TheClassifica 129 – No Dogo

Non litigate con un bravo ragazzo sulla metro, perché il bravo ragazzo vi ammazza. Non litigate col vicino di casa, perché il vicino vi ammazza. Assecondate lo zio, perché lo zio vi ammazza. Non investite un cane, perché l’intero quartiere vi ammazza. Non criticate Santoro, perché si mette a cantare. Otto anni fa era Bella ciao. L’altra sera, La libertà di Giorgio Gaber. Nell’occasione, per la prima volta da che ammorba questo Paese, Formigoni mi è parso intelligente come dice di essere: si è rapidamente unito all’accorato coro. Come dire: se la può cantare il miliardario Santoro, può cantarla il miliardario Formigoni – tanto Gaber non può prendere le distanze nè dall’uno nè dall’altro, né certamente da Ombretta Colli. Morire ha i suoi svantaggi, sì. Se muori 1) la gente si inventa battute su di te per spinoza.it; 2) un pubblico applaude ogni volta che sente il tuo nome 3) qualunque imbecille sventola il tuo santino. Questo ci porta ai Club Dogo, e a Fabrizio De André. Vedete, tra lo spogliarello di Melissa Satta da Chiambretti e la ballerina nuda che torna all’Opera di Vienna – tutti fan dell’opera, i redattori del Corriere – il giornaletto di via Solferino ha rubricato alla voce FENOMENO gli attuali n.2 della classifica Fimi-Nielsen (dietro ad Alessandra Amoroso, sempre n.1), in un’intervista concessa a quel tipo in livrea che commenta settimanalmente le classifiche (…bella idea) (chissà, un giorno potrei copiarla). Intervista sottilmente subdola, nella quale gli autori di Che bello essere noi mostrano quanto sia bello essere loro.

De André è l’alibi delle autoproclamate Iene del rap (“Le nostre rime sono accuse”) per essere di buona famiglia. Copioeincollo: «Del resto anche Fabrizio De Andrè veniva da una buona famiglia ma raccontava la gente di strada. (…) Andare all’Hollywood non vuol dire farne parte. Io non condivido il pensiero tronista», dice Jake. «Però non si rifiuta una serata con champagne gratis…», ride Guè. Le donne delle loro canzoni sono spesso aspiranti veline pronte a tutto per fare carriera, ragazzine che si vendono in cambio della ricarica del cellulare: «Parliamo di donne come se ne parla comunemente. La mercificazione della donna non è nelle nostre parole ma in quello che si vede in tv. Non sarà un caso se anche Somewhere, l’ultimo film di Sofia Coppola, mostra a tutto il mondo un’Italia così. Però veniamo attaccati soltanto noi». Quanto al pezzo insieme a Biagiantonacci (mondo puttano, Biagiantonacci), «Quando uno come lui ti invita è una bella cosa perché a quel livello si cercano i migliori».

Ecco perché Biagiantonacci non mi invita. Non mi resta che rosicare, raga. E surfando la rete scopro che proprio mentre vi scrivo, ospiti della puntata de Le Invasioni Barbariche ci sono loro, “il gruppo rap primo nella classifica di iTunes” (per poco, direi: alle 13.10 ho ricevuto dalla casa discografica Carosello il comunicato: “A poche ore dall’uscita, il nuovo singolo di Paola&Chiara Milleluci è già al numero 1 della classifica di iTunes”). In trasmissione ci sono anche il calciatore della Juventus Giorgio Chiellini, l’attrice Veronica Pivetti, e ci sarà anche l’intervento speciale di Morgan con le sue “Canzoni barbariche”.

Wow. Che bella trasmissione – mi viene da vomitare tipo il Krakatoa. Comunque, siccome ogni volta che parlo di hip-hop si fanno vivi dei fans googlanti e ululanti, lascio che a recensire i Doghi sia il n.6 in classifica, Fabri Fibra.

“Club Dogo è tanta roba, se il rap fosse una droga, Don Joe, Guè e Jake sarebbero i fornitori”.

Eh, parole ispirate (nooo, non aspirate). E’ bello che tra artisti ci sia stima, vedete che l’hip-hop italiano è maturo e non si perde in inutili rivalità da cortile, c’è purissimo rispetto tra artisti, e continue dichiarazioni di tantarobato reciproco tra Fibra, Marracash, Vacca, Club Dogo e Nesli. E questa solida, mutua (nooo, non muta) ammirazione prescinde dal fatto che Fibra incida per la Universal, e i Dogo incidano per la Universal, e Marracash incida per la Universal, e Vacca incida per la Universal, e Nesli incida per la Universal.

Ciò detto, scendiamo dal n.2. Voi vi potreste domandare: è possibile scendere, da questo n.2? Sì, perché al n.3 c’è l’insulso live a Londra di MiticoVasco, zombie che risorge dal n.27 – presumo per un prezzo ribassato. Tornano a infestare la top ten anche Francesco Guccini, che risale dal n.12 al n.7, e MiticoLiga, che pur gratificato di “22 settimane di fila in top 10” dal titolo della declassifica di Corriere.it, in realtà una settimana fa era al n.11 (De Bortoli, vecchio amico, capisco la tua esasperazione – cacciali tutti, Ferruccio cacciali tutti). Al n.4, in quota dischi per la zia, Giovanni Allevi. Al n.5, in quota dischi per lo zio, Carlos Santana. Chiudono la decina, due dei pochi pesi massimi dello scorso decennio, Linkin Park e Shakira. Escono pertanto con una certa rapidità dalla top 10 Eric Clacson (n.11), Skunk Anansie (n.12), Fiorella Mannoia (n.13) e Anna Oxa (n.15, dal n.4 della settimana scorsa). Entrano bassini rispetto alle legioni di fans i Pooh (n.14) e l’ennesima raccolta di John Lennon (n.16). Entrano bassotti rispetto alle rispettive nicchie Joe Cocker, n.34, ma soprattutto Joe Satriani (n.35). Neil Young, sul quale ho pontificato la settimana scorsa, perde una posizione (n.27), ma mi consolo vedendo Phil Collins scendere dal n.15 al n.24. Se vi interessa il Tizianoferrowatch, per controllare che succede del suo disco dopo il coming out, posso dirvi che ha perso 12 posizioni, è al n.66 – ma credo possa farcela a festeggiare due anni consecutivi in classifica. Vero è che in quest’autunno finora gentile (perlomeno a Milano, spero anche da voi) stanno cadendo un po’ di vecchie foglie: Gianna Nannini è uscita di classifica dopo 80 settimane, Eros Ramazzotti dopo 72, i Black Eyed Peas, al n.96, ne totalizzeranno presumibilmente 71. Per contro, il Grignaniwatch purtroppo non durerà a lungo, visto che dopo l’uscita del libro è caduto dal n.42 al n.97: rock’n’roll, man. Vi sovraccarico di un’ultima annotazione alla Mario Sconcerti: nella seconda metà della top 100 ci sono dischi molto recenti di band diverse ma rilevanti di pop-rock contemporaneo (Interpol, Hurts, Arcade Fire). Davanti a loro, nella prima parte della top 100 ci sono raccolte di successi nemmeno nuovissime dei già citati Guccini e John Lennon, ma anche di Cremonini, MiticoLiga, Led Zeppelin, Doors, Smiths, Mia Martini, Simple Minds. Più i live di MiticoVasco, Litfiba, Renato Zero, Ornella Vanoni.

Tanta roba.

Sempre quella.

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24 Comments

  1. Salve,
    scrivo qui perchè non sono riuscita a trovare un link per contattarvi! Volevo segnalarvi che, quando un utente prova a connettersi con il suo account Facebook, riceve un errore dopo l’identificazione che non gli permette più di accedere al vostro blog…
    Dopo l’accesso con Facebook tutte le pagine del Blog sono bianche con l’errore:

    Catchable fatal error: Object of class WP_Error could not be converted to string in /var/www/macchianera/wp-content/plugins/fbconnect/fbConnectLogic.php on line 291

    Spero lo risolviate presto! Grazie
    Laura

  2. Ten. Che poi – tiro barbino – di canzoni ne conteneva undici. Tenuto a rispondere, rispondo, e ne rispondo.

    @Fake: dimostralo.

    @Laura: ti consiglio di scrivere quella cosa lì come commento a un post di Gianluca (Neri), non è mica detto che lui legga i commenti ai miei.

    @Cesare Porcaro: ma come, per UNA volta che non lo chiamo in causa (del resto, parlavo dei numeri due).

    @Partyb: no, la mia non è gelosia, che sciocchezza da 40enne: per noi giovani il termine è INVIDIA. Comunque, il tuo pseudonimo è fantasioso e l’email pure, ma sappi che io vedo l’IP. Ci metto un attimo a pubblicare un dossier su di te.

    @Pietro: è nato morto? Ipotesi affascinante. Oppure è nato, ha gattonato, ha messo i denti, ha iniziato a ragionare con la sua testa, poi ad invecchiare – e non si è ancora riprodotto, bamboccione che non è altro. Oppure è stata un’esplosione originaria il cui seguito è stato semplicemente dovuto alla forza di inerzia; questa sarebbe una variazione della teoria del Tre Volte Maestro Bertoncelli, secondo il quale (anzi, Il Quale) il Big Bang sono stati i Beatles.

    @Fake: oppure non è morto ma come Elvis è stato rapito dagli alieni. Ehi, questa sì che è una possibilità. Oh, se solo ci facessero sceneggiare il prossimo Star Trek potremmo mettere in piedi un pianeta tutto Ziggystarnazzante.

  3. Il Quale, Il Quale, ci mancherebbe!

    Ma vedi (anche dai numeri precedenti di questa rubrica) dalla cronaca recente come la necrofilia sia la caratteristica principale della nostra civiltà(?). Gente che va a messa a mangiare un’ostia che simboleggia il pezzo di un cadavere di 2000 anni fa, morti in classifica, morti in TV, e il rock ci piace perché è morto, suvvia, è così.

  4. Beh Ferruccio non prende certo uno come te che confonde le classifiche dei singoli (paola&chiara, milleuci) e quelle degli album (club dogo, che bello essere noi)

  5. Hey hey my my
    When you’re out of the blue
    and into he black
    once you are gone
    you can never come back

    Diamonddog, lo diceva quel cornacchione di N. Young, mica io ;)

  6. I Club Dogo sono imbarazzanti, più insulsi e autoreferenziali di allevi!
    Però Madeddu, ok il cattivo, ma 5 dischi buoni nella top 50 da inizio anno ci sono passati o no?

  7. Ma L’orchestrina di Paolo Conte e del suo fedele – Nelson non merita neanche una menzione?Lo Vendono solo a Sarkozy?
    Personalmente lo reputo validissimo come una splendido mobile luigi XVI in perfette condizioni

  8. La scoperta sconvolgente è che esista una classifica degli album scaricati da iTunes… Immagino che con 3 album si vada al n.1: chi cavolo scarica un album da iTunes????
    PS
    Viva l’autunno gentile, a Milano ancora sole!! Yeah!!! Awwwright!!!

  9. Siamo a 21, scatta il tradizionale secondo giro-risposte. (“Io di risposte non ne ho. Io faccio solo rock’n’roll”)

    @Pietro: ostia, se è vero. E comunque ribadisco che io prego perché MiticoVasco e MiticoLiga (e tutta la razza che REGALA emozioni, da Rrrenato a Biagiantonacci) viva fino a cent’anni. Perché gli capitasse qualcosa, allora sì, che sarebbero davvero mortiferi.

    @Alaf & Reni: ammetto, e mi allineo a Reni – il concetto di “album scaricato via iTunes” è così improbabile che non lo avevo nemmeno considerato.

    @DiamondDog: ma nemmeno con una pallottola d’argento?

    @IcoFeder: sì, direi di sì. Mi costringi a ripercorrere tutte le top ten di quest’anno. E questi sono i cinque dischi per i quali spenderei 6 euro (non me li mandassero aggratis – in streaming, badate bene). Black Eyed Peas, The End; Peter Gabriel, Scratch My Back; Baustelle, I mistici dell’occidente; David Guetta, One Love; Massive Attack, Heligoland. Sono anch’io un po’ sbigottito, ma se questo è quell che va in top ten, preferisco sinceramente i Black Eyed Peas all’ultimo Interpol: furbi per furbi, almeno quelli fanno ballare la gente. Se qualcuno vuole smazzarsi l’archivio del sito Fimi segnalandomi colpevoli omissioni che ridicolizzino le mie scelte, attendo volentieri.

    @diamonds: grazie per i Beach Boys. Anche loro, chissà quante mazzate si prendevano dai critici ai loro tempi. Ma che ci stiamo a fare? Cosa ci ha fatto di male la musica?

    @Ettore Aldimari: beh, mi spiace doverlo dire in questo momento difficile, ma per me era un po’ inascoltabile anche prima. Però capiva Battiato.

    @Reni: E continua. Bello davvero – cos’è, l’estate di San Martino? Mai capito se ha un suo periodo preciso o è una roba fluida tipo la Coppa Italia.

    @Lorenzo: Ne sono esterrefatto. Però il suo tobee, tobeee, tobeornottobee mi fa pensare a perepèquaqquà di Fabri Fibra. O è un momento Palazzeschi, oppure le tre civette sul comò sono dietro l’angolo. E mi corre un brivido lungo la schiena nel rammentare che Jovanotti si trova in studio.

  10. Dai, la Classifica di Laffranchi è uguale ma diversa (cit.). Certo che il Corrierone non se n’era mai occupato. Quindi plagio direi di no, ispirazione forse sì. Non siamo dalle parti di Zucchero ma dei Led Zeppelin….

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