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è il pisello a parlare o è una casuale ma opportunissima licenza grafica?
buffo, io piuttosto pensavo ad una licenza grafica per i primi due, di fumetti…
ehehhehe molto molto carina ;D
lascia che ti offra un caffè per contraccambiare…
http://riciardengo.blogspot.com/2009/08/la-ruta-del-cafe.html
La vestaglia è da oscar
ROTFL questa è bellissima!
Mauro, Makkox, la vestaglia è vero che è bellissima, ma non è il suo stile. Ormai è risaputo che B. porta accappatoi di un bianco abbagliante, con uno stemma della casata, un accappatoio simile poi utilizzato anche da Salvo Toscani, il ministro toscano vicino a B. Il cui nome inizia per S e finisce per O., immortalato nell’istant book “Il pesce rosso non abita più qui” che racconta una storia di promesse mancate e di sesso mistificato.
Il bianco della purezza che fa il paio con il belletto marrone, il cerone. Il secondo ricopre le vergogne e le emozioni ed il primo rispecchia l’immagine sedicente a dispetto del degrado interiore.
Insomma il cerone trucca la verità ed il secondo la ricostruisce mondata. Sempre il solito registro.
Come Dorian Gray, l’accappatoio bianco ed il cerone marrone nascondono la decomposizione dell’anima privata del cuore. Tranquillamente si può fare un parallelo con un corpo (anima) che ha un cervello morto (cuore). Un corpo clinicamente morto. Un anima umanamente insensibile.
C’è una favola molto bella sempre di Oscar Wilde, nella raccolta “Il Principe Felice ed altri racconti” che si intitola “Il Pescatore e la sua anima” che narra di come un’Anima privata del Cuore non può che essere crudele.
Ad un Narcisista, una persona con Disturbo Narcisistico della Personalità accade lo stesso, gli viene sequestrato il cuore tra i 3 ed i 4 anni, ed è costretto ad inseguire per tutta la vita obiettivi che che non sono i suoi ed ambizioni che non ama.
Questa che segue è la definizione di questa figura tragica di Laura Boggio Gilot.
“Il narcisista è un uomo tragico,
guidato da ideali impossibili e da ambizioni che non ama.
La vergogna e l’odio insorgono
quando non sa vivere all’altezza di questo irrealismo.”
Sembra pazzesco, ma la verità è che un narcisista può anche conquistare il mondo ma ciò che persegue è l’obiettivo non del suo Sé, ma di un Falso Sé che gli è stato appiccicato addosso. Potremmo intitolare la sua vita: “The pursuit of unhappyness” invece che “The pursuit of happyness”.
Capita poi che quando scompare il sequestratore del cuore, il narcisista si senta da un lato preda di una libertà inebriante e dall’altra di una tristezza infinita. La rabbia e la vergogna invece sono sempre state caratteristiche appartenutegli.
Una volta rotta la maschera, però, non si ricostruisce più. Il narcisista perde il fornitore massimo del suo “Alimento Narcisistico”, “The Narcissistic Supply” che è tutto quello per il quale sopravvive e resiste. L’unica ragione della sua vita, una ragione difensiva che nasconde una vergogna infinita degli abusi ai quali è dovuto sottostare. Abusi che sono, probabilmente in quest caso, prevalentemente l’essere sottoposto ad idealizzazioni, a dover diventare l’appendice narcisistica di aspettative ed ammirazioni eccessive da parte del genitore. Venuto a mancare il dispensatore primario il narcisista non riesce più a mistificare e deborda.
perfetta! ma come posso “condividerla”? o farne poster? o tatuarmela?
ma perché se scrivo un commento io (quello qui sopra) sembra l’abbia scritto makkox? ben ero io invece
laura