The Classifica 80 – Viva Liga. Viva Gazzaniga. Viva la Fi… la FIMI

Cavolo, quest’estate è morto Gianmaria Gazzaniga. Avete presente? Giornalista ospite ad honorem del circo Biscardi (come del resto l’altro povero vecchio che telefona sempre in trasmissione) (ma sì, quello che governa, avete presente?). Per alcuni stava a Gianni Brera come il Tavernello al Chianti. Io non sopportavo Brera (per razzismo e per meschinismo calcistico), ma per Gazzaniga avevo una venerazione: di calcio non capiva un’ostia e i suoi discorsi erano simili a quadri di Bosch o brani del peggior Frank Zappa, quello supponente delle smanie orchestrali. Però era un maestro di opinionismo all’italiana. Per come in ogni articolo attaccava incessantemente 1) i pisquani 2) i mandolinari. Non spiegava mai chi fossero di preciso, così diventavano pure categorie dello spirito in cui ognuno poteva proiettare i propri demoni. I pisquani erano degli incompetenti in buona fede (io ci ho sempre visto gli ambientalisti, o i fans di Bruce Springsteen). Nei mandolinari invece era facile riconoscere degli ipocriti facili alla lacrima di alligatore (i radicali, o gli estimatori di Federico Zampaglione in arte Tiromancino) (quindi, semplicemente Federico Zampaglione) (l’avete capita, vero?) Bene. Programma di oggi: tirare le somme dell’estate 2009 partendo da Gazzaniga per arrivare a MiticoVasco (n.15) e MiticoLiga (n.9), passando per Michael Jackson (n.1).

Di Michael Jackson posso dirvi che è ancora in testa alla classifica con la raccolta King of Pop. Posso anche dirvi che soltanto un autogrill tra tutti quelli in cui ho fatto turismo quest’estate, NON aveva un foglio A4 sulla porta che dicesse “Qui è in vendita il cd di Michael Jackson King of Pop”. Posso aggiungere che la top 10 suona come quella con cui vi ho  lasciati prima delle vacanze, con i re d’Italia contro il re del pop. I posti lasciati liberi da Michael Jackson (che si prende il n.4 con Thriller, il n.5 con The Collection, il n.6 con Bad, il n.9 con Dangerous) se li tengono infatti i soliti Tiziano Ferro (n.2), Eros Ramazzotti (n.3), Laura Pausini (n.7), Ligabue (n.9) e Renato Zero (n.10).

Posso dirvi altresì che secondo Sorrisi & Canzoni (che è la mia fonte, stante che il sito della FIMI non si può mica pretendere che funzioni, ad agosto) il vero n.6 è una compilation dance, Hit Mania Estate, della Warner. Tutti pezzi mixati, assai tarri, con nessun nome veramente illustre tranne Bob Sinclar, fino alla sequenza finale tricolore e incongruissima: Marco Carta, Noemi, Zero Assoluto e Lunapop, che eseguono Quella Canzone Della Pubblicità Della Vespa Ma Anche Del Telefono (…certo che Cremonini è un vero artista integro e antiestablishment). Il che fa pensare ai bei tempi in cui Festivalbar raccolta rossa e raccolta blu non lasciavano prigionieri. L’anno scorso perlomeno le raccolte erano uscite, anche senza la kermesse. Quest’anno niente. Buh. E qui, grazie al Festivalbar mancante, torniamo a Gazzaniga.

Ci fossero state le due raccolte, scommetto che in quella blu ci sarebbe stato il pezzo di miticoVasco (quasi sempre un pezzo estivo scemo e pompacchione, tipo Delusa), e in quella rossa, il pezzo di miticoLiga (quasi sempre, un pezzo meditabondo che spiega che alla fine, la vita è la vita). Separati, ma forse non solo per vendere più cd. Il fatto è che tra i mitici due c’è un abisso che nessuno ha mai pensato di far notare. Oltre alla competizione per chi riempie più stadi, pare ci sia un mitico fastidio verso l’altro, che dieci anni fa portò a una mitica polemica attorno a certe parole dette da miticoLiga il giorno dopo la morte del chitarrista di miticoVasco, Massimino Riva. Poi, anni dopo, di fronte al successo del mitico spot del telefonino che fece la fortuna della mitica Happy Hour di miticoLiga, miticoVasco pensò bene di annunciare: “Non mi va di dare musica alla pubblicità, snatura la musica” (vero artista integro e antiestablishment). “Sì, ne ho concesso l’uso in passato, ma non lo faccio più” (ehm. Oops). Oltre a ciò, i loro mitici fans non si amano affatto. E d’altronde, ha anche senso: uno è per la vita spericolata, l’altro per la vita da mediano, vedete da voi l’intesa di massima. Eppure una cosa in comune ce l’hanno: se la prendono con LORO. Indicano sempre degli altri significativi, i quali – biechi, turpi e nefasti – fanno sì che noi Siamo solo NOI e si adoperano in modo che Non è tempo per NOI. Ad esempio “Quelli che ti dicon sempre sì, poi ti accorgi che non erano così” oppure “quelli comodi che state bene voi”. Quelli che non hanno avuto mai nemmeno un dubbio mai”, oppure quelli che fanno venire “il vomito per quello che riescono a dire”. Quelli che vogliono “le mie scuse, che ciò che sono l’ha offeso – dì un po’, te come ti vogliono?” oppure quelli che “T’han detto che c’è posto per chi sa stare a posto”. Quelli che sono “Tutti preti, tutti dottori, tutti professori”, o quelli che non hanno “rispetto per nessuno”.

Quelli che sono pertanto, innegabilmente, necessariamente, pervicacemente, pisquani e mandolinari.

…E con l’opinionismo all’italiana, oggi abbiamo finito. Buona fine di agosto a NOI.

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10 Comments

  1. Eh he, la compilation in 2 cd del FestivalBar, un tempo l’avrei reputata pure cult. Poi è finita la pubertà… e arrivato internet.
    Una manciata dovrei ancora averla da qualche parte; l’ultima che comprai, tra le altre, figurava: “Ace of base”, “Vernice”, “Nikki”, “Haddaway”.
    Però, bando a frizzi e sollazzi, oltre a qualche pezzo decente, per quanto non propriamente inedito, purtroppo, anche in quanto “anti-Sanremo” era difficile non simpatizzare per esso.
    (vi prego suicide bombers, se mai doveste colpire l’Italia nella speranza di patata in un’altra dimensione: l’ Ariston, vi prego l’Ariston).

    Vasco in quella rossa, Liga in quella Blu?
    Col tempo cambiarono criterio?
    Ero rimasto a quando mettevano in uno Italiani, nell’altro stranieri.
    Ad ogni modo, chissene, mi interesserebbe molto più sapere cosa disse il Liga dopo la morte di Massimo Riva
    (youtube.com/watch?v=JtQqnZavaww)
    Please: Il mio Io di un decennio+ fa avrebbe voluto saperlo visceralmente.

    Stavo sbuffando per la prolungata assenza di aggiornamenti sul sito della FIMI (non che mi sia perso nulla, vedo).
    Però dover comprare Sorrisi&canzoni (youtube.com/watch?v=0Tsc2U1ePhg) no. Una pena meno dura non si potrebbe avere? Non so… 100 frustate?

  2. Bentornato Paolo, la tua disamina sui contenuti delle canzoni dei due mitici ha prodotto in me un effetto immediato. La rivalutazione dell’opera omnia di Renato Zero. Che nel suo ruffianismo, barocchismo, melodrammaticismo, paraculismo, effettospecialismo resta nei testi alcune spanne sopra ai due tizi di cui sopra.
    (e mi trucco perchè la vita miaaaaaaa
    non mi riconosca e vada viaaaaaaa)

  3. Non è che mi piaccia da neo entrato la definizione di incompetente in buona fede quale fan di B.S. ma in effetti de gustibus non disputandum est.

  4. L’orazione funebre su Gazzaniga deve restare negli annali delle orazioni funebri (ci saranno gli annali delle orazioni funebri? ci devono essere, se no come facciamo noi a pronunciare orazioni funebri da annali?) (ma forse loro non vogliono gli annali delle orazioni funebri)n (o siete voi a non volerli questi benedetti annali delle orazioni funebri) Comunque, complimenti vivissmi (ehm) per la rievocazione del Gazzaniga, che secondo me se lo voltavi, trovavi scritto sotto le suole o sopra la cintura delle braghe “made in china”, che loro avevano preso una foto del Giuan Brera fu Carlo e poi l’hanno replicato con materiali di scarto sottratti delle discariche milanesi.

    Era uno di quelli che riusciva nella titanica impresa (che doveva essere titanica, se nessuno, e soprattutto voi, non c’eravate ancora riusciti) di farmi vergognare mentre assistevo al Brociesso di Aldo Biscardi (E un abblauso all’eccipuo osbide di sdasera, amigi delesbeddadori) (e poi dicono che la lega c’ha torto a dire che la tivù a volte sembra un bar meridionale). E se avete qualcosa da dire, sappiate che siete voi che non capite.
    Pisquani.
    Mandolinari.
    PS Ma il compianto Aldo Giordani, telecronista del basket, aveva i cioccolatai e i magliari: che come proiezione del male cosmico fuori dal sè erano altrettanto eccipui.

  5. Cazzinga era un Pirletta capace di comprendere che parlare di calcio era facile e redditizio, che potevi dire tutto e il suo contrario, che con un po’ imbellettamenti e frasi altisonanti, giustamente alternate al “popolano” potevi irretire il pubblico.
    Un pubblico che spesso non l’apprezzava, più per il suo essere un bauscia che per altro, ma che riconosceva in lui “un’innegabile cultura”.
    Per capire di chi parliamo (per chi volesse conoscerlo ex post):

    Articolo datato Agosto 2008
    Scriveva il Cazzaniga
    “Svenduta dal dischetto la posateria di Francesco Totti È tempo di sorprese e cazzotti in bocca per chi si monta la testa e fa il bullo di periferia. Ogni riferimento agli atteggiamenti dei romanisti e in particolare di Francesco Totti, non è puramente casuale, è la fotocopia e il riflesso di quanto accade. In buona sostanza è il crollo, la disfatta della nota e storica presunzione dei colli fatali, li chiamano capitolini ma nulla di più provinciale e fazioso alberga da quella parti. Domenica notte, patapumfete. La posateria di Francesco Totti, in particolare il cucchiaio d’oro celebrato da tutte le ruffianerie collegate, urla Biscardi e i manipoli di Milano subito si accodano. Ha vinto l’Inter ai rigori e la soddisfazione del popolo bauscia è stata grande registrando il famoso cucchiaio di Totti sbattere fuori misura. Un radiocronista lagnoso si commuoveva per il povero Francesco che non meritava i fischi, avendo dato tutto alla Nazionale. Ma che balle raccontiamo. Totti non c’entra con la nazionale vittoriosa di Lippi. In tutto un assist o due. Eppure i suoi reggicoda come Martino lo definiscono eroe..”

    Altro che ceri e giornalisti a lutto per la sua scomparsa…

  6. Gazzaniga (fu) l’ultimo dei Futuristi: la sua prosa analogica, capace di connettere con paratassi da Sfinge ambiti impensabili dello scibile umano per parlare di niente (cioé del calcio) senza riuscire a farsi capire da nessuno, dimostra come la tesi che la letteratura SiA pArole In LiBERtà + ImmaginAzioNE Senza FiLi (belle le lettere futuriste, oui?) fosse dotata di fondamento. Non ho mai retto a più di due righe dei suoi articoli e ho sempre tremato quando apriva bocca al Brucesso. Adesso sarà gara spietata all’eredità spirituale, ma sarà dura: che traccia potrà mai lasciare Fanco Melli con la sua linguetta a trapanino?
    Per Liga vs Vasco: si può qualunqueggiare anche partendo da estremi opposti. L’importante è dire qualcosa in cui un po’ tutti possano immedesimarsi senza sforzo, titillando il nostro tribale ed ancestrale bisogno di appartenere ad una tribù.

  7. Senti Madeddu, ma la compilation rossa è quella che ti fa vedere quanto è profonda la tana del bianconiglio?

  8. Non te la prendere Giosaia, Madeddu ha un modo tutto suo di svelare i suoi musicisti preferiti. Scommetto che è iscritto a Springsteeniani Critici – tipo la Sinistra Critica.

  9. Beh, IO, a 10 domande, rispondo (…ma anche a una sola, neh)

    @Kluz: c’è un simpatico profilo facebook, amichevolmente intitolato LIGABUE MERDA INFAME, che riassume il tutto. Lo metto in coda a tutte le risposte perché è lungo – farò tipo gli Oasis che chiudono il concerto con Champagne Supernova. Ehm, ops.

    @.mau: non so. Questa è la notizia ufficiale, ma secondo me ora come ora Gazzaniga è alle Barbados con Elvis, Morrison e Jacko.

    @diamonddog: oh, non azzardarti ad attribuire a me la tua sorcinizzazione – sia chiaro che io da sempre mi batto per distruggere il sogno di Fonopoli.

    @Giosaja: beh, mettiamola così: meglio che un competente in malafede e un incompetente in malafede. Su quattro alternative, l’unico profilo migliore del tuo è: competente in buona fede. Ma esiste un imbecille del genere?

    @Brizzina: gli Springsteeniani Critici non esistono più. Lo so per certo, li ho fondati io ed ero l’unico iscritto. Ne sono uscito perché si pagava una tassa d’iscrizione esorbitante.

    @Piti: in compenso GiuanBrera, che provava una certa schifata condiscendenza verso i meridionali, aveva un nobile sdegno per razze ancora più inferiori. Questa perla l’ha trovata un mio amico:
    “Conosco a malapena i due nomi de­gli apostoli negri che lei cita: so che Lu­ther King era un mistico e Malcom X un combattente. Tutto sommato, penso che abbiamo già troppi africani o affini da queste parti perché ci si debba occu­pare anche dei negri d’America”.
    (www.storiedicalcio.altervista.org/arciposta4.html)

    @memedesimo: guarda, la penso come te sul parlare di calcio. Non è certo come parlare di musica, cosa che viene lasciata fare solo a noi COMPETENTI (dehehihohu).

    @shengo: però c’è un bisogno altrettanto ancestrale di una tribù nemica. Io personalmente aspetto che questa fase in cui inutilmente si menano gli omosessuali finisca, e si passi finalmente a menare la vera vil razza dannata: gli intellettuali. Peraltro hanno la stessa desinenza. Ehm, no, questo è un termine da intellettuali. Volevo dire che hanno lo stesso FONDO degli omosessuali (…se questo non smuove un po’ di miei compagni brembani, davvero non so cosa inventare).

    @Matriciano: comunque, meglio una compilation morta che una compilation rossa.

    Kluz: rieccoci qui. Tanto ti dovevo, dal link di facebook che ti dicevo:

    Vasco contro Ligabue “Sulla morte del mio amico chitarrista c’ e’ chi fa appelli moralizzatori”. La replica: frainteso e amareggiato.
    1. Massimo Riva, 36 anni, era stato trovato morto nel suo appartamento in centro a Bologna martedi’ a mezzogiorno: in casa una siringa e un cucchiaio con tracce di droga. “Crisi respiratoria, seguita a una iniezione di eroina”. 2. “Negli anni Settanta non avevamo molte informazioni – ha detto il giorno dopo Ligabue presentando allo Iulm di Milano il libro sulla sceneggiatura del suo film “Radiofreccia”, che parla proprio di droga e musica -. Il pensiero comune era che si potesse smettere quando si voleva. Per i musicisti rock c’ e’ ancora oggi l’ alibi dello scotto da pagare per fare musica. Percio’ secondo il galateo della perfetta rockstar, io che non mi drogo sarei fuori target”. 3. Queste parole, pronunciate a poche ore dalla morte di Riva, non sono piaciute. “E’ morto un amico e invece del silenzio… c’ e’ chi, per accrescere la propria credibilita’ , ha scelto di “speculare” lanciando anzitempo inutili messaggi moralizzatori”: si sfoga Vasco. E lo staff della rockstar precisa: “Un amico, un bene prezioso, se ne va senza disturbare nessuno. Questo addio silenzioso non preserva noi dal solito e banale chiacchiericcio moralista sui rischi della droga e bla bla bla…”. E ancora: “Questa volta, pero’ , non limitiamoci a scuotere la testa e a dirci fra amici che sono le regole del gioco, che il rock e’ maledetto e non conta piu’ le sue vittime (e che Dio benedica Ligabue)”. 4. Chiedo scusa a Vasco Rossi e a chi sta vivendo il lutto per la scomparsa di Massimo Riva: non sono stato sufficientemente “scafato” da immaginare che qualcuno potesse speculare sulla morte di un musicista, imbastendo polemiche di bassa lega. Io non ho mai espresso giudizi morali sull’ uso di droghe, ne’ mi sento di fare valutazioni su cio’ che e’ giusto e cio’ che non lo e’ , come si poteva invece dedurre da un’ intervista pubblicata su un altro quotidiano che mi attribuiva frasi da me mai pronunciate. Quello che serve invece e’ , secondo me, che ognuno abbia corrette informazioni per poter fare liberamente le sue scelte. Mi soffermo su questa parte perche’ vorrei fosse chiaro: non sono pro o contro la droga. Sono contro la cattiva informazione che se ne fa. Sono amareggiato dal fatto che Vasco, che pure ha una certa esperienza su certe speculazioni, abbia creduto che fossi in malafede. Voglio pensare che tutto dipenda dal carico emotivo che si porta dietro questa tragedia e dalla impossibilita’ di viverla in silenzio”.

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