Una settimana di parole mangiate. E rimangiate

la settimana corta—Anche se a Porta a Porta aveva detto il contrario, Filippo La Mantia, cuoco amato dalle grandi famiglie romane, non assume il romeno Karol Racz ingiustamente accusato di stupro nel parco della Caffarella. Abbiamo chiesto: giusto o sbagliato?
—Sdoganato da Michelle O. l’orto è ufficialmente radical-chic.
—Un giornalista gastronomico descrive su Facebook il menu del congresso PDL: “Firmato dallo chef Vito Donnaloia rappresenta tutta la Penisola. Scaglie di parmigiano e galatine di faraona…”. Il commento di un suo amico: “Conosco uno dei cuochi. Qualcuno di voi s’è gustato il suo catarro (ha promesso di sputare il più possibile). Piccole soddisfazioni.”
—La nostra corrente FdR (femmina di rierimento) nella sordida sex tape dell’hamburger.
—Battaglie culturali | Via l’olio dalla cacio e pepe.
—Dove mangiano i ricchi e famosi: Belen Rodriguez.
—Il nome del rosé | Vogliono ottenere il vino rosé mescolando rosso e bianco. Che fin’ora s’era visto solo in certe osterie da avanspettacolo.
—Striscia, raccogliendo il nostro invito, ha rivolto (male) le domande che Fabio Fazio non ha fatto a Ferran Adrià, il cuoco più famoso del mondo.
—Il New York Times ha aperto la discussione sulle migliori trattorie romane: I due ciccioni; Hostaria Romana; Osteria Qui se magna; Pigneto 41; Felice al Testaccio (”la migliore”).
—Lost in Vinitaly: una guida per l’uso. Come sopravvivere alla terrificante settimana del vino.

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