I punti MilleMiglia dei Bin Laden

Sostenuto da Steven Spielberg, che già gli assegna arbitrariamente un Oscar, e da mezza Hollywood, il 25 giugno scorso, con in saccoccia la Palma D’oro vinta al Festival di Cannes, ha debuttato nelle sale “Fahrenheit 9/11“, il nuovo documentario di Michael Moore.

Macchianera vi propone il trailer di “Fahrenheit 9/11” e l’intervista di David Letterman a Michael Moore, ospite del “Late Show“.

A chi, nel frattempo, volesse portarsi avanti con i compiti, è consigliata la lettura del “Fahrenheit 9/11 Facts“.

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Late Show - with David LettermanDavid Letterman: Il nostro primo ospite è un cineasta vincitore di un Oscar il cui nuovo documentario intitolato ‘Fahrenheit 9/11’ esce il 25 giugno. Signore e signori, ecco Michael Moore! Voglio farti subito un paio di domande e poi passiamo a parlare del documentario…

Michael Moore: Va bene.

L’Oscar… hai vinto l’Oscar per “Bowling a Columbine“. Quando hai vinto sarai rimasto sorpreso.

Molto sorpreso.

Sei salito sul palco, hai ricevuto il premio e hai iniziato a prendertela col presidente. Lo avevi programmato?

No, volevo ringraziare il mio agente e la mia parrucchiera e andarmene subito. Ma mentre mi dirigevo sul palco, mi sentivo come Gollum del “Signore degli anelli“. Nella testa una voce mi diceva: “Manda un bacio a tutti e lascia il palco”. Un’altra voce diceva: “no, c’è una guerra in corso, devi dire qualcosa!”, e io “no, non voglio dire niente, è la mia serata agli Oscar! Sii gentile e congedati”, ma ha vinto l’altra voce…

Già, il tuo discorso non è stato accolto molto bene, vero? sei stato più o meno contestato…

Qualcuno mi ha acclamato, altri facevano “buu” e poi ancora “buu”.

Ti avrà fatto una strana sensazione, avevi appena ricevuto uno splendido premio e tutti ti acclamavano e si congratulavano e un attimo dopo ti hanno contestato. Rimpiangi di averlo fatto o no?

No, ormai non più perché… io ho detto che ci portavano in guerra per motivi fittizi e in realtà non sapevo se fosse vero all’epoca. Eravamo in guerra solo da 5 giorni, sai…

Allora che ti è preso?

Mi sembrava giusto farlo…

Hai improvvisato…

Voglio riferirti una curiosità sulla serata degli Oscar: le prime parole che ti senti dire quando lasci il palco… ci sono due stagiste in quinta, in abito da sera e una ti dice “Champagne?” e l’altra “Mentina?” Queste sono le prime parole che senti da premio Oscar e nel frattempo sai che è in corso una rivolta in sala. “Sì, ho bisogno di una mentina”…

Quindi appena ricevi l’Oscar ti insegnano i primi rudimenti su come si maschera una sbornia…

Esatto…

In seguito, di recente, sei stato premiato per “Fahrenheit 9/11” al Festival di Cannes, dove è stato proiettato e ha ricevuto una grande accoglienza con tanto di standing ovation, vero?

Sì…

Anche lì hai avuto una grossa sorpresa vincendo addirittura la Palme d’Or, la palma d’oro, che tipo di esperienza è stata per te?

Ecco, è stato… sono rimasto molto sorpreso perché mi pare sia capitato solo a due documentari a Cannes da 50 anni a questa parte e anche l’altro era mio, “Bowling a Columbine“, quindi sono rimasto sconcertato e poi, sai, non so.. quella è la Francia, Dave…

Anche con quel premio hai ottenuto una mentina?

No, niente mentine, niente profumi, niente. È una palma…

Il tuo primo film, aiutami a collocarli nel tempo, era “Roger and Me” o non è quello il primo?

Sì…

Anche quello ebbe un’accoglienza straordinaria, vero?

Sì…

Quindi in tutto nei hai realizzati tre?

4, un altro s’intitola “The Big One” e poi ho girato un film intitolato “Canadian Bacon“…

Quest’ultimo “Fahrenheit 9/11”, riprende il titolo di un libro di Ray Bradbury, “Fahrenheit 451”, è così?

Sì, è la temperatura a cui bruciano i libri. Era la storia ambientata in futuro in cui la censura e il controllo della polizia erano schiaccianti. Però il titolo del film, in realtà l’ho ripreso da una e-mail speditami da un ammiratore la sera dell’11 settembre, in cui scrisse solo “Fahrenheit 9/11“. Mi colpì questo interessante accostamento di quella parola e quel numero e qualche settimana dopo, iniziai a pensare di ricavarne qualcosa. Comunque, l’idea di realizzare questo film, mi venne leggendo un articolo del “New Yorker”. All’interno del servizio c’era un paragrafo su come la Casa Bianca avesse aiutato 24 membri della famiglia Bin Laden a volare sugli Stati Uniti a bordo di aerei privati in un momento in cui i voli privati erano ancora vietati. I Bin Laden e l’ambasciatore saudita chiamarono Bush alla Casa Bianca chiedendo aiuto e lui acconsentì subito. La Casa Bianca si mise a fare l’agenzia di viaggi per i Bin Laden mentre io ero bloccato a Los Angeles l’11 settembre mentre mia figlia era qui a New York e noi eravamo in preda al panico senza poter lasciare Los Angeles, gli aerei non partivano. Così abbiamo noleggiato un’auto e abbiamo percorso 3000 miglia e quando ho letto questa storia sulla rivista mi sono detto che se mi fossi chiamato Bin Laden avrei potuto volare gratis quel giorno. Trovai molto strana la vicenda e così iniziai a pensare a questo film.

Io l’ho visto e non posso negare che susciti grande interesse per questo e per gli altri argomenti trattati, eppure non riuscivi a farlo distribuire qui da noi. Ora la questione è risolta, vero?

È stata risolta, sì. La Disney, che aveva dato i soldi alla Miramax per realizzarlo…

Ma perché la Disney o chi per loro, non voleva distribuirlo?

L’aveva visto…

Capisco. Dai filmati sui prigionieri iracheni, ho avuto l’impressione che subissero delle angherie più che degli abusi, è così o c’è dell’altro? Avevi dei filmati che non aveva nessun altro all’epoca, vero?

Sì, mettevano dei cappucci ai prigionieri e a turno i soldati passavano il braccio sulle loro spalle e si facevano fotografare. C’era anche un detenuto su una barella, era coperto con un lenzuolo e per qualche motivo stava avendo un’erezione. I soldati avevano iniziato a ridere e a turno glielo toccavano… è una scena che s’intravede nel film. Sembra quasi qualcosa di normale amministrazione ed ero in possesso di questi filmati prima che la storia diventasse di dominio pubblico…

E tu eri combattuto riguardo alla diffusione dei filmati all’epoca? Hai atteso prima di inserirli nel film?

Ero combattuto e credo che i mezzi d’informazione di questo Paese ci hanno reso un notevole disservizio, non facendo domande scomode prima che si entrasse in guerra e non mettendo in seria difficoltà il governo. È questo il loro compito ma hanno preferito fare da fanfara, questo non ha aiutato nessuno di noi, meno che meno quei poveri ragazzi che ora si trovano laggiù a combattere questa guerra. Come sai, vengo da una famiglia di militari. Mio padre era nei Marines, era nel Sud Pacifico durante la seconda guerra mondiale, altri membri della mia famiglia sono militari e come dico nel film, costoro fanno un dono immenso a noi, al popolo americano quando scelgono di arruolarsi nelle forze armate perché sono disposti a dare la propria vita per proteggerci. Tutto ciò che vogliono in cambio, da noi, è di non essere mai esposti al pericolo, a meno che non sia assolutamente necessario, e noi abbiamo violato la loro fiducia, abbiamo infranto il patto con loro…

Ed è questo il presupposto per il film…

Sì…

Hai già spiegato perché non ti sei fatto avanti prima, diffondendo i filmati in tuo possesso?

Non mi fidavo dei mezzi d’informazione che andavano a braccetto con questo governo, temevo che non li avrebbero diffusi in modo corretto e che non avrebbero fatto il loro mestiere…

Temevi che CBS News, NBC News o altri stravolgessero la notizia o aspettassero a diffonderla?

Sì, perché non volevo… innanzitutto, non volevo che la gente se la prendesse coi militari. Quel che dico nel film mostrando questi filmati è che l’immoralità ne genera altra e che il pesce puzza dalla testa. Quando un presidente conduce la nazione in guerra sulla base di una menzogna, non bisogna stupirsi che alcuni individui inviati laggiù abbiano dei comportamenti immorali perché questo è l’ambiente in cui si sono trovati immersi…

Voglio chiederti una cosa sul film. Io l’ho visto e suscita un grande interesse per molti versi. Cosa possiamo dedurre da quanto ci hai detto? C’è qualcosa che, se io fossi più in gamba, potrei confutare? Posso credere che tutto ciò che mostri significa esattamente quel che appare? I fatti esposti sono agghiaccianti, ma non potrebbe uno più in gamba di me venirti a dire: ‘Questo è successo ma non vuol dire nulla’, ma che i vari pezzi messi insieme costituiscono un quadro di indiscutibile interesse?

Tanto per cominciare, non c’è nessuno più in gamba di te, Dave, per quelli come me, tu sei il maestro e noi gli allievi. Sei stato tu quello che ha portato la cesta di frutta al nuovo presidente della GE dopo l’acquisto della rete tv. Ce lo ricordiamo tutti…

Grazie, però, hai capito cosa intendo?

Sì.

Insomma, il film ti lascia a bocca aperta perché ti chiedi “porca miseria, come facciamo a sistemare questa cosa?”

Non si può confutare ciò che viene detto nel film. È tutto lì, i fatti parlano da soli. I filmati ci sono, il dato fondamentale è questo: negli ultimi due o tre decenni, la famiglia reale saudita e i loro soci, la famiglia Bin Laden e soci, hanno dato alla famiglia Bush, ai loro amici e alle loro aziende 1,4 miliardi di dollari in investimenti nelle loro società. La domanda che pongo nel film è questa: “Dobbiamo sorprenderci che l’ambasciatore saudita telefoni alla Casa Bianca l’11 settembre chiedendo il favore di far uscire dal Paese 24 membri della famiglia Bin Laden e 140 membri della famiglia reale saudita che si trovano qui?”. Non dobbiamo essere ingiusti con Bush. Insomma, se io ti dessi 1,4 miliardi di dollari, accetteresti di parlarmi al telefono e mi procureresti qualche volo gratis che mi porti via da qui, no?

Questo ha complicato la caccia a Osama Bin Laden? In fondo non corre buon sangue tra i sauditi e Bin Laden…

Sì, Richard Clarke lo ha detto il giorno dopo l’11 settembre. Erano tutti decisi ad attaccare l’Iraq mentre i responsabili dell’antiterrorismo dicevano: “Ma è stata Al Qaeda la cui base è l’Afghanistan” e loro: “non vogliamo parlare di questo, andiamo in Iraq”. Hanno lasciato tutti sconcertati e non conosco la risposta a questa domanda ma è una domanda a cui Bush dovrà rispondere quest’anno, prima delle elezioni: perché i reali sauditi e la famiglia Bin Laden hanno ottenuto un trattamento di favore?

Possiamo credere senz’altro alle tue fonti?

Sì, sono il “New York Times”, il “Wall Street Journal”…

Ecco, sul Times… Dipende di che giorno… Il film esce il 25 giugno e mi chiedevo se potesse influire sulle elezioni, tu pensi che sposterà dei voti o che spinga a votare persone che non voterebbero?

È difficile dirlo da qui. So una cosa però, alle anteprime che abbiamo fatto nel Midwest abbiamo chiesto al pubblico da che parte stessero, se erano democratici, repubblicani o indecisi e chi diceva di essere neutrale su queste elezioni. All’uscita dal cinema nemmeno uno è rimasto neutrale. Si erano trovati col sedere per terra intorno al terzo rullo…

Ma ti rifaccio una domanda che mi assilla: possiamo crederti al 100% o è possibile che arrivi qualcuno a dirci, punto per punto: “sì, è vero, ma non è quel che sembra”?

Sono pronto al confronto con qualsiasi repubblicano, qualsiasi politico di destra su ciascun argomento del film, li sbaraglierò tutti…

È stato un piacere rivederti, Michael…

Grazie infinite, Dave…

Cerca di stare lontano dai guai, come dice il presidente…

Senz’altro…

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50 Comments

  1. Sorry Neri,il genere non è male.Epperò,preferisco sempre “Mazinga contro Goldrake”.

  2. Sì,d’altronde ormai li so a memoria.Ma perchè non li ritiri fuori dall’armadio anche tu?Non credo che Moore sia altrettanto propedeutico alla manovella…..

  3. Giordanobruno: spiacente, ce l’ho messa tutta per combattere la scimmia del Clerasil. Non voglio buttare il duro lavoro di una vita così, in un giorno.
    Auguro lo stesso anche a te.

  4. Capito.Quindi se uno si tocca guardando Siffredi gli vengono i brufoli,guardando Moore no.Vabbè,hai vinto,me lo scarico.

  5. Esperienza. Ci siamo passati tutti. Fino ad una certa età, ai pantaloni saltano i bottoni in basso; poi cominciano a saltare quelli in alto.

  6. io ODIO fahreneit 9/11. Perché sono impaziente di vederlo, e perché so che non potrò vederlo se non quando uscirà in dvd. cazzo. E tutto questo a causa di una cospirazione dei falchi repubblicani.

  7. Io invece non lo vedrò proprio, perchè il tg3 ne ha parlato così tanto e così bene che m’ha fatto passare la prima parvenza di curiosità (e anche l’ultima). E quella palma d’oro politica m’ha bloccato la digestione.

  8. Meno male che c’è la fiction *pernullacondizionata* di Emilio Fede che ripristina un po’ di equilibrio e verità. Come la Pravda.

  9. Palma d’oro politica?Naaaaaaaa,e quando mai?A Cannes si premiano solo opere d’arte di intrinseco valore!(No,stasera non ho bevuto,scherzavo,ok?)
    ;)

  10. Stalker,non lo sapessi che siete abituati ad eccitarvi con cretinate completamente autoreferenziali…(La troiata di Citizen Berlusconi docet).Comunque,come si dice,a ciascuno il suo:io continuo a preferire le scorregge di Alvaro Vitali,secondo me Moore gli fa una pippa.

  11. Neri mi scusi, ma dovrei attingere ai “Fahrenheit 9/11 Facts” dal sito del regista del film? Ma non le pare una cosa quantomeno poco seria?

    Potrei anche essere d’accordo nel merito del messaggio, sicuramente le modalità con le quali lei lo promuove fanno ridere i polli, stesso livello di coloro contro i quali lei si erge a censore.

    A me vien da pensare che qua ci si voglia solo confortare nelle proprie opinioni, risultato non di riflessione ma di istinti. Contento lei.

  12. Brunogiordano: non ti riesci proprio a trattenere? Dico tra le mani spellate e i gomiti consumati non devi essere un bello spettacolo, contento tu.

  13. Non lo sai che i comunisti non ce l’hanno il senso dell’umorismo? Sennò cosa saremmo trinariciuti a fare? :p

  14. Fahrenheit 9/11, è una cagata pazzesca. Non l’ho visto, e nemmeno ho intenzione di farlo, ma fidatevi. l’ultima cagata che mi sono beccato è stato lo sceneggiato – La stanza del figlio-. Da allora non sbaglio un colpo.

  15. Millepiani, scherzi vero? Dimmi che scherzi su dai…

    Il film e’ fantastico, visto stasera in una sala gremita, manco fosse l’uomo bruco o altre idiozie estive. Folla *molto* eterogenea, grande risposta di pubblico con applausi in sala come s’usa negli USA.

  16. Millepiani, scherzi vero? Dimmi che scherzi su dai…

    Il film e’ fantastico, visto stasera in una sala gremita, manco fosse l’uomo bruco o altre idiozie estive. Folla *molto* eterogenea, grande risposta di pubblico con applausi in sala come s’usa negli USA.

  17. gianfilippo, allora sei davvero il veggente che fa le carte in tv (“maggicogieffe, chiamatemi all’ 899.***.***, 15 euri al secondo”)
    e da bravo veggente, hai presagi opinabili

  18. GianPippa è bello vedere come almeno ammetti che NON hai pregiudizi!!!

    CERTO CHE CI FIDIAMO DI TE!!!

    lol lol lol lol lol lol lol lol lol

  19. Ma no, Tom, gliel’ha vietato il medico di guardarle certe cose. Potrebbe rimettere in moto il suo neurone e lo sforzo potrebbe essergli fatale.

  20. Intanto consiglio vivamente, a chi non avesse ancora avuto la fortuna di vederlo, di procurarsi una copia di Bowling a Columbine. Così tanto per conoscere di che si sta parlando e di che professionista è il signor MM. Secondo me quel film dovrebbero proiettarlo nelle scuole, e se quest’ultimo è a quei livelli, come sembra, non penso proprio sia una “cagata pazzesca”…

  21. Proprio a ciascuno il suo GioBru…la destra come comici ha Alvaro e Martufello e come opinionisti Fede e Socci….oppure opinionisti prima e comici dopo…fai un pò tu, tanto è uguale..

  22. Ma se non volete vederlo, chi ca##o se ne strafo%%e!
    Autoreferenzialità, quell’altro che dice che il titolo è copiato (ma va?), palma politica.
    1. Ma li avete mai visti i lavori di Moore?
    2. Credete ancora alla favoletta di G.W.B. e soci?
    Ah, la tauromachia…

  23. Non lo so… questa intervista me ne ricorda un’altra in maniera impressionante… qual’era? Travaglio da Luttazzi?

  24. E “Roger and Me”, il documentario su GM che chiuse gli anni ’80, perchè non l’hanno mai dato neanche su Tele +/Stream/SKY?

  25. Smolla la fresca = caccia i soldi.
    Sulla personalità umana e professionale di Moore varrebbe la pena di postare qualche commento meno banale di quelli fin qui presenti.
    Premetto che ho visto i primi due suoi film, Roger and me e Bowling (a proposito: ecco da chi hanno preso “Le Jene” e “Striscia”!) e persino letto “Stupid White Man”; ammiro le capacità tecniche e dialettiche di Moore, anche se non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Credo però che le sue opere vadano prese con beneficio di inventario, e che fondare o fortificare le proprie opinioni sulle suggestioni e i fatti che il regista presenta come tali, si faccia un pessimo servizio alla propria intelligenza.
    Benchè i film di Moore ricalchino lo stile documentaristico, è difficile descrivere i suoi film come documentari. Il sistematico ricorso alle tecniche di suggestione visiva sarebbe niente, mi pare giusto esprimere le proprie posizioni e idee nel modo che si preferisce, anche se talvolta Moore gioca un po’ a confondere le cose; il punto è che alcune affermazioni contenute nei suoi film non corrispondono al vero. Talvolta il ricorso al falso sembra dovuto ad errore, altre volte sembra invece intenzionale.
    E’ comprensibile che alcuni americani non vedano di buon occhio il regista, ma ormai le proteste sulla correttezza etica di Moore cominciano ad essere insistenti e troppo circostanziate per poterle semplicemente ignorare.
    Per chi volesse farsi un idea a tutto tondo sulla questione può andare qui:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2004/06_Giugno/27/gaggi.shtml
    http://slate.msn.com/id/2102723/
    http://debbieschlussel.com/
    http://www.spinsanity.org/post.html?2002_11_24_archive.html
    http://www.spinsanity.org/columns/20021119.html
    http://www.andrewsullivan.com/main_article.php?artnum=20021208
    http://www.forbes.com/forbes/2002/1209/059.html?_requestid=2372

  26. Smolla la fresca = caccia i soldi.
    Sulla personalità umana e professionale di Moore varrebbe la pena di postare qualche commento meno banale di quelli qui presenti.
    Premetto che ho visto i primi due suoi film (a proposito: ecco da chi hanno preso “Le Jene” e “Striscia”!) e letto “Stupid White Man”, e ammiro le capacità tecniche e dialettiche di Moore, anche se non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Credo però che le sue opere vadano prese con beneficio di inventario, e che fondare o fortificare le proprie opinioni sulle suggestioni e i fatti che il regista presenta come tali, si faccia un pessimo servizio alla propria intelligenza.
    Benchè i film di Moore ricalchino lo stile documentaristico, è difficile descrivere i suoi film come documentari. Il sistematico ricorso alle tecniche di suggestione visiva sarebbe niente, mi pare giusto esprimere le proprie posizioni e idee nel modo che si preferisce, anche se talvolta gioca un po’ a confondere le cose; il punto è che alcune affermazioni contenute nei suoi film non corrispondono al vero. Talvolta il ricorso al falso sembra dovuto ad errore, altre volte sembra invece intenzionale.
    E’ comprensibile che alcuni americani non vedano di buon occhio il regista, ma ormai le proteste sulla correttezza etica di Moore cominciano ad essere insistenti e troppo circostanziate per poterle semplicemente ignorare.
    Per chi volesse farsi un idea a tutto tondo sulla questione può andare qui:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2004/06_Giugno/27/gaggi.shtml
    http://slate.msn.com/id/2102723/
    http://debbieschlussel.com/
    http://www.spinsanity.org/post.html?2002_11_24_archive.html
    http://www.spinsanity.org/columns/20021119.html
    http://www.andrewsullivan.com/main_article.php?artnum=20021208
    http://www.forbes.com/forbes/2002/1209/059.html?_requestid=2372

  27. Di niente Pius,anzi le cose intelligenti è meglio ripeterle due volte.
    Letto da qualche parte: il successo di Moore è determinato dal fatto che nei suoi lavori, il furbastro, mostra gli americani esattamente come certi europei snob, ma in realtà profondamente ignoranti, li immaginano, ossia tutti stupidi,grassi,volgari e guerrafondai.

  28. Le accuse a Moore sono francamente incredibili.
    I Bin Laden e i sauditi sono partiti tre o quattro giorni dopo e quindi il film non vale.
    Poveretto, lui aveva letto il NY Times e il WSJ che per un paio d’anni non erano stati smentiti da nessuno e s’è fidato. E cosa doveva fare?
    Poi citi una serie di catenacci della destra conservatrice (la Schlusser), gente che c’è l’ha con Moore per polemiche su Roger and Me (Forbes, Sullivan), quel simpatico Sgarbi australiano di Hitchens. Ricordo che un’altro sito che spiegava le menzogne di Moore in Bowling… era scritto da un simpatico tizio che nel suo sito illustrava anche perchè era diritto di ogni cittadino tenere un Uzi sotto il cuscino e “la verità” sulla strage di Waco.
    Non c’è pistola fumante, non c’è giudizio indipendente…
    Roba da neoconi…

  29. Ma Moore che doveva fare? Si è fidato,povero disgraziato, se i giornali avevano scritto una menzogna,e che menzogna, lui che poteva fare se non propagandarla in tutto il pianeta? In fondo la stessa cosa accade anche da noi. Migliaia di persone la mattina leggono l’unità (poveri disgraziati) e propagano minchiate in giro per il paese per tutto il resto della giornata.

  30. infatti, gf. ma il vero guaio è che tanti leggono pure te, senza aver l’adeguata capacità critica (o, se preferisci, leggono pure me ecc…).
    —-
    vorrei fare un ardito parallelo: il 16/11/2003 un’attrice, durante un suo programma televisivo, fece delle affermazioni su una grossa azienda italiana, che suscitarono uno tsunami mediatico non da poco (accuse di falsità, di scorrettezza, di voler distruggere un’azienda e/o un partito politico, di inventar fole, ecc…), con conseguente querela e richiesta di risarcimento miliardaria (lo dico in lire, che fa più effetto) per diffamazione e lesione dell’immagine della summenzionata azienda (sintetizzo). la trasmissione viene cancellata, il gruppo di lavoro della rete tv pesantemente sanzionato, l’attrice tenuta a 500 metri da qualsiasi spazio televisivo tramite cordone sanitario.

    il 31/01/04, il tribunale di milano (tra l’altro, per altri motivi, fortemente osteggiato dall’azienda in questione – e strano che l’azienda non si sia rivolta a roma, dove in passato aveva agganci non da poco, come ha recentemente provato lo stesso tribunale di milano) archivia la querela, sostenendo che, al di là del sacrosanto diritto di satira, l’attrice aveva detto cose sapute, risapute e supportate da sentenze della Corte costituzionale.

    per i non perspicaci:
    1- la trasmissione era raiot, su raitre
    2- l’attrice era sabina guzzanti
    3- il querelante era mediaset

    cosa c’entra con moore?
    beh, se moore raccontasse fole, certamente qualcuno gli avrebbe – giustamente – chiesto di risponderne davanti a un giudice. ma se fole non sono, non credo ci possa essere in america qualcuno tanto cretino da voler che un tribunale confermi, in via pubblica ed ufficiale, quanto 9/11 sostiene.
    certi coglioni li troviamo solo in italia…

    scusate la lunghezza, se volete un sunto complessivo della vicenda raiot, il corriere ne da uno piuttosto equilibrato: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/01_Gennaio/31/raiot.shtml

  31. Tom, lo stesso Moore definisce il film ,una sua interpretazione degli avvenimenti.La democrazia garantisce libertà di espressione, consente alle persone di potere esprimere, appunto, le proprie idee anche se non condivise da altri, anche se parzialmente o totalmente campate in aria. Quindi ben vengano 10,100,1000 Moore, ben venga L’Unità,(e anche Libero), ma consentitemi di dire una mia sacrosanta verità, il film di Moore è una cagata. Grazie.

  32. Gianfilippo dev’essere della scuola di quel tale onorevole Schifani, che nelle mirabolanti interviste autoprodotte ama far precedere qualsiasi concetto dalla modesta espressione che LA VERITA’ E’…
    La casa delle verità.

  33. Questo “…letto da qualche parte”, caro g.f. mi fa un po’ ridere. Mi risulta assai difficile pensare che il pubblico USA possa premiare un autore che li prende per il culo come uno snob europeo. Tanto da consegnargli un Oscar.
    A meno che quella frase non sia uscita dalla bocca di un europeo snob.

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