TheClassifica – Movin’ through Cachemire

Abbiamo una hit parade! La Fimi–Nielsen è viva! Dopo tre settimane di letargo, il 10 gennaio è tornata per dirci chi ha venduto cd sotto le feste. Che eccitazione! Ebbene, Michael Jackson è sempre in testa. Take That al n.10. E in mezzo, otto italiani: vecchi ma pieni di idee (Zucchero, MiticoLiga, Renato Zero, Eros Ramazzotti), trentenni dal cuore straziato (Negramaro, Elisa), giovanissimi approvati dalla tv (Alessandra Amoroso, Il Volo).

Bòn. Non ho già più niente da dire! Hanno fatto bene a non aggiornarci per 20 giorni: se si ferma il Parlamento, si fermano anche gli italiani. Senza Camera e Senato a pungolarci non combiniamo nulla di imprevedibile, pecoroni che siamo: nemmeno una Nathalie, una Rihanna in top 10. Dovrò intrattenervi con le vendite americane e inglesi e mondiali. Gente che qui non vende nulla o quasi: Eminem, Lady Antebellum, Take That, Lady Gaga, Taylor Swift. Vi sciorinerò un po’ di dati di cui potreste fare uso circostanziato in conversazione – poi concluderò con un’ardita tesi sul ruolo del rochenroll nel mondo (se volete passare subito a quella parte lì non ve ne vorrò… Ma  prima fatemi snocciolare cifre, con la sicumera di quello che sa interpretarle).

Il cd più venduto in Usa nel 2010 è stato Need you now dei Lady Antebellum, trio country da non confondere con 1) Lady Gaga 2) Lady Sovereign 3) Lady Oscar. E pur tuttavia, contando anche i download, i Lady Antebellum vengono superati da – ve lo ricordate? – Eminem. Per entrambi, più di 3 milioni di copie. Seguono Taylor Swift (ancora country) e il 16enne Justin Bieber (da noi, n.48 a scarpate).  La Swift, ragazza brutalizzata da Kanye West a qualche Mtv Award, si rifà con le vendite dei cd precedenti, grazie ai quali è l’artista più venduta dell’anno – davanti a Eminem.

Ma tornando agli album, clamoroso al cinque: c’è Susan “boiler” Boyle, la bruttona dell’X Factor britannico. Dietro di lei, al n.6, Lady Gaga e (stupore) (ma non troppo: anche qui era andata al n.1, ricordate?) Sade !!! Chiudono la top 10 annuale Drake, Usher e Ke$ha, tutti poco sopra il milione di unità vendute, di plastica o digitali.

Non un grande anno per il rock’n’roll, vero?

L’album più venduto nel 2010 in Gran Bretagna è Progress dei Take That. 1,84 milioni di copie, davanti a Michael Bublé e Lady GaGa (1,05 milioni di copie). Non un grande anno per quella roba che vi dicevo, no.

Per i tedeschi di MediaTraffic, che tentano una complessa United World Chart, l’album che ha venduto di più nel mondo è Fame monster di Lady Gaga – quasi sei milioni di copie, davanti a Eminem e Justin Bieber. Al quarto posto, i Lady Antebellum con tre milioni e sei – il che ci dice che 1) fuori dagli Usa hanno venduto, chissà a chi, mezzo milione di copie, 2) il mercato non Usa non vale nulla o quasi. O forse MediaTraffic è costretta a contare su dati di gente ancora più pigra di Fimi Nielsen: me li vedo, ad esempio, gli spagnoli, che ricevono l’email dei tedeschi che chiedono cifre, e cestinano sghignazzando. Comunque, il mondo rende giustizia a tre nomi più commestibili per il mercato globale che per quello yankee: Black Eyed Peas, Michael Bublè, Alicia Keys.

A costo di ripetermi… Non un grande anno per il rock’n’roll, vero? Forse non piace più a nessuno e noi stiamo ancora a menarcela. Forse dovrei diventare critico televisivo anch’io. E’ lì che stanno andando i soldi veri. In fondo, non sembra difficile. Ah, la grande serialità americana. Ah, il testo e il sottotesto.

C’è solo un gruppo rock che compare in una di queste charts globali, al n.10 nella graduatoria dei singoli artisti – cioè, contando album vecchi e nuovi. La classifica con Taylor Swift al n.1 che vi dicevo prima. Sono i Beatles. L’accordo con iTunes eccetera. Quasi un milione e settecentomila copie. Però, restano sotto la Zac Brown Band (…quando non avete mai sentito nominare qualcuno, nove volte su dieci la risposta è: country)

Le vendite di album (di plastica e digitali) in America sono scese di quasi il 13% in un anno. La musica nuova rappresenta il 57% delle vendite. Quella vecchia (il “catalogo”), il 43%. Da paura.

Quelli di Soundscan dicono infine che il disco più venduto in America degli ultimi vent’anni è il Black Album dei Metallica. Seguito da Shania Twain (Come on over), e da Jagged Little Pill di Alanis Morissette. Nella top ten anche la raccolta dei Beatles, i Creed e Santana (Supernatural). Wow. Gli anni Novanta sono stati un grosso decennio per il rock’n’roll, no? E che strano: non c’è Madonna. Né Ray of Light, né gli altri. Non vi viene un due più due da fare?  Ecco il mio.

Premetto che io col rochenroll probabilmente ho chiuso. Voglio dire, gente – ho già dato. E se vi devo dire chi mi ha fatto alzare il sopracciglio tipo Ancelotti nel 2010, i nomi sono Vampire Weekend, Hot Chip e – ahimè – Neil Young (però credetemi, negli ultimi vent’anni non ho speso una singola parola buona per lui, nemmeno quando si è messo a fare il Grande Vecchio del grunge).

Ma viste tutte queste classifiche, e considerata quella dal 1991 a oggi, chissà se non è poi solo tutta colpa del peer to peer se i dischi non vendono.

Anzi. Chissà se la morte del rock e quella dell’industria discografica coincidono. Chissà se quei discografici con l’aria disincantata e lo sguardo di chi SA, chissà se quei produttori esperti di alchimie e di contaminazioni e di pimpin’ e di Mtv, hanno sbagliato cavallo. Chissà se puntare tutto sull’hip-hop, yo, mothafucka nigga bitch – è stata una cazzata. Chissà se puntare sull’r’n’b, so cool, so smooth – è stata una cazzata. Chissà se i dischi-fashion, quelli da indossare per ritenersi fighi, semplicemente non potevano avere la stessa capacità di certi dischi per disadattati come il Black Album, o dischi per isteriche come Jagged Little Pill, di far alzare le chiappe a noi sfigati mandandoci in un negozio con le nostre due piccole banconote così come facevano i nostri omologhi uncool nei decenni precedenti coi dischi di Elvis, dei Beatles, dei Rolling Stones, Led Zeppelin Pink Floyd AC/DC eccetera. Chissà se è stato un errore non aver più cercato di scoprire se c’era gente del genere.

Manca la controprova (…la situazione preferita di qualunque opinionista, yeah!). Però chissà.

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13 Comments

  1. La tag è fenomenale!

    E così ci risiamo, Paolo Madeddu. Non è che manchino gruppi o musicisti con quelle potenzialità e capacità, a me capita di ascoltarne in continuazione. Ma nessuno ci scommette su, nessuno che cerchi di tirar fuori i nuovi Nirvana, o cose del genere. Tutto patinato e noioso invece, e poi la nostalgia del catalogo, la musica di una volta, che era magnifica non c’è dubbio, però anche quella attuale insisto non è malaccio a voler cercare ed ascoltare… ma sono fin troppo logorroico per quest’ora, son bastati 3 caffè neanche i 7000 di Britti nella vasca da bagno…. e a noi Toni a voi Cassano, la befana è stata impietosa quest’anno.

  2. Analisi impietosa, ma non fa una grinza.
    Il Rock non è come Berlusconi.
    (il Rock era ancora vivo, sebbene in stato vegetativo, ma prima che finisse il 2010 ha chiesto ai medici di staccargli la spina, dopo aver ascoltato il nuovo album di Vasco Brondi)

  3. Non sono d’accordissimo con l’analisi, quando coloro che SANNO hanno cercato di vendere rocherolle, sono arrivati Green Day, Offspring, e poi Evanescence, Limp Bizkit e Nickelback. E lì siamo stati noi a dire NO.

  4. Mi arrendo, cambierò gusti musicali. Il prossimo ciddì di Tiziano Ferro lo compro.
    Adesso torno a sentire Vladimir Luxuria che mi parla di educazione sessuale e come nascono i bambini.
    Così i gusti li cambio del tutto.

  5. a intervalli regolari (diciamo ogni cinque anni) mi dico: ok, caro, non hai più 15/20/25 etc anni, è ora di maturare anche nei gusti musicali. Non vedi i tuoi coetani che ascoltano jazz, free jazz, fusion, classica (classica?)? ecco, comincia anche tu
    oppure mi dico: e dai, non fare il vecchio, se ti dicono che i limp bizkit sono il NUOVO, ci sarà il suo perché (anche se me lo dicono quelli che mi dicono anche che il rock, in Italia, è sempre Vasco e Liga, il che qualche dubbio dovrebbe farmelo venire…)
    ci provo per un paio di settimane, poi continuo a comprare (beh, comprare…) e ascoltare ramones, clash, neil young

  6. Scusate ma secondo me il problema è che non muore più nessuno. Dove sono gli Hendrix, i Morrison, le Joplin, i Cobain, ecc. ecc. morti prima dei trentanni? Se i Limp Bizkit (o anche solo i Verdena, per dire) si fossero schiantati con il pullmino staremmo a rimpiangerli come stelle di prima grandezza :-)

    Più seriamente (forse) la cosa ha degli aspetti anche terminologici. Cosa è rock e cosa no? Per certi aspetti Amy Winehouse o M.I.A. sono più rock dei Metallica, o di Chris Martin, per ri-dire).

    Bah, il rock è un genere ormai di nicchia che ha dato il meglio di sè nei decenni scorsi ed ha raggiunto l’età della pensione. Non si capisce perchè a nascere è nato (nei ’50) e a morire non può morire. O meglio, perchè non può sopravvivere come uno dei 3754 generi in cui la musica ormai è suddivisa, spezzettata, smembrata, dispersa. Far coincidere la morte del rock con la morte dell’industria discografica mi sembra un po’ così. L’industria discografica si è suicidata per conto proprio. E chissenefrega dell’industria discografica. Gli ultimi anni stanno dimostrando che se ne potrebbe anche fare a meno. Mentre la musica nel suo complesso è più viva che mai. Mai ascoltata tanta musica (e molta di eccellente qualità) da quando l’industria discografica è moribonda.

    Quello che forse manca, e di cui forse si ha nostalgia, è la grande rockstar condivisa, quella per cui sbavare all’unisono, in cui ci si riconosca collettivamente, quella da brandire come arma tra chi è In e chi è Out, che delimiti il proprio territorio, insomma una star che agisca come la pipì dei cani… ma questa è un’altra storia, o no?

  7. Probabilmente le strategie dell’industri discografica sono state troppo incentrate sul mondo hip hop, ma è anche vero che le proposte rock mainstream ormai sono ridotte al lumicino.
    Se i Kings of Leon vengono fatti passare per i migliori o quasi siamo alla canna del gas davvero.
    Se ogni disco di pseudo-metal va al numero uno su billboard il messaggio è che la voglia del pubblico ci sarebbe ma mancano gli artisti (a meno di non considerara i Disturbed e gli Avenged Sevenfold degli originali e non dei cloni).
    Discorso diverso per la scena indie (anche se questo termine deve decisamente essere rivisto) che è vero, non venderà troppo ma che da un paio di anni (complice brooklyn) ha sterzato decisamente verso il “pop”.
    Ecco, penso che se c’è un futuro quello debba essere intravisto lì.

  8. Ma una classifica di coda.fm o di qualche altro sito di torrent non c’è? Perché sarebbe interessante, molto più veritiera dei dati ufficiali…
    Ma poi cosa stiamo qui a parlare noi che non abbiamo comprato nemmeno uno dei dischi in top 10 USA e che forse non conosciamo la metà di quegli artisti?
    Almeno, io quando vedo le parole “country”, “folk intimista”, “fenomeno giovanile”, “crooner”, fuggo a gambe levate…

  9. Sorry Mad, non mi hai convinto, continuerò a vivere e respirare R’n’R! (scusa la banalità della frase!). La domanda che mi viene infatti spontanea è: ma quanto Rock n roll viene passato per radio e da quella ciofeca di MTV? Niente, nada, rien, nothing! E non credo al fatto che sia per mancanze di proposte (potrei snocciolare mille artisti rock infinitamente più btravi del 99,9% delle supposte popstar (supposte nel senso che ce lo mettono… vabbè lasciamo stare) presenti in classifica!!! O sbaglio?

  10. Well and what can a poor boy do, except reply to your posts – ‘cause in sleepy Milan town eccetera.

    @Pietro e @Ferro e @DiamondDog e @chartitalia: dite cose che condivido, quindi cerco di mettere a fuoco: intanto chiarisco: non disprezzo i tempi che corrono, perché basterebbe la quantità di cose nuove che butto settimanalmente nell’iPod a smentirmi. Forse è soltanto che il 2010 non ha dato complessivamente molti scossoni. Gli Arcade Fire?
    Bene, partiamo da loro.
    Io sono – lo ammetto ma non da oggi – membro ad honorem del Mainstream Preservation Society, io non voglio il gruppo di nikkia, io voglio che le stanche, disordinate masse abbiano i loro Pink Floyd e Led Zeppelin e Rolling Stones (i Beatles non li chiedo, sarebbe stupido) oppure Clash e Police e Dire Straits e U2 e Depeche Mode e Guns’n’Roses e anche Madonna, per la Madonna. E’ così difficile? Ci volevano dei geni per fare, che so, Making Movies o Appetite for Destruction?

    No, io credo che i troppi snob del rock, la sua troppa cultura (ebbene sì), i troppi sedicenti critici (me compreso) sia diventata un peso enorme, per cui gli U2 odierni ad esempio sono costretti a fare dischi elaborati, pretenziosi e iperprodotti….pensati.

    Il mainstream, che è sempre stato ciò che dettava la linea e consentiva agli Zappa ma anche ai Bowie e ai Gong di entrarne e uscirne facendo il figurone, è abbandonato a se stesso da un popolo frazionatissimo (sia i gruppi che i produttori che i critici che noi saputoni che lo ascoltiamo) che ormai disdegna il riff (vedi gli esecratissimi U2 di Vertigo, ad esempio) e chiede la chicca, la sciccheria – i Muse, gli Arcade Fire, i Franz Ferdinand che ci stanno anche bene (o gli Strokes e i Libertines che NON ci stanno anche bene) ma è evidente che se il rock si avvicina troppo a Brian Eno e si allontana dai Deep Purple, sta snaturando la propria capacità di arrivare a chiunque. E il motivo per cui noi siamo stati intrigati da questa cavolo di musica fino a discuterne oziosamente per ore è che, come un tempo la politica, per anni è arrivata a tutti in due mosse, che fosse Dark Side of the Moon o Making Movies o Hells Bells o Tommy. Io potrei infamare MiticoVasco e MiticoLiga per ore, ma intanto, rendo merito al loro passato. Ma soprattutto, non posso ignorare che la loro immensa popolarità risponde a un grido disperato di rock commestibile da parte del pubblico, e guardacaso i due sono ancor oggi in grado di riempire uno stadio dietro l’altro, anche da morti.

    Gosh. Sono stato lunghissimo. Però devo una risposta anche a

    @Filippo1: “noi” avremo detto di no, ma un sacco di gente (a Green Day e Limp Bizkit e Linkin Park) ha detto di sì. No?

    @Jack Skellington: ma no, dai. Anche quel delirio sui cugini di lei e i cugini di lui, o California English?

    @Electric Gypsy: ma guarda che sono d’accordo con te, Mtv negli anni 90 mandava Pearl Jam, ovviamente Nirvana, Soundgarden – e non all’una di notte. E Radio Deejay, pure (ricordo i Waterboys e i Blind Lemon, la mattina, durante il programma di Linus!). Poi evidentemente è arrivata una generazione (la mia, temo!) molto saccente, che è entrata nel loop tipico dei media: diamo alla gente quello che vuole, non quello che le manca. E quindi, se corriere.it e repubblica.it vedono che la notiziola sul GF o le ucraine che manifestano nude “tira” e va tra le più cliccate, alè, daranno sempre più queste primizie (“Eh, non siamo noi che le diamo, è la gente che le vuole etc. etc.”).

    Beh, come sono verboso stanotte. Pardon. Ciao.

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