TheClassifica n.1000. Lutto Continuo

I R.e.m. si sono sciolti. Oooooh, no. Bonelli è morto. Oooooooh, nooo. Mirigliani è deceduto. Mmmh – qui, battute. Poi di nuovo: il ventennale di Nevermind (“oooh). Il ventennale di Miles Davis (“Ci manchi”). Il venticinquennale del decennale del ventennale dei due trentennali di Scott Fitzgerald – ooooooh. Jeezus Christ (… “RIP. We miss you”). Su Facebook, è Lutto Continuo. Ed elaborazione del lutto continua. E schizofrenica. Metà, si scaraventano entusiasti a scrivere battute di very grande spasso per Spinoza (per Pippo Baudo presumo che l’eccitazione fosse a livelli sessuali) (…e mi auguro sinceramente che MiticoVasco – n.6 – migliori, perché gli voglio bene, e perché odio le battutine pirla anche più dei kadetti del komandante). L’altra metà si duole per la perdita, per qualsiasi perdita, generando la sensazione di un mondo che non fa che perdere i pezzi.

C’è anche da dire che mai pensavo che Zuckerberg fornisse un sistema moderno, per milioni di tipetti appesi alle app, per emulare con colpevole ritardo mia zia Elsa e mia zia Carmen alle prese, negli ultimi decenni del secolo XX, con le fondamentali “pagine dei morti” dell’Eco di Bergamo (soprannominato Il Bugiardino, e dai suoi stessi affezionati lettori). Ogni giorno leggevano, controllavano, e sospiravano su qualche foto di trapassato/a delle valli che aveva un volto un po’ più giovane o sorridente, e concordavano tristemente che non se lo meritava – però si sa che Dio ha una meritocrazia molto ambigua. E parlando di necrologi: ci sono otto album di Lucio Battisti in classifica (erano nove, la settimana scorsa – Anima Latina ha lasciato l’edificio). E non c’è niente al n.1.

D’accordo, al n.1 c’è Emma Amica Di Maria. L’album si intitola Sarò libera. E non mi interessa nemmeno un pochino, non la considero musica pop, un po’ perché Maria De Filippi mi sta medievalmente sui coglioni, un po’ perché sono sfinito dalla parola “talent”, dal mascarpone che circonda la parola “talento”, mai altrettanto usata nelle precedenti ere geologiche. La valutazione del talento, la sua misura con calibri improbabili da parte di otto buffoni (…sì, sono invidioso. Eccetera). Tanto per fare il nome ovvio, secondo me John Lennon non aveva “talento”. E meno male. Quindi, non considero Emma nè Sandrina Amoroso cantanti “mainstream”, non mi sento tenuto a occuparmene, sono personaggi della tv. Però non porto rancore, anzi prendo atto che con il suo n.30 Sandrina compie 52 settimane di top 100, complimenti: entra nel club annuale di cui fanno parte MiticoLiga, Fabri Fibra e Dolori Mestruali Antonacci; lei entra, e Zésare Cremonini lascia il club (che è un posto con le poltrone e i giornali come il Club dei Miliardari di Paperopoli). Simbolico passaggio di testimone?

No.

Proseguiamo. Dietro Emma c’è Dietro le Apparenze, di Giorgia

(piaciuta, questa?)

Al n.3 i Red Hot Chili Peppers, seguiti da Entics, con Soundboy. Immagino sappiate chi è.

No?

In It di Stephen King c’è quella immagine degli adulti che letteralmente non vedono cosa succede nel mondo dei ragazzi. Un po’ perché i 50enni sono tuttora sinceramente convinti di essere loro, i ragazzi – un po’ perché continuare a rievocare Nevermind, contribuisce. Mi dicono che ci fossero più di mille persone a Varese (…cioè, Varese!), qualche giorno fa, quando ha presentato il cd in un negozio. Vi dirò, per ora, quello che ho sentito del più atteso il più conteso il più frainteso non mi fa diventar matto. Però che i ragazzi vadano verso qualcuno che nessuno sopra i 30 anni riesce a vedere, e comprino i suoi dischi mandandolo in top 10, mi commuove un po’, vecchio alligatore che sono. Che il nome di Entics sia Cristiano Zuncheddu mi ispira anche una certa solidarietà, a prescindere (già lo immagino mentre ripete otto volte il cognome al pronto soccorso – “Zum…?” “Zuncheddu” “Zucchetto?”) (…voi non avete idea)

Al n.5, i Moccià, al n.7 Jovanotti, poi Adele, J.Ax, e in chiusura di decina, David Guetta. Lasciano la top ten Luca Carboni, n.13, e Dream Theater, n.14. Alle loro spalle debutta quel pastrocchio dei Superheavy (la fiducia di Mick Jagger in Dave Stewart è quasi trentennale e immotivata. Sospetto che la carriera solista di Jagger sia segretamente controllata da Keith Richards) (d’altro canto, è legittimo sospettare che la carriera solista di Keith Richards sia stata segretamente controllata da Mick Jagger)

Segnalerei, se siete d’accordo, il n.19 di Michele Zarrillo (immenso!), il n.21 degli Opeth, ben più in alto del n.25 dei Kasabian (troppo ‘nglesi). Al n.37 il primo degli oldies, Emozioni di Lucio Battisti (ci manchi!). Molto sopra il n.47 che vede il debutto del nuovo Tori Amos – una robina aberrante, credo che ormai sia in competizione con Bjork per chi fa la più pomposa delle musiche brutte in circolazione.

(è che si sono evolute, precorrono strade nuove, cosa vuoi capirne tu, Madetto – Madendu – Madecciu – come hai detto che ti chiami?)

A proposito di gente che precorre strade nuove: i Pearl Jam festeggiano il ventennale (“ci mancate!”) al n.12 con la colonna sonora del film sulla loro vita, di Cameron Crowe – who is no revolver, che non è un pistola. Me ne parlano benissimo. Il disco con tutte le versioni live dei pezzi già sentiti in migliaia di versioni live, invece, è davvero per gente che gli vuol bene. Perché la gente vuol bene ai Pearl Jam? Sono uno dei gruppi più monocordi – scientemente monocordi – del mondo. Niente elettronica, niente dance, niente reggae, niente suoni estranei al concetto più integralista di rock. Per essere liberal, son dei bei fondamentalisti. Il rock spesso presenta dei liberal terribilmente conservatori dal punto di vista artistico. Comunque, un numero cospicuo di brani dei due cd è stato registrato dal vivo in Italia. Serve altro?

Oh, perde 7 posizioni e scende al n.49 My Life in the Bush of Ghosts di Brian Eno – come forse vi ho accennato nelle puntate precedenti, secondo la Fimi, David Byrne non ha avuto alcun ruolo in questo disco datato e inutile. In compenso Byrne è comparso in una foto di un congresso del Pcus, mentre gratta la nuca a Stalin.

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9 Comments

  1. il fatto che non abbia mai speso una parola per Virginio(che a onor del vero non è ne peggio ne meglio di tanti altri sulla scena) lascia pensare che ti sia convertito incontrovertibilmente all’argomentum ad ignorantiam,che stia operando sulla realtà seguendo il criterio della carità cristiana e dei suoi veli pietosi o che abbia sposato definitivamente la causa di quel prete Romeriano che nel primo zombi afferma senza tema di smentita: “Quando i morti camminano, signori, bisogna smettere di uccidere. Altrimenti si perde la guerra ».Dance dance dance

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  2. Perché i Pearl Jam fanno rock, questo dovrebbe essere sufficiente, non credi?
    Ps Ma siamo al n° 1000? Ma che davero davero? E’ il quinquennale del triennale del n°1? Yeppa!

  3. MADDU UNA DICHIARAZIONE SU VASCO!

    Non ti sei detto “beh potevo farlo anch’io con la sua pagina su FB! PERCHE NON CI HO PENSATO!?”

  4. E tu che ti lamentavi dell’elogio funebre di massa prima che accaddesse L’Evento Funebre del decennio.
    Anche Il Giornale di Brescia è affettuosamente soprannominato Il Bugiardino. Probabilmente in tempi non sospetti, quando ancora nelle edicole non era apparso Libero.

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