Tutti i Casini di Craxi

casinicraxi.gifVi giuro, quello che segue non è un calembour di Umberto Eco su Golem: “Un socialista autonomo, un uomo di sinistra e un anticomunista negli anni in cui essere anticomunista non era né semplice né facile”. Non è neppure l’epitafio di Giorgio Gaber. È, invece, il giudizio storico che TUTTI VOI date di Bettino Craxi. Infatti, TUTTI VOI siete andati al cimitero di Hammamet in compagnia di vedova e orfana Craxi, avete sostato in religioso silenzio davanti alla lapide più vacanziera della storia umana (lui la volle con vista sul mare), avete controllato se ancora eravate in possesso del vostro portafoglio visto che alle vostre spalle c’era la crème dei socialisti d’un tempo, avete schiarito la voce e avete enunciato quella definizione da Bartezzaghi della politica. Ah, dimenticavo: TUTTI VOI avete i capelli castani, ma ve li tingete brizzolati per apparire più maturi e affidabili, nonostante siate democristiani in pieno regime di resurrezione. Sono scemo? Affatto. Lo dice la Costituzione che io non sono scemo: VOI TUTTI eravate rappresentati dalla snella e vorace figura del vostro Presidente della Camera dei Deputati, Pierferdy Casini, in visita ufficiale nel villaggio vacanze in cui Craxi disse di essere stato esiliato. Perché non va sottovalutata questa ignominia ridicola: Casini ha riabilitato ufficialmente la figura dell’esperto di cose massoniche, di ladrocinio istituzionalizzato e di libera sottrazione della scala mobile – il non da tutti compianto Benedetto Craxi. Altre chicche uscite dalla bocca ortodontica del Presidente Che Tutti Ci Rappresenta? Vai con la Sfinge di Edipo, purtroppo mai di così facile risoluzione: “La sua visione del socialismo, per un paradosso della storia, ha vinto proprio quando lui è rimasto solo”; “È ancora solo oggi in questo cimitero che guarda l’Italia”; e poi, visto che ogni tanto Casini si ricorda che un cristiano ha a che fare in un qualche modo col cristianesimo, “Nessuno può scagliare la prima pietra”. L’Italia è in uno stato di comatosa isteria: al potere c’è ancora Craxi, milioni di lavoratori scendono in piazza come nel ’68, il Piano di Rinascita Democratica a opera di Gelli è finalmente e pienamente realizzato. Morale casina? Eccola: “Un invito per tutti ad abbassare i toni. Bisogna scrivere una pagina di storia del nostro Paese con serenità”. Alla faccia della loro faccia, proverbialmente come il culo. Conclusione patafisicamente bovina del figliol prodigo, quello che si chiama come una striscia satirica: “Oggi mio padre è soddisfatto”. Mio padre, invece, lo è un po’ di meno.

(Visited 22 times, 1 visits today)

13 Comments

  1. gianluca, dici di essere stato d’accordo con facci solo una volta in vita tua. non farti prendere dall’indulgenza, questa volta, e – per favore – censura brutalmente il commento qui sopra, rozzo e volgare come raramente mi è capitato di leggerne. per favore, dimentica il nome che c’è sotto. se lo stesso commento fosse stato postato da un tizio con nick “duxmealux” o “bettinolives” lo avresti senz’altro cestinato. e allora non arretrare rispetto al nome di facci. e anzi se puoi interdicigli l’accesso.

  2. Delio, per formazione sono contrario alla censura. Ribadisco di essere stato d’accordo con Filippo Facci una sola volta in vita mia e, in questo particolare caso, figuriamoci se posso non essere al fianco di Giuseppe Genna, che di Clarence è stato praticamente tra i fondatori, e a Clarence ha dato tanto. Obiettivamente ritengo che un commento di questo tipo serva molto più pubblicato che censurato. Detto questo, so che Giuseppe è tra quei fortunati a possedere le capacità dialettiche per rispondere da solo, senza problemi, in maniera più elegante o in linea con il linguaggio di chi lo accusa, se vuole.

  3. Il Sig. Facci può agitarsi e strillare quanto vuole, resta però il fatto che il Sig. Craxi, quanto è morto, era già stato condannato in via definitiva e quindi tecnicamente era, e si può continuare a definire, un delinquente.

  4. Ho conosciuto Craxi nel 1993, quando era il più grande appestato di tutti i tempi. Ci sentivamo quasi tutti i giorni. E’ il più grande uomo che io abbia mai conosciuto, e ho conosciuto un sacco di gente d’ogni tipo. Nella sua ultima estate mi portò dai supoi amici pescatori e a vedere il cimitero dove l’avrebbero sepolto. Quindi non rimpetemi i coglioni: per me il signor Giuseppe Genna non esiste, è un numero, appunto un archetipo, è niente, e come tale, per ciò che mi simbolizza nel mio dolore privato, ne desidero la morte. Non vedo che cosa ci sia di rozzo e di volgare in tutto questo. Poi un giorno, se avanza tempo, mi spiegherete anche perchè il mio non sarebbe un nome normale.

  5. curioso che il Suo dolore privato (che rispetto) La porti a desiderare la morte di terze persone, Facci. il suo nome, purtroppo, non è normalissimo. nel senso che, secondo me, un commento incivile come il Suo sarebbe stato cancellato, se solo fosse stato postato da un anonimo. invece lo posta il giornalista di una certa fama negli ultimi tempi, e il commento viene mantenuto. vede che il Suo nome non è normale? vede che Le concede privilegi?

  6. ancora una cosa: Lei può addurre tutte le motivazioni politiche che vuole, rimane il fatto che il Suo caro estinto abbia praticato, coperto e ispirato concussione. meno denaro pubblico del previsto è stato effettivamente speso per opere pubbliche, magari ospedali. e nel frattempo i bilanci per l’assistenza venivano anche tagliati. jonathan coe ha descritto bene un processo analogo avvenuto nella gran bretagna thatcheriana, ma tutto si adatta anche all’italia craxista. e quindi, quando Le viene una lacrimuccia pensando al povero martire morto in esilio, pensi anche ai tanti senza nome che sono morti di tumore, di diabete, anche di infarto o solo di polmonite, perché il suo eroe aveva mandato a puttane il sistema sanitario nazionale (ex gratuito). craxi non è stato solo un politico delinquente: craxi è stato innanzitutto un politico arrogantemente disattento alle necessità delle fascie piú povere della popolazione. e se il tasso di morti per tumore in italia è così piú alto che in altri paesi europei, un po’ lo dobbiamo anche a lui.

  7. Tra i morti di tumore di quegli anni c’è anche mia madre. Ho approfondito sufficientemente l’argomento, dunque: ma non mi ero mai accorto che fosse colpa di Craxi. Della diagnosi tardiva, conclusi, era colpa semmai di un sistema sanitario che era allo sfascio (com’è noto) per colpa della sinistra che a furia di compromessi con la Dc ne aveva promosso una statalizzazione da barcone dell’Est europeo. Ma che sto ad argomentare, poi. Questo è il mio ultimo messaggio, il tasso di ignoranza e di delirio è troppo elevato. C’è più cultura nella mia richiesta di morte, che estendo anche al signor Delio. Saluto e ringrazio solo Gianluca Neri, che probabilmente è quel che è per semplice colpa e merito suoi e non è quindi orrendamente (come altri) un mero sottoprodotto ambientale. Che la terra vi sia leggera, già scrissi.

  8. Conosco Filippo da molto tempo e, se proprio non posso dire che siamo amici, è proprio così, lo siamo. Non mi sorprendo, quindi, conoscendolo, della sua reazione un po’ virulenta e spiazzante, che a me personalmente ricorda quell’uscita, in pieno Costanzo Show, che lanciò Sgarbi nell’empireo mediatico e quindi politico. Fu quando Vittorio Sgarbi si augurò che Federico Zeri morisse. Allo scandalo, dopo poco tempo, si aggiunse anche la sorpresa: nel constatare che Sgarbi aveva azzeccato ogni sua previsione. Tutti conoscono pubblicamente la mia posizione su Craxi e sui socialisti dopo la svolta dell’Ergife, e quindi non mi pare nemmeno corretto ripetermi. Siccome, però, sono un garantista atipico, mi auguro che, su questo signor Giuseppe Genna, Facci non abbia ragione e che il signore non muoia: mi diverte moltissimo che qualcuno faccia venire un accesso di bile all’amico Facci. Credo che riprenderò questa discussione in un pezzo che, purtroppo, essendo io un luddista di provata fama, mi hanno incaricato di scrivere sul fenomeno “blog”. Si sa, io sono uno che non ama stare al passo coi miei tempi, che continuano ad apparirmi come un vasto turlupinio delle migliori facoltà umane. Grazie all’amico Facci e al signor Genna per il divertimento, comunque!

  9. Leggendo i commenti del signor Facci non posso che chiedermi come sia possibile che una persona di cultura, quale egli dimostra di essere, possa al contempo risultare cosi’ maleducata e priva della benche’ minima classe. Un tempo credevo che la ragionevolezza e l’apertura mentale fossero una diretta conseguenza dell’istruzione e della cultura; mi sbagliavo, evidentemente.

  10. Per il Sig. Facci Craxi sarà anche il più grande uomo che lui abbia conosciuto; opinione personale, la sua.
    Per il popolo italiano, nel cui nome (come ha fatto scrivere Castelli nelle aule di Tribunale) è amministrata la giustizia, era e rimane un delinquente nel senso tecnico del termine.
    Mi piace ricordarlo, perchè troppo spesso, come avviene in molti altri casi (vedi le sentenze di prescrizioni di Berlusconi che, sempre tecnicamente, danno per provato l’illecito penale addebitato all’imputato) questo piccolo particolare viene dimenticato.

Rispondi