Nucleare, una scelta senza futuro
Gli allarmi dal Giappone, lo spreco di risorse e la questione etica. Gianni Silvestrini risponde a tutti i nuclearisti (come Chicco Testa) e indica l’onda verde per il futuro energetico globale.
Gli allarmi dal Giappone, lo spreco di risorse e la questione etica. Gianni Silvestrini risponde a tutti i nuclearisti (come Chicco Testa) e indica l’onda verde per il futuro energetico globale.
Volevo proporvi un gioco di società tanto per ingannare il tempo di attesa che ci separa dal ritorno in tivvu di Alba Parietti in veste di opinionista sismica e di esperta di ricostruzioni.
Si tratta di un gioco di basso profilo rispettoso del dolore altrui come una telecamera piazzata tra le mutande di un terremotato sotto alle macerie per testimoniare al pubblico a casa cosa si prova in certe condizioni.
La versione moderna di un gioco da tavola che molti ricorderanno con il nome di Taboo, quel gioco nel quale i concorrenti devono indovinare una parola grazie alle indicazioni di un compagno di squadra che a sua volta non può pronunciare alcune parole che faciliterebbero troppo la soluzione.
Insomma se la parola da indovinare fosse per esempio “sciacallaggio” sarebbe vietato usare espressioni come “dovere di cronaca”, ”informazione”, “professionalità giornalistica”.
Troppo semplice, partendo da certi indizi, scoprire che stiamo parlando di sciacallaggio, come fin troppo facile sarebbe indovinare la parola “terremoto” se per aiutarvi usassi espressioni come “campeggio”, “week end al mare”, “animazione serale con nani e ballerine”.
Sembra facile, direte voi, ma i tempi sono cambiati e con essi è cambiato anche il significato attribuito alle parole.
Prendi per esempio la parola “crisi”, se fino a ieri pensavamo che questo termine significasse stato di grave difficoltà, ultimamente la crisi viene associata al termine ottimismo, al concetto di ripresa economica e a quello di possibilità.
Non che la parola “crisi” cambi da un giorno all’altro il suo significato, ma l’associarla continuamente ad immagini positive, finirà prima o poi per comprometterne il significato letterale.
E’ successo con parole come pace, laico, mussulmano, giustizia o vita ma di esempi ce ne sono a centinaia e persino termini che pensavamo intoccabili come “solidarietà” ecco che dopo un terremoto devastante, assumono sfumature diverse, più variopinte, televisive ed esibizionistiche.
Siamo un popolo di cuore, un cuore che batte per le tragedie umane purchè una telecamera azionata dal senso del dovere per la cronaca, si intrufoli tra le pieghe del dolore altrui per sapere cosa si prova a girare il coltello nella piaga.
Quindici giorni fa sono morti trecento disperati che cercavano di raggiungere il nostro paese ma il nostro cuore telecomandato non ha battuto neanche un colpo.
Ma suvvia, bando alle ciance e giochiamo.
Tutti dicono che gli altri lo sono ma nessuno ha mai riconosciuto di esserlo. Cos’è? rapidi che il ritorno della Parietti incombe.
Spettacolari come sempre – in questo caso nel saper rendere la tragedia -, le immagini della rubrica “The Big Picture” di Boston.com dedicate al terremoto nell’Aquilano.
Tra le chiese e le case vanno (ri)costruite prima le case, perché Dio non ha freddo.
In questo momento (7 del mattino locali) sia la CNN che la BBC sono su Twitter e cercano testimoni del terremoto a l’Aquila per poter dare notizie di prima mano.
CNN would like to hear from anyone in L’aquila, who experienced the earthquake. ***@cnn.com
If you have news about L’Aquila earthquake plse call BBC on +44 207 *** or ***@bbc.co.uk
Ad un altro livello di lettura: fino a qualche minuto fa e per tutta la notte, le tre reti Mediaset hanno ignorato la notizia e mandato in onda oroscopi e le televendite di Mediashopping.