The Classifica 56 – All’uscita dell’Aurelia c’è…Casalotti Bocceaaaaaa!!

Temo che per capire l’Italia ma soprattutto gli italiani di 50-60 anni, si debba capire Antonello Venditti. Cantautore mirabile, paraculo inarrivabile.

Io invero sono troppo lumbard (seeh, lo so, il cognome sardo eccetera. E invece no, tra un po’ vengo a farvi le ronde sotto casa) per avere reale dimestichezza col termine “paraculo”. Non sono il solo: una persona a nome PrettyAngelEmo ha chiesto delucidazioni a yahoo answers, nobile istituzione. Tra le risposte, quelle del dizionario De Mauro-Paravia: 1) s.m., chi è abile nel fare il proprio interesse, senza darlo a vedere; 2) s.m. volg., omosessuale maschio passivo; 3) agg. di comportamento, atteggiamento malizioso e opportunista. Non sono convintissimo dalle opzioni, soprattutto dalla 2). Non per Poviaggine (Povitudine? Poviertà?): è che non capisco perché si siano sentiti in dovere di specificare “volg.”, come se usandolo nelle altre due modalità diventasse finissimo linguaggiare da adottarsi con la regina Elisabetta. E credo che nemmeno la 3) si avvicini ad Antonello Venditti, più alta nuova entrata nella classifica Fimi, al n.2 dietro Tiziano Ferro, che risalendo ricaccia Nek al n.4 (superato anche da Laura Pausini, ora al terzo posto). Perché credo che Venditti, come la maggior parte degli italiani non sia paraculo per malizia. Gli viene proprio dal Cuore (titolo paraculo di un suo album).

Venditti l’8 marzo compie 60 anni. Toh, ma è il giorno della festa delle donne. E allora perché non pubblicare paraculescamente una raccolta intitolata Le Donne, però facendola uscire paraculescamente per San Valentino? Tanto più che dopo Notte prima degli esami, Ricordati di me e Questa notte ancora nostra è il primatista dei film cuoriciosi, roba che Claudio Baglioni ce se magna er fegato (Francesco De Gregori lo fece a suo tempo, prima semidistruggendo un teatro dove Venditti a colpi di Roma capoccia lo stava eclissando, poi dedicandogli sprezzante Pianobar). Magari Muccino o Brizzi capiscono che è finalmente il momento di mettere mano a Ci vorrebbe un amico se non al grande affresco, Sotto il segno dei Pesci (…ma anche Peppino Peppinooooh figlio dell’amore come sceneggiatura si scriverebbe da sé).

Io non so quanti come il sottoscritto abbiano resistito contro ogni evidenza, continuando ad adorare Antonè dopo tutte le sue canzoni scolastiche, manco fosse il figlio di una professoressa, e dopo tutte le sue canzoni che sembravano copiate da canzoni di Venditti, e dopo tutte le sue canzoni su a’ Maggica Roma, e dopo l’indimenticabile bagno di ridicolo di Prendilo tu questo frutto amaro (“E’ una questione politica, ‘na grande presa per culo”), e non tanto per come riprendeva Bitter Fruit di Little Steven, ma per come, già che c’era, ci buttava dentro gli incongruissimi Bee Gees di You should be dancing. Eppure io ritengo Venditti un uomo emblematico, ben più affascinante de quer filme, a’ Meglio gggioventù. Già questa raccolta mostra che se vi foste fidanzate con Venditti trent’anni fa, vi avrebbe mormorato che sareste diventate una stupida e lurida donna borghese, ma lui avrebbe egualmente avuto Una stupida e lurida storia d’amore con voi. Oggi vi direbbe “Che tesoro che sei: quando fai tardi dici ‘Scusa sono in mezzo al traffico, mi aspetterai?”

Figlio delle istituzioni (un viceprefetto e una professoressa), vive tutte le lacerazioni laceranti: da ragazzo è paraculescamente in Ungheria per un gemellaggio tra federazioni comuniste giovanili, per A Cristo è condannato per vilipendio alla religione, poi canta paraculescamente la morte per eroina (Lilly) e Seveso, poi infama chi tradisce il movimento andando a lavorare in banca (Compagno di scuola, compagno di gnente!) poi capisce in anticipo la crisi del Pci e ne è lacerato (vedi il brano Modena, ispirato da una cruciale Festa dell’Unità), cornifica Simona Izzo (“L’ha fatto per distrarsi e la donna in questione era pure brutta”, dice lei, che passa a Maurizio Costanzo e poi a Ricky Tognazzi. Intenditrice). Quindi capisce per primissimo gli anni 80, perché tutto quello che voleva – pensava – era solamente amore. Sicché, meritando un’altra vita se la prende, interpretando il riflusso, paraculeggiando tra Grazie Roma e i filmucci di Verdone. Ma non solo: capisce per primissimo anche gli anni 90 e sprizza paraculeria in In questo mondo di ladri e Dolce Enrico (Berlinguer). E completa il cerchio in questo decennio, quando accusa i Comunisti al sole di avere la Volvo e invidiare Briatore. Voi capite che non si può fare questo senza una sorta di integrità, senza un bispensiero orwelliano, la capacità di credere con tutto il Cuore in un’idea e poi nel suo opposto, l’attitudine a cambiare perché niente cambi, con l’adesione incondizionata al grande alibi tricolore: “Solo i cretini non cambiano mai idea”. E chi più italiano di uno che a 60 anni si guarda indietro e in verità vi dice: “Sono Antonello e in verità vi dico, non è importante credere a quello che credi”. A sentenziare al suo fianco, proprio in questa Io e mio fratello, il felicemente ritrovato Francesco De Gregori. ‘Na grande presa per culo? Calcolo? Invece no, la paraculenschauung è parte di noi, forse è solo questione di tempo e di tempi, e alla fine si trovano buoni i frutti amari e si va a lavorare in banca che non è una tragedia, perché insomma in fin dei conti, Che fantastica storia è la vita. E lo credo davvero!

E contemporaneamente, no.

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21 Comments

  1. Sono stato a un suo concerto a Torino, tempo fa, in cui il Divo Nello parlava e parlava, e parlava, e parlava. E non io miscredente, ma alcuni romani vendittianissimi con bandane vendittesche si guardavano e dicevano: “ma che sta a ddì?”. Comunque, “Mio padre ha un buco in gola” è un gran pezzo, anche se a una certa strofa non capisco più di cosa parla, quando attacca che lui era in Germania.

  2. tanta voce per non aver gnente da dire

    comunque, è tutto scritto nel suo soma: quei lineamenti tondi e bombati come un frigo del 1960, sfuggenti e inafferrabili, la fronte scappa, il mento se ne va, gli zigomi inafferrabili. La faccia di uno che non si piazza da nessuna parte.

    Una voce nel deserto, e il deserto è lui

  3. Questa è la cosa più bella letta ultimamente in questo blog. Sottoscrivo ogni parola, ogni virgola. Peccato che ad ogni titolo citato mi risuoni in mente la sua voce belante, da brivido (de teròre e de paura)
    Complimenti, a partire da oggi “paraculeschauung” entra di diritto nel mio vocabolario personale!

    @piti: La faccia di uno che non si piazza da nessuna parte, vero. E che cerca, quindi, di piazzarsi un po’ ovunque.
    Saluti.

  4. uffa arrivo sotto lo spam..
    Autore, tu quoque?
    su “prendilo tu questo frutto amaro” non saprei se fosse più paraculo lui a tradurla e commistiarla con i bee gees o stefanino – Little Steven – a prestarsi nel video con un bandanone anticipatore di fosche tendenze tardo giovanili, o presenili.

    ancora: non conosco abbastanza bene la discografia del vate der testaccio, ma nell’ultimo paraculissimo album su DUE cd, quanti inediti ci sono? ho la netta sensazione che sia da un bel pezzo che il nostro fa due pezzi nuovi e sei da antologia, o mi sbaglio? e se non mi sbaglio, non è paraculaggine allo stato puro?

    per finire: Madeddu candidati a lìder del PD, che finalmente ci sarebbe qualcuno capace di decifrare la realtà o comunque di proporre un inno più bello! :D

  5. “bomba o non bomba” è talmente arguto da fargli meritare il mio credito illimitato a prescindere.La dolorosa mancanza di ispirazione degli ultimi tempi colpisce pure molti atri esimi colleghi senza che nessuno gliene chieda conto.Per non andare lontano tu ad esempio sei uno dei pochi che descrivono l’odierno Battiato in modalità verace senza reverenziali timori(non hai ancora speso una parola sul obbrobio del festival di sanremo eppure non disperiamo)

  6. d’accordo con il giudizio storico, ma occorre relativizzare al panorama circostante. L’atroce parabolica di Baglioni, come la vogliamo definire ? Anche lui non ha potuto fare a meno del musicarello, solo che lo ha fatto al cubo ! http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56657 Almeno Venditti non si e’ fatto finanziare un megaconcerto da 600mila euro da berlusconi a Lampedusa a favore degli immigrati (!) …

  7. Carta Povia Da Vinci primi a Sanremo….
    Ferro Venditti Pausini primi in classifica…
    Certo che se fossi straniera non avrei dubbi su quanto gli italiani sono proiettati nel futuro.

  8. Sono accartocciato dal piacere! epperò: Antonello è così paraculo che rimarrà contento da questa nostra sfogata collettiva. In realtà, per il danno procurato al gusto medio popolare italiano andrebbe rieducato imponendogli l’ascolto prolungato e coatto di tutta la discografia di Flavio Giurato.

  9. Ripensandoci il concetto di paraculenschaung dovrebbe essere allocato a Roma e dintorni.
    Ma allora come si spiega Biagio da Rozzano?

  10. anche ad Arcore non scherazano con la paraculenschaung

    prova ne sia il suo cittadino più illustre, che ieri si è fatto bello annunciando che daremo 100 milioni per i palestinesi, peccato che già nel 2003 lo stesso personaggio gliene avesse promessi 5 miliardi (50 volte tanti) che ovviamente non hanno mai visto e che già tutti hanno dimenticato, forse perchè già allora a questo maestro della paraculenschaung non credeva nessuno

  11. @Millebolle: una volta di più si conferma vera la celebre espressione che recita: “La seconda che hai detto”.

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