Insana Costituzione
Così cambia la Costituzione:
DEVOLUTION
Le Regioni potranno finalmente scegliere a quale Nazione appartenere o, eventualmente, di fondarne una il cui nome non valga più di venti punti secondo le moderne regole dello Scarabeo.
Così cambia la Costituzione:
DEVOLUTION
Le Regioni potranno finalmente scegliere a quale Nazione appartenere o, eventualmente, di fondarne una il cui nome non valga più di venti punti secondo le moderne regole dello Scarabeo.
Dice: sì, ma tu dove lo metti il volere di dio? Ah guarda, risponderei, io il volere di dio non so neanche cosa sia, quindi proprio non saprei, lo lascio un po’ là dov’è. Mi pare invece che sia tu quello che se lo infila in culo per poi farcirsene la bocca.
In questi giorni è tutto un volere di dio. Un correre avanti e indietro dal Texas alla Casa Bianca. Poi perdiamo tempo con le leggi ad personam e gridiamo allo scandalo. Almeno noi abbiamo dei motivi concreti: difendiamo dei cazzo di criminali veri o parlamentari di tripla mano, ma anche la commistione di entrambe le cose e lo facciamo per soldi, perdio. Mica per volere di dio. E non vorrei essere puntiglioso, ma fosse stato per il volere del dio, Terri Schiavo sarebbe già schiattata da dieci anni. Quindi è per volere dell’uomo stolto e bigotto che quella donna si trova indignitosamente in vita, per nessun altro volere.
Nelle ville splendenti intanto, su note di jazz d’annata, in abiti di seta, smoking gessati e sorseggiando temibili drink, i NeoCon brindavano alla ‘vita a tutti i costi’, che salvata una cerebrolesa è un attimo salvarne un altro. E George Bush ce lo cucchiamo per altri quattro anni. Non state a rompere i coglioni perché non serve a niente. E’ il fottuto volere di dio. Sono in missione per conto di dio.
L’inquinamento Usa? Colpa degli stranieri
E’ vero. Non avete idea di quanto fumo produca il corpo di un iracheno in fiamme.
Secondo Harvard e altri atenei, gli States sarebbero contaminati dallo smog messicano, dal mercurio cinese e dalla sabbia africana.
Fortunatamente, per la sabbia del Sahara esiste una soluzione praticabile: lavare bene i cingoli dei carri armati prima che rientrino in patria.
Embedded Journalist: agg + s. m.; (military) 1 Giornalista che, nelle guerre ufficiali, viene aggregato ad un esercito per raccontare le fasi della guerra. 2 Giornalista sequestrato da chi ha il maggior numero di munizioni. CONTR. breaked-up journalist (giornalista disgregato)
Checkpoint: s.m. (military) 1 Posto di blocco. 2 Punto nevralgico per il controllo del territorio, ove i militari accertano l’identità di chi hanno appena colpito con violente scariche di mitragliatrice.
Intelligence: s.m. inv. 1 Servizio segreto. 2 (iron.) ossimoro: Intelligence militare
Political Partnership: agg + s.f.; 1 Alleanza politica, economica e militare fra due Stati. 2 Figura eufemistica utilizzata per indicare che il loro presidente ha il tuo numero di telefono.
Facciamo finta: il Papa, dopo una lunga degenza, lascia il policlinico Gemelli.
Mentre sta uscendo, un americano gli fa lo sgambetto.
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Precisazione per quanti si sono preoccupati che avessi scritto io l’articolo sul Riformista nel quale si ventilava l’ipotesi di una notte di sfrenata follia tra Antonella Clerici e Mike Tyson, per il quale la conduttrice ha chiesto 5 milioni di euro di danni: no, non è farina del mio sacco.
Io faccio satira, non gossip; e per quanto la satira sia per sua natura portata a presentare una visione distorta della realtà, nessuno potrebbe credere che quel personaggio – pur raccapricciante, pur macchiatosi di crimini intollerabili, pure a fine carriera e ormai alla frutta – abbia potuto approfittarsi a questo modo del pugile inerme.
«La competitività, è bello averla sulle ragazze…». Silvio Berlusconi se la cava all’inizio con una battuta.
E’ un’ottima strategia, quando non hai un cazzo di sensato da dire. La utilizzavo anch’io, al liceo, durante le interrogazioni a sorpresa che, sorprendentemente, toccavano sempre a me.
“Considerando le premesse storiche, quale fattore fondamentale avrebbe potuto impedire l’ascesa del nazionalsocialismo nella Germania degli anni ’30?”
“Un Hitler balbuziente”.
Basta con le trattative, ora ci vuole la linea dura: un paio d’ore a tu per tu con l’autrice de “La rabbia e l’orgoglio”, e sarete voi ad apparire in video per supplicarci in lacrime di liberarvi. Se proprio volete prendervi una giornalista del Manifesto, cacciate la grana e assumetela regolarmente, come ha fatto la Stampa con “Iena” Barenghi. Di fronte al drammatico appello della Sgrena, Berlusconi si è chiesto: “Come si può umiliare così una donna?”. Evidentemente è da un po’ di tempo che il premier non guarda le reti Mediaset. Il Foglio critica i reporter pacifisti che ci inondano di foto strappalacrime sulla guerra in Iraq: “Puah, i marines sì che hanno spirito positivo: loro le sofferenze degli iracheni le fotografano per farsi tante belle risate”. Ehi, terroristi, state approfittando della nostra pazienza. Se non rilasciate Giuliana Sgrena entro 24 ore, oltre alla Fallaci vi spediamo pure Ferrara.
George W.Bush ha finalmente elaborato un piano per uscire dall’Iraq.
Peccato che preveda di passare per l’Iran.
L’accordo con il colosso americano ha aperto gli occhi al megaboss di Corso Marconi: la gente apre più volentieri il portafoglio per disfarsi delle auto del Lingotto piuttosto che per acquistarle. Ma per scoprirlo non c’era bisogno di andare fino a Detroit, bastava fare un salto in una concessionaria. Liquidata la questione della “put option”, resta ancora valida la “porcaputt option”, gettonatissima dagli automobilisti quando la loro Stilo va in panne per uno scontro frontale con una zanzara. Dopo l’accordo con Gm, sollievo fra i politici: “La Fiat è di nuovo in mano italiana: certe cose imbarazzanti meglio tenercele per noi”. Intanto i vertici dell’azienda torinese annunciano grandi innovazioni nel settore auto: “Con un milione e mezzo di euro possiamo tutti comprarci la limousine”. Entusiasti gli operai degli stabilimenti a rischio: “Ora potremo smettere di sottotitolare gli striscioni in inglese”.
«Siamo contenti di aver concluso questo accordo con la General Motors».
(Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat)
«Abbiamo raggiunto un buon accordo capace di soddisfare entrambe le parti e assicurare la necessaria flessibilita».
(John Devine, direttore finanziario di General Motors)
TRAMA
Un vecchio americano facoltoso entra in un bordello e sceglie una puttana dall’aspetto sgradevole che gli promette cose turche.
Sul più bello, lei gli rivela di avere l’Aids e che lo lascerà andare, incolume, solo in cambio di una cifra molto consistente.
Lui, terrorizzato, accetta di firmarle un assegno da 1,55 miliardi di euro, senza pensarci su neppure troppo.
E vissero tutti felici e contenti: lui, sano e un pò più povero. Lei, ricca benchè morente.
Solo per il bordello le cose cominceranno a mettersi davvero male.
INTERPRETI
Vecchio americano facoltoso: General Motors
Puttana sieropositiva: FIAT
Bordello: Italia
Anno: 2005
Durata: ?
La Corea del Nord: «Abbiamo armi nucleari».
Lo sapevo. Se adesso trovano qualcuno che gli presta un accendino, siamo fottuti.
«Abbiamo fabbricato armi nucleari per fronteggiare la politica di Washington tesa a isolare e soffocare» il nostro Paese – ha affermato il ministro degli Esteri, aggiungendo che «le armi resteranno un deterrente per autodifesa in ogni circostanza».
Tra le armi più temute, il terribile missile Mao.
Se ti esplode in salotto, ti sdrucisce all’istante tutte le fodere del divano.
Il ministero degli Esteri attribuisce poi «l’attuale stallo nei colloqui a sei alla politica di ostilità nei confronti di Pyongyang da parte degli Stati Uniti».
In realtà le cose stanno diversamente. Bush, dopo una colossale sbronza in compagnia di due suoi amici immaginari, ha perduto l’agenda telefonica presidenziale da qualche parte in giardino, e non riesce più a ricordare dove l’ha sotterrata. Lì dentro c’era l’unico appunto con il numero telefonico del presidente nord-coreano Kim Jong-il.
Non che il fatto sia così grave, visto che, ormai da due mesi, il presidente Kim Jong-il ha smesso di passare ore in attesa che quel maledetto telefono squilli, nell’unica cabina telefonica di Pyongyang.
Dopo la proposta del commissario europeo alla libertà, alla giustizia e sicurezza (carica di rango equivalente al diploma in Hobby&Sport al Trivial Pursuit) Franco Frattini (già ministro degli Esteri e il cui sito web ricalca la personalità forte e decisa), si è scatenato nella Commissione Europea un dibattito sull’ipotesi di bandire totalmente i “simboli d’odio” legati alla storia del continente.
E’ iniziato il primo giorno dell’imputato Michael Jackson.
Se dovesse venir condannato, in carcere lo attenderebbero una buona e una cattiva notizia. Quella cattiva è che avrebbe grosse possibilità di tornare ad essere nero. Quella buona è che gli cambierebbero i connotati, gratuitamente, anche più di una volta al giorno.
Dal Messico, dal Belgio, dalla Francia, i jacksoniani che hanno «cinto d’assedio» il tribunale ne hanno fatti di chilometri per sostenere da vicino il loro idolo.
Commovente la scena che ha visto l’incontro fra la portavoce del cantante e i belgi fondatori del ‘Marc Dutroux Fan Club’.
Domenica in un video-messaggio, trasmesso via Internet, Jacko aveva proclamata al sua innocenza chiedendo un «processo equo».
Il collegamento dalla webcam è però durato soltanto pochi minuti a causa delle vibranti proteste del dodicenne, nudo, legato alle sue spalle.
Fin dall’alba circa duecento suoi fans hanno cominciato a radunarsi davanti al tribunale di Santa Maria (California) dove è iniziato lunedì il processo contro il cantante, accusato di molestie sessuali ai danni di un minorenne malato di cancro.
Onestamente è difficile dire quale, fra i due, sia il male peggiore. Forse l’essere fan di Michael Jackson.
Ogni giorno la mia casella di posta si riempie di centinaia di lettere di affezionati lettori, che m’interrogano su svariati argomenti.
Escludendo le missive in cui mi si chiede perchè non abbia ancora deciso di allungarmi il pene (non vi nascondo il fastidio che la cosa mi provoca, oltretutto, rovinandomi ogni santa giornata), di comperare quattro taniche di steroidi al prezzo di due, o di connettermi a un server neozelandese per guardare le foto piccanti di Sheila McPussy, scattatele di nascosto durante quella famosa festa studentesca, a Kansas City, in cui mi pigliai una sbronza colossale (possibile che vada sempre a finire così? non ricordo nemmeno di essermi mai iscritto al college, non ricordo nemmeno il viaggio di ritorno dagli Usa; quanto diavolo posso aver bevuto, quella sera?), insomma, escludendo tutte queste curiosità morbose, oggi mi sono giunte queste lettere, a cui rispondo con gioia.
Caro Dr.Strangeblog,
da qualche tempo mi chiedo come può Dio, se davvero esiste, passare tutto quel tempo da solo, là fuori, senza compagnia, senza nessuno con cui poter fare qualcosa.
Sì, insomma, la mia domanda è questa: secondo te lui si masturba? (Andrea, Monza)
Caro Andrea,
questo dubbio perseguita anche me, e da molti anni.
Per questo evito di catturare i fiocchi di neve con la lingua.