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E' mai possibile che appena un fenomeno supera il massimo clamore mediatico, la si considera morta? Mai sentito parlare di Curva di Adozione Tecnologica?

Lo specchietto per le allodole

Archive for the ‘Tech’ Category

Io, se fossi Apple

Apple…non mi preoccuperei più di tanto che sui circuiti Peer to Peer siano disponibili versioni del mio nuovo sistema operativo installabili sui computer Intel monopolizzati da Microsoft. Anzi: io, se fossi Apple, ne sarei così contento che inizierei a vagliare l’ipotesi di farlo scaricare gratis, il sistema operativo.
Voi, che non siete Apple, potreste obiettare che a) Apple avrebbe una fonte di ricavi in meno e b) che Apple, a differenza di Microsoft, ha sempre puntato sull’hardware invece che sul software.
Al che io, che sono Apple, risponderei che proprio perché non sono una software house lascerei scaricare gratis il mio sistema operativo, invogliando un sacco di gente che non ha altri orizzonti oltre a quello di Windows a provare questo Mac OS di cui si sente dire tanto bene in giro. A quel punto, dal momento che stiamo parlando di un qualcosa che viene percepito come stile di vita, avrei creato una base di utenti affezionati alla linea del prodotto, che se non hanno già in tasca un iPod pianificano di acquistarlo, o a cui per acquistare una canzone basta un click, perché iTunes è preinstallato con il sistema operativo. Da lì ad avere un computer zeppo di software i-Qualcosa il passo è breve.
Io, se fossi Apple, una volta conquistato il mondo continuerei a produrre hardware sempre più fichetto, perché anche l’occhio vuole la sua parte, e allora potrei sì sostenere che - posto che lo si può installare dove si vuole - Mac OS funziona meglio sui miei computer. Perché sono fatti apposta. E poi sono uguali al tuo lettore Mp3, al tuo telefonino, al tuo monitor, al tuo scanner, alla tua stampante, al tuo mouse.
Ma io non sono Apple.

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  • Solo per solutori più che abili

    Errore disco RaidAccade questo: che, dotatomi di nuovo e fiammante home server (un PC potente, sostanzialmente), dopo due settimane di sollazzo e uso intensivo, vedo apparire sullo schermo in basso a destra l’errore riportato a lato: Errore volume RAID: Alcune richieste di dati per un disco rigido in un volume RAID 0 non sono terminate correttamente, ma è possibile eseguire un backup. Provare ad eseguire immediatamente il backup dei dati”.
    Al che uno cosa fa? Segue il prezioso suggerimento e fa il backup dei dati. Una volta eseguito, clicca sull’icona che ha generato l’errore, sicuro che un determinato programma, se è in grado di riconoscere un errore, è anche in grado di metterci una pezza.

    Intel Matrix Storage Console 5.1E invece no: il pomposo software che viene lanciato e fa capolino dallo schermo, denominato “Intel Matrix Storage Console 5.1“, fa il Ponzio Pilato e - come è possibile verificare da questa immagine - propone la Soluzione Delle Soluzioni: “contrassegna come normale”.
    Se ci pensate su, ha ragione lui: è una filosofia di vita. Ti hanno licenziato? “Contrassegna come normale”. Tuo figlio si droga? “Contrassegna come normale”. Il gatto ti ha lasciato e la fidanzata si è presa il cimurro? “Contrassegna come normale”.
    Macheccefrega e macheccemporta, insomma, altro che je dimo e je famo.

    Detto questo, suggestions?

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  • Google TalkL’indicazione è riportata già da qualche giorno nell’apposito spazio della colonna di destra, ma tanto vale segnalarlo ai distratti: anche da queste parti non si è resistito alla tentazione di installare Google Talk, che verrà utilizzato per lo più nel corso delle dirette radiofoniche di MacchiaRadio esattamente come si è fatto con Skype nel corso della scorsa stagione.
    Impossibile che qualcuno ancora non lo sappia, ma non si sa mai: Google Talk è il nuovo messenger che permette chiamate a voce assolutamente gratuite (per il momento solo da computer a computer, ma la conquista del mondo da parte di Google non si ferma sicuramente a questo). Tecnicismi: è basato sul protocollo free Jabber è quindi può essere configurato anche su altri software di messaggistica istantanea (e questo va detto soprattutto a conforto dei possessori di Macintosh, per il momento non dotati di apposito programma e comunque temporaneamente esclusi dalle funzioni vocali). Per poterlo utilizzare è necessario possedere un account GMail, ché al giorno d’oggi, ormai, non lo si nega a nessuno.
    Chi desiderasse aggiungere Macchianera alla propria lista di contatti, può farlo utilizzando l’indirizzo .
    Astenersi perditempo e quelli che si offendono se sei occupato e non puoi ripondergli.

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  • Movable Type 3.2 su BlogNation

    BlogNationPowered by Movable Type 3.2Ebbene sì: habemus nuova versione di Movable Type (3.2) installata e funzionante su tutti i blog ospitati da BlogNation.
    Tra le novità: la lotta allo spam nei commenti e nei trackback grazie alla cartella “junk” e ad un “voto” che viene assegnato ad ogni singolo commento o trackback a seconda delle caratteristiche del messaggio.
    In più, tra le altre cose, è stata eliminata limitazione che permetteva di ospitare solo un dato numero di blog, a seconda della licenza che si era acquistata (e vale anche per la versione minimale).
    Le altre novità (e sono molte) sono in questo post.

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  • funziona?

    Scusate, ma non so dove chiedere aiuto: sul mio blog, dotcoma.it, salva i nuovi post ma non li pubblica. Esce questo messaggio:

    Building date-based archive ‘Daily20050804000000′ failed: Build error in template ‘Date-Based Archive’: Error in tag: Error in tag:

    e giuro che io non ho toccato nulla, gli ultimi giorni. Grazie! :-)

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  • BlogNationVediamo se si riesce a spiegarlo semplicemente e con poche parole. Beh… ecco… come probabilmente avrete notato i siti ospitati di BlogNation, ultimamente, fanno un po’ le bizze. Parecchi di voi hanno segnalato che in alcune ore della giornata (diciamo anche: per buona parte della giornata) non è possibile lasciare commenti, oppure appare il messaggio “Too many connections”.
    Ora, per quanto da queste parti si sia parlato sempre benissimo del peraltro costosissimo server fornito da Verio, succede questo: che mentre la banda a disposizione è illimitata (cosa alquanto rara), lo spazio non lo è. E’ poco (5 giga) e i vari blog, piano piano, se lo sono mangiato tutto. E’ per questo motivo che - i più pignolini l’hanno notato - per ben due volte sono state azzerate le ingombranti statistiche e gli ancora più ingombranti log di sistema.
    In tutto questo, per la verità, esiste almeno un motivo di cui andare ben orgogliosi: BlogNation - in questo pessimo stato - raggiunge una media di 6 milioni di pagine viste, 2 milioni e passa di visitatori unici e 247 Gb di traffico al mese escludendo i canali radio. Non è poco, se pensate che, in fondo, non ci si guadagna niente e, secondo di poi, non si è in competizione con nessuno, sebbene alcuni quotidiani online, per cifre ben più modeste, si prodighino in strilli e comunicati stampa che definire euforici è poco.
    Inutile specificare che AudiWeb non si spreca a rilevare questi dati (ma non lo fa nemmeno per Splinder nel suo insieme che, incredibilmente, non viene segnalato nemmeno tra i primi 100 siti italiani e, se non mi sbaglio, nemmeno per Blogger).
    Veniamo alle soluzioni: si cambia server. Non sappiamo se ora o a inizio settembre (il titolare, qui, parte per le vacanze il prossimo sabato e immagina non vi sia abbastanza tempo per testare tutta la piattaforma), ma sta di fatto che si emigra su un server dedicato (quello attuale era in comune con altri clienti di Verio) molto più potente, in grado di fornire un quantitativo di banda di cinque volte superiore al fabbisogno massimo di tutti i blog attualmente ospitati e uno spazio su disco maggiore di 25 volte rispetto a quello attuale. Le radio, invece, resteranno dove sono, legate al dominio radionation.it, il quale continuerà a garantire un flusso di dati illimitato.
    Per questo motivo, essendo riusciti a liberare 600 Mb dall’attuale server, dopo una notte di passione in cui non era rimasto un solo byte disponibile, le statistiche dei vari domini non saranno disponibili per tutta l’estate e verranno ripristinate dopo la migrazione.
    Tutto ciò dovrebbe garantire di poter partire a settembre su una nuova e fiammante macchina che non faccia aspettare 3 minuti per la pubblicazione di ogni singolo commento.
    Detto questo, sarebbe bello che i gestori di blog non più attivi ospitati da BlogNation si prendano tutto agosto per decidere se continuare l’avventura o ricevere le ceneri del proprio sito in formato zip o txt. Gli altri, se possibile, limitino l’invio di files troppo grossi, di immagini non compresse e quant’altro possa occupare spazio nel corso del mese di agosto. Poi si potrà iniziare nuovamente con i bagordi.
    Finito il discorso server passiamo a quello riguardante la radio: accertata l’ormai manifesta incapacità del titolare, qui, di gestire con tutti i crismi i canali di RadioNation 1 e 2 e, soprattutto, di redigere un palinsesto che possa garantire a tutti i papabili webjay di andare in onda, si rende necessario eleggere un responsabile maggiormente degno del ruolo e del compito. Da queste parti si pensava, per esempio, a QuattroPassi (il quale, peraltro, ha da farsi perdonare d’aver fortissimamente voluto un blog su BlogNation per poi compiere il processo inverso a quello comune e passare a Splinder), o a uno degli altri prodi che hanno creato e gestito la community della radio su IRC. Ma - posto che il prescelto accetti - lasceremo che l’elezione avvenga per acclamazione nei commenti a questo intervento.


    P.S.: Per i cittadini di BlogNation che non se ne fossero accorti, è stata implementata l’opzione “future”: è ovvero possibile indicare una data futura nella quale il proprio post venga pubblicato automaticamente. E’ sufficiente scegliere l’opzione “Future” al posto di “Draft” o “Publish”. Ogni notte a mezzanotte e mezza, un simpatico programma si occuparà di pubblicare ciò che va pubblicato.
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  • Le stagioni di una volta

    Premessa: post palloso in cui si parla di politica e climatologia.

    In questi giorni il fantastico mondo della politica ammericana sembra scosso da un altro scandalo-che-più-scandalo-non-si-può: il famoso caso Plame-Rove, storia di spiate, bugie e sotterfugi. Bello, veramente interessante, di quelli da levare il sonno.
    Magari a scavare e leggere i fogli US uno potrebbe anche fare un po’ di fatica a trovare qualcosa di un po’ più ficcante, tipo la diatriba che va avanti da alcuni anni tra l’amministrazione Bush e il mondo scientifico mondiale sulle modificazioni al clima; quelle causate direttamente dall’attività umana e in particolare dall’uso dei combustibili fossili.

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  • You Tunes. I don’t.

    iTunesRicordo come fosse oggi il giorno in cui svariati blogger riportarono la notizia secondo la quale un autorevole mensile specializzato americano aveva definito iTunes della Apple “il miglior programma che sia mai stato scritto per Windows.
    Perché lo dico? Perché ho acquistato un nuovo, fiammante iPod Photo da 60 Gb (ancora pochi, perbacco, per poter contenere l’intera collezione senza dover fare una cernita e lasciarne sull’hard disk una buona metà). E insomma, torno a casa, installo il programma di aggiornamento (e qui non si scappa, altrimenti non viene installato il driver e il sistema non riconosce il nuovo iPod collegato) e, risoluto a non voler neanche sfiorare il bottone per il download di iTunes, installo speranzoso il vecchio e caro MusicMatch Juke Box che - almeno fino al lancio di iTunes - la stessa Apple distribuiva agli utenti Windows utilizzatori di iPod. Scopro con orrore che - per motivi che nessuno si prende la briga di spiegare sebbene siano più che evidenti - il lettore di Apple non è più supportato dal programma. Nemmeno installando un plugin.
    Un po’ meno speranzoso, ma sempre deciso a tenermi alla larga da iTunes, lancio Real Player: dal momento che esiste un cotenzioso in atto tra Apple e Real - le quali non lesinano colpi bassi l’una nei confronti dell’altra -, sono sicuro che esista un plugin per l’iPod. E ho ragione.
    Lo installo, faccio in modo che ispezioni la mia “libreria” di files musicali pazientemente “taggati” secondo i dettami dell’ID3v2.3: Titolo, Artista, Album, Anno, Genere, Commento, Numero del brano, Immagine della copertina.
    Finita l’operazione (e chi la conosce sa che non stiamo parlando di tre minuti e mezzo), nel mentre penso di averla scampata bella, accendo l’iPod e mi accorgo con raccapriccio che il programma di sincronizzazione di Real Player non trasferisce le foto delle cover.
    In preda alla disperazione cupa di chi sventola bandiera bianca decido di installare iTunes. Da che lo conosco sono passate almeno tre versioni: beh, è sempre uguale. A parte il “Podcasting” (e qui la metto giù alla Luca Sofri: “Cioè, se ho pubblicato un mp3 di un programma radiofonico sul web vuol dire che ho fatto podcasting ancora prima che il podcasting fosse inventato?”), nuove funzioni non se ne vedono.

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  • L’Idrogeno come fonte di energia

    Dopo il relativo successo dei post tradotti dal weblog di Alan Boyle, lo science editor di MSNBC.com, eccoci ad un nuovo argomento da lui presentato nei giorni scorsi: la dipendenza dall petrolio ed il modo di uscirne attraverso l’immagazzinamento dell’energia eolica nell’idrogeno. Per chi non ne fosse addentro, ricordo che l’idrogeno non è come la benzina per i motori a scoppio, ma è un vettore trasportatore di energia; per cui si deve sempre accoppiare ad un sistema di produzione dell’energia medesima; in questo articolo si parla appunto della coppia generatore eolico più idrogeno.
    PS: Le traduzioni continueranno, sempre che vi piacciano. Fabrizio.

    Ciò di cui l’America ha bisogno è un programma simile a quello dell’Apollo (ndt: quello che portò l’uomo sulla luna) per incoraggiare lo sviluppo di fonti di energia alternative - in parte anche permettendo ai combustibili fossili di divenire più costosi. Almeno questo è il punto di vista di un ricercatore che ha effettuato un’analisi sugli aspetti economici dell’energia eolica e dell’idrogeno.
    “C’è assoluto bisogno di impegnarsi in un programma simile all’Apollo perchè, sebbene il costo di installazione delle turbine a vento sia comparabile con quello di una centrale a carbone o a gas naturale, non c’è alcun incentivo a sostituire queste ultime con l’energia eolica”, afferma Mark Jacobson, un fisico dell’atmosfera dell’Università di Stanford, in una lancio collegato ad un suo studio pubblicato su Science.
    Jacobson e i suoi colleghi di Stanford, Whitney Goldsborough Colella e David Golden, hanno proposto un sistema energetico in cui le turbine eoliche sono usate per produrre elettricità a sua volta da usare in un sistema di conversione acqua-idrogeno. L’idrogeno potrà poi a sua volta essere utilizzato per le automobili di prossima generazione.

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  • Tanto per riprendere il discorso

    Scrivo adesso questo post, altrimenti non mi decido a scriverlo più.
    Il fatto è che il tempo amia disposizione è temporaneamente ridotto. Pian piano riprenderanno anche gli aggiornamenti delle rubriche, sia quelle serie che quelle meno. Sta di fatto (e questo lo dico a beneficio di Riccardo Orioles, cui non non sono ancora riuscito a dirlo a voce) che non è che si sia deciso di non dare più spazio su Macchianera alla rubrica Tanto per abbaiare. La newsletter di Riccardo arriva regolarmente: il problema è, piuttosto, che il sottoscritto non riesce a trovare il tempo per formattare il testo e renderlo fruibile su questo blog (invidio, non sapete quanto, Riccardo, per quanto riesce a scrivere, e con quale leggerezza: si chiama mestiere).
    Mi chiedo quindi se per caso c’è lì fuori qualcuno disposto - una volta alla settimana - a svolgere questo compito: si tratta di mettere in bold i nomi, di dividere gli articoli, di scegliere un titolo, di applicare delle stringhe html standard (tipo quella che fa apparire il codice di Paypal e il logo della rubrica). Fatemi sapere.

    Cambiando discorso (e non volendo spendere parole per il Sudoku che è apparso sulla colonna di destra: se vi piace, giocateci): dal caso dei Pdf di Calipari in poi qualcuno di voi (specialmente nel caso in cui sia un autore del blog) avrà notato un certo rallentamento di Macchianera e di BlogNation in generale nell’inserimento di nuovi post e commenti. Nei primi giorni si trattava esclusivamente di traffico impazzito (2 milioni di visitatori unici in un solo giorno, quello delle “pecette” e altri 2 quello successivo). Poi i malfunzionamenti sono continuati, e solo oggi si è riusciti a capire il motivo. La situazione dovrebbe normalizzarsi nelle prossime ore.
    Nel frattempo mi scuso con tutti coloro che me l’avevano chiesto e alla fine non ho potuto ospitare su Blognation. La “gestione allegra” ha portato ad avere 32 blog ospitati e svariati altri siti, 163 autori (molti dei quali - va detto - in sonno), una media di 6 milioni di pagine viste, 2 milioni e passa di visitatori unici e 247 Gb di traffico al mese escludendo i canali radio. Il problema è che se il famoso “server americano” non fa una piega sulla banda consumata (al punto che ne abbiamo a volontà, senza limiti), è invece un filo più restrittivo sullo spazio occupato, e quello utilizzato attualmente garantisce giusto giusto la permanenza di chi c’è già e l’impossibilità (momentanea, ci auguriamo) di accogliere nuovi ospiti.

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  • Dedicato a chi era già entusiasta di Keyhole prima che lo acquistasse Google; a chi lo è diventato quando ha saputo che Google l’aveva acquistato; a chi l’ha provato ed è rimasto rapito: Keyhole va in cantina, sostituito da Google Earth (per il momento inviato in prova solo a coloro che avevano pagato i 29$ per acquistare la vecchia versione).
    Inutile specificare che le migliorie sono innumerevoli, al punto di non poter indicarle tutte. Vi basti sapere che ora tutto il mondo è stato mappato per lo meno ad una risoluzione media (prima era bassa); il dettaglio sulle grandi città (già a risoluzione altissima) è stato incrementato; per le città più celebri è possibile anche una ricostruzione in 3d degli edifici; le immagine ottenute possono essere inviate utilizzando, a scelta, il programma di posta installato sul computer o il proprio account Gmail.
    Come si dice? In casi come questo - ma specialmente in casi come questo - le immagini valgono più di mille parole.


    New York vista dai
    satelliti di Google Earth

    La stessa visuale, con
    gli edifici evidenziati

    La stessa visuale, inclinata,
    con gli edifici in 3 dimensioni

    Visuale inclinata dell’Italia
    vista dalla cima del Monte Bianco
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  • Catalogami questo!

    ID3 Valid TagsCol tempo, giochicchiando con la radio online, e avendo a che fare con un programma che gestisce e cataloga i brani Mp3 non secondo il nome del file, ma facendo riferimento alle “tag” (tecnicamente sono chiamate “ID3“, ed esiste una “versione 1″ e una “versione 2″), ho man mano sviluppato un odio viscerale per coloro che, condividendo musica, non le compilano. Dovrebbe succedere la stessa cosa, credo, a tutti i possessori di lettori Mp3 come l’iPod o il Vaio Pocket. In più, sopporto ancora meno quelli che le compilano male, al punto di desiderare che una mandria di agenti in tenuta da sommossa gli faccia irruzione in casa.

    In sostanza, dentro ad ogni file Mp3 c’è la possibilità di indicare il nome dell’artista, della canzone, dell’album, indicare il genere musicale, il numero della track sul disco, l’anno di pubblicazione, di pubblicare un’immagine della copertina e varie altre cose di minore importanza come i compositori di parole e musica, la url del sito ufficiale dell’artista, quella presso la quale acquistare il brano, il testo della canzone, le battute per minuto.
    Va da sé che esistano programmi in gradi di fare tutto questo quasi automaticamente, o collegandosi a internet per recuperare le varie informazioni semplicemente facendo click su un bottone (il migliore, secondo il parere dello scrivente è il “Tag&Rename” della Softpointer, ma come immaginerete ne esistono di tutti i tipi, per tutti i gusti e per tutti i sistemi operativi).

    Ora, la sostanza è che anche uno come me - che compila sempre tutti quelli basilari - capisce che non si possa essere come me. Epperò c’è un limite.
    Uno come me - diciamo progressista - arriva a desiderare il ripristino della pena di morte nei seguenti casi:

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  • La semantica delle cellule staminali

    Il secondo post tradotto dal weblog di Alan Boyle, lo science editor di MSNBC.com, riguarda una tematica attuale in tutto il mondo: la terminologia delle cellule staminali. La scienza è fatta così: ad ogni nuovo balzo in avanti sorpassa la lingua che ha bisogno di anni e decenni per riprenderla, creare nuovi sostantivi ed aggettivi per rendere la scienza stessa comprensibile. E le nuove parole sono sempre delle forzature: quanti, relatività, staminali, email o celle a combustibile sono parole che in realtà nascondono anni di ricerca e centinaia di scienziati. Le parole non ce la fanno a contenerle tutti e si finisce per banalizzare. E permettetemi anche una excusatio non petita nel caso che la traduzione di termini e concetti così specifici non sia perfetta. Ho cercato di rendere il senso e di far capire dove sta il problema.
    PS: rimane lo stesso discorso del primo post. Se i post vi piacciono si continua. Fabrizio.

    Si stanno uccidendo delle persone per cercare future cure mediche?
    Da una parte abbiamo il presidente Bush che applica il veto ad una legge che permette il finanziamento con fondi federali della ricerca sulle staminali, perchè lui è contrario “alla scienza che distrugge la vita per salvare una vita”. Dall’altra parte abbiamo ricercatori come Woo Suk Hwang affermare che le nuove cellule staminali embriotiche isolate dal suo team non vengono realmente da embrioni di cellule umane ma letteralmente da “pezzi ottenuti dal trasferimento dei nuclei” (ndt: mi permetto di citare le parole inglesi, nuclear transfer constructs, perchè qui si gioca la possibilità di creare nuove cure sulle parole, e non mi va di alterare il concetto con la traduzione).

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  • Quello che lasci / tu lo conosci…

    Splinder to Movable TypePer la cronaca, qui trovate qualcuno che finalmente ci ha pensato: un tool (acrobatico direi, di non facile utilizzo, ma a caval donato eccetera eccetera) per trasferire l’archivio del proprio blog su Splinder su Movable Type.
    Si chiama Spleender.

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  • L’evoluzione del dibattito su Darwin

    Con quest post cominiciano le traduzioni autorizzate di uno dei weblog scientifici statunitensi più interessanti. Stiamo parlando di Cosmic Log, il blog di Alan Boyle. Alan è lo science editor di MSNBC.com e si occupa di tutto quanto ha a che vedere con l’astronomia, la fisica, la paleontologia e l’insegnamento della scienza. Insomma un Piero Angela d’oltreoceano. Oggi si riprende un post dello scorso gennaio sull’accesissimo dibattito riguardo all’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole statunitensi. Se i primi post vi piaceranno, ce ne saranno degli altri.
    Fabrizio

    L’ultima sentenza sull’insegnamento dell’evoluzione ha generato un fuoco di fila di lettere sull’argomento, seguite recentemente anche dal nostro Simposio su scienza e religione.
    Gli adesivi “teoria, non fatti” attaccati nei libri di biologia nelle scuole della contea di Cobb rappresentano solo un fronte di quella che sta divenendo una vera battaglia culturale tra fautori ed avversari dell’evoluzione. Ci sono anche disaccordi sulle legislazioni sia in Missisipi, che in Montana, Pennsylvania e Carolina del Sud, secondo il Centro nazionale per l’insegnamento della scienza.
    Si può anche osservare ciò che accade in Wisconsin, dove i provveditorati stanno dicendo agli insegnanti di mettere sotto in discussione il darwinismo; e in Kansas, dove la battaglia sul darwinismo fece notizia già sei anni fa e dove i critici della teoria sono di nuovo sul piede di guerra.
    Sì, ho detto “teoria”. Il problema non è tanto il fatto che l’evoluzione darwiniana sia considerata una teoria - che scientificamente vuol dire “un insieme di affermazioni o principi atti a spiegare un determinato fenomeno o fatto, specialmente uno del quale si possono effettuare esperimenti ripetuti e che può essere usata per fare delle previsioni sul fenomeno stesso”. Piuttosto il problema degli adesivi è che pare che una teoria in particolare sia fonte di dubbi. Penso che questo sia il punto da parte dei detrattori di Darwin. Non sono sicuro se ciò sia in sè incostituzionale. Ma certamente non è saggio.

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  • Macchia Ads

    PhotoStream

      GeoCaching - MacchiaCache /2GeoCaching - MacchiaCache /1Fabio De Luca alla BlogFest 2008I Perturbazione alla BlogFest 2008 /1I Perturbazione alla BlogFest 2008 /2I Perturbazione alla BlogFest 2008 /3

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    Parlano di Macchianera

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    • “Io sono uno che con la contemporaneità ha dei problemi. Fino a pochi anni fa, quando vedevo uno col cellulare, mi sembrava come uno che avesse, non so come dire, tradito. Tradito cosa? Il mondo così come mi sembrava che dovesse essere a me. Il mondo a cui ero abituato. Quello con le cabine telefoniche e i gettoni.” - Paolo Nori #
    • “E comunque, se non altro, si riprenda quella parola. Élite è una bella parola, significa ben sopra la media. Io gli chiederei perché ce l’hanno tanto con l’eccellenza.” - Aaron Sorkin: Josaiah Bartlet meets Barak Obama #
    • “E invece c’è chi finge di avere a cuore la causa vittime dell’11 settembre per sfogare le proprie frustazioni nei confronti non tanto di Gitto in persona, ma della vita che a lui ha evidentemente regalato cose che voi vi sognate (posto di lavoro di prestigio, bell’aspetto, fidanzata gnocca). E’ triste, ma i veri cinici siete voi. E mentre fingete di avere il cuore che vi sanguina per i familiari delle vittime, infierite sui familiari di Gitto (vedi fidanzata) con commenti sessisti, idioti e da persone piccole piccole.” - Commento di “Paolo” #

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    Questo non è un romanzo da mettere da parte con leggerezza. Bisogna scagliarlo via con grande forza. — Dorothy Parker


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