32 Commenti

  1. Allora? Se lo fa la Tv è un doveroso omaggio al Grande Papa, se lo fa uno stronzo qualsiasi con la macchinetta è incivile? Mettiamoci d’accordo!

  2. Esatto. Mo mettetevi nei penny di quel fanpixel. Anzi, mettetevi all’indietro di lui, che ci sono sacche a mezzaluna di sfilatini obiettivizzati, videocamere ufficiali, flash a badilate, e proprio la formichina deve esserle fatta una tirtina di antenne?
    Legalizziamo la necrofilia digitale!

  3. Sagace Petunias, non ci era arrivato nessuno. E non hai capito qual’è il problema, appunto.

  4. Per una volta mi trovate d’accordo. Ma che ci volete fare? Se uno non ci arriva da solo a capire che la foto di un povero morto non è propriamente un souvenir come una foto della fontana di Trevi, chi potrà mai farglielo capire anche con divieti/rimproveri etc? Comunque mi unisco al moto di nausea…

  5. Ma la fede è anche fatta di immagini sacre e santini riprodotti su t-shirt, tazze da american coffee, boccali di birra, che pure fanno orrore…poi i papaboys ci possono sempre fare un salvaschermo, a breve sapremo quale suoneria per l’occasione entrerà nella hit cellulari.

  6. Capirai, troppe parole dovrebbero essere scritte senza apostrofo, e senza puntiglio.

  7. Petunio – questo sarà pure un fotomontaggio. ma quello che ho visto io, con gli occhietti miei, per quanto miopi, a San Pietro (persone che, teoricamente, stavano lì per motivi di fede, o anche solo per umano rispetto o che so io, ma che, una volta arrivati davanti all’altare, hanno tirato fuori macchine fotografiche e videofonini per fotografare il Papa morto. E vai con gli mms papa-necrofili.) non lo era.

  8. La cosa più bella è la partenza di tutta una folla di insospettabili. Gente di cui mai si sarebbe detto che fossero Cattolici (e infatti lo sono come il dio Odino) che imbraccia la chitarra, prende il libro dei canti e parte.
    Emotivi?
    Impressionabili?
    Pagliacci?
    O magari solo un pò coglioni?
    (Ovviamente rispetto il cordoglio e l’omaggio dei cattolici veri)

  9. In questi giorni migliaia di persone si sono già incosapevolemte macchiate del peccato di idolatria e feticismo (secondo alcuni biblici ed evangelici precetti della religione alla quale pretendono di appartenere). Numerosi mercanti si sono accostati al tempio ignorando la sferza del Cristo.
    E le immagini rubate con gingilli elettronici sono solo la conseguenza del condizionamento isterico-emotivo di molti pseudocristiani.
    Buona serata.

    ——-

    “I shall die here. Every last inch of me shall perish. Except one.
    An inch. It’s small and it’s fragile and it’s the only thing in the world worth having. We must never lose it, or sell it, or give it away. We must never let them take it from us.”

  10. Un mio amico del Gabon mi ha raccontato la fortuna per aver fatto solo quattro ore di fila, e l’indignazione per tutte le foto e video girati,lui è normalmente digital-munito.

  11. F.F.

    ” qual’è senza apostrofo ?”

    non necessariamente

    L’Accademia della Crusca sostiene che sia più esatta la versione senza apostrofo, ma qualche linguista la pensa diversamente
    per esempio LUciano Satta :

    Anche gli aggettivi e pronomi tale e quale diventano tal e qual sia dinanzi a vocale sia dinanzi a consonante, sia al maschile sia al femminile. Ma sono elisioni o troncamenti ? Cioè, è ancora frequente l’uso di far cadere le vocali finali di queste due parole davanti ad altra parola che cominci per consonante?
    Possiamo rispondere sì per tale, giacché, senza contare l’espressione fissa il tal dei tali, si usa dire ancora « Nel tal giornale c’è il tal fotoservizio ». E allora scriveremo tranquillamente senza apostrofo tal amico, tal impresa e così via.
    Ma qual è piuttosto raro davanti a consonante, e suona antiquato. Perciò alcuni grammatici consigliano di restaurare la forma qual apostrofata: qual’e. La presenza di due vocali uguali non fa tollerare in questo esempio che si scriva quale è, salvo che non si voglia dare a quale un risalto particolare. Ma davanti ad altra vocale l’imbarazzo dell’apostrofo può essere eliminato scrivendo quale per intero: quale amore, quale odio. In ogni modo noi siamo a favore di qual è, senza apostrofo; torneremo sulla faccenda tra poco, nelle nostre consuete osservazioni. […]
    Ma vediamo in breve come se la cavano gli scrittori con l’apostrofo, e quindi con l’elisione e il troncamento. Essendo l’apostrofo un segno dei meno appariscenti, può accadere che molti errori siano in realtà sviste tipografiche e niente più; tuttavia li citeremo, nel dubbio assolvendo l’autore.
    La disputa se si debba scrivere qual’è o qual è non è risolta né dalle grammatiche, né tanto meno dalla letteratura. Sono per l’apostrofo, fra gli altri, Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi. Non apostrofano invece Vasco Pratolini, Giuseppe Berto, Alberto Moravia, Goffredo Parise, Libero Bigiaretti.
    Ripetiamo alla buona i termini della polemichetta; e prendiamo gli argomenti di due studiosi: Franco Fochi (fautore dell’apostrofo) e Bruno Migliorini (che non ce lo vuole).
    Dice il Fochi che per quale « il troncamento è cosa del tutto finita, che appartiene alla storia, e non più all’uso della parola ». Egli prosegue citando il qual maraviglia di Brunetto Latini a Dante, che oggi più nessuno direbbe; e osserva che qual resta soltanto nel detto scherzosamente solenne Tal morì qual visse, in una o due espressioni come per la qual cosa. Ricordate le combinazioni con certo – in certo qual modo, un certo qual garbo, una certa qual mansione – egli insiste: « Ma ecco che qui mansione, di tre sillabe, preferisce la forma intera: “una certa quale mansione”. E l’effetto aumenta con l’allungarsi del nome: “un certo quale spiritello”, “una certa quale condiscendenza”, ecc. ».Insomma, secondo il Fochi, essendo il qual tronco una cosa storicamente morta, c’è solo il quale da elidere; perciò, apostrofo.
    E sentiamo Bruno Migliorini: « Che si scriva un uomo e non un’uomo, un enorme peso e invece un’enorme ingiustizia è una distinzione non fondata sulla fonetica ma sulla schematizzazione dei grammatici. Distinzione artificiale è perciò quella fra “troncamento” e “elisione”, ma una volta che questa distinzione si accetti, ne discende come un corollario ineluttabile che si debba scrivere senza apostrofo tal è, qual è… ».
    L’argomento del Fochi fa riflettere, è vero. Ma ha qualche punto debole. Anzitutto l’esempio un certo quale spiritello non è acconcio; diciamo quale spiritello e non qual spiritello solo perché è buona norma non troncare davanti a parola che cominci con s impura.
    Inoltre il Fochi cita onestamente alcuni esempi di sopravvivenza di qual.
    Aggiungiamo, pignoli, il diffuso « Qual buon vento ti porta? »; e quattro citazioni di scrittori: « E qual rispetto dal concessionario… » (Domenico Rea); « …senza qual sacro pudore » (Riccardo Bacchelli); « Qual testimone veridico… » (Carlo Emilio Gadda); « … qual più qual meno » (Virgilio Lilli). Queste nostre quattro citazioni, ne siamo certi, possono aumentare, anche se non di molto. E allora, è proprio morto il qual?
    Ma il nostro discorso è un altro. Franco Fochi sostiene che si deve scrivere qual’è ma non condanna come errore qual è; insomma egli ha messo o rimesso di moda un’altra duplice grafia del patrio idioma. Con tutte le parole che si possono scrivere in due, tre, quattro modi, non ce n’era davvero bisogno.

  12. OPS…scusate, non mi ero accorta che fosse così lungo :)

    ma la pagina da linkare era molto più lunga

  13. GIORDANOBRUNO?!!?!?!?!?!?!
    L’HAI SENTITO IL TUO BOSS?
    STIAMO ARRIVANDO, PIAZZALE LORETO!
    BU!

  14. Uh, ma quanti sapientoni, ma quanti spiritosoni.
    Eppure mi sembrava d’aver scritto chiaramente:
    “SCUSATE NON HO CAPITO IL PROBLEMA”.
    E se una battuta va spiegata, be’, forse non è così fenomenale come battuta.
    Anzi, forse era così scadente che qualcuno in buona fede poteva persin pensare che non fosse affatto una battuta.
    E, ve lo dico? Continuo a non aver capito il problema.
    Perché se dovessi averlo capito sarebbe talmente sciocco e banale che scusate, eh.

  15. Petunias, credo, ma dico credo, che il problema fosse il fatto che, al di là che quello fosse un fotomontaggio, c’erano decine di persone in quella posizione lungo la sfilata della salma. E non credo che fosse una battuta, appunto, ma una considerazione. Io mi scandalizzo meno, di fronte ai fotografatori telefoninati, ma è chiaro che il messaggio di Biani era chiaro, indipendentemente dal fatto che quello fosse un fotomontaggio.

  16. Sinceramente, tra il fatto che intere famiglie si sparino quattordici ore (QUATTORDICI ORE!) di fila in piedi in via della Conciliazione (affrontando tra l’altro notevoli escursioni termiche) e il fatto che poi, davanti alle spoglie del Papa, estraggano il telefonino e facciano una foto, be’, tra i due trovo di gran lunga più rilevante il primo. E il secondo non solo ne discende naturalmente, ma mi pare quasi logico, conseguente – anzi: consonante. Nient’altro che il premio per trattenere l’attimo di grazia dopo quattordici ore di passione, visto che il tempo che viene concesso di trascorrere al cospetto della salma sfiora i sei-sette secondi.

  17. Leggo in rete che il Lotto incassa moneta sonante sulle giocate che riguardano la morte del Papa. E’ poi scattata la corsa ai santini, ai gadgets e al numero dell’Osservatore Romano che titola la morte del pontefice.
    Un ultimo appunto: se il Papa dice che in Iraq c’è una guerra sanguinosa ed ingiusta e che mai più ci dovranno essere guerre, allora si parla di Grande Uomo di Pace.
    Se lo dicono migliaia e migliaia di cittadini in piazza si tratta di un branco di comunisti e no-global.
    Solo una cosa in comune: nessuno dei due viene cagato di striscio.
    Ma che vadano aff….

  18. Bravo Giulio.
    Pensa che io passo per amico di Saddam solo per essere stato contrario alla guerra !
    Eppoi lo sai che PACIFISTA è una parolaccia?
    E pensa che ci si ricorderà di questo Papa per aver fatto CADERE IL COMUNISMO, ma non perchè fosse in un certo senso un NO-GLOBAL o NEW-GLOBAL.
    Pensa te un papa COMUNISTA-SFASCIAVETRINE.
    E quando mai lo rivedremo

  19. Caro Petunia il tuo arrampicarti sugli specchi è degno del miglior cicchitto dopo le elezioni regionali. Ed ORA che hai capito la vignetta puoi anche dire che non ti piace, che non sei daccordo, che poveri fedeli in coda, etc…, ce ne faremo una ragione.

  20. Vedi, Balthazar, penso che questo Papa verrà ricordato per due cose:
    – per aver fatto cadere il comunismo, senza averlo fatto devvero (dalla destra)
    – per aver criticato il capitalismo e la guerra, senza averlo fatto davvero (dalla sinistra)
    Strumentalizzate, gente, strumentalizzate…

  21. Petunias, hai centrato il cuore della questione: secondo te sono stati i veri credenti a estrarre il telefonino? No perché ci sono anche migliaia di persone che vanno ai concerti di vasco rossi e passano ore e ore di disagio, magari accampandosi in tenda in acquitrini paludosi per vedere VASCO ROSSI. A parte il discorso delle foto, ma siamo sicuri che *tutti* quelli che sono sfilati davanti alla salma del pontefice erano mossi da vero spitito cristiano? Dov’è ‘sto benedetto spitito cristiano? Quello piuttosto si sarebbe benissimo potuto esercitare con molta sobrietà standosene a casa propria, pregando per l’anima del pontefice che se n’è appena andato, e evitando di fare finta di dispiacersi per la morte di una persona di ottantaquattro anni, che è nell’ordine naturale delle cose. Ma secondo me la maggioranza delle persone che hanno intasato Roma in questi giorni lo hanno fatto per partecipare “all’evento”, storico, mediatico, quello che vuoi: è questa la novità dei nostri tempi, che non avremmo potuto immaginare anche solo cinquant’anni fa. Magari erano affezionate veramente alla persona, ma non più di come si può essere appassionati a una rockstar. Che in fin dei conti questo è stato il primo papa rockstar, il primo papa mediatico, il primo papa di cui si farano i poster (se già non sono stati fatti). Tutti i “ggiovani”, moltissimi papaboys, se ne stracicciano dello spitito cristiano e dei precetti più intimi della religione cattolica, salvo poi aderire a quelli più di facciata, tipo andare a messa tutte le domeniche, avere il santinao nel portafogli o sposarsi in chiesa. La vera fede è un’altra cosa, una cosa molto più sobria.

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