TheClassifica ’80 – Forse domani a quest’ora non avrò twittato mai

Così male, mai.

Intendo dire: Giggetto D’Alessio, il migliore del mazzo, quarto. Posizione cui forse sarebbe arrivato comunque, anzi magari senza Sanremo sarebbe andato pure un po’ meglio, ché i suoi fan si sono svenati con gli sms da un euro e zerouno per ributtarlo dentro dopo che la giuria l’ha buttato fuori. E tutto per andare comunque a sbattere contro la salastampa che compatta lo ha ributtato fuori, favorendo Noemi. Che ci vuoi fare Giggi, la sala stampa ha profondo schifo del gusto popolare, lo vuole educare a tutti i costi. Ma di fatto, il popolo ti ha lasciato tra gli scaffali come se la kermesse fosse un marchio d’infamia. L’unica altra festivaliera presente in top ten è (e meno male) Emma che lo ha vinto, al n.6. Nel dopofestival, al n.1 ci è tornata – oh, sorpresa – Adele. E al n.2 c’è sempre la raccolta tratta dalle precedenti raccolte di Eros Ramazzotti. Al n.3 risale Tiziano Ferro. Scendono al n.5 gli One Direction. Al n. 7 c’è Jovanotti, e al n.8, a riprova che la componente becchina degli italiani è insopprimibile, sale Whitney Houston. Al n.9 c’è Sud di Fiorella Mannoia, che ho visto coi miei occhi in un negozio a 22 euro. E dopo i 125 milioni di cazzate, riagguanta la top ten con le unghie, nell’ultima posizione possibile, il disco di Celentano. E poi? Gli altri?

Manca la decina nobile per pochissimo Nina Zilli, undicesima. Escono dalla top ten i Litfiba, Giorgia. Si sgonfia siccome palloncino Lana Del Rey (n.18). Passa dal n.7 al n.19 Emis Killa.

Si inerpica inesplicabilmente (per me) fino al n.15 la raccolta di Francesco Renga, entra al n.17 Arisa. Arriva a un decoroso n.20 Alessandro Casillo. Samuele Bersani (raccolta) entra al n.28, Noemi (ristampa) al 30, Pierdavide Carone al 32, Dolcenera al 37, Marlene Kuntz al 38. Poi ci sono Chiara Civello al n.57, Eugenio Finardi, con Sessanta, al 70 (davvero, oh). E con Irene Fornaciari al n.90 si chiude il depresso corteo sanremese.

Non so cosa ne pensiate, ma mi sa che Sanremo ha agito da zavorra. Oltre che per Gigi D’Alessio, anche per altri: normalmente, un disco dei Marlene Kuntz o di Finardi, non entra così basso in hit parade. E se per gli ultimi due qualcuno potrebbe parlare di un rifiuto dei fan duriepuri, per D’Alessio è un tracollo, visto che a occhio e croce la stessa Adele non può aver venduto così tanto, alla 56ma settimana in classifica, e dopo essere entrata quasi in tutte le case in cui poteva entrare.

E quindi, adesso sarebbe il momento di aprire il dibattito: Que reste-t il de nos kermesse? Delle nostre voglie e dei nostri tweet, che cosa resterà? Che lo facciamo a fare, ‘sto Festival della Canzone Italiana Che Non Vende?

…è che, maledizione, lo abbiamo aperto tante volte, ‘sto dibattito. Non ne può più di essere aperto. Anche questa, sa di manfrina, di stanco rituale.

Non voglio fare il più fico del bigoncio: Sanremo l’ho commentato anch’io, in qualche forma. E mi sono fatto le menate per averlo commentato. E per aver commentato che bisognerebbe non commentarlo più.

(quando mi ci metto sono così autocritico) (autocritico musicale, per l’appunto)

Non voglio scrivere le stesse cose due volte. Il mio compitino l’ho scritto qui. http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/fallito-e-invidioso-siamo-tutti-gialappi/48550

La sintesi, se proprio non volete andare sul sito del giornale fighetto (perché no??? Andateci, macachi!) è che Sanremo è il più grande incidente stradale del mondo. E lo organizzano ogni anno. E noi ogni anno rallentiamo, per guardare se c’è il morto (sperandoci un po’). Ma in generale, per ridere del pirla che si è schiantato. Twitter, Facebook, blog, chat e app assortite ci rendono possibile, oggi, sedere tutti assieme in un megasalotto e tutti insieme commentare, mescolando attaccamento all’evento e distacco. E’ il teorema della Gialappa’s Band. Ora non c’è nemmeno più bisogno di lei, siamo TUTTI Gialappa’s. La cosa interessante è che il futuro sarà sempre più così. Cioè, la tv farà l’impossibile per proporci eventi condivisibili e spinozabili come Sanremo, X Factor, il calcio, la notte degli Oscar, il Grandefratello, ma anche AnnoZero. Oh, io mi aspetto persino il ritorno di Giochi Senza Frontiere.

Eventi che ci faranno serata, ci faranno hashtag. Ma il giorno dopo nessuno si metterà un lepidottero nei pressi dell’apparato riproduttivo, nessuno chiederà la chiusura di un settimanale paolotto, nessuno comprerà i dischi.

Così come il giorno dopo Annozero, Report, Vieniviaconme o Ballarò, non si andava a rovesciare il governo Berlusconi, né in piazza né in gabina elettorale.

(ma sapete, questa era solo una scusa meschina per nominare Berlusconi, in nome dei vecchi tempi)

(perché la verità è che dovrei iniziare a scrivere che Adele è come Monti)

(…e la verità è che lo è davvero)

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3 Commenti

  1. The revolution will not be televised (facebooked, twitted, pinterested). Preferiamo usare i suddetti per cazzeggiare, mentre monti ci leva pure le mutande. A proposito, Adele=MOnti? Sviluppa il pensiero, prego.

  2. ahhahah mi son dovuta andare a googlare raffaele riefoli!!!
    ma che c’entra? è in the classifica? e perché?
    …e bentornato!

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  1. gassxizoj

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