per la libertà. Combattono a mani nude, come è già stato scritto da Massimo Gramellini su La Stampa. “Eppure – continua Gramellinil’opinione pubblica europea non si scuote, gli eserciti della Pace non sfilano in massa sotto le ambasciate di Teheran.”
Con questo pezzetto di Word mi rivolgo a voi perché le parole di Massimo Gramellini vengano disattese. Quello che spero è che questo appello si trasformi in un grido che dalla rete si diffonda e attraversi le coscienze di tutti. Se io riuscirò a coinvolgervi, avrò fatto metà del lavoro, e allora non sarà un’utopia vedere sfilare qualche migliaia di persone sotto le ambasciate di Teheran. E non sarà improbabile che accanto a chi aveva messo, o ha ancora, una bandiera della pace a sventolare dal suo balcone, manifesti anche chi invece aveva in testa molti se e molti ma.
Dobbiamo fare sentire loro che non sono soli, e questo lo dobbiamo fare prima che i partiti si schierino, prima che sinistra e destra parlamentari ci dividano per l’ennesima volta. Sbattetevene della destra e della sinistra. Questa è una lotta per la libertà, è una lotta per la vita e loro, laggiù in Iran, se la meritano come se la meritano tutte le persone di questo mondo.
Se vi sembra giusto manifestare per gli studenti di Teheran, accogliete questo mio appello: parlatene. Informatevi e parlate di ciò che accade in questi giorni in Iran e linkate chi ne parla. Se siete d’accordo con la mia iniziativa fate un articolo (anche copiando questo testo) e intitolatelo: Sweet home Teheran.

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La buona azione

giu 21 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Leggo su 1972 che un giornalista di Studio Aperto interagisce con bloggers stranieri sulla questione iraniana.
1972 dice che qualcuno potrà pensare “che quelli di Mediaset sono ridotti male”, (nello specifico Mimmo Lombezzi l’autore della mail al blogger iraniano).
No, secondo me i giornalisti Mediaset non sono ridotti male. Anzi. Quelli di Studio Aperto hanno già utilizzato notizie attinte da blog e sono stati i primi a citare apertamente un blog (sì, lo hanno fatto in un secondo tempo, ma avrebbero di certo potuto anche ignorare completamente l’appunto di Gianluca).
Concordo con 1972, un esempio interessante di interazione redazioni/blog, che andrebbe analizzato, invece di continuare a sputare sentenze contro i blog. O misurare il loro valore semplicemente dalla presenza o no di nome e cognome.
Che i giornalisti abbiano un blog non sorprende più, che lo usino per interagire con i loro lettori o per dare notizie e segnalazioni o per raccogliere i propri articoli, per raccogliere i commenti dei lettori, va benissimo, ci siamo abituati, li leggiamo, ci piacciono, li attacchiamo perchè ci divertiamo (salvo poi intenerirci e perdere la voglia di continuare), non ci piacciono, li linkiamo, li contestiamo. Tutti una gran famiglia. Ma loro non usano mai noi esplicitamente, mentre noi ci abbeveriamo a loro volentieri e forniamo loro anche spunti per le discussioni.
Il caso di Studio Aperto è diverso. Si sono abbeverati a noi (noi, categoria bloggers) e hanno capito che non è una cosa infamante e denigrante citarci anche.
Finalmente.

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Bastardi, fatevi riconoscere

giu 20 2003 Inviato da nella categoria Personale

Ok, la teoria dei 6 gradi di separazione mi ha convinto. Ora restano da scoprire chi sono i quattro tra me e Jessica Alba.

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Telefilm Festival /1

giu 20 2003 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

Dal momento che, a giudicare dal numero di commenti ad un singolo post, sembra che l’argomento interessi, ecco per la giuia di tutti i fanatici il programma della giornata di oggi del Telefilm Festival. Chi volesse acquistare i biglietti o l’abbonamento alle tre giornate (escluso Luca Sofri, che l’ha vinto), può farlo cliccando qui. Se ci andate, fatevi riconoscere, che io ci sono. Per consultare il programma, cliccate qui o su “continua”.

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Mi ero arreso…

giu 20 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Jessica Alba - Dark AngelMi ero arreso a mani basse, senza opporre molta resistenza, al fatto che Dark Angel fosse destinato a diventare il mio nuovo X-Files.
I presupposti c’erano tutti: gli Stati Uniti del 2009 ridotti sul lastrico dall’atto terroristico di ritorsione dei paesi arabi, un impulso nucleare che ha mandato a puttane supporti magnetici, hard disk, archivi, banche; i cittadini statunitensi di origine araba perseguitati dalla popolazione animata dal sospetto che “non potevano non sapere”; un’amministrazione inesistente e incapace di riportare il paese nei ranghi della legalità; la polizia corrotta; un eroe buono, miliardario e invalido, che preferisce stare dietro le quinte e indossa la maglietta di Che Guevara; esperimenti genetici sull’uomo; la supereroina OGM che fa Max di nome e Guevara di cognome e – perdonatemi, so che non è elegante, ma non saprei trovare una definizione più calzante – è una stragnocca del calibro di Jessica Alba (che, con tutto il rispetto, Gillian Anderson, per quanto brava, alla fin fine era nient’altro che un maritozzo con i capelli).
Italia 1 ha trasmesso la prima stagione della serie (facendola precedere da imbarazzanti comunicati del tipo “Arriva il primo telefilm No-Global”) e si è fermata lì. Io, invece, ho preferito ordinare la stagione intera in DVD per potermela godere non doppiata, e già fremevo per quando avrei potuto vedere la seconda, e la terza, e la quarta…
Invece no: la seconda stagione è la season finale: la serie è stata cancellata dalla FOX a causa dei reteirati sforamenti di budget che si verificavano per ogni singola puntata commissionata. Cameron, incazzato ma neanche troppo, si è messo a disposizione per fare da regista al doppio opisodio finale a conclusione della serie.
I fan si sono scatenati ma, ad un anno di distanza dalla cancellazione, stanno chi più, chi meno, rientrando nei ranghi. Secondo FOX, Dark Angel se ne doveva andare per fare spazio a FireFly. E così io resto orfano di quello che avrebbe pure potuto diventare il mio telefilm preferito. Ho ordinato i DVD della seconda e ultima serie, quella non ancora trasmessa in Italia, nella vaga speranza che ciò possa essere d’aiuto nel superare il trauma legato alla perdita.

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