Exit Strategy

Calabria_occupataL’analisi di Andrea Nicastro, sul Corriere della Sera di oggi, spiega una delle ragioni dell’eterna instabilità dell’Afghanistan nella storia contemporanea.

L’obiettivo dei talebani, che controllano il 70-80% della regione, è quello di mantenere il controllo dei proventi generati dall’oppio, da cui si ricava il 90% dell’eroina che attraverso l’Iran ed il Turkmenistan arriva in Europa e nel resto del mondo. Non c’è solo il petrolio tra i fattori strutturali di molte decisioni di politica estera. I talebani, come d’altronde i loro nemici istituzionali, hanno bisogno dei ricavi illeciti dell’oppio (il 50% del PIL afghano, il 90% dell’export) per finanziare la loro esistenza, i governi occidentali formalmente vogliono sradicare il business pur con le solite ambiguità tra scelte etiche e l’appropriazione dei proventi illegali da parte delle mafie globali.

L’uccisione dei 6 militari italiani in Afghanistan non deve cambiare le scelte di fondo del nostro governo. Se era giusto esserci prima, è giusto rimanerci. Se non era giusto prima, meglio andare via.I veri dibattiti, nel nostro paese, dovrebbero riguardare l’ordine delle priorità di azioni di questo genere.

L’Italia è l’unico paese sviluppato dove gran parte del territorio è fuori controllo. Peggio che in Aghanistan. Tra queste zone si distingue la Calabria. Secondo quanto scritto nel saggio Mafia Pulita di Elio Veltri, “la forza della ‘ndrangheta, ma anche la tragedia della Calabria e della democrazia, è racchiusa in una cifra: la densità criminale della Calabria, e cioè il rapporto tra persone contigue ai clan e popolazione, è pari al 27%, il che significa che ogni 4 abitanti ce n’è uno che ha qualche rapporto con la ‘ndrangheta. Il PIL della ‘ndrangheta vale 40-45 miliardi di euro, è più grande di quello dello Stato nella regione e rappresenta il 3-4% della ricchezza nazionale”. La maggior parte di questi proventi, circa 27 miliardi di euro, deriva dal traffico di droga. Il porto di Gioia Tauro, completamente controllato dalle cosche calabresi (l’equivalente delle tribù afghane) importa ben l’80% della cocaina circolante in Europa, proveniente dal canale colombiano. La quasi totalità dei carichi che sbarcano nel principale porto container del mediterraneo non viene nemmeno controllata da parte delle forze dell’ordine. Per scelta? Per mancanza di organici?

L’Italia, ma anche paesi della Nato quali Gran Bretagna e Germania nei quali le infilitrazioni criminali di provenienza calabrese sono elevatissime, dovrebbero chiedersi quanta parte dei loro problemi origina da zone instabili meno esotiche, ma solo formalmente sotto il controllo democratico.

La vera domanda che bisognerebbe porsi oggi (anche lei, signor onorevole Umberto Bossi) non è perché siamo in Afghanistan. Ma perché non siamo in Calabria.

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15 Comments

  1. ma anche chiedergli perché scriva stronzate come “I talebani hanno bisogno dei ricavi illeciti dell’oppio (il 50% del PIL afghano, il 90% dell’export) per finanziare la loro influenza politica militare nell’Asia Centrale” non sarebbe male, visto che quando erano al potere hanno azzerato la produzione e che i talebani afgani non sono mai stati interessati ad esportare il loro modello

    questa di confondere i talebani afgani con tutto il resto sembra la strategia usata da anni, con la quale facendo un unico fascio di tutte le persone e i paesi nei quali esistono musulmani, si legittima qualsiasi aggressione a qualsiasi paese o individuo musulmano

    il Corriere sulla questione fa vomitare, il livello di faziosità e disinformazione con il quale impasta le sue colonne degli esteri è secondo solo al servilismo filogovernativo (per ora) dei suoi editoriali

  2. Tralasciamo il demenziale commento di cui sopra. Basta solo citare il fantastico termine “servilismo filogovernativo” per fargli togliere il diritto di voto. Cmq non concordo con te assolutamente su molte cose (su tutte il noiosissimo riferimento alle “mafie globali” che lavorano a braccetto con gli stati sovrani… bla bla bla… basta o si ha prove di queste bislacche e ritrite affermazioni o non le si scrive…). Ma concordo con te sul finale. O almeno sul fatto che è ora che si prenda coscienza che un paese civile non può avere un terzo della sua superficie “occupato” dalla criminalità organizzata. Bel topic. Poi non sarebbe male cercare di capire come affrontare tale problema. Esercito? Magistratura? Polizia?

  3. hai ragione Francesco, forse è più corretto servilismo filoamericano, visto che gli esteri de Corriere sono spesso più vicini a Washington che a Roma

    per il resto, se hai altre spiegazioni oltre il servilismo, sarei curioso di sapere come ti spieghi che un “autorevole” quotidiano del genere abbia sparso ogni genere di balla su “islmici” e “guerra” senza avere mai il coraggio di chiedere scusa o di riconoscere che ha pubblicato evidenti falsità, anche quando si sapevano tali

    ricordo l’epopea di Magdi Allam, gli sconclusionati editoriali di Battista e le ricostruzioni lisergiche, ma funzionali di Romano della storia moderna, solo per dare alcuni riferimenti

    quanto al problema della mafia, è ovvio che non si risolverà fino a che il nostro paese manterrà la sua posizione di prestigio nella classifica dei paesi più corrotti, il pesce puzza dalla testa

  4. come non detto, scusa Francesco se ti faccio perdere tempo e perdo tempo a risponderti

    uno che considera Facci un genio ha già capito tutto, come si dice dalle nostre parti si fa prima a metterglielo in culo che in testa e io proprio non sono pratico di intrusioni anali ;)

  5. proprio perchè penso che in Afghanistan dobbiamo starci (anche se magari con modalità diverse rispetto a quelle usate fino ad oggi) sono d’accordo sul fatto che dovremmo esserci, di più, in calabria.
    Sul fatto che i talebani (e le altre forze ad essi contigue o riconducibili alla galassia dell’integralismo) non vogliano esportare il loromodello e siano vittime della propaganda antiislamica non commento; mi sembrerebbe superfluo e banale ricordare, per dire, l’11 settembre…

  6. @Francesco. Dico che per la Calabria ci vuole una soluzione militare. Mandino al porto di gioia tauro i parà della Folgore e buttino in mare la cocaina che trovano.

    @mazzetta. il mio intervento si appoggia sull’articolo del Corriere. ma quello che dici tu sui Talebani è corretto. Vietarono la produzione anche se io sono d’accordo con chi sostiene che il divieto serviva più a controllare la produzione ed i prezzi e a potenziare un arma di ricatto verso l’occidente. Per come la vedo io una ricchezza così non la butta via nessuno soprattutto se ha bisogno di consolidare il proprio potere. Però ho cambiato un po’ l’articolo per non sembrare che l’identità talebana-oppiacea sia troppo scontata.

  7. @francesco: Offendere senza rispondere nel merito è tipico di chi ha pochi argomenti…

    @jonkind: il tuo finale è retorico, sarei d’accordo con te, ma è evidente che non c’è nessuna volontà politica nel fare quello che tu auspichi

  8. “io sono d’accordo con chi sostiene che il divieto serviva più a controllare la produzione ed i prezzi e a potenziare un arma di ricatto verso l’occidente.”

    io no Jonkind, anche perché non si controllano certo i prezzi azzerando la produzione, semmai modulandola alla bisogna
    secondo l’ONU stessa nell’anno precedente all’invasione la produzione afgana di oppio era stata azzerata

    @marco e altri: non ho detto che i talebani siano vittima della propaganda antislamica, sono gli italiani ad essere vittim di tale propaganda, che c’è stata, bella evidente ed è anche stata rivendicata con orgoglio da gente come Farina che ha detto di aver mentito per il bene del paese (???)

    i talebani sono il peggio del peggio, ma non hanno mai coltivato velleità espansionistiche
    è vero però che i talebani sono diversi dai qaedisti e da altri estremisti islamici, prima di tutto perché sono afgani e hanno un’idea tutta loro sia dell’Islam che della vita in generale, Osama non vivrebbe mai come un talebano e nemmeno ci pensano la gran parte dei musulmani, viceversa, per i talebani gran parte dei correligionari, in particolare quelli che hanno ubbie internazionaliste, sono difficili da capire o empi tout court

    non si capisce perché quando si parla di musulmani dovrebbero essere tutti uguali e avere in mente le stesse cose, oltre alle differenze religiose ci sono anche quelle nazionali, in termini di cultura, ma anche in termini di aspirazioni e stili di vita

    il 9/11, è bene ricordarlo, non è stato un tentativo di esportare l’Islam, ma una vendetta/reazione contro chi ha portato la guerra e sostenuto regimi sanguinari nei paesi musulmani, è anche bene ricordare che che non esiste alcuna realtà che possa rendere plausibile un piano di conquista dell’occidente per mano musulmana, mentre è tragica realtà che nell’ultimo secolo i paesi musulmani siano stati creati dal nulla e dominati attraverso teste di legno più o meno allineate, proprio dall’Occidente

    trovo abbastanza inquietante che ci sia ancora in giro gente che ha paura dell’invasione di quelli che invece non abbiamo mai smesso d’invadere, mi sembra un pericoloso scollamento dalla realtà

    quanto alle mafie italiane, l’esercito serve a poco se prima non si recidono i legami e le cointeressenze che hanno con la politica ed è impossibile che una classe politica corrotta e incapac riesca a imporre princìpi e rigori che non sa nemmeno dove stiano di casa

  9. L’esercito (inutile) inviato dai governanti che sono sodali con la mafia, fin dalla loro nascita? Ah ah ah!
    Dobbiamo ricordare la Banca Rasini o al condanna a 9 ann per associazione mafiosa al braccio destro del Presidene Del Consiglio?
    Quello che era a Londra invitato alle nozze di un noto mafioso, ma era lì per caso perché invitato da uno che non aveva mai visto, che l’aveva incontrato alla mostra sui vichinghi?
    Quello che era stato tirato in ballo da Borsellino nell’ultima intervista rilasciata prima di essere assassinato?
    Il migliore amico di Berlusconi?
    Lo stesso che si lamenta delle indagini dall’antimafia sulle stragi del ’92-’94?
    Ma non fate mi ridere, per favore!

  10. @tuttiquanti: lo so benissimo che non è solo un problema di mandare in calabria due autoblindo, non è così facile. Ma lo stesso vale per l’Afghanistan e su questa similutidine si basa l’intervento. Ma credo anche che premettere sempre “è inutile fino a che si recidono le relazioni delle mafie con la politica” etc. etc. è una tautologìa perché fino a che c’è il flusso di denaro la politica cercherà sempre di farsi corrompere da esso.
    La Calabria è anche un problema militare perché il controllo è in mano ad un numero tutto sommato limitato di cosche ed i teatri operativi (vedi il porto di gioia tauro) potrebbero essere controllabili.

  11. @mazzetta,
    gli islamici non vogliono conquistare il mondo ma c’è una lotta al loro interno per la leadership che prevede la continua guerra al satana occidentale come elemento di propaganda unificante. Bin Laden, con il 9/11, credo fosse più interessato ad un cambiamento dei rapporti di forza sullo scenario internazionale e sullo scacchiere saudita che non ad una vendetta contro il sostegno a regimi sanguinari (quali poi?). Scenario che include il Pakistan (ed i talebani) per non parlare della Siria, dell’Egitto e dell’Iran.

  12. tutti i paesi che hai citato sono più o meno regimi sanguinari :D
    in realtà nessuno omologabile come “leader islamico”, nel senso di una persona che abbia un seguito politico forte e/o ricopra una carica pubblica, ha mai delirato di panislamismo o di conquista dei territori degli infedeli

    non un solo politico in un solo paese islmico ha mai fatto dichiarazioni del genere e non ci sono tracce di imponenti corse agli armamenti, i paesi islamici che si armano lo fanno per combattere altri islamici all’interno dei confini, con l’eccezione parziale del Pakistan che comunque è abinato dal confronto con l’India e che si arma con ilsostegno occidentale

    le molte facce dell’islam più radicale sono molto più interessate a costituirsi potere locale piuttosto che imbarcarsi in slanci velleitari che si fracassero già di fronte alla banalissima frattura dottrinaria tra sciiti e sunniti

    poi c’è il dettaglio non trascurabile per il quale, anche se ci fossero in giro fessi del genere, un piano di conquista è semplicemente irrealizzabile, nemmeno velleitario, proprio inconcepibile

    il divario industriale, tecnico e militare non è cosa che si possa colmare senza che nessuno se ne accorga e oggi i paesi musulmani più attivi militarmente hanno problemi a controllare l’interno dei propri confini, se per miracolo si coagulasse un’intesa panislamica, resterebbero sempre l’assenza di aviazione, marina e satelliti per la comunicazione a frustrare ogni velleità

    forse a qualcuno è sfuggito, ma sono ben pochi i paesi al mondo che possono dire di possedere una marina e una forza aerea, quasi tutti i paesi non-occidentali sono dotati di mezzi di provenienza occidentale e più sono sofisticati più dipendono dall’Occidente per ricambi e manutenzione, oltre a disporre ovviamente di versioni meno performanti di quelle in uso da chi glieli vende

    L’Iran ad esempio ha una forza aerea composta principalmente da f14 e addirittura dai vecchi phantom (entrati in servizio nel 1960) e compra di nascosto gli aerei rottamati negli USA per avere i ricambi per farne volare qualcuno, il top sono una trentina di mig29 fuggiti dall’iraq nel 1991, tanto per dire

    nemmeno l’invasione “a dentro” è qualcosa di minimamente reale, infatti a parte che chi emgra in Europa lo fa in grande maggioranza per poter vivere all’europea, a tagliare la testa al toro c’è il dato che ci dice che l’immigrazione islamica è fortemente minoritaria tra la stessa immigrazione e il tasso riproduttivo degli immigrati islamici è identico a quelli degli altri

    si tratta quindi delle fantasie di qualche arruffapopolo estremista che vengono raccolte da analoghi aruffapopolo estremisti in Europa e negli USA per sostenere la “necessità” di interventi inutili che in realtà sappiamo benissimo chi ingrassano

  13. In Calabria non c’è gas, non c’è petrolio, e la cocaina ci arriva già raffinata. Non ci cresce nemmeno il papavero.

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