Caro amico ti scrivo

E insomma c’è questo mio amico che ha un blog abbastanza celebre, nel quale parla di un po’ di tutto e quasi mai di sé. Tutto può tradursi in un post: politica, spettacolo, cultura, costume, trash. Su questi temi il mio amico fa spesso lo spiritoso, e molto più spesso di quanto meriti viene preso sul serio, molto sul serio.
Ora questo mio amico si è messo in testa di scrivere una cosa seria, seria per davvero. E che, per di più, riguarda la sua vita privata, quella nella quale, per forza di cose, è costretto ad essere molto meno spiritoso che sul web, anche se la gente, di questo, si stranisce.
Proprio lui, che mal sopporta i blog “diaristici”, sta avendo una deriva alla Howard Stern: i cazzi suoi in diretta, senza filtri.
Dice che va bene, che è giusto così, che è venuto il momento.

E allora mi racconta di una bambina di nove anni che un giorno, per sbaglio, lo chiama “papà”. Della volta che lei gli chiese di costruirgli un castello con la sabbia, e lui si inimicò tutti i padri della spiaggia disegnando persino i merletti delle tende alle finestre. Della volta che lei gli chiese di modellare insieme un piedone con la sabbia e lui, che è parecchio pignolino, tracorse un’ora buona a scolpirlo finché non fu perfetto, e la bambina si era ormai interessata ad altro.
Poi della volta che lei e sua madre si trasferirono da lui, più o meno due anni fa, e ci furono da affrontare i problemi del cambio di città, di scuola, del cercare una casa. Alla fine la trovarono e, sotto Natale, andarono a vivere tutti assieme. Mi dice che lui era parecchio contento, perché Natale non è veramente Natale se non sei un bambino, o se non hai da renderlo speciale per un bambino.

Infine, mi parla di quando sua madre decise di tornare sui propri passi, e lui – ormai più che abituato all’idea che le grandi passioni finiscono e non c’è proprio niente da fare -, si preoccupò soltanto della bambina, e del fatto che avrebbe dovuto affrontare il terzo cambio di città, casa, scuola, papà.

Sempre questo mio amico mi racconta di quando, qualche giorno fa, decide di chiamare la bambina, sul suo cellulare (sì, ne ha uno tutto suo già a nove anni: comprarlo si era reso necessario perché, a dire della mamma, il vero padre non era mai rintracciabile quando l’aveva in custodia), e lui sente rispondere una voce di una donna grande, la voce non più amichevole di una donna persino arrabbiata. Lui spiega che avrebbe voglia di sentire la bambina che per due anni ha vissuto nella cameretta accanto al suo studio, che vorrebbe sapere da lei se ha già scritto la lettera a Babbo Natale e chiederle che cosa desidera le porti.
Lei, la voce ostile, malgrado quella fosse la prima telefonata in assoluto da quando lui è tornato a vivere da solo, risponde testuale: “Gradiremmo che tu non chiamassi più né questo numero né il mio. Io e la bambina ci stiamo ricostruendo una vita, e sono assolutamente convinta sia giusto così”.

Io gliel’ho detto, al mio amico, che non è educato, non è financo elegante, utilizzare un blog virtualmente pubblico per trattare una faccenda privata e scrivere che è una volgare insensibile baldracca che meriterebbe l’infibulazione, non fosse che potrebbe comunque ancora riprodursi.
Alla fine non mi è sembrato avesse voglia di accettare il consiglio.

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50 Comments

  1. Forse il tuo amico si dovrebbe chiedere perché quella donna lo possa odiare così tanto. Le donne non odiano mai se non sono state offese profondamente.
    E se il tuo amico riuscisse a capire le ragioni della mamma, anche per la bambina sarebbe meglio.

    Insomma, io mia figlia, se ne avessi una, non la farei parlare con un uomo che mi odia e che mi considera una baldracca, anche se questo uomo un giorno ha costruito castelli di sabbia con la piccoletta.

  2. ogni tanto e’ concesso sacrificare l’eleganza per uno sfogo.
    il tuo amico ha tutta la mia comprensione.

  3. I figli non si possono donare e poi togliere. Penso che abbia ragione il tuo amico.
    Ma penso anche che la diplomazia è un arte che va coltivata piano piano e che se lasciasse perdere un 90% di acredine, date le buonissime intenzioni, chiedesse il “permesso” di farle un regalo per Natale, la madre non si sentirebbe scavalcata, la bimba potrebbe riavere quel tipo pignoletto come conoscente (non + amico purtroppo)
    Se poi è proprio bastarda dentro potrà dire di no, ma in fondo il tuo amico al momento che ha da perdere?

  4. ‘Le donne non odiano mai se non sono state offese profondamente.’
    Rina, vuoi dire che se ti picchio ma con rispetto e dantoti del lei mi vuoi bene lo stesso?

  5. mascia ha detto e io sottoscrivo.
    mi chiedo (un po’ da sempre, devo dire) come si possa diventare estranei dopo una grande passione. come si possa resettare in un giorno.
    io ho un problema con gli addii. forse per quello sento ancora tutti i miei ex. tranne quelli scomparsi, of course..e il modo ancor m’offende.

  6. Ma se Rina Scita se ne andasse a cagare, con le sue certezze da Bacio Perugina, e andasse a farlo in uno di quei blog in cui la ritengono un genio, malgrado donna, malgrado una forza esterna le imponga di commentare qualsiasi cosa con la prima cazzata che le viene a mente anche quando non ha un’opinione, perché è l’unico modo che le ricorda che esiste?

  7. Gianlu’, puoi dire al tuo amico da parte di una mia amica che, sfoghi di rabbia e sparate ingiustificabili a parte, la mia amica gli è vicina e capisce che ci sono dolori che uno non prevede e non sa nemmeno come prevenire? Digli anche che se questo era il post con cui pensava di farla incazzare, è riuscito solo a farle venire gli occhi lucidi. Ecco, diglielo, dai. La mia amica ci tiene.

  8. mi dispiace Gianluca per quel “tuo amico”.
    Avevo letto i suoi post sui castelli di sabbia, sulla volta che l’ ha chiamato papà … mannaggia, mi dispiace davvero tanto!
    Che ci vuoi fare, dicono che “è la vita”, ma comunque fa parecchio male!

  9. Ci sarebbe da dire tanto su questa pagina, ma in fondo qualsiasi cosa è fuori luogo, tranne le voci dei piccoli, che non si ascoltano mai, tutti presi dai nostri rancori più o meno sacrosanti.
    Troppo facile la solidarietà per la madre esasperata o per il padre strappato, certo ognuno avrà le sue motivazioni e giustificazioni sempre ritenute al di sopra di quelle dell’altro.
    Io sto dalla parte della bambina, che nessun rancore avrebbe il diritto di privare della voce che ha scandito le piccole gioie e dolori di due anni del suo cammino.
    Non c’è offesa che ci dia il permesso di strattonare i cuori dei piccoli; certo, nemmeno quello dei grandi, ma farlo con i bambini è davvero un delitto.
    Loro non sono quello che per comodo ci dipingiamo, non è vero che preferiscono genitori (certo, “genitori”, anche se uno dei due è arrivato dopo; il cuore dei bambini è grande e distingue, ma ama senza distinguo) separati anzichè litiganti, sono cazzate che ci raccontiamo per giustificare le nostre partenze, la nostra esasperazione, il nostro sguardo che non vuole più posarsi sull’altro.
    E non c’è bambino che meriti un Natale senza voce.

  10. Caro anonimo amico di un amico, che non hai neanche il coraggio di firmarti con il tuo nick vero, e se tu ti concentrassi sul problema dell’uomo, la la donna e la bambina, invece di pensare a Rina Scita?

  11. Mi dissocio da quanto scritto da Rina, ché nemmeno l’offesa più grave giustifica un comportamento osceno, causa di confusione e smarrimento all’incolpevole bambina. Non c’è cosa peggiore, per un bambino, che finire vittima delle beghe tra gli adulti. Ma, evidentemente, gli adulti, se non sanno anteporre gli interessi dei figli ai loro, non possono definirsi tali. Per questa tizia, speriamo solo per lei, vale il pensiero euripideo: “la donna è il peggiore dei mali”.

  12. Troppo facile la provocazione.
    Troppo difficile sentirsi provocati da l’epilogo di una vicenda che non può essere riassunta da un post.
    I buchi nel giubotto del bambino di Brontolo non presupponevano alcun approfondimento, i motivi che potrebbero aver condotto un uomo e/o una donna a simili reazioni, sono troppo personali per farmi cedere alla facile tentazione di indignarmi.

  13. Riflessioni

    Succede di leggere delle cose che ti colpiscono, anche se, magari, non hai una grossa simpatia per chi le ha scritte.

    Poco fa, ho letto questo .

    Il primo commento l’ha postato

  14. Forse il tuo amico avrebbe fatto bene ad accettare il tuo consiglio; ma questo, già lo sai.
    Quando un animale è ferito, morde. Non importa chi o cosa, ma morde. Vale per te, come per me, per il tuo amico, come per le sue vecchie amiche.
    Forse è ridicolo anche solo scriverlo (lo è), sicuramente è inutile; comunque sia, un abbraccio.

  15. Caro “amico” è fortunata la tua bambina a non poter avere a che fare con un padre egoista come te. Essere genitori vuol dire ben altro che fare i castelli di sabbia, o fare il regalino di natale…ma tu che cosa ne sai? Sei accecato dal tuo orgoglio di uomo rifiutato che neanche riesci a vedere che padre saresti potuto realmente essere. Ma meglio cosi: a tua figlia viene risparimato, grazia alla madre, l’avere a che fare con un uomo cosi piccolo. Sono certa che la mamma ha saputo essere anche un padre per lei, nonostante le grandi fatiche di tutti i giorni…ma tu che ne sai!!! Infine: prima di parlare di infibulazione, rifletti sul significato pieno di sofferenza che questa parola continua ad avere per migliaia di donne…

  16. “Le donne non odiano mai se non sono state offese profondamente”? Scusa Rina, ma le donne non possono anche essere semplicemente stronze o per fatti terzi cambiare?
    Nello specifico, mi chiedo come stia la bimba per questo nuova vita. Perché conosco personalmente, Rina ascolta, un caso simile: Lei e Lui, entrambi fuoriusciti da precedenti relazioni, vanno a convivere. Dopo qualche tempo Lei comincia a uscire spesso, fino ad assentarsi a lungo e comunicare infine di aver trovato un altro (che durerà il tempo di una stagione) e volersene andare. Senonché Lei ha una figlia piccola. Che è disperata perché vorrebbe restare con Lui, piuttosto che ripartire con Lei, che sarà pure la sua mamma biologica, ma è decisamente peggio del suo papà acquisito.

  17. Comprendere le ragioni della madre: l’autodeterminazione, la salvaguardia della figlia.
    Purtroppo le ragioni dell’altra parte restano inascoltate.
    Ci si riempie il petto di diritti che nessuno discute, ma i doveri (morali, visto che la legge non ne consente) li si ignora con una leggerezza disarmante.
    Penso che questo ragazzo meriterebbe almeno rispetto umano, basterebbe la quantità tributata agli sconosciuti per strada, invece deve abituarsi all’idea di essere diventato improvvisamente il nemico e costretto a una guerra che non avrebbe voluto.
    La situazione in sé fa riflettere, al di la delle persone, delle singole ragioni e aspirazioni.

  18. Tutti i diritti alle madri. E se davvero non riuscite a credere che le donne sono perfette, beh, siete degli sciagurati. Anzi, no, com’era il termine esatto? Ah sì: maschilisti e materialisti.

  19. Non è baldracca. Né puttana.
    Purtroppo è semplicemente femmina. Le femmine, se non diventano donne, sono il risultato peggiore degli esperimenti perversi di Dio. Ti sto vicino, da uomo. Vicino al tuo amico, volevo dire.
    [Ste]

  20. Trovo terribilmente sciocco avere – e soprattutto tramandare – una percezione negativa del proprio passato.
    Anche perchè, tolto quello, non è che poi rimanga molto altro da raccontare. Né a se stessi né ai propri figli.

  21. Non ho ancora trovato una donna che abbia fatto una scelta giusta in amore, Rina.
    Le donne sono quegli esseri pronti a lasciare un uomo e odiarlo perchè ha spremuto il dentifricio nel mezzo, ma poi amano e adorano l’uomo che le tradisce e le picchia.

  22. Rina Scita qua il punto non è concentrarsi sul problema dell’uomo/donna/bambina. Da quel poco che si è letto direi che non è facile trovare le cose giuste da dire. E proprio per questo mi stupisce una generalizzazione banale come la tua su una situazione di cui, lo ricordo, non sai una fava (esattamente come me, peraltro).

  23. Arirossa, per cortesia, nel metre torni negli anni settanta a blaterare che l’utero è tuo, te lo gestisci tu, e guai a chi te lo tocca (che poi a me farebbe anche schifo), fai anche una sosta affanculo.

  24. …..malgrado una forza esterna le imponga di commentare qualsiasi cosa con la prima cazzata che le viene a mente anche quando non ha un’opinione, perché è l’unico modo che le ricorda che esiste? (Questo ha scritto “L’amico di un amico” per Scita) Concordo. Magari toglierei il punto interrogativo, in attesa che Scita metta al mondo una bambina.

  25. Dì al tuo amico di scegliere il suo giorno preferito e che in quel giorno, ogni anno, mandi alla bimba la foto di quel piedone, in un modo o nell’altro, in forme sempre differenti. Non sopporto quelli che dicono che “sono certi” di quello che gli altri provano o sono, quando in realtà non sanno proprio un cazzo. La mia è solo un’idea, se vuoi sciocca, un modo per farle ricordare sempre del tuo amico, fino a quando arriverà quel giorno in cui ogni figlio si accorge che un genitore, per quanto lo si ami, qualche cazzata l’ha fatta. E le donne, è fisiologico, nel fare cazzate impulsive sono nettamente superiori agli uomini(e questo vale con o senza post, con o senza amico, con o senza madre della bambina).

  26. E’ notte.
    Mi e’ accaduto spesso di notte di pensare all’amore finito. Ci sono stati attimi in cui mi sentivo il cuore talmente gonfio che volevo strapparmelo, sono momenti di dolore forte, di sconforto, di solitudine ed anche di collera.
    Penso pero’ che una persona amata resti sempre in noi, sempre, per quanto un rapporto finisca male o con dolore o con noia o apatia. … Gli occhi di un bambino poi restano sempre ancor di piu’ in noi.
    Ricordo un disegno che mi fece una binba di 5-6 anni … su quel disegno, che ho ancora qui con me, ci sono io e sua zia che ci teniamo per mano due gg. dopo il nostro rapporto, fini’! Guardare quel disegno per parecchio tempo mi faceva commuovere pensavo a me, a sua zia, alla sabbia … buffo ma anche in questa storia c’era il mare e la sabbia ed io che scavavo, tipo cagnone, nella sabbia per far divertire la piccola e forse divertirmi anche io :). Mah!
    Mi porto’ molto dolore perdere tutti gli affetti che avevo con l’amata.

    A volte basterebbe poco si ha pero’ paura di soffrire troppo e cosi’ c’e’ chi sceglie, come Lei, la via piu’ facile e meno dolorosa: allontanarsi in modo infantile o forse piu’ maturo … ancora oggi non so cosa fu meglio in fondo e noi ci sentiamo privati di un qualcosa che e’ dentro di noi stessi immenso, ma da cui dobbiamo separarci.

    Si dice che il tempo serva.. e’ vero … il distacco poi fa sempre crescere e tutto o quasi passa e dopo un po’ bisogna cercare di vivere la gioia delle cose vissute, delle emozioni e dei ricordi belli e brutti e delle persone amate guardando avanti, magari con gli occhi di quel bambino che c’e’ in noi e che gioca con la sabbia sognando: e’ questo e’ bellissimo.
    Diglielo a quell’amico!

  27. Lo sapevo che Chicavq aveva avuto un buon rapporto con il proprio padre.:)) Tutte le donne che in questo blog sono disposte a difendere lui lo hanno avuto. Ed un buon rapporto di questo tipo aiuta molto a gestire queste situazioni, a dividere le cose anche quando è più difficile. Detto questo, penso che anche lui non riesca ad entrare nella testa di lei, pretenda, altrimenti lei non farebbe così. Nei momenti di crisi ciascuno fa i suoi back to basic, i ritorni primari a paure e rabbie, a quelle mai risolte definitivamente. E tutto diviene più difficile anche il cuore viene sacrificato alla propria autodifesa. In certi momenti non ci possiamo permettere la perfezione, non siamo così forti e bravi per riuscire a farlo, e si tronca il buono insieme al cattivo. Si potrebbe provare a scrivere una lettera e ad accompagnarla con un regalo, silenziosamente, senza invadere. I bambini capiscono, ed anche per le mamme è più facile spiegare, così, in modo indiretto. Se ci comportiamo da adulti maturi i bambini capiscono sempre, il problema è che quando succedono queste cose è proprio la parte più infantile ed indifesa di noi che si ravviva. Un po’ di tempo comunque aiuta.

  28. Domiziano Galia, complimenti per la prima pagina sul Forum di Grasso, di cui ti sei impossessato da quasi una settimana (attività remotivante). Le donne possono essere stronze, come lo possono essere gli uomini. Le donne, come gli uomini, cambiano assai più lentamente di quanto si creda. Non entro nello specifico di casi che non conosco. Nel caso descritto in questo post si parla di una donna che assume un atteggiamento drastico nei confronti di uno che fu suo compagno. Conosciamo solo la versione dell’uomo. Di questa donna noi non sappiamo nulla. Avrà pure delle sfumature psicologiche. Mi rifiuto di credere che una sia stronza o baldracca e basta.

    Anna, ti ho già risposto su Oce.

    Raccoss, tu non sai quante cose racchiuda quel dentrificio spremuto nel mezzo. E’ una filosofia di vita, è una cultura diversa, è un manifestarsi dei segreti più nascosti di un animo umano.

    Ventomare, sebbene condivida il tuo punto di vista generoso, non sono d’accordo con te quando affermi che le donne che hanno avuto un buon rapporto con il padre sono quelle che capiscono il comportamento di lui. Se una donna ha avuto un buon rapporto con il padre, può comprendere anche meglio il comportamento di lei. Un buon padre non rende le donne chiuse alle altre donne.
    Il problema, secondo me è che uomini e donne hanno una grande difficoltà di comprensione reciproca, che riescono a superare solo nell’atto sessuale, nell’arte e nella psicoanalisi.

  29. Bambini piccoli e bambini grandi

    Gianluca ha un amico omonimo, che fa (incredibile!) le sue stesse cose. E se l’è presa a male per una triste cosa. L’importante sarebbe non far soffrire i bambini, e che il suo amico non la prenda con eccessivo cinismo……

  30. Secondo me dovresti dire al tuo amico di sbronzarsi e di piangere finché ci riesce, poi di provare a vivere e di fidanzarsi, magari sposarsi e fare uno, due tre bambini, perché se c’è una cosa per cui ha senso la vita questa sono i bambini.

    E poi tra quattro o cinque Natali, quando il tuo amico avrà per casa due o tre fantastici mocciosi, vedrai che bello sentire suonare alla porta e vedere arrivare un’adolescente truccata e piercingata, carica di regali per quelli che sono, in qualche modo, anche i suoi fratellini.

    Un abbraccio

  31. si dicono molte parole, alcune vuote altre sentite.
    io ti do’ una stretta di mano e un abbraccio

  32. Chissà forse la lei del tuo amico se ne andata perchè il suo compagno passava il tempo a baloccarsi coi blog: quante storie finiscono perchè una delle due parti non riesce ad accettare che ci siano passioni, impegni obiettivi che prescindono dal rapporto e che non devono essere messi in discussione da questo?
    O forse la situazione era un po’ più complicata. E la passione, hobby, lavoro, occupazione del tuo amico è uno spazio dai limiti non ben certi e tanto centrale da assorbire e far gravitare attorno ad esso ogni altra cosa. Fino ad intaccare, ad andare a discapito e a sovrapporsi a una dimensione altrettanto inviolabile, che è proprio quella del rapporto intimo tra due persone.
    Forse la ragazza in questione si era stufata di guardare il tuo amico negli occhi e non avere risposte a quelle domande che non possono essere evase troppo a lungo. E forse si era stufata anche che alcune di queste risposte invece di arrivare a lei venivano date in pubblico, a un interlocutore generico, quasi a cercare un consenso e un’approvazione dove non vanno cercati. Forse il tuo amico doveva dare più fiducia a se stesso e alla sua lei, invece di cercare conforto tra estranei.
    Forse visto che di questa storia non sappiamo nulla. Le combinazioni delle vicende umane sono infinite, quindi tutto è possibile, anche se però chissà com’è di solito tendono a ripercorrere strade già battute.

    Detto tutto questo sono d’accordo con Lia che sul passato non si può mettere una pecetta e senza nulla sapere, l’atteggiamento della signora sembrerebbe abbastanza ottuso e stronzo. Tuttavia non si può neanche dire che sia vero in assoluto: esistono anche dei casi in cui è bene sparire e avere il coraggio di farlo, per il bene di chi si ama. Ovviamente non so se questo è vero per l’amico di Gianluca.

    ciao

  33. Caro “amico di un amico”…veramente negli anni settanta non ci posso tornare in quanto non ero ancora nata…Inoltre lo slogan femminista che citi non mi appartiene affatto e non capisco proprio come ti possa essere sognato di attribuirmelo! Ti basti solo pensare che, mio marito ed io, siamo genitori di una bimba di quattro anni…
    Infine ti ricordo che ad essere maleducati come te non si fa mai una bella figura! Piuttosto cerca di dare dei buoni consigli al tuo amico su come si diventa un buon padre. Buona serata!

  34. Sì ma basta fare i commenti da diario! Torniamo a parlare delle Lecciso e di Leduesimone (che non è che faccia poi tutta sta differenza…)!

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