Hasta la victoria, Lunaaaa!

Gianni TogniIl pezzo che Luca Sofri ha scritto per il mensile Donna, dedicato al fatto che, inevitabilmente e spesso a giovane età, si tende ad interpretare le parole delle canzoni un po’ come ci gira al momento, sta generando una partecipazione entusiastica, di quelle che sui blog si vedono di rado. Così, tra chi ha raccontato di aver scambiato l’incipit di “Questo Piccolo Grande Amore” con “Quella tua maglietta Fila…”; chi “ci vedrete in crinoline come brutte ballerine” l’ha inteso come “ci vedrete in prima fila…” e chi ha scambiato l’“io vorrei defilarmi per i fatti miei” della povera Fiordaliso in “Non voglio mica la luna” con “depilarmi per i fatti miei…”; chi “l’assurdo in persona” di “Un giorno credi” l’aveva invece colto come: “Mentre tu sei una super-persona…”; io mi sento meno solo.
E molto molto meno fesso. Perché io, intorno ai primi anni ’80, ho subito un trauma che ancora oggi mi trascino dietro: ero diventato un fan di Gianni Togni perché diceva le parolacce (le parolacce!) nelle canzoni.
Gianni Togni era, per me, il punto di raccordo tra Che Guevara e Pupo. Un Che Guevara cantante, diciamo, e un Pupo rivoluzionario. Ho cantato “egguardo il mondo da un obbblò, mi annoio un pò” per, credo, due o tre vacanze estive, prima che la Grande Delusione mi piombasse addosso.
Fu un amico, bastardo, a farmelo notare: che in “Luna” Gianni Togni non dice, come invece io credevo “…Poi sopra i muri scrivo in latino ‘Evviva le donne! Evviva il Pompino!’”. No, Togni si limitava a tessere le lodi del “buon vino”, e per di più in modo molto molto poco rivoluzionario.

(Visited 1.863 times, 1 visits today)

50 Comments

  1. Ricordo un eccezionale “Non amarmi perchè vivo a Londra” che canticchiava convintissima la sorella di una mia ragazza, ai tempi del duetto che vinse San Remo con uno che mi pare si chiamasse Aleandro Baldi. Solo che, siccome lui era cieco (opps … non vedente), il testo in realtà diceva ” Non amarmi perchè vivo all’ombra “. Ci passai un’estate a prenderla per il culo … poi s’inkazzò la sorella e non me la fece vedere per un pò. Opps !

  2. il problema con Baldi l’ho avuto anche io… lo stesso problema… che poi mi sembrava anche giusto e piu’ poetico di Londra…

  3. A me è capitato ad esempi con “Questione di fili” con Cocciante(che credevo fosse un elettricista). Quella più soggetta ad imitazioni a mio avviso è “Killing in the name”dei Rage Against dei Machine, che contiene un ritornello incomprensibile come “And now you do what they told ya”(che ho capito solo adesso controllando su un sito). La versione più bella è quella di un tizio che a una festa gridava “Ho la figa che sgoccia!/Devo fare la doccia!/Guarda guarda che goccia!”

  4. io con “questo amore è una grave realtà ” (Gianna Nannini) evidentemente non mi volevo rassegnare all’asfissia della “camera a gas”

  5. Alzi la mano chi ha mai capito che Rino Gaetano canta “Gianna gianna gianna proteggeva desii e illusioni” e non “LE SUE illusioni”, come anch’io erroneamente credevo

  6. cazzarola! Quasi trent’anni e fino ad ora ero convinta che Gianna proteggesse “tesi e illusioni”. Mi ricordo anche un bambino che cantava Hanno ucciso l’uomo ragno e diceva “Loschi individui al baLcone del bar, pieni di whisky e maragariNa”.

  7. Io dopo 25 anni di cartone animato Mimì ho scoperto che la canzone dice:”Tiri come uragani” e non come una GANI, cosa che mi aveva affascinato per anni perchè la Gani ormai per era diventata una parola dai plurisignificati positivi…..

  8. Voto anch’io per “tesi e illusioni”.
    In compenso c’ho un dubbio secolare: nel finale del “Suonatore Jones” cosa dice DeAndrè?
    “tu che lo vendi cosa ti compri, dimmi: ori?” oppure “tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”
    Se è giusta la prima, aggiungere una gaffe.

  9. Mio fratello invece era un esperto nell’interpretazione dei jingle delle pubblicità. La canzoncina del dopobarba Acqua Velva diventava “Acqua Belba sul tuo viso e ritorna il sorrisooo” ma anche la pubblicità della Coop “La Coop sei tu, figurarsi figurarsi di più”

  10. propongo al gianlucone di fare una raccolta di queste canzoni con rispettivi cambiamenti…
    magari scopriamo che abbiamo completamente cambiato un’intera canzone, un pezzettino ciascuno…

  11. A proposito di Acqua Velva, penso che l’Oscar della reinterpretazione del testo di una canzone vada ad un mio amico, capace di trasformare el Pampa, quel ballo di gruppo idiota nel “TAMPAX”, nuova canzone con tanto di testo modificato. Da far vergognare Leone di Lernia…

  12. Sono fuori tema ed è pure un crosspost, ma a proposito del grande Giannitogni, qualcuno ha mai riflettuto seriamente sugli immortali versi “Se sono triste mi travesto/come Pierrot”? Cioè, quando Giannitogni litiga con la ragazza, che fa, si mette allo specchio e via due ore a spalmarsi di cipria e disegnarsi la lacrimuccia? E ogni volta sale sul ripiano più alto dell’armadio e recupera il costume? O ce l’ha sempre appeso, a portata di mano, fresco di tintoria? E così travestito ci va a lavorare o ci scrive soltanto le frasi sui muri? E se la ragazza lo richiama subio dopo per fare pace, che fa, si strucca subito? So’ problemi

  13. Mia moglie per anni ha cantato “Pippo Lacchetti” sull’immortale “Piccola Ketty” dei Pù:
    “Vai, vai, Pippo Lacchetti
    Vai, vai, Pippo Lacchetti
    Vai, vai, vaaaai!”

  14. Ho un’amica che fino alla tenera età di 24 anni ha creduto che la ragazza di Albachiara si sfiorasse una mano con l’altra mano. Vagli a spiegare che non era un chiasmo.

  15. perchè tu sei l’Assunta in persona…
    “un giorno credi” di bennato penso sia la canzone più equivocata della storia

  16. Claudio Baglioni, finale di ‘Signoria Lia’: dice “Con lui siedi e accendi la Tv” e io capivo “con le seghe accendi la tv” (e non sapendo ancora che cosa fossero le seghe, perchè ero puccolissimo, mi turbavo).

  17. Io ancora non ho capito quella canzone di RAF (“Inevitabile follia” o qualcosa di simile) che per me dice: “… come uno sbaglio di Vossia …” ma che sicuramente dice tutta un’altra cosa.

  18. In Azzurro per me il treno dei desideri “NEI miei pensieri all’incontrario va” e solo pochi giorni fa ho scoperto che invece il treno “DEi miei pensieri all’incontrario va”. Certo che questa, in confronto alle vostre…..ma che c’avevate le orecchie foderate di prosciutto?

  19. Ah, poi cantando “Corri” dei Litfiba, al posto di “come un lupo nella…notte!” dicevo “sono un lupo che dà….latte!”

  20. (io non riesco ad immaginarlo, Filippo Facci da piccolo…boh) — oltre a “forza Rivera” al posto di “Pazza idea” di Patty Pravo (e mio padre, interista, si metteva le mani nei capelli, ché allora ancora ne aveva), e “Love is an ice cream” al posto di “Lovers on main street” dei Japan (potrà mai perdonarmi Sua Altezza David Sylvian???), m’è appena tornato in mente che da piccola, non avendo la più pallida idea di cosa fosse un'”alabarda spaziale”, ero convintissima che la dicitura corretta fosse “ALLA BANDA SPAZIALE!!!”…

  21. in who’s that girl di madonna una mia cugina cantava “sigaretta mastina” al posto di “segnorita mas fina”. non so però se lo storpiasse apposta o se avesse davvero capito male…

  22. Ed il mitico “Another one bites the dust” dei Queen, che si cantava “Annamose a fa du tost, … annamose a fà, annamose a fà!”?
    Come potete notare sono di pura razza longobarda! :)

  23. Ed il mitico “Another one bites the dust” dei Queen, che si cantava “Annamose a fa du tost, … annamose a fa, annamose a fa!”?
    Come potete notare sono di pura razza longobarda! :)

  24. Devo avere ancora da qualche parte i miei tentativi di traduzione del live “12-5-97” dei Litfiba (detto anche “Aprite i vostri occhi”). PIero Pelù all’epoca era molto underground/fuso/robbbboso e soprattutto si mangiava il 99% delle parole.
    So di certo di aver letto tempo fa i testi del quadernetto (roba dell’89): ho scoperto che se va bene ho preso una parola ogni tre. Ho praticamente riscritto altri testi in metrica, capendo male. Quasi quasi li mando a Pelù, casomai volesse rinnovare un po’ il repertorio…

  25. I miei due eurocent: solo recentemente ho capito, ma grazie a un amico che aveva cercato il testo su Internet, che Ligabue non dice “Ho messo via un po’ di rumore dicono così si fa
    nel comodino c’è una mina ***così ti va se mi la va***”, ma *tonsille da seimila watt*** (???)
    Per Michele, che si perplime sui travestimenti da Pierrot di Togni, ma vogliamo parlare del guerriero di carta igienica di Umberto Tozzi?
    “apri la porta a un guerriero di carta igienica e
    dammi il tuo vino leggero,
    che hai fatto quando non c’ero”…ok, Togni si travestiva da Pierrot, ma Tozzi si fasciava di dieci piani di morbidezza a mo’ di mummia – uno scherzo del ca**o? E il vino leggero è quello che lei ha fatto (pestando personalmente l’uva) quando lui non c’era o le chiede semplicemente che cosa ha fatto quando non c’era?
    E “Gloria”? “manchi ad una mano che lavora piano”…fantastico…”con te nuda sul divano faccio stelle di cartone”…cioé prima s’ammazza di seghe quando lei non c’è e poi, quando lei è lì, nuda e invitante sul divano, lui si dedica al découpage?
    Appoggio la mozione di Proserpina a proposito della raccolta, ma gli americani ci hanno già pensato: http://www.amiright.com/

  26. Io, in un delirio equino-tricologico, cantavo: “Sciolgo le trecce AI cavalli, corrono”.
    E non solo da ragazzino, ma fino ai 26-27 anni…

  27. mi ricordo una lunghissima discussione sul treno tra due ciellini a proposito del testo di “canzone per un’amica”:

    “…la dolce estate era già cominciata…vicino A LUI sorrideva…”, al posto di “vicino, lui sorrideva”.

    questa interpretazione ovviamente scatenava dubbi su:
    -numero di persone presenti sull’auto
    -sesso dell’amica di guccini
    -sesso del compagno di viaggio dell’amica/o di guccini

  28. Io ricordo un recente trauma causato ad un’amica su Battisti, nella “Canzone del sole” cantava: “Oh mare meo o mare meo o mare meo…” in un delirio portoghese-veneto.

  29. Io ne ho una valanga… il primo che mi viene in mente è “Lo tengo di nero” (nel senso di “lo tingo”, “lo dipingo di nero”). E pensavo, perchè mai lo deve pitturare di nero?!?
    A breve li recupererò tutti dall’archivio…

  30. Un altro: “Ti prego aspettami amore mio / ma illuderti non so…” della Pausini Solitudinaria era inspiegabilmente diventato “ma E’ LUNEDI’ e non so…”

  31. Battisti Leda, canzone di tre anni fa, mi pare sanremese: tuttora io sento nel refrain falsettato la frase (senza senso, forse diabolica..non so ) “M’infiumi l’anima” ripetuta alnemo dieci volte nella canzone

  32. Galactica, dei Rockets. Mio padre me la faceva ascoltare quando ero piccola e io capivo Galaxy Galak, piu’ o meno una barretta di cioccolato bianco con delfino spaziale.

  33. THE MIRACLE – QUEEN. Il titolo e’ chiaro e limpido, e poi i queen sono inglesi, allora perche’ mi ostinavo a urlare.. “it’s Americaaaa”?

  34. Io che sono di un’altra generazione, da piccolo ascoltavo Connie Francis in “Chitarra Romana”. E’ vero che Connie aveva una pronuncia italiana da far paura, ma era un po’ inverosimile che cantasse “una muta puttana” invece che “una muta fontana”. Eppure, ho dovuto riascoltare la canzone da grande per capire cosa diceva…

  35. e che dire di david bowie
    This is not america …shabadabada
    frainteso clamorosamente con:
    “sciacquat ‘a patana”
    sconvolgente nella traduzione dal napoletano!!

  36. Voto anch’io per ‘tesi e illusioni’.
    Ma mi è toccato scoprire che le ballerine non erano in prima fila!!
    Quanto al guerriero di Tozzi, tempo fa lessi da qualche parte che il “guerriero di carta igienica” era una specie di metafora per rappresentare uno che si ammazzava di seghe. Concetto che evidentemente gli era caro, visto che poi l’ha ripreso….

  37. Adesso che ci penso: ma non fu proprio Clarence, tempo fa, a indire un “Premio Guerriero di Carta Igienica”, per incoronare “il verso più assurdo del pop italiano”? Chi lo vinse?

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.