Futura Francesca: lo spot che passa dalla tv al web

Qualche tempo fa sono stato chiamato a fare parte di una giuria che avrebbe selezionato i racconti che avrebbero animato il sequel di uno spot televisivo.

Lo spot di partenza – forse lo ricorderete – era questo: la campagna istituzionale di Telecom Italia. Quello che aveva una cover di “Hello Goodbye” dei Beatles come colonna sonora.

La storia aveva inizio nel 1953, sulla scalinata della Spoleto di mio padre, e terminava nel 2011. In questo lasso di tempo Francesca, la protagonista, aveva tutto il tempo di crescere e di sperimentare le tappe che l’avrebbero portata da neonata a nonna.

Perché io? (Tra gli altri, peraltro, perché la giuria era composta anche dal regista Daniele Luchetti, dal direttore creativo STV DDB Aurelio Tortelli, dal giornalista Luca de Biase e dallo lo scrittore Francesco Dimitri).

Immagino sia stato chiamato in quanto autore di questo. Voi direte: beh, è un romanzo di fantascienza. Anche di frantascienza, prego, però avete ragione: la fantascienza c’entra.

Ai partecipanti al concorso, infatti, era richiesto di immaginare di quali innovazioni sarebbe stata testimone una nuova Francesca, la neonata che avrebbe preso il nome dalla nonna, la protagonista del primo spot.

Ebbene, c’è da dire questo: la lettura di tutti gli scritti arrivati è stata un lavoro più faticoso del previsto, ma indubbiamente divertente. Qui, nel sito ufficiale, trovate la lista dei vincitori, la genesi e l’evoluzione del progetto.

Scremate tutte le possibili ingenuità e i canonici luoghi comuni legati alla fantascienza (robot, macchine volanti, ologrammi, viaggi interplanetari – addirittura uno dentro al Sole -, intelligenza artificiale e grandi fratelli), quel che è rimasto era notevole, ed è andato a costituire la sceneggiatura del nuovo spot, che vedete proprio qui sotto.

Un po’ di considerazioni finali basate su ciò che ho letto: la prima è che un sacco di gente immagina come grandi invenzioni che vederemo nel futuro cose che in realtà esistono già. La geolocalizzazione, per esempio, ragazzi, è su tutti i vostri telefonini. Ve lo giuro, controllate: non è poi così strano che il vostro telefono sappia dove siete.

Idem dicasi per le grandi comunità virtuali popolate di ologrammi, nelle quali vivere vite differenti da quella reale: ehi, è roba di 5 anni fa, si chiamava Second Life e l’intero pianeta ha alla fine convenuto fosse una cazzata.

C’è anche da dire che sono in tanti a immaginare un futuro nel quale – per motivi che non ci è dato sapere – le violazioni alla privacy che oggi mal tolleriamo da parte dei più diffusi social network sono auspicate e, in qualche caso, benvenute. In uno dei racconti – ricordo – si narrava di un particolare dispositivo che tutti erano costretti a indossare e che rivelava non solo le proprie tendenze sessuali ma, più nello specifico, anche la propria eventuale disponibilità. E tutti ne erano contenti. Un successone. Ecco, magari no, dai.

Infine, il Sole. La NASA stima che la temperatura media del Sole si aggiri intorno ai 5.777 gradi Kelvin in superficie e 13.600.000 gradi nel nucleo. A noi bastano 60 per scottarci, 100 per fare bollire un uovo e 1530 per ragginugere il punto di fusione dell’acciaio: difficile esista un valido motivo per incaponirsi a volerci passare attraverso.

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12 Comments

  1. Ciao Luca, io sono Fantasia, una delle 7 vincitrici del contest. A me lo spot è piaciuto , forse un po’ breve ma è riuscito a condensare e mixare con il giusto equilibrio le varie invenzioni che abbiamo immaginato nel futuro.
    Sai , la prima volta ke l’ho visto sn rimasta incantata , anke la musica è molto azzeccata e quando è terminato sono sbottata in un ” Come, di già?” .
    E’ stato entusiasmante partecipare e anke vincere (nn lo nego) e un po’ mi dispiace ke sia finito ma spero ke attraverso la visione del commercial (si dice così no?) tt la community possa mantenere vivo il trasporto ke ci ha unito durante le varie fasi del progetto.
    In fondo abbiamo quasi tt sognato un futuro piu’ o meno simile, sicuramente molto piu’ felice.
    Un sentito grazie anke a te Luca e a tt gli altri selezionatori.

  2. Lo spot mi è piaciuto molto, credo che abbiate fatto tutti un ottimo lavoro.
    Guardandolo ho pensato che cio’ che veniva mostrato non era tutto compeltamente fantascietifico. Come da te gia’ detto, i mezzi di comunicazioni attuali, sono molto piu’ avanzati e tecnologici di quanto si potesse pensare di raggiungere diversi anni fa.
    La scena del cambio outfit ad esempio l’ha usata una nota azienda di moda lowcost diversi mesi fa per sponsorizzare il loro servizio di e.commerce.

  3. Hello GOODBYE dei Beatles, vorrai dire, mondo buffone. Preciso su Guccini, e approssimativo sui Beatles – uno di questi giorni ti aggredisco in un vicolo buio. E poi ti derubo, naturalmente.

  4. Ero convinto che avrei visto qualcosa di irreale, probabilmente influenzato dalle tante storie che ho letto durante il contest, ed invece sono stato piacevolmente colpito dallo spot. Il risultato è un misto di tecnologie, forse non tanto lontane dalla realtà, che si sposano con un video dalla veste un pò anni 80 (mi ha dato questa impressione) ed una musica delicata e attraente. Chissà, forse la scelta da parte di molti, di descrivere un fututo non impossibile, sarà dovuto alla consapevolezza che del futuro si ha paura?

  5. FuturaFrancesca è la concretizzazione di un gioco, un gioco fondato su creatività, fantasia e immaginazione che 700 persone hanno profuso battendo sulle loro tastiere e dando vita a 700 diverse Francesche. Un esperimento di social advertising che non ha paragoni in Italia. Lo spot risulta armonico e armonioso. In esso la tecnologia è perfettamente miscelata alle emozioni che la protagonista vive e trasmette e che lo spettatore, accompagnato da una coinvolgente e azzeccatissima colonna sonora, metabolizza ed empaticamente rivive. In effetti la conclusione dello spot con il passaggio dei titoli di coda, che con grande ‘umiltà’ e schiettezza ringraziano tutti i 700 partecipanti al contest, non può non essere bagnata da qualche lacrimuccia di commozione. E in effetti nello spot si vedono anche realizzate parti di alcune storie non scelte tra le sette winning.

  6. Anch’io attraverso la comunità zzub ho partecipato alla campagna e adesso mi compiaccio del risultato finale. Immagino che selezionare tutto il materiale che vi è pervenuto sia stato faticoso, ma ne è valsa davvero la pena. Coinvolgere tante persone nella realizzazione di uno spot è un’impresa, ma si ottiene poi un prodotto fuori dal comune. Complimenti a tutti i partecipanti e ai selezionatori!

  7. Concordo con gli altri partecipanti: è stata un’avventura emozionante!

    Perdona la pignoleria… qui dici: “Idem dicasi per le grandi comunità virtuali popolate di ologrammi, nelle quali vivere vite differenti da quella reale: ehi, è roba di 5 anni fa, si chiamava Second Life e l’intero pianeta ha alla fine convenuto fosse una cazzata.” Ma quelli di Secon Life non sono ologrammi, son degli avatar! O.o …convengo però con la considerazione fatta dall’intero pianta a riguardo! :D

  8. Davvero un bel lavoro!
    Non trovo alcun motivo valido per “passare atraverso” il sole :D. E concordo con LaAlex sulla pignoleria degli Avatar di Secondo Life. :p

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