dal blog di Franceschini

L’on. Dario Franceschini (Margherita) non si occupa solamente della tutela della cucina tipica ferrarese (memorabile l’incipit: «C’e` un imbarazzo non trascurabile nel descrivere l’anima della cucina e delle ricette di Ferrara e della sua terra.»). Sta infatti presentando un progetto di legge per ridurre al 4% l’IVA sui dischi e inserire la detraibilità degli acquisti fino a 250 euro, inasprendo al contempo le pene contro la pirateria.
Peccato che se uno va a guardare un po’ in giro potrebbe scoprire che la UE ha già detto che l’IVA sui dischi non si può ridurre, e che la versione originale del testo non parlava di fine di lucro, ma di profitto, in pieno assenso con la legge Urbani.
Fin qua nulla che ci possa sconvolgere. Ma visto che Franceschini ha un blog e ci commenta persino su, magari qualcuno tra il colto pubblico può essere interessato a confrontarsi urbanamente con il Nostro…

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un matematto

12 Commenti

  1. Qualche considerazione:
    1) in Spagna un provvedimento simile è stato adottato dal governo Zapatero, l’IVA è scesa da ~20% a ~4%
    2) il testo da lei linkato, ossia la “sesta direttiva iva”, contiene un allegato (l’allegato H) che dispone che stabilisce un “elenco delle forniture di beni e delle prestazioni di servizi suscettibili di essere soggette ad aliquote ridotte dell’Iva”. In questo elenco appaiono al punto 8 i “servizi forniti da o diritti da versare a scrittori, compositori o artisti interpreti”. I CD musicali entrano dunque nell’ambito dei beni e servizi per i quali i singoli governi possono decidere una riduzione, la proposta dell’on. Franceschini è dunque conforme alle direttive europee (l’allegato H si trova all’URL: http://www.finanze.it/unione_europea/dir1992_77.pdf
    3) tutta la sesta direttiva iva è attualmente sotto esame per essere riscritta (infatti risale al 1977) e certi vorrebbero armonizzare una riduzione dell’IVA su base europea per quanto riguarda i prodotti culturali; ma c’è anche un’altra tendenza, al contrario, a tassare questi prodotti dell’ingegno umano (vedi Riccardo Orioles: http://www.macchianera.net/archives/2004/06/non_sempre_leur.html)

  2. Ehi, c’è anche un post del 10 novembre in cui “il nostro” chiede di commentare le uscite di Flavia Vento… ci sarebbe da divertirsi in entrambi i casi. Ma sei sicuro che i commenti non vengano filtrati?

  3. No, Codogno, anche tu qui, mi crolla un altro mito.
    Manca solo D’Itri e giuro che dismetto l’abbonamento a internet.

  4. Io non sarò molto capace a leggere, ma se nel link alla sesta direttiva trovo scritto (verso il fondo)

    La proposta mantiene la possibilità di applicare un’aliquota ridotta per la ricezione di servizi radiotelevisivi, mentre il progetto iniziale ne proponeva la soppressione a causa delle distorsioni di concorrenza che ne derivavano per il settore delle nuove tecnologie dell’informazione (Internet). Nell’elenco, la Commissione non include i CD e i DVD, poiché, a differenza di quanto accade per i libri, l’aliquota IVA sui dischi, le videocassette e i DVD è già armonizzata. Una modifica dell’aliquota rappresenterebbe un passo indietro.

    il tutto pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 96 del 21.04.2004, non mi sembra proprio che i dischi (a differenza dei libri) entrino tra le merci dell’allegato H.

    Quanto a Zapatero e il suo abbassare l’iva sui dischi, basta leggere http://www.diotima.it/message_12189.asp
    verso metà (visto che quei comunistacci del Manifesto non tengono gli archivi disponibili) oppure http://www.sincolumna.com/jorge/col_jor_0033_10052004.html ultimo paragrafo (per vedere la cosa “vista da destra”).

    Insomma, l’Iva sui cd verrà abbassata solo se tutti gli stati membri saranno d’accordo, come specificato al punto 53 della proposta di cui sopra; fare una proposta di legge nazionale che abbassi l’aliquota solo in Italia è come minimo strano.

    Grazie per il link sull’allegato H, ieri sera non ero riusicto a trovarlo.

  5. è vero, mi era sfuggito quel paragrafo della direttiva, e mi era sfuggita anche la notizia della bocciatura del progetto di zapatero… grazie per le rettificazioni
    saprebbe per caso qual è il testo di legge al quale fa riferimento la frase “l’aliquota IVA sui dischi, le videocassette e i DVD è già armonizzata”?
    altro quesito che mi pongo: il punto 7 dell’allegato H parla dei concerti e manifestazioni simili, i CD e i DVD sono già armonizzati, quali sono i beni di cui parla il punto 8? mi vengono in mente solo gli spartiti, che però non possono essere il solo oggetto dell’articolo di un testo giuridico generale come questo…

  6. non sono certo un esperto di diritto tributario, ma da quanto ho capito io il testo di legge sull’armonizzazione è appunto la direttiva del ’77. Al punto 8, mi vengono in mente anche i diritti siae per i compositori; inoltre probabilmente se io facessi un concerto potrei chiedere un compenso con l’iva ridotta. “Potrei” perché – sempre che non abbia capito male – queste cose devono comunque essere adottate per legge: insomma i beni e servizi di cui all’allegato H possono (ma non necessariamente devono) avere l’iva ridotta.

  7. Armonizzache?
    In Germania l’iva e’ al 16
    In portogallo al 17, in grecia al 18
    Armonizzatissime

  8. Quella dell’IVA sui CD e sui Film è una vera bufala. Un falso problema. Perché abbassare l’IVA su un prodotto di Jennyfer Lopez, Britney Spears o Robin Williams? O su un film di Steven Spielberg o George Clooney?

    Cosa c’entra la cultura? A chi può venire in mente di favorire fiscalmente dei multimiliardari e manager che fanno vita da nababbi (Berlusconi e compagni di merende a parte)?

  9. Non si favorisce fiscalmente nessun multimiliardario, l’IVA è il consumatore a pagarla, e i proventi vanno allo stato, che c’entra Britney Spears? Chi verrebbe favorito da tale misura sarebbe unicamente il consumatore (anche se certi dicono che, forse e sul lungo termine, l’industria discografica ne trarrebbe ugualmente profitto vedendo arginati gli effetti della pirateria,visto che sono i prezzi spropositati ad incitare tanta gente a scaricare da internet; ma questo è un discorso un poco sofistico).

  10. Inesatto rAjAh. Che l’Iva la paghi esclusivamente il consumatore è un’illusione contabile in cui è facile cadere, ma vera in pratica solo in presenza di ipotesi molto restrittive che qui non mi sembra possano ricorrere. In tutti gli altri casi una riduzione dell’aliquota Iva avvantaggia le imprese. Ed equivale ne’ piu’ ne’ meno alla riduzione di un costo variabile, del quale una parte si trasferisce sul prezzo di vendita (facendo aumentare la quantità venduta), una parte sul margine di profitto unitario. Questo quando non si traduce addirittura in un aumento netto del profitto unitario, senza ripercussioni sul prezzo e quindi senza alcun beneficio per il consumatore.

  11. Oggi non ne azzecco una… grazie Lloyd. Ma ammettendo che un governo (o piuttosto l’UE) decida di abbassare l’IVA sui prodotti come i CD di musica, questo governo non dovrebbe disporre degli strumenti adatti per controllare che la riduzione sia effettivamente riportata sui prezzi finali, a vantaggio del consumatore? L’avvento dell’Euro ha mostrato che il governo italiano non è molto ferrato in questo ambito; ma sul piano teorico, sarebbe possibile esercitare un controllo dei prezzi? Oppure, come sostiene Low Resolution, una modifica come quella auspicata da Carmen Calvo o dall’on. Franceschini porterebbe inevitabilmente profitti solo ai produttori/autori?

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