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Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Canonizzazioni


this ain’t a joke

Per la nostra sicurezza


un click sulla vignetta per ingrandirla

Poste vs. Preti

Un lavoro come Prete è nettamente superiore rispetto a lavorare alle Poste in quanto…

- non hai solo un “posto” garantito a vita, ma anche un’assicurazione per l’aldilà;

- hai dei benefit molto interessanti (chierichetti, mi pare si chiamino);

- le cazzate che racconti sono “la parola di dio”, mentre se lavori alle Poste e dici che un pacco arriverà entro 3 giorni, non ti crede nessuno;

- non c’è Brunetta. Se anche ti dovessero beccare a molestare bambini, al massimo ti spostano di sede (puoi conoscere altri e nuovi bambini).

ADD. Aggiungi tu nei commenti altri vantaggi…

Ferragosto di classe

Ciao ragazzi, tutto a posto. Vi scrivo dal mio iPhone sorseggiando daiquiri circondato da belle pupe su una spiaggia deserta. Sì, magari. Invece sono qui nel patio di casa, con il mio vecchio portatile e una connessione a 56k, perché in spiaggia si è scatenato l’inferno ferragostano. Avete mai visto un’ammucchiata di donne represse fare acqua-gym ballando salsa a mezz’acqua guidate, a riva, da una cicciona isterica? Io sì. (more…)

Fatevi rispettare

E’ più di un decennio che mi occupo professionalmente di televisione - una televisione di prima serata, diretta al maggior numero di persone possibile. Quella che “è bella se fa tanto ascolto”, e che se va male, invece, è “brutta senza appello” o, peggio, “sbagliata”.

Bene.
Quella di Mad Men non è una televisione per tutti, e nemmeno per molti.

Quella di Mad Men è una televisione per pochi.
Il che parrebbe una contraddizione, o anzi un errore, considerato che il mezzo tramite cui viene diffusa vive non sulla qualità dell’offerta, ma sui tabulati. I quali, com’è noto, non testimoniano di emozioni, bensì di cifre.

Eppure, assistendo ai primi episodi della seconda serie, in onda negli USA in queste settimane, un pensiero nasce spontaneo: giorno verrà in cui Mad Men sarà riconosciuta come una vera, grandiosa opera d’arte metamediale, nella quale ogni singola soluzione di ogni singolo episodio (dalla sceneggiatura al production designing, dal cast alla regia, eccetera) rivela una raffinatezza senza pari, ai limiti dello stupore.

Un lavoro la cui rarefatta eleganza porta la narrazione a vertici estetici, comunicativi, emotivi, che prescindono e trascendono tanto il mezzo sul quale viene proposta quanto la sua tradizione.
Un’opera di grande profondità che arricchisce e, soprattutto, rispetta profondamente il pubblico cui si rivolge.

Ancora bufera su Agostino Saccà

“Panariello l’ho inventato io!” confessa sul Corriere il dirigente Rai.

Si attende conferma o smentita da parte della Magistratura.

  • 1 Comment
  • Filed under: Senza categoria
  • Nessuno tocchi Pechino

    Davvero: bello schifo di Olimpiadi che ci aspetta. Internet, in Cina, rimane censurata anche per i giornalisti occidentali: non puoi neppure accedere al sito di Amnesty international, per dire, o fare una chiave di ricerca digitando «Tienanmen» senza che arrivi la Netpolice a chiederti spiegazioni. I cronisti sono precettati. Il Tibet rimane blindato. Il Dalai Lama pure. C’è uno smog tipo Londra di fine ‘800 (anche se lunedì le autorità hanno comicamente annunciato che era andato tutto a posto, le polveri erano scese di sette volte in una notte: avranno arrestato anche quelle) e per gli atleti si prepara il contrappasso delle Olimpiadi di Messico ‘68, quando sugli altopiani l’aria rarefatta favorì record su record: a Pechino c’è chi ha proposto di gareggiare con le bombole, o col berretto dei minatori per vedere almeno il traguardo. Gli unici che si battono il petto sono coloro che per risolvere un problema semplicemente lo negano: i cinesi, pronti a fare incetta di medaglie o perlomeno, gli andasse male, a copiarle. Morale: abbiamo i danni sportivi e le beffe umanitarie, ed è un’occasione persa per tutti. Spiace dirlo: è persa anche per un governo, il nostro, che sulla questione tibetana e sui diritti civili ha mostrato un profilo neppure pilatesco, neppure ascrivibile alla nenia della santissima realpolitik: siamo tornati una repubblica marinara di modesto cabotaggio mercantile, come se ministero degli Esteri e ministero del Commercio estero fossero la stessa cosa, come se in epoca di celeberrima globalizzazione (anche della politica estera, anche della realpolitik) tutto non dipendesse da tutto, e di diritti umani, di sanzioni, di boicottaggi, si potesse ufficialmente parlare solo in certe zone del mondo. Esportare la democrazia? In Cina, per intanto, hanno importato noi: ma hanno lasciato fuori dalla porta i nostri stupidi bagagli occidentali, ciarpame rimediato dopo un paio di rivoluzioni in Francia e in America. (more…)

    Kinder torna subito

    Per motivi che per il momento restano assolutamente ignoti (e non potrebbe essere altrimenti, essendo fuori casa, dotati solo di un mini-portatile e di un iPhone) il database del blog di Kinder l’è sciopà, come dicono a Milano. No: niente guzzantiani hackeraggi da parte di “potenze straniere” o regioni autonome concorrenti. Un semplice errore che ha bloccato (in gergo si dice “lockato”) il file.

    Niente però è andato o andrà perso: ci sono i backup e tutte quelle cose lì.

    Ora resta solo che il sottoscritto si ricordi i dati della connessione, per poter rimettere a posto le cose. Nel malaugurato caso in cui non succedesse, il blog tornerà a posto al più tardi lunedì (avendo a disposizione il PC nel quale sono gelosamente custoditi i dati necessari), con le cronache e le foto della quattro-giorni blogghereccia. Nel frattempo potete sempre fare riferimento a Wittgenstein.

    Scusate: non è facile lavorare sul server con mezzi di fortuna.

    The Classifica 24 - La gente s’incassa

    Ok, il duce ha ottenuto l’impunità, la polizia può spaccarvi la testa se non gli garbate, le amanti del capo diventano ministro – ma ammetterete che rispetto al primo fascismo, va molto meglio, no? Ci vestiamo meglio, c’è più droga e la musica è molto migliore - ed è più coerente di quella del governo Prodi. Perché un anno fa a quest’epoca, sapete chi era in testa alla classifica? Miguel Bosè con Papito. Davanti a Finley, Negramaro, Biagio Antonacci, Bublè. E due anni fa? Tiziano Ferro davanti ad altri prevedibili long-seller: MiticoLiga, Nannini, Ramazzotti. E tre anni fa? Max Pezzali, Coldplay, raccolta di MiticoVasco, raccolta di Antonacci (ancora?). In top 10 sguazzavano Nek, Tommy Vee e John Cena. Singolo più venduto, I bambini fanno oh di Povia.

    Oggi invece soffia un’aria nuova nel Paese. Al n.1 c’è ancora Giusy Ferreri aka Giusy la Cassiera. Il che mi costringe a rimangiare le ipotesi malignazze sulle manovre della Sony per piazzarla davanti ai pesi massimi. Che sono poi quasi sempre gli stessi degli anni scorsi: MiticoLiga al n.2 e Coldplay al n.3 (per una decina completata da Jovanotti, Giovanni Allevi, MiticoVasco, Marco Carta, Madonna, Antonacci - ancora !!!!! Come direbbe Frank Zappa, The strazio never stops - e Amy Winehouse).

    (more…)

    Qualche domanda da infedele

      iPhone 3G
    • Nel caso in cui uno decidesse di acquistare l’iPhone (fermi lì, come secondo telefono, ché il posto più alto sul podio resta a lui) e scegliesse di pagarlo per intero (quindi senza agevolazioni legate alle tariffe) il fatto che resti collegato 24 ore su 24 con una sim card che non ha una flat per internet immagino equivalga a essere dissanguati, giusto?
    • Sempre nello stesso caso (iPhone pagato a prezzo pieno) uno può andare dal negoziante con una sim card TIM o Vodafone che già possiede e fare applicare a quella una delle tariffe agevolate?
    • Nel caso in cui uno già oggi spenda di più di quanto costi la massima tariffa TIM tutto incluso, la sim dell’iPhone può essere utilizzata anche su un altro telefono (immagino di no, altrimenti si potrebbe utilizzare l’altro telefono come modem per il PC, cosa che l’iPhone, inspiegabilmente, non permette)?
    • Dimenticate per un momento l’iPhone: qual è, secondo voi, la migliore tariffa, di qualsiasi operatore e utilizzabile su qualsiasi telefono, che più si avvicina ad una flat per internet (costo fisso mensile per parecchi Gb da scaricare)?
    • HTC Touch Pro

    • Mi spiegate il perché di tanto casino per quell’assurdo telefono su cui si possono fare solo le cose che stanno bene a Apple, e non su questo, che sarà Windows Mobile quanto volete, ma permette una miriade di cose che sull’iPhone sono vietate e consente di installare programmi (già disponibili e testati da anni, peraltro) realizzati anche da software house antipatiche a Microsoft?

    Seguono le FAQ a questo post, specifiche per i fan di Apple.
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    No, così, pensavo

    Ma secondo voi l’assonanza di immunità con impunità è un fatto casuale?

    La prossima moda

    Lo sapete come inizia una moda in Italia, no? Un argomento passa di bocca in bocca. Se poi lo lancia Berlusconi viene pompato al massimo. Quindi è sicuro che dopo i campionati di air guitar arriveranno i campionati di air blow job.

    Non posso essere da meno, no.
    Luca Sofri, Suzukimaruti, Massimo Mantellini, Giulia Blasi e Achille Corea - per nominare i più noti, ma chissà quanti altri - hanno scritto della canzone più triste, buia e deprimente che conoscono.
    Per Luca è un ballottaggio tra Ritornerai di Bruno Lauzi e Fiori rosa fiori di pesco di Lucio Battisti (ma oggi si è parzialmente ricreduto).
    Suzuk sceglie Confesso di Piero Ciampi; Giulia va per Exit Music (for a film) dei Radiohead, Mantellini si strugge per Giampiero Alloisio e Achille singhiozza con Ed io tra di voi, di Aznavour (ritenuta un po’ eccessiva anche ai tempi, e rimasta perciò memorabile soprattutto in questa versione).

    Per quanto mi riguarda, non ho ancora trovato una canzone che testimoni la tragica insensatezza della condizione umana come Fin che la barca va, di Panzeri-Pilat-Arrigoni.

    Si tratta di un testo magistrale, rimasto insuperato per la precisione con cui ritrae la summa dei contenuti legati alle escatologie, ai drammi, alle aspirazioni di questi strani animali e dei loro rapporti con il Demiurgo che li punisce, e che solo un osservatore superficiale potrebbe identificare fuori dalle evidenti allegorie di “grillo” e “formica”.

    In Fin che la barca va c’è davvero tutto: l’angoscia esistenziale di marca schopenhaueriana (”La vita come pendolo tra dolore e noia”) e l’eracliteo scorrere del tempo nelle sue stagioni (pare che nel 1970 ci fossero anche le “mezze”);

    Il grillo disse un giorno alla formica: “il pane per l’inverno tu ce l’hai,
    perché protesti sempre per il vino? Aspetta la vendemmia e ce l’avrai”.

    Il vino, ovviamente come sfida al Di-vino, il rapporto conflittuale col Sacro, e i due massimi miti, in tal senso, dell’era precristiana: Prometeo, trafitto al fegato dall’aquila (tipico volatile peruviano) che se ne ciba e, naturalmente, la Torre di Babele come archetipo di ogni hybris possibile.

    Mi sembra di vedere mio fratello che aveva un grattacielo nel Perù,
    voleva arrivare fino in cielo e il grattacielo adesso non l’ha più.

    (more…)

    Antefatto: una giornalista, Maria Grazia Torri, fa una cosa originalissima di questi tempi: scrive un libro su Cogne. In genere si occupa d’arte, quindi non si capisce chi gliel’abbia fatto fare di cimentarsi, pure lei, nella cronaca di un fatto di cui conosciamo inutili dettagli sufficienti per questa vita e pure per un’altra di riserva. Un giorno incontra presso il Fatebenefratelli di Milano un neurochirurgo, Giovanni Migliaccio, che le espone una tesi - questa sì - piuttosto originale: Samuele Lorenzi sarebbe morto “a causa di una violenta emorragia cerebrale, a seguito di un aneurisma e/o di una malformazione vascolare congenita che ha successivamente innescato una crisi epilettica”. Cedimento strutturale, in pratica.

    Ora: quanto questa tesi sia bislacca (o quanto Annamaria Franzoni sia colpevole, innocente, meriti le fiamme dell’inferno o un giorno sul calendario in quanto martire), l’abbiamo già detto, a noi interessa poco. Sta di fatto che la Torri si mette al computer e butta giù 362 pagine in cui espone la tesi di Migliaccio, corredata da presunti dati scientifici, ipotesi e congetture a supporto dell’assunto secondo il quale “niente è più ingannevole di un fatto ovvio”. Per quanto ce ne frega potrebbe pure avere ragione: io, per dire, non sono fruttariano e non vado a rompere le palle ai fruttariani solo perché sono convinti che, per ragioni “biocentriche”, si debbano mangiare solo frutti da semi.

    E nemmeno rimango stupito del fatto che a Maria Grazia Torri sia venuta la fregola di scrivere un libro su un fatto di cronaca nera: tutti, in fondo, hanno un libro nel cassetto, e la prova che il mondo in cui viviamo potrebbe essere perfino peggiore sta nel fatto che, fortunatamente, la maggior parte degli scrittori in erba non riescono nemmeno a raggiungere lo status di “esordienti” e rimangono lì, a fare (magari pure bene) i carpentieri, i maestri, i cartolai. (more…)

    The Classifica 23 - Y Factor

    Rieccovi. So che la settimana scorsa avete avuto degli impegni, e per questo motivo The Classifica 22 è saltata (in verità esiste una demo, salterà fuori postuma e andrà all’asta da Sotheby’s. O da Harrod’s). Ma ora rieccovi qui – come state? Cosa vogliamo commentare, la vita e le opere di Giovanni Allevi, come ci eravamo riproposti?

    No, dai.

    Parliamo invece di televisione. Di pubblicità, di supermercati, di tagli di capelli.

    Il quarto posto (e i 4 dischi nella top 30) di Allevi si deve allo spot della Bmw grazie al quale il pianismo da caminetto di Come sei veramente ha folgorato il target dei pensosi (laddove il suo nuovo disco di pompa e circostanza con l’orchestra, li ha disturbati, e al n.1 non ci è andato). Ma che dire dell’attuale n.1 della cassiera Giusy Ferreri? E delle tre settimane in top ten del barbiere Marco Carta?

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