Il grande freddo

Un interessante articolo sul BMJ spiega, dati statistici alla mano, come gli effetti delle heat wave sono minori di quelli di quelli di un normale inverno in termini di mortalità delle persone anziane. Per cui gli effetti sulla temperatura provocati dal Global Warming in realtà si tradurrebbero in un vantaggio netto dal punto di vista della popolazione. Per un aumento di circa 2 gradi si avrebbero solo in Gran Bretagna 2 mila morti in più per il calore ma 20 mila in meno per gli inverni meno rigidi.
Ora, siccome questa statistica tocca la nostra generazione che si subirà il Global Warming nella terza, quarta e quinta età, praticamente ad andare in giro in macchina ci stiamo salvando la vecchiaia.

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12 Commenti

  1. Ottimo: visto che in ultima analisi tutto il caos che stiamo provocando al pianeta è frutto della sovrappopolazione, un altro bel feedback positivo è quello che ci vuole per mandare definitivamente tutto in malora…

  2. Beh, che ad un inverno senza riscaldamento si fa fatica a sopravvivere, mentre in un estate bollente, se non si e’ vecchi o malandati, si campa tranquillamente, e’ la scoperta dell’acqua, pardon, dell’aria calda… di solito il problema dei paesi caldi non sono i colpi di calore, ma la siccita’, i problemi all’agricoltura, ecc. Che poi a Londra staranno bene se la temperatura aumenta non mi stupisce, semplicemente la fascia del pianeta “abitabile” si spostera’ piu’ a nord. Ed e’ possibile che buona parte dell’Italia rimanga fuori…

    PS come aree calde dell’Europa lo studio prende Atene, e va bene, e il Nord Italia. A memoria, le aree piu’ calde sono il Sud Italia e il Sud della Spagna, forse sarebbero state un po’ piu’ significative

  3. I danni al pianeta da inquinamento etc. e la sempre maggiore la scarsità di risorse, come l’acqua, son abbastanza dimostrabili.

    Il Global Warming invece per ora non lo è.
    Secondo molti sono mutamenti, ciclici o meno, indipendenti dalle attività dell’ uomo.
    Non che questa sia una scusa per fregarsene totalmente ma effettivamente risultati definitivi al riguardo non ve ne sono.
    E’ verò che Groenlandia deriva da GreenLand ?

    olà
    p.s. voglio macchiaradio domani (e 2).

  4. Ah ah.
    E’ un pò come la storia che consumare bevande alcoliche fa diventare più intelligenti perchè brucia i neuroni vecchi..
    c’è sempre un lato positivo della faccenda!

    C’è anche da dire che statisticamente le popolazioni più longeve sono quelle che vivono più al freddo!

    Quindi qual’è ora la stima della nostra esistenza media?

  5. Ah ah.
    E’ un pò come la storia che consumare bevande alcoliche fa diventare più intelligenti perchè brucia i neuroni vecchi..
    c’è sempre un lato positivo della faccenda!

    C’è anche da dire che statisticamente le popolazioni più longeve sono quelle che vivono più al freddo!

    Quindi qual’è ora la stima della nostra esistenza media?

  6. Mah….
    e chi e’ questo M. Martinelli, professor, Univ. degli Studi di Bologna ?
    sul database del MIUR non risulta.
    e di solito si cita con precisione il Dipartimento e/o l’Istituto.

  7. Mah….
    e chi e’ questo M. Martinelli, professor, Univ. degli Studi di Bologna ?
    sul database del MIUR non risulta.
    e di solito si cita con precisione il Dipartimento e/o l’Istituto.

  8. Ottimo! Se le cose restano così.
    Così saremo ancora di più, inquineremo di più e… sicuramente le cose resteranno così.
    Il problema non è se muore un vecchietto in più o in meno, o se ci salviamo il culo noi. Il problema è se le cose porteranno ad un clima incompatibile con la sopravvivenza della nostra specie.

    E quest’inverno… tutti al mare.

  9. “Interessante articolo. Bisognerebber leggerlo tutto. Se la morale è “non tutto il male viene per nuocere” sarebbe un articolo parziale e sciovinista. E’ sempre possibile, di fronte ad un fenomeno che provoca una molteplicità di conseguenze, prenderne una sola e far finta che le altre non esistanto. In questo caso l’aumento di temperatura viene esaminato solo in relazione alla mortalità estiva e alla mortalità invernale. Tra l’altro, solo in relazione alla mortalità estiva e invernale in inghilterra (che dire, infatti, di quei paesi in cui è già caldo e la mortalità invernale non esiste?).
    Comunque bisogna vedere se due gradi in più di media faranno solo piacere all’Inghilterra. In italia. quest’estate, il troppo caldo ha bloccato i treni. Ho letto che problemi può dare anche l’asfalto (che diventa molle) e i ponti stradali e ferroviari. Bisognerebbe sapere se in Inghilterra l’acciaio delle rotaie e l’asfalto delle strade è predisposto per sopportare temperature più elevate di quelle degli ultimi 10 anni (se no, buona spesa).
    Per non parlare del livello dei mari e della corrente del golfo, della deforestazione, della siccità, dell’estensione di specie non autoctone ecc

  10. “Interessante articolo. Bisognerebber leggerlo tutto. Se la morale è “non tutto il male viene per nuocere” sarebbe un articolo parziale e sciovinista. E’ sempre possibile, di fronte ad un fenomeno che provoca una molteplicità di conseguenze, prenderne una sola e far finta che le altre non esistanto. In questo caso l’aumento di temperatura viene esaminato solo in relazione alla mortalità estiva e alla mortalità invernale. Tra l’altro, solo in relazione alla mortalità estiva e invernale in inghilterra (che dire, infatti, di quei paesi in cui è già caldo e la mortalità invernale non esiste?).
    Comunque bisogna vedere se due gradi in più di media faranno solo piacere all’Inghilterra. In italia. quest’estate, il troppo caldo ha bloccato i treni. Ho letto che problemi può dare anche l’asfalto (che diventa molle) e i ponti stradali e ferroviari. Bisognerebbe sapere se in Inghilterra l’acciaio delle rotaie e l’asfalto delle strade è predisposto per sopportare temperature più elevate di quelle degli ultimi 100 anni (se no, buona spesa).
    Per non parlare del livello dei mari e della corrente del golfo, della deforestazione, della siccità, dell’estensione di specie non autoctone ecc

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