Ci vorrebbe er Piotta

Niente spiega meglio l’inutilità di un ministero (non solo filosoficamente, ma anche in senso pratico) quanto la relazione dettagliata delle sue attività fatta dagli stessi gerenti. Proprio all’indomani delle elezioni regionali, Silvio Berlusconi ha incontrato la nostra Madame Von Schirac all’amatriciana, Giorgia Meloni, ministra della gioventù, la quale ha snocciolato le cifre dell’intervento del suo ministero a favore dei giovani italiani.

Suggerisco fortemente la lettura del rapporto, per i suoi risvolti comici e per la prospettiva che fornisce su una propaganda di cartone attaccata al muro con i chiodi.

Fra le cose più belle segnalo come successo del ministero della gioventù il sostegno alla cassa integrazione nazionale (che include i 50enni operai alla Fiat) come politica di supporto al reddito delle generazioni più recenti, per non parlare degli 800 milioni alla banda larga messi nel calderone perché, si sa, Internet è una roba pe’i giovani, mica un’infrastruttura tecnologica necessaria al paese.

Ma le sorprese più belle giungono sul fronte edilizio. Si aumenta un fondo di garanzia per i mutui delle coppie under 35 per un valore del capitale garantito di circa 100-200 appartamenti, pregando nel contempo che gli interventi per 500 milioni nell’edilizia popolare, diano il risultato sperato di far fiorire 100mila (100mila!) appartamenti sociali a basso costo, sempre per i giovani ma mica solo per i giovani, con un contributo ad appartamento di circa 5mila euro (le tubature). Il tutto con un’osservazione che trovo straordinaria in un documento di rendicontazione ministeriale, “se tutti faranno il loro dovere” (chi? quando? a che riguardo?).

Il vero dovere del nostro governo, in realtà, sarebbe quello di far sparire un ministero pleonastico e ridicolo – e non si dica che almeno si fa qualcosa, in politica e in economia l’irrilevanza è un costo opportunità complessivamente dannoso -, affrontando il vero macigno che pesa sulla testa delle ultime generazioni, la quota di ricchezza (il 50%) e di PIL (fino al 16% nei prossimi anni) che va agli over 55 sotto forma di rendite finanziarie e pensioni, anche finanziate dal debito pubblico, togliendo ossigeno al dinamismo delle opportunità, alla capacità di indipendenza e autodeterminazione di 20enni e 30enni.

(noi siamo i giovani/i giovani/ i giovani)

(Visited 10 times, 1 visits today)

40 Comments

  1. detto che il Ministero della urlatrice coi capelli è utile quanto una pelliccia di visone nel Sahara, però a me ‘sta battaglia di Jonkind che è giovane e trova che ogni lira a chi ha più anni di lui sia un furto mi ha scocciato, culturalmente e anche economicamente. E anche dal punto di vista del linguaggio, che sembra ssottintendere un mondo di impuberi geni incmpresi.

    Popolazione italiana: 60.045.068

    Popolazione pari o maggiore di 55 anni: 19.356.052

    Popolazione pari o minore di 15 anni: 9.004.395

    Dunque, popolazione 16-55 anni: 31.684.621

    Jonkind, se la popolazione 16-55 è la metà di quella nazionale e dici che gli over 54 si beccano la metà della ricchezza, vuol dire che l’altra metà se la beccano gli altri, quelli che tu difendi a testa bassa. I bambini non hanno ricchezza intestata. Quindi, mi pare che grosso modo ci siamo.

    E per quello che riguada la tua personale battaglia sulle pensioni, ometti dolosamente (dolosamente perchè sei preprarato e le cose le sai bene) che le riforme ci sono state, eccome. Fra pochissimi anni comincia il calcolo misto e poi il contributivo. E i 40 anni per accedere.

    Certo, rimangono quei pensionati che hanno fruito di passati regimi più favorevoli, per prestazione economica e numero di anni lavorativi.

    Cosa dico, li uccidiamo?

  2. No, Piti, non li uccidiamo, semplicemente adeguiamo DA SUBITO le loro pensioni 100% al contributivo, cioè gli diamo meno di pensione con risparmi per INPS e debito pubblico.

    In questo modo giovani e vecchi vengono trattati allo stesso modo, nello stesso momento t = 0, invece di praticare uno spostamento di ricchezza dai giovani agli anziani, come sta succedendo.

    A maggior ragione per il fatto che già i giovani dovranno pagare più tasse, in futuro, dato il debito pubblico al 120% del PIL.

  3. jonkind, fai ridere.

    Cosa via a dire a chi ha già maturato una pensione fatta in un certo modo, e già la percepisce, che gliela cali modificando a posteriori il sistema di calcolo?

    Ti hanno mai detto che la legge non dispone che per l’avvenire?

    Te lo dico da non pensionato, e non pensionando retributivo (misto).

    Guarda, senza volontà di polemica tanto per, stavolta hai detto una boiata. E, scusa, ma trovo radicalmente sbagliata l’idea di accettare che la torta sia minima e che l’unico modo per avere una fetta più grossa sia toglierne un po’ ai colleghi più anziani che hanno avuto un po’ di più.

    Si può ripensare tutto. Per esempio, che molti contratti che oggi sono disponibili nel bouquet di un’impresa che assume prevedano contributi molto bassi con conseguenti pensioni miserrime, per dirne una.

    Ma quella di andare da mia madre e mio padre o tutti quelli come loro e dire, Dal mese prossimo vi riduciamo la pensione del 20% perchè ve la corrisponderemo calcolata con un criterio di calcolo non vigente quando eravate in attività e si cumulavano i contributi, ecco, Jonkind, è una roba che devasta il diritto, l’economia, la società più di qualsiasi ipotetico vantaggio ne derivasse.

    Allora, perchè non facciamo una legge che ci permetta di andare da chi ha una ricchezza pari o superiore a X e poi gli diciamo, Caccia la grana, stronzo, che serve a noi?

    Se proprio dobbiamo buttare a mare domineddio di diritto ed economia, questo secondo modo ha una sua equità esistenziale ed è anche più divertente.

  4. ERRATA CORRIGE
    “Per esempio, che molti contratti che oggi sono disponibili nel bouquet di un’impresa che assume prevedono contributi molto bassi con conseguenti pensioni miserrime, GODANO DEI CONTRIBUTI REGOLARI AL 33,5%, per dirne una.”

  5. Berlusconi deve riformare le pensioni. Deve farlo per far incazzare i vecchi e gli aspiranti vecchi (ovvero le facce prevalenti che ho visto in due giornate ai seggi).
    Così poi facciamo tornare Cofferati da Bruxelles, andiamo in piazza in due milioni (veri) e facciamo cadere il Governo.
    Senza entrare nel merito della questione, nessuno fotterà mai i vecchi, significa avvolgere la corda intorno al collo e annodarla al lampadario con le proprie mani.

  6. e comunque gli 800 milioni alla banda larga non esistono

    non li hanno ancora stanziati e l’ultima volta che ne hanno parlato, dopo averli rimandati, negli 800 ci dovevano stare anche un’altra decina di spesucce

  7. Cioè, da un giorno all’altro dimezziamo la pensione alla gente, come dire “abbiamo scherzato, adesso vi diamo quello che ci pare”? Poi bisogna pure abolire le elezioni, però. Perché il primo che si presenta dicendo semplicemente che la tua proposta è una cazzata, si becca il 60% dei voti. Ah, quanto vi manca Pinochet, a voi piccoli Milton Friedman…

  8. piti, una legge non dispone che per l’avvenire? i diritti acquisiti? mi dispiace, ma non è così. Se io compro una casa e il governo ci mette l’ICI io la pago, non in futuro. Se il governo aumenta l’IRPEF io la pago oggi, non in futuro. Non esistono diritti acquisiti in un sistema fiscale e contributivo moderno. Cambiando il sistema nel 1996 lo stato ha in realtà avallato due sistemi diversi a parità di versamenti contributivi, il che equivale ad applicare due aliquote contributive diverse, più alte per i giovani, più basse per gli anziani. Questo significa trattamento diverso per i cittadini, nello stesso momento.

    So, ovviamente, che chiedere un contributo extra dalle pensioni correnti (almeno sopra una certa soglia) sia politicamente impossibile, soprattuto perché la classe politica che decide è quella privilegiata di più, ma sarebbe l’unico modo di ristabilire l’equità tra i contribuenti.

    A maggior ragione, ripeto, perché sui giovani già grava il debito pubblico, non certo causato da tua madre e tuo padre, come non dal mio o dalla mia, ma dalla loro generazione politica per cui ne portano, indirettamente, la responsabilità.

  9. DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALE
    o disposizioni preliminari al codice civile (preleggi)

    Art. 11 Efficacia della legge nel tempo

    La legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo.

  10. piti, il problema vero è che anche con contributi INPS al 33,5%, con il contributivo le pensioni future sarebbero miserrime comunque per via dell’interazione tra il contributivo stesso e le paghe da fame in genere riservate ai contratti precari. Fra l’altro la beffa sarebbe che questo rialzo dell’aliquota INPS andrebbe da un lato a finanziare le pensioni attuali, dall’altro eroderebbe ancora di più le paghe già basse di chi lavora con contratti a progetto, false partite IVA e immondizia varia; a meno di non pensare che quel 10% in più (che per i 2/3 è a carico del committente) venga assorbito dagli imprenditori senza colpo ferire, cosa che mi pare inverosimile. Insomma, forse stavolta Jonkind ha sbagliato bersaglio, ma il problema esiste, eccome!

  11. Piti, non ci siamo capiti.

    anche io dico per l’avvenire ma senza ammontare immodificabile. Per cui i contributi versati rimangono gli stessi, la pensione fino a ieri rimane la stessa. E’ la pensione del prossimo mese che andrebbe ridotta, e così in avanti, sarebbe una tassa aggiuntiva sulla pensione erogata (ripeto, magari sopra una certa soglia). Non credo proprio che sia anticostituzionale, per niente. Non più di quanto fosse la legge del 1996.

  12. io comincerei togliendo, nell’ordine:

    – tutti i soldi elargiti a centinaia di migliaia di onlus che non si capisce bene chi assistano e soprattutto come assistano ma che, grazie a padrinaggi politici – e qui la sinistra è scuola – qualche soldino lo lucrano sempre da ogni torta;

    – tutti i soldi elargiti per “campagne sociali” di qualsiasi tipo esse siano, visto che si risolvono in manifesti che imbrattano i muri e che nessuno legge;

    – tutti i soldi elargiti ai cosiddetti intellettuali, vedi cineasti o cinefili falliti, architetti ubriaconi, sociologi drogati e stressati, attori di nessun talento, ecc. ecc. per promuovere filmacci che nessuno vedrà, rappresentazioni teatrali che non verranno mai messe in scena, monumenti che deturperebbero anche una piazza fatiscente di Scampia;

    – tutti i soldi girati alle varie associazioni tipo “protezione della foca prima di farsi monaca”, “tutela della giovinetta prima del suo terzo rapporto sessuale”, “salvaguardia del baobab sardo e reinserimento dello stesso nel paesaggio della Barbagia”.

    Secondo me, già così si troverebbero un sacco di fondi da destinare ad università dove i professori si guadagnino la cattedra con le pubblicazioni e non con le tessere di partito e con splendide tesine sul Che.
    Andrea

  13. Dimenticavo Dathon,

    non è che se uno propone dei tagli alla spesa pubblica per ragioni di equità fiscale allora si tira in ballo Pinochet o addirittura la scuola monetarista di Friedman, che non significa veramente nulla in questo contesto.

    Ti consiglio di approfittare della pausa pasquale per leggere qualche testo affidabile sulla politica sudamericana e sulla macroeconomia perché stai messo proprio male.

  14. Ah, tu proponi di far saltare in aria tutta la baracca perché così viene fuori un grafico più bello in Excel – è una stronzata, lo so, ma fa il paio col tuo feroce egualitarismo – e quello a cui mancano gli strumenti per capire la realtà sarei io? Vabbe’…

  15. Dathon, io faccio proposte proprio per non far saltare in aria la baracca, perché tempo dieci anni stiamo molto peggio della grecia. Tu credi che la ricchezza cresca sugli alberi e sia solo un problema di distribuirla? Io no. La coperta è corta ed è giusto che scaldi un po’ tutti, a turno. Questa si chiama equità fiscale.

  16. No, quella si chiama ideologia. Non c’è nulla di giusto nel “garantire” a tutti le stesse condizioni indecenti di vita. Io ho 35 anni, faccio l’operaio con una laurea inutile in tasca, e all’idea della pensione ho rinunciato da tempo. Ma non per questo punto il dito contro chi ha provato a garantire A TUTTI un futuro migliore, ovvero contro le generazioni di lavoratori (perché il pensionato è uno che ha lavorato) che ci hanno preceduto. E che malgrado la tua rappresentazione giovanilvittimistica, la loro battaglia l’hanno persa. Io non vedo i miei ricchi oppressori attorno a me, quando vado dal medico o all’ufficio postale. Come non vedo parassiti a protestare per le strade della Grecia, appunto. E se la macroeconomia dice che ci spetta una ciotola di riso al giorno a tutti, perché altrimenti il sistema scoppia, io francamente comincio a non vedere più tanto chiaramente le ragioni per cui dovremmo impedire che scoppi. Ma in ogni caso sono tutte discussioni accademiche, perché quando il petrolio comincerà davvero a scarseggiare, nella migliore delle ipotesi ci ritroveremo tutti con la zappa in mano. E a scanso di equivoci, io non la so usare la zappa, quindi non mi sto certo tirando fuori.

  17. jonkind, convinciti, hai detto una boiata smisurata.

    E anche dal punto di vista giuridico mi deludi molto. Nel ’96 (svantaggiò anche me, quella riforma, non parlo pro domo mera) fu stabilito che da lì in poi il sistema funzionava con modo contributivo per chi avess emeno di 18 anni di lavoro (misto o totale). Si sarebbe, eventualmente, potuto fare il misto anche per chi aveva oltre 18 anni di contributi, in misura corrispondente agli anni che mancavano alla pensione. E non fu fatto. Ma non si andò contro il principio generale delle preleggi che ti ho riportato giorni fa, che la legge dispone solo per l’avvenire. A me lasciarono la parte contributiva per i 12 ann di lavoro che avevo già al 31.12.95 e di lì in poi, passai al meno favorevole contributivo. Non fu un piacere, puoi immaginare.

    Ma andare da chi ha maturato una pensione con un certo criterio che comporta un certo importo e dire “Adesso non prendi più 1500 euro al mese, dal mese prossimo ne prendi 1000”, è itnato un castrone giuridico senza precedenti: qui sì sarebbe una legge che mi ricalcola nel 2010 la pensione con un criterio che quando la maturai 30 anni fa non c’era.

    E poi, cosa fa uno che adesso ha 70 o 80 anni o più, si rimbocca le maniche per riportarsi al tenore di vita che gli èstato sottratto?

    E ancor più, capisci che questo è la classica guerra fra poveri?

    Sì, sei una delusione, per aver postato e difesa una minchiata così plateale. Sembravi meno frescone.

  18. Insomma l’autore di questo post propone la guerra tra poveri: figli di operai destinati ad un futuro di fame contro operai pensionati che vivono un presente di dignitosa sussistenza (dopo una vita di fatiche, non stiamo certo parlando di parassiti).

  19. Benissimo Dathon, aspettiamo che il sistema scoppi, così poi non ti pagheranno la pensione ma ci sarà una giustificazione, per così dire, di cassa.

    Piti, castrone giuridico? perché invece dire da subito, ah, comunque tu avrai un’aliquota contributiva superiore a lui è bello?

    guerra tra poveri? perché, i pensionati sono tutti poveri?

  20. oh, insomma jonkind, prova a riguardare le bucce delle tue idee.

    Tu vai da un pensionato. Ti vengo incontro. Facciamo uno che abbia avuto un trattamento di palese favore, che abbia avuto troppo per quel che ha versato. Un pensionato baby della PA. Come ne produceva anni e anni fa la normativa (ora solo la Regione Sicilia, quella che vota per l’alleato della Lega. Uno dei due si sta sbagliando: il federalismo incula il siculo, ma se non c’è federalismo è inculato il leghista) (chiusa parentesi politica).

    Bene. Il nostro amico è un maestro 61enne, in pensione dal ’92, che prende 600 euro al mese di pensione. Lo dico perchè un mio conoscente (un mio amico, anzi), è in queste precise condizioni.

    Intanto ti faccio notare che, se avesse lavorato in questi quasi 20 anni, adesso sarebbe in pensione da poco tempo (o fra poco tempo) ma con un importo maggiore. Il suo costo extra ormai è andato. Adesso paradossalmente, è un risparmio, perchè paghiamo una pensione esigua a un ultrasessantenne che se avesse lavorato per più tempo, oggi prenderebbe di più.

    Ma procediamo. Entri in casa sua e gli dici che dal mese di maggio 2010 la sua pensione verra decurtata del…25%. Ti basta la percentuale? Ora lui, con la tua brillante idea, prenderebbe 150 euro al mese in meno: 450 euro.

    Tralasciamo l’opportunità umana di una simile azione. Diciamo che lui abbia risorse sue sufficienti per non tracollare di fronte a questo. Sono tutti bonus che ti sto concedendo, jonkind, siine consapevole.

    Sai cosa fa lui? Fa ricorso, perchè tu gli sbatti addosso, a maggio 2010, un criterio di calcolo pensionistico che non era vigente al momento in cui lavorava e accumulava contributi. Gli addossi un sistema pensionistico che non era quello del momento in cui lui ha a) lavorato b) è entrato in quiescenza. Sai come finisce il ricorso, che potrebbe arrivare alla Corte Costituzionale? Che lo vince. Non perchè la Consulta è un covo di toghe rosse, ma perchè è evidentemente contrario ai principi generali dell’ordinamento giuridico che tu colpisci ex post un maturato precedente. Il paragone con l’introduzione dell’ICI è un’altra boiata: nessuno ti toglie la casa. Ti hanno messo una certa imposta, generale. Puoi aumentare le aliquote IRPEF, casomai, se vuoi fottere il mio amico maestro in pensione, ma le devi alzare a tutti. Mica solo ai pensionati.

    Lo capisci o no?

    Io una volta parcheggiavo la macchina in un posto che dal 2000 ha le strisce blu e si paga. Ma quando mettevo io la macchina lì non si pagava. Cosa dici, che il Comune adesso dice che tutti i mei parcheggi fra il 1980 e il 2000 sono da pagare perchè retroattivamente ha imposto le strisce blu anche ante 2000? Col che, a occhio, mi chiede almeno 50 000 euro di arretrati?

  21. Piti, facciamo l’esempio dell’ICI. Prima che fosse introdotta, uno compra casa sapendo che non ci sono tasse di tipo patrimoniale. Poi il governo mette l’ICI. I calcoli di quello che ha comprato la casa cambiano, non di molto, ma cambiano. qualcuno aveva diritto a un ricorso?

    Oppure quelli che avevano programmato di andare in pensione a 55 e sono costretti ad andarci a 57, non è forse una modifica dei loro piani?

    O, ancora, chi aderisce a un fondo pensione di tipo azionario e la borsa crolla, non si aspettava forse di avere 2.000 euro al mese e ne ha 500?

    Qui non parliamo di un contratto fra due controparti, hai forse firmato tu un contratto con l’INPS con prestazioni chiare? No, fa parte della potesta contributiva dello stato che modifica i rendimenti nel tempo anche attraverso la tassazione.

    Se è incostituzionale tassare in più le pensioni attuali (hai fatto l’esempio di chi prende 600, ti pregherei di farlo con prende 2.000) allora è incostituzionale anche la riforma del 1996.

  22. Jonkind, io ho lavorato in un CAAF, e di CUD di pensionati ne ho visti tanti. Se facciamo l’esempio con chi prende 2000 euro al mese, la discussione diventa veramente inutile. I pensionati non saranno tutti poveri, ma le pensioni italiane, fidati, fanno pietà.

  23. jonkind, non capisci niente di diritto. Non si può ridurre ex post il trattamento pensionistico acquisito. Chi pensava di andare in pensione a 55 anni e lo costringono ad andarci a 57 non aveva acquisito il diritto soggettivo alla pensione a 55, ma solo un’aspettativa (meritevole di tutela affievolita, come si dice). La pensione di 600 o di 2000 non è un’aspettativa, quando ci arrivi a prenderla, è un diritto soggettivo.

    E sulla questione della guerra fra poveri dimostri di capire davvero poco, se pensi che un pensionato da 2000 euro sia “ricco”.

    Fatti una domanda: i ricchi sono quelli che hanno un reddito (non mi tirare fuori l’ingaggio di Ronaldinho) o quelli che hanno dei cespiti, dei beni, insomma della ricchezza mobiliare e immobiliare?

    In Italia tu credi che sia ricco un pensionato da 2000 euro perchè ti circoscrivi al quel mondo e dimostri una mentalità, scusami, da portinaia pettegola.

    Prova a pensare a un gioiolliere, a un ristoratore, a un dentista o a un idraulico evasore, per non parlare di industriali o finanzieri, che accumulano mln (e talvota decine di mln) di euro di ricchezza sfuggita al fisco. Pensa ai sempe piangenti confindustriali, che poi fanno i meritocratici ogni tre per due con noi e poi vai a vedere la galleria dei presidenti dei giovani confindustriali e sono tutti figli di, perchè loro il merito l’hanno nel cognome (è una divagazione, chiedo scusa).

    Jonkind, la guerra fra poveri rimane tale anche se coinvolge i pensionati da 2000 euro che a te deve sembrare un lusso degno di Sardanapalo.

    Mettiamola così: chi ha lavorato da dipendente è sostanzialmente un povero, che siano 600 o che siano 2000 (ma anche 4000) gli euro mensili di pensione.

    La ricchezza è un’altra cosa, ma vedo che quella tu la lasci da parte, sacra e intatta. Te lo ripeto, se dobbiamo mandare in vacca i principi del diritto, è più giusto umanamente e più foriero di allegria occupare le ville dei ricchi, vendere i loro quadri, svuotare i loro conti correnti, se proprio proprio. Quella contro i ricchi, ma quelli veri, non una caposala o un preside in pensione, sarebbe l’unica cosa da fare. Siccome però loro detengono la comunicazione, ti dicono che la lotta di classe è superata.

    Quella contro di loro. Ma loro, quella contro chi lavora, non l’hanno mai smessa.

    Jonkind, tu credi ricchi dei pensionati che abbiano fatto il capufficio in banca, il quadro aziendale, il dirigente comunale. Gente che se non è nata con qualcosa, solo per comprarsi una casa paga dei debiti per mezza vita. Ti sembra ricchezza? La ricchezza è fuori dall’ambito dei lavoratori. Believe me.

  24. http://www.youtube.com/watch?v=Jgpdm-Z_5OE

    già è in corso una guerra tra poveri, ora anche tra poveri giovani e poveri vecchi, no per favore!
    il problema di fondo è che in italia gran parte della popolazione in età lavorativa ed effettivamente attiva (cioè occupata, sottooccupata o temporaneamente in attesa di occupazione ma intanto “lavoricchia”) è inquadrata giuridicamente in un modo che non garantisce continuità contributiva (oppure in nero completo). problema numero uno: la loro futura pensione. problema numero due: i loro contributi (che oggi non ci sono) dovrebbero pagare le pensioni di oggi.
    in particolar modo il sistema legislativo italiano mette fuorilegge una parte significativa della popolazione che lavora: i migranti.
    in realtà vista la composizione anagrafica della nostra società dovremmo accoglierli i migranti e metterli tutti in regola, visto che ci aiutano a compensare il gap demografico (a meno che gli italiani non vogliano iniziare a trombare come conigli, ma anche così ci metteremmo un pò di annetti a rimetterci a pari, e nel frattempo il sistema sarebbe già saltato).
    poi un’ ultima osservazione: innovare e costruire il futuro delle nuove generazioni è giusto (io sono un giovane precario), ma di solito nella storia chi si rifaceva al motto “largo ai giovani” lo faceva solo perchè essi erano più manipolabili (vedasi oggi il marketing che ha per target i teenager, e il processo di teen-izzazione dell’ immaginario anche adulto) e per usarli: vedi la famosa “leva lenin” di staliniana memoria, usata per liquidare l’ opposizione di sinistra, ed il fenomeno della gioventù fascista, la hitler jugend etc…
    quindi bisogna metter mano alla legge 30 e alla bossi-fini! e noi giovani si deve cercare in ogni modo di far fronte comune coi nostri “vecchi”. anche perchè siamo in democrazia e i vecchi son la maggioranza dei votanti. bisogna combattere l’ emarginazione sociale degli anziani, che porta i pensionati al minimo a votare berlusca perchè con loro ci parla solo emilio fede dalla scatola numero 1 (tv), mentre a noi ci tengono legati un pò con la scatola numero 1, un pò con la numero2 (internet usato in modo NON “consapevole”). riprendiamoci la vita in strada, che chiusi nei forum di discussione etc viviamo un coprifuoco non imposto con la coercizione fisica, ma l’effetto è lo stesso!

  25. Io non voglio scatenare nessuna guerra tra poveri, ho solo messo in luce un’ingiustizia sociale perpetrata dallo stato con una riforma pensionistica, tra generazioni diverse.

    Ingiustizia tanto maggiore quanto appunto, come dice mrteppone, lo stato è incapace di raccogliere contributi dal mondo del lavoro nero. In sintesi, per pagare i retributivi di oggi si dovranno alzare i contributi dei contributivi e in parte pareggiare il disavanzo INPS con il debito pubblico, questo, unito al fatto che i contributivi riceveranno una pensione più bassa è come se pagassero 3 volte le pensioni dei retributivi di oggi.

    Poi mi sono ovvie considerazioni sul fatto che andrebbe recuperata l’evasione fiscale e tassato il patrimonio dei ricchi, quello andrebbe fatto comunque, è ovvio anche che andrebbero fatte considerazioni di salvaguardia dei livelli minimi di pensione, ma il sistema è sbagliato, e i sistemi sbagliati portano solo problemi. Le guerre tra poveri le generano le regole inique e inefficienti.

  26. Anche il sistema contributivo è “sbagliato”. A parte il fatto che il principio secondo cui uno dovrebbe pagarsi al centesimo il tempo di sopravvivenza oltre l’età lavorativa, è vergognoso e basta. Ma comunque prima o poi si arriverà al punto di rottura anche del nuovo equilibrio, inevitabilmente. Perché: 1) non si può pensare che l’età pensionabile possa aumentare proporzionalmente all’aspettativa di vita, malgrado le suggestioni/pugnette alla Kurzweil; 2) i contributi fanno lievitare il costo del lavoro, quindi oltre una certa soglia non possono salire; 3) last but not least, la pensione deve permettere a un vecchio di campare fino allo scoccare della sua ora, quindi sotto una certa soglia non può scendere.

  27. Dathon, il sistema contributivo è meno premiante ma è l’unico che consente l’equilibrio e l’equità nel tempo, cambiando le scelte di risparmio durante l’età lavorativa.

    Io sono d’accordo con tutti e 3 i tuoi punti. In particolare penso che per riequilibrare il sistema si debba agire sulle prestazioni e non si possa continuare a spingere in avanti l’età lavorativa, sopratutto per un sistema che ti emargina a 40 anni figurati a 65.

    Ovviamente anche il punto 3) è importante. ma per gli anziani secondo me si deve pensare a un trattamento simile per tutti, più legata al concetto di assistenza che di rendita finanziaria. Capisco che i salari siano molto diversi durante la propria vita lavorativa, per colpa del mercato, ma le pensioni non dovrebbero mai essere l’una il doppio dell’altro, secondo me

  28. Non mi sono spiegato bene. Io sarei per livellare pure gli stipendi (roba da comunisti, lo so…), figuriamoci le pensioni. Entro certi limiti, ovviamente, e soprattutto al di sopra di una certa soglia. Perché il lavoro va comunque riconosciuto (non è elemosina), e perché a una certa età abbassare drasticamente il proprio tenore di vita è problematico. Ma a maggior ragione, se la pensione diventa un impegno della società nei confronti dell’individuo non più in grado di provvedere a se stesso, non può più essere una questione tra lavoratori ed ex lavoratori. Se i contributi non bastano – e prima o poi non basteranno più, neanche col sistema contributivo – allora la previdenza dev’essere a carico della fiscalità generale, senza tanti mugugni. In questo senso, il sistema retributivo era molto più trasparente.

  29. aggiungo a queste interessanti considerazioni che però al momento l’inps è in utule e piuttosot gli vengo addossati oneri non propri.

    Sull’addossamento delle pensioni alla fiscalità generale, come in Germania, confesso che mi piacerebbe/lo temo. Da una parte mi pare più giusto, dall’altra molta strada dobbiamo fare per avere un’evasione fisiologica e non patologica (i risultati delle recenti regionali credo che sottintendano anche questo).

  30. Bravo Jonkind, battaglia lodevolissima la tua anche se, come purtroppo il tono delle risposte conferma, la vedo dura. Quando l’Italia andra’ in default le pensioni acquisite verranno onorate a tarallucci e vino.

  31. Carlo, i casi sono due.

    O l’Italia non andrà in default e allora l’idea di jonkind che a te sembra luminosa è assurda.

    O l’Italia andrà in default. In tal cso ci andrà
    a) per l’evasione fiscale
    b) per la corruzione (appalti che portano il costo delle opere pubbliche al decuplo del giusto ecc)
    c) per i costi della politica
    d) per l’assistenzialismo parassitario, specie a favore del Sud (vedi pensioni di invalidità a chiunque, numero dei dipendenti della Regione Sicilia ecc)

    Ma siccome giocate a fare i piccoli liberisti e credete che la vostra sia la verità e non un’ideologia come un’altra, nonmeno dannosa, allora il male sono mio padre e mia madre e le loro pensioni (rispettivamente elevata e modesta), e tutti quelli come loro.

  32. gli Stati Uniti si stanno accorgendo adesso che i fondi pensione sono in rosso per -trilioni- di dollari, solo la California ha un buco nelle pensioni equivalente a sei (6) anni delle sue entrate complessive

    la favoletta liberista si è rivelata un incubo, nel quale i pensionati sono privi di garanzie e oggi scoprono che i -loro- soldi sono stati investiti da gente che ha preso grasse commissioni e che oggi spiega che non è colpa loro se i risparmi di una vita sono finiti inceneriti nel falò del mercato

    la colpa come al solito è di chi si è fidato degli imbonitori che straparlavano di mano invisibile del mercato e della sua efficienza, stupisce che ci sia ancora gente in giro a vantare le meraviglie della previdenza privata, ancora di più ora che le pensioni italiane, a differenza di altre, non hanno alcun “buco” e non soffrono di alcun deficit, mentre i fantastici “fondi pensione” privati sono naufragati appena varati

  33. Comunque c’è qualcosa di mostruoso in tutto ciò. E non poco.

    L’evasione fiscale, oltre a far correre all’Italia il rischio del default sopra ricordato dai valorosi liberisti, è una violazione della legge. Ma non la si cita.

    Gli appalti truccati, oltre a far correre all’Italia il rischio del default sopra ricordato dai valorosi liberisti, sono una violazione della legge. Ma non li si cita.

    Una serie di forme di assistenzialismo, tipo le pensioni ai finti invalidi, oltre a far correre all’Italia il rischio del default sopra ricordato dai valorosi liberisti, sono una violazione della legge. Ma non le si cita.

    I costi derivanti dalla presenza delle mafie in Merdione, oltre a far correre all’Italia il rischio del default sopra ricordato dai valorosi liberisti, sono una violazione della legge. Ma non li si cita.

    Poi, uno va a lavorare per 35 o 40 anni, prende una pensione calcolata bene o male in base a dei criteri normativi regolarmente vigenti all’epoca di maturazione del diritto, e i nostrivalorosi liberisti vi si avventano contro. Perche farebbero correre all’Italia il rischio del default, legittime o meno che siano tali pensioni.

    Loro non temono il default. Odiano i lavoratori (anche nella versìone “ex”) e le leggi.

  34. io tutta questa foia anti-liberista ogni volta che si parla di avere un saldo di bilancio non in profondo rosso, non lo capisco, pensate che siano gli squilibri di bilancio a realizzare la perfetta distribuzione della ricchezza?

    E poi qua il liberismo non c’entra un accidente.

    La stessa INPS si basa unanimente sul concetto di equilibrio fra entrate e uscite, fino a oggi garantito anche grazie al livello piuttosto alto dei contributi imposti alle imprese che ci penalizza sui mercati internazionali. Il dato è che nei prossimi anni, proprio per la crescita demografica e lo sbilanciamento del retributivo, tale equilibrio di bilancio non ci sarà più e quindi: 1) o si riducono le prestazioni, 2) si aumentano contributi o tasse o il debito pubblico a lungo termine.

    Il punto 1 in parte si realizza con scalini e scaloni e con l’adeguamento dei coefficienti alla vita media aumentata, ma non servirà a nulla, troppo risibili le cifre. Quindi si alzeranno contributi e tasse in un paese che già non se lo può permettere. Io dico che nel dibattito pubblico tutto il ragionamento è basato sul secondo punto dato che il punto 1) è considerato diritto acquisito, un concetto che io continuo a rifiutare in un sistema fiscale moderno, non c’è niente di acquisito e che giustifico un trattamento diverso tra cittadini in base all’età.

    Non tiriamo in ballo i furti, le evasioni fiscali. E’ ovvio che sono contrario a tutto quel marasma. Ma già recuperare furti e ruberie dei politici oltre all’evasione fiscale servirebbe a ripagare il debito pubblico per cui non ci faremmo bastare nemmeno quello.

    L’INPS ha un problema di equilibrio a lungo termine e un problema di equità, da rispettare, e non sta facendo nessuno dei due.

  35. “Il premier Silvio Berlusconi avrebbe chiesto ai colleghi governanti della UE di considerare un’estensione comune dell’età pensionabile a 70 anni per ridurre il pesante deficit pubblico di molti Stati membri”

    (tratto dal Corriere economia del 12 aprile)

1 Trackback / Pingback

  1. Ci vorrebbe er Piotta « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

Rispondi