E’ ufficiale: la Chiesa sposta voti.

RuiniEgregio Direttore,

vorrei raccontarmi che anche ‘stavolta voterò questo centrodestra, ma non ci riesco. Vorrei soprattutto eludere quello che ieri mattina mi diceva un importante direttore di giornale: «Le liste del Pdl non sono brutte, fanno proprio vomitare».
Vorrei non aver ascoltato anche quanto mi diceva, l’altro ieri mattina a Omnibus, il professor Alessandro Campi: «Oggi i parlamentari hanno una funzione tecnica che nella maggior parte dei casi è spingere un bottone. Io, una personalità che sia veramente tale, veramente indipendente, non ce la manderei in Parlamento. In questo Parlamento servono persone fedeli, capaci di star sedute anche per 15 ore».
E io gli avevo risposto così: «Ma allora di questo passo arriveremo a selezioni tipo casting, come per la Tv». Scherzavo.
Ma nel pomeriggio eccoti la telefonata di un ex parlamentare di Forza Italia: «Guarda che i casting li hanno già fatti. Adesso non so, ma nel 1994, per le politiche e le europee, tu mandavi il curriculum e loro ti facevano la prova video. Ma poi: non l’hai vista l’Unità di oggi?».
No, non avevo ancora letto che «Il Pd fa casting ad aspiranti collaboratori» e che in centinaia avevano risposto, tra questi una famosa attrice e la solita Marianna Madia. Mi ero limitato a chiedermi, sempre a Omnibus, se la ventura Camera dei rappresentanti avrebbe potuto dirsi rappresentativa; se il Parlamento alla fine debba essere il famoso specchio del Paese oppure la sua eccellenza; se davvero, a contare, ormai, sia solo un’oligarchia di cinquanta politici in contrapposizione a centinaia di spingitori di bottoni. Tutti quesiti retorici, perché pare assodato che la nostra politica sia ormai americanizzata e che il candidato ideale sarà sempre più la risultanza di un piano di marketing: un perfetto esponente di quella che un tempo chiamavamo «società civile» e che oggi pare solo una separatezza borghese dalla politica.


Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco.

Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani.
Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto.
Ma ditemi perché dev’esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev’esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi ) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d’Occidente.
Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l’avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c’è l’islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c’è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c’è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l’inno di Forza Italia.

Ma è la destra che traccia il solco, benchè sempre più destra: il baricentro giocoforza si è spostato verso l’ex Alleanza nazionale e sconta la necessità di non cedere terreno alla neo forza di Francesco Storace, mentre sempre verso destra soffia ormai il vento (il refolo) dei Pro Life di Giuliano Ferrara.
L’esito più sostanziale e sottaciuto, nelle liste del Pdl, è stato un’autentica caccia al laico: inteso come chiunque avesse un passato liberale, socialista e non propriamente devoto. «I clericali hanno fatto una vera mattanza soprattutto in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Umbria» mi raccontava ieri un neo candidato ben piazzato nella lista della Campania. Esempi? Tanti, ma spicca più di tutti il caso del lombardo Dario Rivolta. E così a destra avanza la deriva vandeiana e la rincorsa al rassicurante benestare della Chiesa.
Addio, ex partito liberale di massa. Eppure «Non c’è giornale o forza politica disposta a raccontare che la Chiesa, in Italia, non sposta un solo voto» mi raccontava lunedì mattina Nando Pagnoncelli.
Che poi non è neanche vero: il mio voto l’ha quasi spostato.

(Filippo Facci – Il Riformista – 12 marzo 2008)

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50 Comments

  1. Certo che credere di percorrere i venti della modernizzazione denunciando “un’autentica caccia al laico: inteso come chiunque avesse un passato liberale, socialista e non propriamente devoto” è un’operazione tanto antica quanto velleitaria, alla pari con quella di Ferrara. Disquisizioni giornalistiche da editoriali in prima pagina, come le seghe mentali di Sartori sul sistema elettorale.
    In un mondo ideale, non so quanto americano, la gente va a votare:
    – Un programma economico come quello di Tremonti o del successore di Padoa Schioppa o dei rappresentanti degli altri schieramenti.
    – Una politica estera, come quella dell’ex governo Berlusconi o del successore di D’Alema o dei seguaci di Bertinotti, ecc.
    – Un piano di riforme su temi tangibili.
    – Un gradimento o meno, percepito sulla sua pelle, verso il passato governo.
    Nello stesso mondo ideale, la gente ignorerebbe:
    – Una serie di candidati civetta: veline, pseudointellettuali neolaureati, trans, gay, fascisti, donne, mogli, zie, industriali, assistenti ed altri rappresentanti a vario titolo
    – I cosiddetti liberali eccetera, definizione antica e ormai solo prerogativa di disquisitori dell’ombelico, che trova fra i suoi rappresentanti una serie di simpatici ottantenni. (Che cavolo vuol dire essere liberale, di grazia? Lo siamo tutti. Forse anche Diliberto e Storace ne sono convinti).
    – L’odiosa vertenza Laici verso Chiesa, tanto amata dai blog e da quattro giornali in croce (Foglio compreso), convinti che sia tutta una questione di dittatura della religione, manco si fosse in Iran. O che il Prete ti intimi di votare Antonio pena la scomunica.
    – Le icone dei giovani modernisti, tipo Capezzone (quello che sul suo sito si è presa la briga di dettare un programma economico che farebbe impallidire un bambino) oppure Scalfarotto e qualche altro blogger ardimentoso.
    Il Paese resterà nelle mani di quell’oligarchia di 50 o più persone perché sono le uniche in grado di proporre un disegno di legge con competenza, di argomentare e di fare. Si spera che il marketing o i casting tirino fuori qualcuno migliore dell’operaio ferito ieri o della chirurga estetica.
    Resta il fatto che gente sbeffeggiata a destra e manca, come Calderoli o Finocchiaro, studia i progetti, discute i commi, si infervora in Parlamento.
    Poi in TV vanno altri, sui giornali fanno tutti gli schizzinosi e nei blog postano la foto di Ruini.

  2. Almeno un’inesattezza: Nando Dalla Chiesa ha scelto lui di non candidarsi, aveva un posto garantito nell’IdV.

  3. Virginia, se vuoi tornare sull’argomento bene, perchè sinceramente in vita mia ho letto commenti più chiari.
    Nando Dalla Chiesa ha scelto di non candidarsi nell’Idv (che non è il suo partito) dopo che non gliel’aveva chiesto chi l’aveva candidato in precedenza.

  4. Dai, il punto base di Virginia è chiaro: va tutto bene così, poche seghe e sbrighiamoci a vincere.

    Tu Filippo, piuttosto, mica ho capito: a ‘sto giro fai il beau geste (qualunque esso sia) o sei già pronto coi rinoturaccioli?

  5. Se Berlusconi sta assoldando “nani e ballerine” è perché ha bisogno di rafforzare il suo potere in lieve crisi… dopo le vicessitudini con l’Udc ha capito che necessita di altri fedelissimi… la sua è più una “dittatura” che un partito su base democratica… sentendo scemare la fiducia ha preferito “far fuori” i possibili dissidenti e far entrare gente sicuramente più fedele e meno impegnativa da gestire (soubrettes, mogli di illustri sottoposti e via dicendo)… la qualità non ci guadagna ma almeno il potere resta saldo nelle sue mani… E comunque il PdL inizia ad assomigliare tantissimo all’ex governo Prodi: radicali, fascisti, ex comunisti, cattolici convinti e ferventi laici, conservatori, liberali, innovatori… è un’accozzaglia di gente che oramai è la base di ogni partito italiano (compreso il PD che ora come ora è il capo indiscusso dei partiti-accrocchio)…
    La Chiesa sposta voti? Ma va? Davvero? Mi sembra così strano, non l’ha mai fatto… Parliamoci chiaro, la Chiesa è contro la sinistra per ideologia… supporta da sempre la destra (anche quella pericolosa xenofoba e fascista di stampo Mussoliniano) e ogni santa volta dichiara di essere super-partes… “Noi? Non condizioniamo il voto, diamo solo delle direttive che ogni buon cristiano dovrebbe seguire”… Di buoni cristiani come li intende Bagnasco è rimasto solo Ferrara (che fino all’altro ieri pasteggiava a bambini e preti… ma è un’altra storia)… tutti i politici pseudo cattolici sono divorziati, conviventi (‘dico’ per dirla in politichese), vanno a puttane o con i trans, praticano l’aborto… e vale sia a destra che sinistra eh, non è un discorso di parte, fanno schifo più o meno tutti…
    E dunque mi chiedo… vale davvero la pena votare per chi rappresenta solo se stesso e on il popolo? Il silenzio diventa assenso, il votare scheda bianca viene bellamente deriso/non considerato da classe dirigente, tv, giornali e alla fine ce l’abbiamo tutti in quel posto… e dubito sia piacevole…
    Erano i miei 2 cent, abbiate pazienza, ultimamente sono acido…

  6. La cosa + ridicola e’ la seguente:
    1) a destra si fa il partito unico PDL per evitare di dare troppo peso ai “nanetti”, copiando il PD
    2)per erodere voti ai nanetti come Storace e Santanche’, si imbarca gente come Ciarrapico
    ERGO: Storace pesa nelle candidature PDL + ora che e’ fuori di quanto peserebbe se fosse dentro.
    Questo succede quando si copiano le cose senza capirle: dalle mie parti si dice” il tacon e’ peggio del buco”

  7. quel che sta accadendo è semplicemente la messa a nudo del sistema democratico. un insieme di lobbisti che non deve mostrare un programma, ma piuttosto far vedere di essere meglio capaci degli altri a vendere un prodotto.
    volete un cattolico? ce l’abbiamo, un imprenditore? eccolo, un operaio? si un paio mi son rimasti, un ecologista? dovrebbero arrivare la prossima settimana, glieli ordino. questo è il conto che faccio, segno?

  8. @ Virginia: va bene, comandano in 50. E’ vero. Ma allora perchè io dovrei stipendiare 900 parlamentari a corredo di cui 850 circa fra veline, sciampiste, cognati, conduttori tv falliti e mogli degli oligarchi di cui sopra? E perchè, di quei 50, tutti portano il crocifisso al collo?

  9. Non capisco.
    Cosa ti ha fatto QUASI (cioè non) spostare il tuo voto?
    Il peso intrinseco della Chiesa in questo paese introiettato nella mediocrità dei politicanti italiani? O i politicanti italiani all’opera prima di essere raggiunti dal capitolo CHIESA?

    Perché a me continua a sembrare che la Chiesa sia una signorona di belle forme (tette prorompenti, culo di altri tempi) che passeggia su e giù per il corso del paese suo, attirando le fantasie dei (repressi) villani.

    Facci, non hai visto Persepolis? Quando i guardiani della rivoluzione rimproverano la protagonista perché la corsa mette in evidenza le sue curve, lei risponde “e voi non guardatemi il culo”. Ecco, smettiamo di guardare il culo alla Chiesa.

  10. Ma Facci l’hanno candidato? No? Quelli della Brambillona li hanno segati?
    Ah, ecco.

  11. però facci mica l’ha raccontata giusta. il casting il pd non l’ha organizzato per i candidati al parlamento, ma semplicemente per uno spot tv da campagna elettorale.
    messa come l’ha messa lui, invece, sembra tutt’altra cosa.

  12. Facci, non potrei essere piu’ d’accordo. E complimenti, anche.

    Quelli che hai scritto sono parte dei motivi per cui per la prima volta non andro’ a votare (per abitudine mi turero’ il naso lo stesso, quel giorno).

    Ora la parte che mi compete, l’astio livoroso. Uno assiste alla candidatura di Colaninno e dice vabbe’, aspettiamo di sentirlo parlare, a parte il fatto che sei gia’ fuori di testa per il fatto che continuano a definirlo giovane imprenditore, quando quello in vita sua ha intrapreso il cazzo che se lo frega.

    Per essere chiari: io sono un giovane (?) imprenditore, lui no. Ma vabbe’.

    Poi lo senti parlare. Una volta, due volte, tre volte, e pensi: ridateci De Mita.

    Mavaffanculo, vai.

  13. A parte che è sempre bello leggere un articolo del 12 maggio, questo articolo sarebbe stato veramente micidiale, se solo te l’avessero pubblicato sul Giornale e non sul Riformista.

  14. Ho scritto un commento che non appare, ora lo riscrivo piu’ breve, semmai ve ne beccate due, potrete sopravvivere?

    Facci, sono molto d’accordo con te. Molto molto. Ed e’ per questo che per la prima volta non andro’ a votare.

    Quando ho visto la candidatura di Colaninno, ho pensato vabbe’, sentiamo che dice. A parte il fatto che gia’ mi giravano le palle per il fatto che continuano a chiamarlo giovane imprenditore. Che cazzo ha mai intrapreso nella sua vita non si e’ capito, ma vabbe’, i giovani imprenditori italiani sono al 99% figli di. Ma vabbe’.

    Poi lo sento parlare, una volta, due volte, tre volte: ridateci De Mita.

  15. Facci che scrive una lettera al direttore del Riformista, che poi è nuovo di zecca, anzi è un ritorno al futuro del democratico Polito. E Facci che la firma “maggio 2008”, sarà un refuso, ma in fondo è più che altro un auspicio, quello di trovarsi già di là dal 13 aprile.
    E poi Facci che ritira fuori il passato sul tenore del si stava meglio quando si stava peggio, pescando nel calore dell’amicizia di Luca Josi.

    Crisi dei quaranta?
    Adoro le crisi, dal greco krisis (separazione, scelta, giudizio, decisione). La crisi è bella, se ci pensate bene è piena di speranze, è come il dolore, il vuoto, che precede una nuova creatività, come l’attesa che prepara l’amore.

  16. Ci torno. In un mondo ideale ho detto, che dovrebbe includerti, si sceglie chi votare per motivi consistenti. E non si bada all’impresentabilità di quello o quell’altro (che tanto di impresentabili ce ne sono sempre stati, sempre irrilevanti; cambia solo la provenienza), all’assenza dei liberali eccetera (che non vuol dire niente) o a guardare il sedere della Chiesa come dice Silvio. Sono argomenti un po’ leziosi per quel mondo ideale.
    E i motivi consistenti stanno nelle mani di quei 50 che sanno gestirli. Il resto è folklore e cattivo gusto, come i manifesti delle varie campagne.
    Sì old major, hai ragione. Ogni volta promettono di ridurre il numero dei parlamentari, dei ministri, dei sottosegretari, ecc. E poi, giocoforza, si accettano una serie di compromessi.

  17. M,

    tu sei molto molto d’accordo con Facci e non voterai. Per quel che vale, anch’io sono molto molto d’accordo con voi due e non voterò. Rimane da appurare se l’opinion maker in area centrodestra Facci sia molto molto d’accordo con se stesso, ovverosia se voterà o meno pdl: l’articolo non suona dirimente in tal senso (non ce la fa a raccontarsi, il voto quasi spostato: nuances psicodrammatiche più che chiare prese di posizione. Il finale disciplinato in apnea non mi pare escluso).

    Virginia, il tuo iperrealismo sfiora l’horror.

  18. Luca, Facci dice espressamente che non riesce a negare che parte delle candidature Pdl facciano schifo. E questo, per un giornalista che scrive dove scrive Facci, e’ gia’ un bel passo, a confronto con le pelli d’orso che tocca leggere in giro.

    Poi non votare non e’ obbligatorio.

    Mi pare piu’ pregnante la critica di chi si e’ chiesto perche’ non lo abbia scritto sul suo giornale, questo pezzo.

    Naturalmente poi quando Facci fa gossip ignobile su Travaglio diventa una macchietta, ma questo e’ un altro affare.

  19. Per quel che può valere un’opinione, spero che tu davvero sposti il tuo voto.
    Perchè la “testa” l’hai già spostata da un pezzo dalla parte giusta.
    Solo che il tuo corpo, nella fattispecie la manina, si rifiuta di ammetterlo.

  20. Tanto di cappello!

    è in momenti come questo che mi ricordo perchè sul mio blog ho una rubrica dedicata a Filippo Facci intitolata “Facci godere”

  21. M: “Luca, Facci dice espressamente che non riesce a negare che parte delle candidature Pdl facciano schifo. E questo, per un giornalista che scrive dove scrive Facci, e’ gia’ un bel passo, a confronto con le pelli d’orso che tocca leggere in giro.

    Poi non votare non e’ obbligatorio.

    Mi pare piu’ pregnante la critica di chi si e’ chiesto perche’ non lo abbia scritto sul suo giornale, questo pezzo.”

    M, ma la mia non era una critica, cercavo solo di focalizzare il punto comunicativo di Facci, per capire se si tratta di un episodico esercizio di libertà intellettuale (in casa d’altri, come noti anche tu) tutto sommato innocuo e magari con finale allineato, oppure di un qualcosa di più sostanzioso.

    E non perché sia interessato alle peripezie politico-affettive di Facci, delle quali, com’è ovvio, me ne strabatto las bolas, ma perché reputerei interessante che uno che scrive opinioni un giorno sì e uno no in prima pagina sul Giornale aprisse un fronte solido di critica dura e ragionata nei confronti dell’andazzo del PDL. Auguro ai lettori del Giornale che ciò avvenga.

  22. Io sono tristemente d’accordissimo con Virginia, specialmente sul fatto che le 50 (50?) persone in grado di proporre una politica economica adeguata, una pianificazione seria di opere pubbliche o delle riforme utili e sensate, non sono rese visibili o messe in evidenza perchè nei dibattiti, nei blog, nei posti dove la comunicazione è importante, fa molto più fico e ggiovane parlare di gay, di preti o di Ferrara.
    Per dire: io voterò PD, ma Scalfarotto mi sta abbondantemente sulle palle. Bersani invece mi piace moltissimo, ma è “vecchio”. Va bene lo stesso?

  23. Preferisco uno che mi scrive ‘Facci stronzo’ alla prosopopea disinformata e pressapochista dei Luca Carlucci.

  24. Caro Trevisiol, bentornato: ma la Sua non è una domanda retorica. Io al Giornale talvolta propongo l’impossibile. Questa volta non l’ho neppure proposto: al Giornale godo di una libertà senza pari, ma chiedere di pubblicare un articolo del genere (che giudica schifose le liste fatte da Berlusconi) sarebbe stato troppo. In ogni caso (secondo me legittimamente) non sarebbe stato pubblicato.

  25. Anch’io me lo augurerei, Luca, anch’io.

    Pero’ volevo chiedere a Diamonddog qual’e’ la parte giusta. No perche’ magari me la sono persa.

    Calearo con l’inno di FI sul cellulare? O Colaninno il giovane imprenditore di ‘sta cippa di fava? O la Madia pluri-raccomandata? Oppure gli svariati indagati e/o condannati per reati per nulla trascurabili presenti nelle liste PD?

  26. Ho capito: Facci, unitamente all’articolo, ha inviato un CV al riformista. Vuole cambiare posto di lavoro. Per quanto Il Giornale sia ignobile il Riformista però è decisamente peggio: è insulso.

    M: Colaninno è veramente imbarazzante, almeno la Marcegaglia avrebbe solleticatao maggiormente i miei gusti sessual-horror.

    E’ ovvio che non si debba votare, personalmente non sono mai entrato in un seggio elettorale (a parte per il referendum sulla procreazione assistita). Accorgersi solo oggi che PD e Pdl (o destra e sinistra o FI e Ulivo) sono manifestazioni della stessa dittatura capitalista è un po’ ingenuo, no?
    Coraggio siori e siore, scegliete: volete i banchieri filantropi o i bottegai brianzoli al governo?

    Ma vaffanculo!

  27. Filippo, le tue preferenze sono già ampiamente soddisfatte, non mi pare il caso di lagnarsi.

    Oh, la domanda mica era difficile, comincio a pensare che svicoli. Sulla scorta delle cose ineccepibili che hai scritto a Polito, alla fine ti tapperai il naso e voterai cmq le liste “da vomito” (cit.) del pdl (occhio che vomitare tappandosi il naso può essere rischioso) oppure non voterai/voterai altro? Nella seconda ipotesi, parlerai di tutto ciò ai lettori del Giornale o alla prossima ospitata TV?

  28. Una volta si votavano i partiti,quelli pochi, sceglievi o destra o sinistra. Poi da quando si è sostituito questo sistema con il candidato diretto tutto si è frantumato,una parabola in discesa davvero tremenda: credo sia una delle campagne elettorali peggiori, anonime e prive di contenuti, liste dei candidati incluse.

  29. Dai minimi ai massimi sistemi.
    Dalla critica ai minori delle liste al rimpianto per il Partito.

  30. Io non voterò questo centrodestra.
    E ho già detto tutte queste cose a Omnibus, su La7. Le ripeterò dove potrò, come tutte le mie opinioni e come credo che tutti dovrebbero fare.

  31. Ovvia. Ti ringrazio per la risposta, cristallina e senza equivoci – non guardando la TV, Omnibus l’ho mancato, sennò avrei tolto il riferimento alle ospitate TV.

    Mi piacerebbe discutere con te del perché un autorevole e conosciuto opinionista politico del Giornale non possa esporre tutte le sue opinioni politiche sul Giornale, per poi passare a speculare su che tipo di Giornale sia il Giornale, su quale considerazione abbia per la libertà di pensiero dei suoi collaboratori e lettori, e se davvero valga la pena, per una persona libera e intelligente, contribuire a un organo di informazione di tal fatta. Ma tutto sommato sono affari tuoi, e non voglio togliere spazio a coloro che vogliono darti dello stronzo, per il loro e il tuo diletto.

    Saluti e buon lavoro.

  32. Scusa Luca, non voglio difendere FF che non ne ha certo bisogno, ma:
    – se non guardi la TV xchè e su quali basi chiedi a FF di andare o no in TV a sostenere improbabili posizioni?
    – ti stupisci che il Giornale non pubblichi l’articolo di cui sopra; se lo pubblicassero, al Giornale sarebbero proprio degli stronzi al cubo. Suvvia, è una semplice legge di mercato.
    Un po’ come candidare Calearo nelle proprie liste e rifarsi ai valori di sinistra. Ops…

    Virginia: scusa, quale Partito (con la p maiuscola)?

  33. Beh scusate, ma questo succede quando invece delle elezioni si fanno le assunzioni: voglio dire, non si è mai sentito che in una democrazia i leader degli schieramenti scelgano i parlamentari (semmai dovrebbe essere il contrario).
    Il mio non voto è dovuto in primo luogo a questa ragione. Poi certo, a queste elezioni si è superato ogni limite: hanno giocato sul principio del “rinnovamento” per metterci dentro di tutto.

    @ piti: non è vero che la Carlucci è una grande scienziata: infatti non ha vinto il Nobel. :)

  34. Scusa Facci, nel tuo articolo hai dimenticato di citare Maria Vittoria Brambilla.

  35. Old Major, non guardo la tv (soprattutto l’informazione: qualche film ogni tanto ci scappa) ma la percepisco attraverso la rete – rimasticature iutubesche e commenti vari. E in passato ne ho guardata fin troppa, e il mio cv da telespettaore è a posto per un bel po’. Fatico però a vedere la connessione: per aver il diritto di chiedere a Filippo se certe cose le dirà anche in TV devo per forza infliggermi il TG1 e Porta a Porta?

    Sul Giornale, ovvio che non mi stupisco. Però confesso che non mi dispiacerebbe che ospitasse un editoriale di Facci, pacato e ragionato, in cui lui scrivesse perché non voterà questo centrodestra. Sai, sono queste piccole cose che fanno la differenza tra un organo di informazione orientato politicamente e un mero strumento di propaganda.

  36. bravo Facci, ma non ti devi giustificare con i commentatori sul come voterai…

    in ogni caso è sempre più raro trovare blogger che rispondono ai commenti

    ciao

  37. Ho votato 2 volte in vita mia, Forza Italia, con convinzione e forse anche entusiasmo. Eppure le mie giornate non sono cambiate di una virgola, né col governo Berlusconi, né con quello Prodi. Andrò a votare, con indifferenza questa volta , solo perché l’astensionismo legittima quei cialtroni che stanno in parlamento a farsi ancora di più i fatti propri e allora se devo dare il mio contributo per mantenere qualcuno, scelgo per simpatia istintiva la Santanchè. Non condivido una virgola del suo programma, ma tanto i programmi sono solo fuffa, quindi che me ne importa?

  38. Luca: non mi interessa che tu guardi o no TV ed in quale misura. Se scrivi “…parlerai di tutto ciò ai lettori del Giornale o alla prossima ospitata TV?” sottointendendo che il destinatario della tua è un pusillanime, devi essere almeno informato. Un minimo.
    Il Giornale è uno strumento di propaganda. Mi sa che non leggi neanche i giornali. Per carità, non faresti male. E poi l’articolo di Facci non lo definirei pacato: dà degli idioti ai 4/5 del parlamento futuro (che, bada bene, non potremo neanche scegliere). Al Giornale, infatti, non frega un cazzo di quello che pensa un lettore come te (o me). Tu non lo leggi. E loro non lo pubblicano.

  39. E’ vero, la Santanche’ emana proprio una grande simpatia.

    Peccato non si presenti il mostro di Rostock, uomo che infonde calore umano a chiunque lo incontri.

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