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Archive for the 'Senza categoria' Categoria

E buon giorno dell’asciugamano a tutti

mag 27 2011 Inviato da nella categoria Senza categoria

(Questo articolo è stato scritto per )

Se frequentate abitualmente i social network le possibilità che nel corso della giornata dell’altroieri vi siate imbattuti in vostri amici ritratti in foto in compagnia di un asciugamano sono altissime. È perché avete amici scemi, direte voi. Sì. Sono amici scemi ma simpatici che condividono il culto di Douglas Adams, della sua Guida Galattica per autostoppisti e del numero 42. Perché la notizia è che oggi è il “giorno dell’asciugamano”.

Spiego. Douglas Adams era uno scrittore inglese, e scrittore è dire poco: era anche un fervente ambientalista; fan dei Beatles e dei Procol Harum; amico dei Pink Floyd (in un’occasione suonò dal vivo sul palco con David Gilmour) e dei Monty Python (appare in due episodi del Monty Python’s Flying Circus e collabora a scriverne alcuni altri); fanatico di Apple (è il primo europeo a possedere un Macintosh; il secondo è l’attore Stephen Fry); visionario (a breve vi spiego perché); appassionato di fotografia e di macchine.

Dunque, visionario, dicevo, e non spendo il termine a caso: Adams è tra i primi a teorizzare gli hyperlink, ovvero i collegamenti ipertestuali che hanno reso popolare il web, ed è stato il legittimo proprietario del cervello che ha immaginato strumenti che tutti utilizziamo quotidianamente. Wikipedia, per dire: prima che Jimmy Wales la concepisse, Douglas Adams aveva ideato e messo online sul sito della BBC la sua H2G2 (l’acronimo sta per “HitchHicker’s” – due h – “Guide to the Galaxy” – due g), un’enciclopedia universale e libera realizzata dai lettori. Babelfish, il servizio di traduzione simultanea utilizzato prima da Altavista e Google e attualmente da Yahoo!, si rifà direttamente al “Pesce Babele” della Guida Galattica per autostoppisti: un piccolo pesce giallo che, una volta introdotto nell’orecchio, conferisce al portatore la capacità di comprendere tutte le lingue dell’universo.

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And the winner is…

mar 31 2011 Inviato da nella categoria Senza categoria

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Metodo collaudato

feb 15 2011 Inviato da nella categoria satira,Senza categoria

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Dissapore | Il meglio della settimana

gen 17 2011 Inviato da nella categoria Senza categoria


I più letti degli ultimi 7 giorni.
(1) I clienti che non pagano il conto. Anzi no, i peggiori clienti del vostro ristorante.
(2) La spesa | Mercato del contadino vs Supermercato.
(3) Quanto costa aprire un ristorante in 20 risposte.
(4) I locali del vino da provare almeno una volta nella vita.
(5) La fondamentale questione prima il sale o prima la pasta.
(6) Didascalizzami questa | Natale a Bunga Bunga Hill.
(7) Il tonno rosso di Striscia la Notizia è così rosso che costa il doppio.
(8) Outing post Zaia | Chi altro va al ristorante cinese o etnico?
(9) Perchè le donne che mangiano insalate ridono da sole? Uno e due.
(10) Come si fa | Tagliare il prosciutto a mano.

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Tutta la iVita davanti

ott 22 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

All’improvviso le porte si aprono ed entriamo tra due file di persone che ci accolgono applaudendo e urlando, battendo il cinque a tutti, man mano che si entra. Saranno i nostri insegnanti, mentor e futuri manager dello Store.

Dopo le presentazioni di tutti i membri dello staff e dei manager – il tutto intervallato da continui applausi, urla, e incitamenti – finalmente si dà il via. Inizia il corso una certa Valentina, che parla molto velocemente e, senza mai fermarsi, ci spiega quanto è bella Apple, com’è brava Apple, com’è ecologica Apple e come l’azienda pensa solo e unicamente al cliente, alla sua felicità e all’arricchimento della sua anima e della sua vita.
Poi arriva il training vero e proprio: ogni giorno ci fanno vedere dei video, interpretati da attori vestiti da lavoratori Apple che mostrano com’è bello lavorare per la casa di Cupertino. In altri video ci sono dei finti clienti che esprimono la loro felicità. Insomma, è uno di quei training che fanno anche per le vendite multilivello: veniamo caricati al massimo con applausi continui e grida. E e se qualcuno dice qualcosa di “giusto” (secondo il credo Apple) scatta l’ovazione.

Il giorno dell’inaugurazione è piuttosto adrenalinico: siamo tutti a mille, e veniamo “motivati” per un’ultima volta. Con la gente fuori dalla porta veniamo incitati a fare cori da stadio, urlare ed applaudire continuamente, insomma una cosa un po’ hollywoodiana.
Dopo il conto alla rovescia la gente inizia a inondare lo Store, tutti accolti come le truppe americane quando sbarcarono in Sicilia: ola, “gimme five”, applausi scroscianti continui, tutta la mattina così.
Veniamo mandati a turno alla porta ad applaudire anche quando ormai la grande massa si è esaurita e la gente entra normalmente.

Marco Savi, «Cosi Apple mi ha cacciato» dal blog di Alessandro Gilioli e l’Espresso Online

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Emilio (financial hero) la resa dei conti: 137.630 (+14,7%)

ott 13 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

(due anni fa, dopo aver assistito con un certo sconcerto alla conferenza stampa in cui Berlusconi dava consigli di investimento azionario, citando titoli quali ENEL, ENI e MEDIASET come titoli che si sarebbero rivalutati almeno il doppio appena svanita la fase acuta della crisi, decisi di fare una specie di gioco-simulazione. Cosa sarebbe successo se un risparmiatore si fosse precipitato dal suo consulente bancario per seguire la dritta? Investendo tutti i suoi soldi? Ecco come è andata)

(Banca, interno giorno)

“allora, signor Emilio, è andata bene, no? Abbiamo venduto i titoli”

“sì”

“li abbiamo venduti ieri, i soldi sono già sul conto. Avevamo comprato 120.ooo Euro, adesso sono 137.630″

“dice che è andata bene”

“beh, sì, abbiamo guadagnato almeno 17mila euro in 2 anni, non male, vero?”

“uhm…”

“di questi tempi”

“sì, ma aveva detto il doppio…”

“eh, certo, capisco…”

“aveva detto che i titoli valevano la metà del loro valore e che in due anni…”

“sarebbero raddoppiati, dice lei”

“aveva detto così: ci sono titoli che valgono la metà del loro prezzo per il panico, per colpa dei giornali di sinistra che seminavano paura…”

“eh, quelli, lo sappiamo, neh, pur di parlar male”

“mi aspettavo di più…ecco…”

“beh, quasi il 15%”

“è buono?”

“sì…cioè, abbastanza…certo ci sono cose che hanno reso di più…”

“aveva detto, ENEL, ENI, giusto…abbiamo comprati quelli giusti?”

“sì, signor Emilio, sì, hanno fatto un po’ fatica”

“sì…?” Continua a leggere »

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Marcello! Marcello! Come here!

giu 30 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

Fino al 1992 è concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo il 1992 è Politica.

(ridotta in appello la pena per Dell’Utri a Palermo)

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Houston, c’avemo un probblema

giu 20 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

Causa problema tecnico al segnale televisivo nello studio da cui trasmettiamo, oggi pomeriggio Macchiaradio non riesce a andare in onda. Molto tristi per la sorte avversa, diamo appuntamento a voi per la prossima partita dell’Italia e all’antennista domani, al più tardi.

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Una modesta proposta: evasi (giudiziari) contro evasori (fiscali)

mag 20 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

Abbiamo due problemi in Italia, il sovraffollamento delle carceri e l’evasione fiscale, entrambi sembrano irrisolvibili, da anni. La popolazione carceraria esplode anche per la lentezza e la farraginosità del sistema giudiziario, l’evasione fiscale è spesso impunita perché la necessità di personale per il controllo territoriale è enorme, e i costi ne vanificherebbero l’utilità per il bilancio dello Stato.

Per ridurre l’affollamento carcerario si sta pensando a misure ambiziose, come concedere gli arresti domiciliari a chi debba scontare ancora un solo anno di pena. Si tratterebbe di mandare a casa, con il solo obbligo di firma alla stazione dei carabinieri, almeno 69mila detenuti. Continua a leggere »

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Fare finte

mag 14 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

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Emilio (financial hero), speciale disastro greco: +9,2%

mag 08 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

Dopo un periodo di crescita sulla finanza mondiale si è abbattuto il ciclone Grecia, e con il secondo tempo della crisi mondiale (quello degli Stati Sovrani dopo quello dei subprime) torna a parlare di investimenti finanziari anche Silvio Berlusconi: intervendo dopo l’allarme lanciato dall’Agenzia di rating Moody’s sul debito pubblico italiano e sulla solvibilità del nostro sistema bancario, il nostro Premier ha detto che le agenzie di rating sono totalmente screditate e che andrebbero riformate. L’allarme è poi rientrato quando Moody’s ha rettificato il giudizio, confermando che l’Italia è solida, e stante le parole del nostro Presidente non ci è chiaro se dobbiamo credere più alla prima notizia oppure alla sua smentita.

In ogni caso l’ultimo mese è stato piuttosto difficile per il nostro investitore Emilio, che ha perso più del 13% del valore di portafoglio. Enel è sotto il prezzo d’acquisto di un anno e mezzo fa, Eni è circa in pari mentre l’unica performance positiva è quella di Mediaset. A questo punto la possibilità di raddoppiare il capitale appare veramente un’eventualità remota.

Portafoglio Berlusconi: ENI, ENEL, MEDIASET (giudizio buy, secondo il Premier)

Valore di carico al 10.10.08: 120.000 EUR (obiettivo raddoppiare il capitale in due anni)

Valore di chiusura 07.05.10: 131.050 EUR (+9,2%)

Rendimento alternativo “Italian Underdogs” (blue chips non consigliate da Berlusconi TELECOM ITALIA, GENERALI, LUXOTTICA, FIAT): 132.180 EUR (+10,1%)

Rendimento alternativo “Plus 20″ (azioni sconsigliate da Berlusconi APPLE, GOOGLE, AMAZON): 279.260 USD (+132,7% in USD)

Emilio Mood: :-O

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Eurocicuta

apr 28 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

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Ma il Governo ha capito cos’è la Mafia?

apr 27 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

“I boss non si catturano. O si vendono o muoiono.”

Così ripeteva spesso Luigi Ilardo, boss mafioso del catanese e collaboratore del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) nei primi anni ’90, ai suoi confidenti dell’Arma dei Carabinieri sulle tracce dello Zio Binu, il latitante superboss Bernardo Provenzano.

Ed è più meno sempre così. E’ sempre stato così. Chi si ricorda di qualche cattura di latitanti con scontri a fuoco tra carabinieri e mafiosi? E quanti picciotti difendono i capi della cupola di Cosa Nostra quando questi vengono sorpresi dietro una botola di qualche casolare di campagna? Fateci caso: ma nemmeno nella serie TV dei Soprano ci sono morti ammazzati quando lo Stato rompe gli indugi giudiziari e oltrepassa la sottile linea che lo divide dal crimine. Perché è questa l’essenza del fenomeno mafioso, l’Antistato non è mai davvero antitetico allo Stato, ma organico e complementare alle sue deviazioni morali e sociali, con una dialettica a volte ruvida ma quasi mai assassina, di contrapposizione ideologica ultima e definitiva. Continua a leggere »

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Mini tassa sull’editoria, perché no

apr 25 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

E’ già tramontata (mi veniva da dire “tremontata”) l’ipotesi di tassare la banda larga per sussidiare i giornali online, proposta lanciata dall’incauto Malinconico della FIEG pochi giorni fa.

Pare difficile, in una fase in cui si tagliano i sussidi pubblici da parte del governo, che si proceda a una “tassa privata” imposta agli operatori telefonici, sempre una tassa verrebbe considerata e il governo verrebbe sospettato di fare il gioco delle tre carte.

In ogni caso penso che il sussidio all’editoria online sia sbagliato dal punto di vista della teoria economica. Ho già scritto che trovo sensata una tassa di scopo (distratta dall’IVA) per la pirateria musicale: nel caso degli Mp3 piratati c’è una chiara violazione della legislazione sul copyright, lo Stato non riesce a far rispettare la legge e a tutelare gli aventi diritto, il sussidio pubblico sarebbe dunque una equa riparazione fiscale per danni oggettivi dell’industria. Continua a leggere »

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Berlusconi, Fini o niente

apr 23 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

A me di Gianfranco Fini non me ne frega niente, ma sto con lui. Ho già scritto che si può essere «finiani senza Fini» e guardare con simpatia al sommovimento che ha creato: anche se non si ha nulla a che spartire col suo retroterra culturale, col suo passato, con le sue metamorfosi. L’ampissimo centrodestra italiano, del resto, non è diviso solo tra berlusconiani e finiani, non porta soltanto i mocassini e le giacche berlusconiane in alternativa al maledetto «cachemire» che si tende a immaginare su chiunque appaia diverso dall’archetipo che ci piace. Ciò che m’interessa, anzitutto, è che assieme a Fini se ne va a catafascio anche il banalissimo assunto secondo il quale il partito più grande del dopoguerra dovrebbe avere delle pluralità al proprio interno, quelle identità che corrispondono alle mille sfumature della società e la cui sintesi, un tempo, era il motore della politica. Detto in termini medici: Fini potrebbe aver torto nella terapia, e magari andarsi presto a schiantare: ma la sua diagnosi è proprio tutta sbagliata? Sicuri che i problemi da lui posti siano soltanto dei pretesti per reclamare fette più generose di potere? Io no, io non sono sicuro. Anzi, sono abbastanza certo del contrario.

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