Libero, 8 dicembre 2009, rubrica ‘Appunto’
Non puoi avere carta per scrivere, penne, giornali, fotografie di nessuno, non più di due pacchi al mese, non puoi comprare cibo né niente, le tue lettere vengono lette, non puoi tenere nessun oggetto – solo un libro, uno solo – e non puoi lavorare o studiare o fare attività fisica. Puoi passeggiare due ore al giorno in cortili stretti con recinzioni e griglie, le finestre hanno una rete a maglie strette e una tapparella di ferro. Non puoi avere più di due magliette al mese, niente messa, non puoi presenziare nell’aula del tuo processo, puoi vedere i tuoi familiari per un’ora al mese attraverso un vetro e un citofono, e per dieci minuti i tuoi bambini: e qui le scene più penose, perché spesso sono in tenera età e piangono, urlano, scappano dal padre che non hanno mai visto o non riconoscono dopo anni.
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Da un recente sondaggio risulta che la maggior parte dei sondaggi viene fatta recentemente.
Libero mi ha inviato alla Prima della Scala. Me ne sono andato via alla fine del secondo atto perché dovevo scrivere e perché non mi piaceva. Continua a leggere »
Gianfranco Fini a Bossi: «È bello che si difendano le tradizioni, il crocifisso e il presepe ma, con una battuta ironica, dico che chi guarda il presepe vede che è pieno di extracomunitari».
1- Poi non dite che non vi abbiamo avvisato. Qui trovate il panettone artigianale da comprare a Natale. Gli altri, i cosiddetti industriali, settimana prossima.
2- Mettere in guida un ristorante bruciato e chiuso da due anni rischia di minare la tua credibilità. Anche se ti chiami Gambero Rosso. E resuscitare i morti?
3- Non tutta la pasta di Gragnano nasce uguale. Nel ragionevole caso in cui vi interessi sapere quale comprare se il fato ve ne darà la possibilità, leggete qui.
4- Fossi Natto. Qual è la cosa peggiore che abbiate mai mangiato? Io, pecorino infestato di larve che si nutrono dello stesso formaggio. Ma ora che va l’esotico, è il momento del Natto.
5- Libera nos a Tetrabrick.
6- Non viene dagli animali e non inquina. E’ la carne hi-tech inventata in Olanda. La mangereste?
7- Problema: sono gastrofanatico. Cosa faccio a Natale e a capodanno?
8- Questa settimana vi abbiamo detto dove mangiare milanese a Milano e perché.
9- Che il livello di slurpabilità del caffè come lo fanno nei bar italiani non abbia pari nel mondo, è assodato. Ma tra gli altri caffè europei voi caffeinomani estremi, sapreste riconoscerli?
10- Sapessi come è strano un metrò del gusto a Milano.
Immagine: Staximo.
http://www.youtube.com/watch?v=wNkJFizczWA
Nota: Feltri, per quanto sopra, mi ha querelato.
(Da Corriere.it)
“Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione». Lo dice Vittorio Feltri, rispondendo su Il Giornale, il quotidiano da lui diretto, a una lettrice che gli chiede «perché una cosa così piccola sia diventata tanto grande al punto da procurare un fracasso mediatico superiore a quanto meritasse. Lei che ha accesso la miccia che ne dice a distanza di tre mesi?». Continua a leggere »
Libero ha mandato due inviati a Torino. Uno per la cronaca più seria e tradizionale. L’altro per il cosiddetto colore: ero io.
Alle 9.15 si entra – finalmente – dopo spintonamenti come a un concerto rock, siamo passati alla napoletana e abbiamo saltato a fila riservata ad avvocati e magistrati e nello zainetto avevamo di tutto, il metal detector neppure ha suonato.
Alle 9 e 23 la cancelliera comincia a innervosirsi: «E’ un’udienza, non è uno show». Forse scherza: è uno show, non è un’udienza. Ci sono 204 giornalisti ufficialmente accreditati – che diventano 223 compresi quelli infilati tra il pubblico – e ci sono 27 telecamere con treppiedi più uno sciame inafferrabile di telecamerine selvagge; ci sono i grandi quotidiani che hanno sino a quattro inviati ciascuno e poi c’è la mitica stampa estera, El mundo, El pais, Wall street journal, France press, France 2, la tv nazionale olandese, Bloomberg News, l’americana Dow Jones al telefono con Londra, e le testate locali scatenate perché giocano in casa, tutte le radio del mondo, tutti i fotografi del mondo, soprattutto la crema del forcaiolismo giudiziario nazionale – oltre ai meglio garantisti pelosi e prezzolati, certo – e insomma, che diceva quella? Che è un’udienza, che non è uno show?
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Toltici il peso delle liste di fine decade, con tourbillon di commenti e considerazioni, ora un po’ come fanno nel Regno Unito potremmo dedicarci altrettanto utilmente alle scommesse sul n.1 di Natale. Ma prima dei freddi calcoli, andiamo dove ci porta il cuore: alla hit parade! Dunque, chi è come Berlusconi questa settimana? Ah, sì – Elisa. Bene, vediamo: Elisa è come Berlusconi perché sta menando il can per l’aia, ha meno personalità di quando aveva iniziato, e in questi anni si è appoggiata alla Liga – oops, volevo dire al Lega – o alla Faccetta Negramaro per posizionare la sua immagine a seconda delle pulsioni dell’elettorato. Poi ai palati più esigenti dà in pasto il duetto con Antony Hegarty, in cui lei potrebbe finanche non cantare. Ma meglio lei al n.1 che uno dei prodotti di Maria De Filippi, no? O è quasi la stessa cosa? (…qui sto per partorire un’audace teoria) (non so se è ancora pronta, però – magari vi sottopongo una demo) (prima coinvolgo altri esempi ad adiuvandum). Al n.2 il Barry White italiano, Mario Biondi, un po’ crooner un po’ coroner, però ineccepibile e non pretenzioso, via. Al n.3, l’immarcescibile (o quanto meno, non biodegradabile) Michael Jackson; al n.4 Sting con le sue palle di neve, al n.5 CapireBattiato. Qui, pausa e prima premessa della Teoria. Il Maestro non sta vendendo tantissimo (ma che gli frega, lo Spirito è con lui). Allo stesso modo, Lucio Dalla va sempre peggio (dal 21 al 36 alla terza settimana). E non vanno benone nemmeno, a una manciata di settimane dall’uscita, Samuele Bersani (n.72), Sergio Cammariere (n.41), Alex Britti (n.53). E nemmeno Gianni Morandi e Raf (con due simil-raccolte però). Vanno per ora benino, trovandosi dal n.6 al n.10, Robbie Williams, Il Natale di Bocelli, le romanzine di Francesco Renga, ALEEEE AMOROSOOOOO e al n.10 The Giusy Ferreri. Fuori dalla top ten Michael Bublè e Mina e Carmen Consoli (ciuff, dal n.9 al n.22). Entrano al n.16 i Finley. Entra bassissima Rihanna (n.45). Ri-entra in posizione non altissima (rispetto a quanto se ne parla) Lady Gaga (n.14). E tutto ciò considerato, ecco a voi, a seguire, La Teoria.
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Questa sera, per l’ultimo mercoledì, a partire dalle 21 su RadioNation 1, Macchiaradio commenta la puntata finale di X-Factor.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Dietro ai microfoni (elenco in aggiornamento): Matteo Bordone, Laura Carcano, Paolo Landi, Roberta Lippi, Carlo Giuseppe Gabardini, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
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