SMS ricevuto da anonimo
10 apr
Utilizzato soprattutto nelle chat dei MMORPG per indicare chi si comporta da bambino stupido (…). Dall’italiano “bambino minchione” a sua volta derivato da “minchia”, termine dialettale per definire l’organo genitale maschile. (da Wikipedia)
Secondo gli esperti, Pierdavide Carone è una mosca bianca. Intendo dire che l’attuale n.1 della Pierclassifica italiana ha “stupito i critici” per la sua maturità di cantautore. Non so quali piercritici siano rimasti stupiti, risulta da un sacco di blog – quindi prima o poi qualche critico deve aver stupito, forse uno tra Antonelli, Laffranchi, Giordano e Dondoni, le cui pierfacce critiche grondanti rock’n’roll style, non avendo potuto assistere a Jimi Hendrix che incendia la chitarra o Jim Morrison che si sbiotta o Johnny Rotten che dice dal palco “Avete mai avuto la sensazione di esser stati imbrogliati?” assistono stupite e rapite a quanto potreste vedere qui, cioè a Pierdavide che esegue durante la finale di Amici la sulfurea “Trullallero rullallà”, un rock d’impatto di graffiante denuncia sociale, che mi piace pensare eseguito da Lou Reed e incorniciato dalle chitarre di Steve Hunter e Dick Wagner. Ascoltatelo e pensate al vecchio ebreo fracico che stona in stile “Vicious”: “One… troolawlayro roolawlahh… and I guess, I just don’t know”. Pierdavide è anche, vi informo, il vincitore di Sanremo grazie al brano interpretato da Valerio Scanu (è suo il pierverso sul fare l’amore in tutti i laghi, sbertucciato dai fighetti ma evidente rimando ai Lake Poets inglesi, Coleridge e Wordsworth). Dal sito delle mamme fans di Marco Carta (dico davvero) apprendo altresì che “Nonostante la sua nota timidezza”, il piergiovane cantautore non ha occhi che per Grazia, ballerina conosciuta dalla De Filippi: per lei, nonostante la sua nota timidezza, ha mollato su due piedi la pierfidanzata.
22 lug
Qualche tempo fa (ormai molto tempo fa) su Clarence (qui a fondo pagina, ma è stata ripresa in qualche occasione anche qui su Macchianera) intitolata “Io confesso – sedute di autosputtanamento terapeutico”, tramite la quale, di tanto in tanto, noi della redazione ci divertivamo ad ammettere i nostri più turpi peccati, e più contribuivano a ritrarci in modo diverso da come invece amavamo presentarci in rete, più ci divertivamo.
E’ terapeutico. Provate.
Inizio io.
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Ti dò un consiglio: mai sputare in un tornado!
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