Dillo con parole tue/1

Oggi avremmo dovuto parlare del Festival di Sanremo ma, diciamocela tutta, nella città dei fiori non è successa una beata fava. Quindi, dal momento che non ce lo ordina il dottore, rimandiamo a domani colpi sopra e sotto la cintura di Manuela Arcuri (i famigerati “due colpi” che mezza Italia le vorrebbe dare), e passiamo ad altro. Chi acquista il Corriere della Sera il lunedì ha un appuntamento imperdibile con la satira, quella vera. Parliamo ovviamente del riquadro “Pubblico & Privato” che Francesco Alberoni occupa in prima pagina. Da anni, ormai, l’esimio professore non perde occasione, mascherando il tutto da sagace analisi di vizi e virtù, per raccontarci i cavoli suoi. Lo fa, per giunta, con la vanità tipica del bischero che brevetta l’acqua calda. Un vigile gli dà una multa? Titolo: “Il potere, vile ricatto dei burocrati”. Una scappatella della moglie? Titolo: “Il vero amico può anche rivelarsi un rivale”. Salviamo il Corriere dallo spreco di spazio: quattro colonne che potrebbero diventare tre righe in una rubrica intitolata “Dillo con parole tue”. Prendiamo ad esempio l’articolo di ieri: «I due innamorati non sanno quali problemi dovranno affrontare, non se ne curano. Se il loro amore continua se ne accorgeranno più tardi, quando decideranno di metter su casa assieme, o quando aspetteranno un bambino». Traduzione per la rubrica “Dillo con parole tue”: «Ehi, ragazzi, avete visto che questo mese su Tele+ danno “L’ultimo bacio“?».

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