Eri uno di quelli anche tu?

Eravamo quelli che una classifica non l’avevano.
Eravamo quelli che amavano le parole e non i numeri.
Eravamo quelli che non cercavano di scoprire sempre il marcio, nemmeno in Danimarca.
Eravamo quelli che provavano a far qualcosa di diverso.
Eravamo quelli che scoprivano mondi nuovi.
Eravamo quelli che il blog può esser un’occasione per.
Eravamo quelli che scrivevano per ascoltarsi e per imparare ad ascoltare.
Eravamo quelli, sì, proprio quelli.
Chissà dove siamo finiti.

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43 Comments

  1. Una volta l’ho scritta io una cosa del genere e mi hanno gentilmente spiegato che è sempre così, che sono un nostalgico dell’altro ieri, che ognuno pensa di aver fatto parte di un’inesistente e mitizzata golden age.
    Qualcuno mi ha anche preso per il culo.
    In bocca al lupo.

  2. eh.. si..come non quotare achille…
    ora ci sarà gente che sta vivendo la sua golden age ..e fra 10 anni dirà una cosa simile… (su qualche supporto/software futuristico che ci sarà allora :P)
    e 10 anni fa c’èera gente nei newsgroup che diceva cose simili..e prima nei bar…
    forse il giorno che nessuno si lamenterà della scomparsa dei famosi 4 amici al bar…sarà quello un brutto giorno :P

  3. Achille: a me prendono per il culo a prescindere (anche se dovessi scrivere “non picchiate i bambini”); tanto vale dire la mia comunque.
    Quattro anni di blog (c’è chi ne ha alle spalle molti di più) e la differenza la noto davvero tantissimo.
    Sembrano due mondi differenti.
    Non so se sia nostalgia o altro.
    Ma la differenza è palese ormai.

  4. Rossellì, ci stiamo a fare vecchi vedo. A quando un articolo sui giovani che non hanno rispetto per gli anziani e sull’infernalità della musica moderna, sulle aiuole calpestate e “ai tempi miei…”

    eheheh, bacetti.

  5. Nell’era delle tardone sgallettate e imottite di botox, 28 anni sono l’anticamera dell’infanzia eheh

  6. … Io preferisco la gente di adesso a quella di 10 anni fa. Preferisco TUTTO di adesso a 10 anni fa. Sarà che 10 anni fa tutta la meravigliosa gente che conosco adesso, non la conoscevo ancora. Insomma, bò, a me questa apologia del “quanto eravamo belli” mi ha sempre fatto cagare, però, oh, appunto, ognuno si sente nel modo che crede.
    [Ste]

  7. giorgio: ma qui il tempo è relativo. La blogosfera invecchiae e si trasforma a prescindere dall’età ciascuno di noi.
    C’è chi l’ha vista prima e chi la vede solo ora.
    Ognuno poi ci vede quel che gli pare ma chi ci sta dentro da un po’ certe differenze le nota per forza.

    Detto questo: non esistono più le mezze stagioni. :P

  8. No io non ero uno di quelli .

    Ad ogni modo mi ha fatto venire in mente :
    “Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne.”

  9. “si stava meglio quando si stava peggio”

    “quando c’era Lui i treni partivano in orario”

  10. A 28 anni sei pronta per il brodo: cacchio come s’invecchia sul blogghe!

    “non ci sono più le mezze stagioni”

  11. Più che ‘si stava meglio’, la differenza sta nel fatto che quando ‘eravano quelli’ il sistema blog era così lontano (no, intendo prima di quattro anni fa) dal concetto del numero di accessi come indicatore di qualità (semplicemente non c’erano accessi degni di diventare ago della bilancia) che il 90% delle firme-star di oggi non esistevano o esistevano solo dove si aprivano a loro volta un posto proprio, per il semplice fatto che era il sistema stesso ad abbandonarle a un destino di solitudine direttamente proporzionale al loro spessore e conseguente scelta di lasciar perdere.

    Eravamo quelli che se ci leggevano era perché avevamo qualcosa da dire, non perché qualcun altro che non aveva da dire altro che qualcuno ha qualcosa da dire diceva che avevamo qualcosa da dire.

    Questo commento si autodistruggerà in dieci secondi.

  12. Ciao Rossella, queste cose le dicevo anche io 5 6 anni fa, insieme a Achille. Ma poi ho scoperto che quello che credevo perso c’era e c’è ancora, solo che a un certo punto ha cominciato a fare meno scena (BEN PIU’ di 4 anni fa). Il solo fatto che tu questa impressione l’hai avuta a posteriori vuol dire che è tutto relativo.. ;-)

    La verità non è nemmeno quella che dice l’ottimo Broono
    (che saluto e di cui ricordo il suo bellissimo blog con tanta nostalgia di quei tempi): una volta non c’erano le classifiche ma ci si comportava come se. E c’era chi se ne fregava. Come oggi.

  13. Concordo con quello che dice broono.
    Ma aggiungerei anche che oggi sono quasi tutti scappati su network più facili da gestire, come Facebook. Dove ci si mette in mostra a livello puramente estetico e dove i contenuti sono prossimi allo zero.
    Oggi non è così facile avere un blog dove scrivere ciò che pensi, talvolta costa “sangue sudore e lacrime”.

  14. Ohilà…Biccio.

    Marò…che ricordi…io sul comò travestito da cagnolo a fare da voyeur…

    Spero non t’offenderai se per me, e a leggere il tuo nome così l’ho (ri)letto, sei sempre stato Biccio&Betta così, tutto attaccato.

    :)

    Ecco, per esempio, enne anni fa dietro a un nick c’era sempre, sempre, una vita nota e non un blog notissimo e questo faceva una grandissima cazzo di differenza.

    Ma eravamo in dieci.
    Le vite erano memorizzabili, oltre che pubbliche solo quando realmente interessanti.

  15. Io non sono mai stata una blogger, ma ogni tanto mi piaceva scrivere perchè era una distrazione, mi divertivo. Il blog era un non-luogo dove potevi portare il tuo umore del momento, il tuo pensiero istintivo. Anche il mio commento, non da professionista, alimentava il tutto e all’inizio avevo risposte interessanti. Ma poi, a forza di ricevere dai bloggers rispostacce, critiche, giudizi da intellettualoidi snob, accuse e via dicendo, mi sono rotta. Fondamentalmente, molta noia, poca osmosi costruttiva. Critica da profana per carità..

  16. oggi:
    siamo in classifica perenne, tutto è lista e code
    siamo quelli che devono fare i conti
    siamo nel marcio, non dobbiamo neppure cercare
    siamo quelli che si omologano, io stesso postando
    siamo quelli che nei mondi nuovi abbiamo esportato le nostre scorie, di ogni tipo!
    siamo “quelli che il blog”
    siamo quelli che i rumori di fondo ci coprono
    siamo!, ma solo quelli rimasti
    se non ci diamo una scossa…chissà dove…

  17. Vi aspettavo proprio a questo punto, miei cari. Oh, come vi ci aspettavo.

    “Dove siete finiti?” Ovunque. Sui giornali o in tv o in libreria o in una start-up di social networking “moolto promettente”, o sui calendari delle blogger più ffeeeghe, o nelle cene dei blogger o le feste dei blogger con gli sponsor per blogger.

    Mi dispiace, lo dico da scettico miscredente (che peraltro ha sempre usato i giornali come proprio blog) (…e che alle cene dei blogger va più che volentieri).

    Mi dispiace davvero. Ma quando si cominciano a fare due conti e a vedere come farli diventare quattro conti, tutto viene espropriato dalle Forze del Male. Tutto, dalla musica rock al bel calcio di una volta. Ovviamente avremo sempre dei bei blog, così come continuano a uscire bei dischi, o bei film. Ma siccome quello di cui sentite la mancanza è lo spirito dei vecchi tempi, l’unico modo di conservarlo è archiviare la bella stagione, voltare pagina e rilanciare.

    PS
    …Tutti su twitter? :-D

  18. @giorgio
    QUANDO C’ERA LUI I TRENI PARTIVANO IN ORARIO PERCHè LUI SEMPLICEMENTE FACVA MODIFICARE GLI ORARI!
    età dell’oro vero?

  19. “Ovunque. Sui giornali o in tv o in libreria o in una start-up di social networking “moolto promettente”, o sui calendari delle blogger più ffeeeghe, o nelle cene dei blogger o le feste dei blogger con gli sponsor per blogger”

    Ma anche no.
    Appunto.

  20. Ma per favore, io scrivo il blog da 5 anni e già allora si veniva etichettati come new comer…perché “era tutta un’altra cosa”. Eggià, ma del resto una volta questo blog era tutta campagna…
    Dove sono finiti? Sotterrati da coloro che sanno scrivere decentemente, I suppose…

  21. Eravamo 4 gatti, c’ero anche io. Ora meno male che la blogosfra è molto più grande. Mi spiace però per i sedicenti maitre à penser.

  22. @ sw4n : “com’è” , nell’ antispam di macchianera ? C’ è figa ? O solo schifosi che vogliono venderti roba per farti enlargiare il tuo regale augello?

  23. uhm..non ho mai avuto un blog, pero’ ho avuto una pagina su geocities (!!!) per parecchi anni (vale?).

    Mi ricordo bene il senso di stupore e incredulità che io e le persone che conoscevo all’epoca avevamo verso i “blog”: alla fine ci sembravano soltanto pagine web standard..e non capivamo il punto del parlarne. Retrospettivamente mi sembra chiaro che permettere agli ignoranti – in senso squisitamente tecnico, legato all’ignoranza delle tecniche di pubblicazione – di pubblicare ha portato molta più libertà in rete, compresa la libertà di essere brutti dentro e di andrsene, tronfi, a sbandierarlo.

    Va anche detto pero’ che, lette oggi, le regole di netiquette dei newsgroups hanno alcuni divieti francamente imbarazzanti.

    Se è sicuramente vero che un certo atlantidismo ha i suoi perchè – ma ai miei occhi si stava molto meglio prima della blogosfera tutta, quando la rete era 7337 e la frontiera era ancora dovunque :D – abbiamo almeno altrettanti buoni motivi per essere contenti: penso al rickrolling – e spero che agli MTVm.a
    venga fatto a tutti, penso ad Anonymous, all’ultimo libro di Gibson, alla qualità delle nuove serie tv..

    poi vabè… sui talker in telnet era tutta un’altra cosa :p

  24. Sotterrati da coloro che sanno scrivere decentemente, o che hanno capito come fare per salire in classifica? Ossequi e “Berlusconi ladro” nonché “donne nude” a tutti.

  25. “Retrospettivamente mi sembra chiaro che permettere agli ignoranti – in senso squisitamente tecnico, legato all’ignoranza delle tecniche di pubblicazione – di pubblicare ha portato molta più libertà in rete, compresa la libertà di essere brutti dentro e di andrsene, tronfi, a sbandierarlo.”

    Fantastica.

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