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C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.

Cristiano Valli

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Shining Bar

di Makkox

15 set 2008

  • Categorie: Satira, Strips Tags: makkox, omicidio Abdoul Guiebre

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    45 commenti per "Shining Bar"

    1. Wittgenstein settembre 15th, 2008 alle 20:18 1

      links from Technorati

    2. gravita' zero settembre 15th, 2008 alle 21:29 2

      links from TechnoratiMakkox suMacchianera.

    3. cinqueparole settembre 15th, 2008 alle 21:35 3

      Erano “dolci abbracci” Mulino bianco?

    4. Makkox settembre 15th, 2008 alle 21:42 4

      magari era l’ultimo pacco. la gente ammazza per l’ultimo pacco.

      a parte gli scherzi, per assurdo a me fa più paura pensare che quel ragazzo sia morto per i biscotti che per il colore della pelle.

    5. Marco Careddu settembre 15th, 2008 alle 21:43 5

      Biscotti Lazzaroni.
      Cazz. esistono davvero.

    6. chiara settembre 15th, 2008 alle 22:02 6

      ma infatti mi chiedo: ora che succede, è tranquilla perché aveva rubato, niente di che?
      a me uno che esce dal negozio con una spranga perchè ha cioccato uno a rubare, mi spaventa molto.

    7. chiara settembre 15th, 2008 alle 22:03 7

      altra storia se s’era rubato le gocciole, lì mi sarei inalberata pure io, che cazzo.

    8. Uvo settembre 15th, 2008 alle 22:04 8

      A parer mio, siamo sotto stress. Si può anche evitare di parlare del caso di ieri, dei biscotti o dei neri (italiani. E penso sempre a quell’imbecille che disse ad una rom ‘tornatene nel tuo paese!’ e quella disse ’so’ pugliese…’), ma resta che c’è una cazzo di tensione che si taglia col coltello, per strada vedi la gente che non è rilassata e ogni cristoddio di motivo è buono per far esplodere il finimondo (e mi viene in mente sabato in tram, a milano, quando una donna e un distinto signore hanno litigato fino a chiamarsi ‘puttana’ e ‘coglione’ solo perchè l’uomo sfogliando il giornale le ha sfiorato il collo). Adesso con la storia che la destra ha pompato sul tema sicurezza-clandestini-pericolo-a casa-rom-stranieri ecc.ecc. la gente sembra avere, per foza di cose, assorbito e fatta propria ’st’ostilità bilaterale, magari senza rendersene conto, e poi tutto si è tramutato in una grossissima profezia che s’autoadempie.
      E il risultato è questo: con i nervi a fior di pelle, se uno ti fotte un pacco di biscotti (o ti prende per il culo o cosa) tu non chiami i carabinieri: gli sfondi la testa.

    9. Luigi settembre 15th, 2008 alle 22:26 9

      Ehhhhhh…per puro calcolo politico, hanno liberato dalla gabbia la tigre della paura….mò col **** che ce la rimetti dentro!
      Ma la domanda é: se nulla cambierà (come nulla cambierà) sul fronte della sicurezza, nel concreto e nella percezione, cosa impedirà all’apprendista stregone di turno di inventarsi un movimento d’ordine? Magari è già in qualche birreria a Bergamo (scelta solo per assonanza con Monaco)…

    10. Makkox settembre 15th, 2008 alle 22:41 10

      la bellezza del tutto, è che quando le cose non miglioreranno (roba che mi ricorda sia 1984, sia Fatherland) non sarà perché ci si è inventati un nemico addossandogli tutte le responsabilità delle nostre miserie, ma sarà perchè non si fa abbastanza per contrastare sto nemico.

      La nostra idea del reale non è cognizione ma percezione, ed i nostri canali percettivi son sempre più i mass media, non occhi e orecchie aperti fuori dai balconi.

      bah, pluralità e capillarità di internet è una piccola salvezza per me.

    11. Uvo settembre 15th, 2008 alle 22:42 11

      Difatti, come dice Luigi, adesso c’è da pensare solo ad una cosa: visto che non si risolverà mai niente (ecco quanto vale la propaganda, cari votanti di Alemanno e Lega) sia per ciò che concerne il percepito (aspetto a mio avviso preponderante) che il reale (aspetto più marginale e basti pensare che le migrazioni, esistenti da quando il mondo è mondo a differenza di quanto creda chi vota per i borghezi e pe’i gentilini, adesso c’è solo da immaginare quali inziative possano prendere i piccoli uomini che si son fatti abbindolare ed educare all’odio e alla paura da chi, per un 8%, venderebbe il culo di sua mamma. Che poi sono i figli di quelli che venivano picchiati a morte in Svizzera, qualche decennio fa, solo perchè stranieri (perchè anche un veneto può essere straniero!!!) e vivevano nei box di alluminio di Zurigo, senza cesso nè riscaldamenti. O i nipoti di quelli che riempiono le pagine degli elenchi telefonici di Buenos Aires e USA. Perchè poi noi italiani siamo quelli che abbiamo esportato l’organizzazione mafiosa lì. E quelli ancora ci ringraziano. E degli USA si può (si deve) dire tutto, ma non che non siano riusciti ad integrare gli stranieri. Cosa che a noi, evidentemente, non riesce.

    12. Filippo Facci settembre 15th, 2008 alle 23:20 12

      il razzismo di cui si fantastica finirà quando i giornalisti scriveranno che hanno ammazzato un uomo anzichè un nero.

    13. Poldo settembre 15th, 2008 alle 23:59 13

      Scusate,un ragazzo è morto per un pacco di biscotti?
      Secondo la questura di Milano No.
      La verità è che si esclude la matrice razziale del gesto.
      Varie versioni sono uscite dalla bocca dei due aggressori.
      La prima e che i ragazzi avessero rubato l’incasso che era sul bancone,non essendo creduti dagli inquirenti, di aver rubato un pacco di biscotti, nel pomeriggio il questore di Milano intervistato da Popolare Network afferma che gli agenti questi biscotti non li abbiano trovati.Sempre il questore ricostruisce i fatti.Sarebbe nato un diverbio verbale,dopo di che,una volta inseguito, il ragazzo sarebbe caduto mentre scappava e colpito quando si trovava a terra.
      Domani davanti al Gup avranno modo di cambiare versione dei fatti.
      La vita di un ragazzo vale un pugno di dolci?

    14. Uvo settembre 16th, 2008 alle 00:06 14

      No, Poldo, non vale un pacco di biscotti (qualora fosse quello il casus belli) nè un incasso nè niente. E questo lo diciamo all’unanimità.
      Il punto non credo sia per cosa è stato ucciso ’sto povero ragazzo, il punto è che l’abbiano ucciso e io stesso mi improvvisavo sociologo e indagavo sulle cause di un clima tesissimo che non ho difficoltà ad avvertire (e credo neanche tu, soprattutto se vivi in città). Le domande da porci dovrebbe essere: chi ha creato l’esasperazione nella gente? Chi ci propina statistiche faziosette? E perchè? E ora, dato che siamo in un punto di non ritorno, si può porre rimedio alla situazione e se no, che cazzo di fine facciamo?

    15. E mica so’ una bestia ( Violenza ) - Il blog di Marcello Saponaro settembre 16th, 2008 alle 00:20 15

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    16. Virginia settembre 16th, 2008 alle 01:05 16

      Cronaca a caso: “IMPERIA - Un bambino di nove anni, rimasto momentaneamente solo nel negozio di tessuti della nonna, e’ stato minacciato di morte e rapinato stasera della borsetta della nonna, contenente circa 800 euro, da un italiano sulla quarantina che e’ poi fuggito in bicicletta.”
      Famoso vignettista: “C’era qualche nero o extra-comunitario? No. Manco un morto con spargimenti truculenti? No. E che cacchio di notizia è? Chi sta al governo di Imperia? Apperò, interessante… Quas quas ci sta una vigna. Si okkei, erano bianchi e italiani, ma vuoi mettere il link? Manco la CIA: Imperia-Scaiola-Alitalia. Emmagari il rapinatore ha votato al Nano oppure il pupo era nazista … Ma no va, tanto su ‘ste minchiate sulla sicurezza, che ci sono sempre state, ha vinto la destra e tutti c’hanno abboccato. No guarda, se non c’è in mezzo un nero, un extracomunitario o un leghista o un fascista, anche se a te t’hanno rapinato in casa o t’hanno violentato la sorella e non sai chi sono, non mi frega niente. Piuttosto, la polizzia, dove stava? E l’esercito? Spetta, magari non è vero niente. Neppure di casa tua e di tua sorella.
      Amico, la prossima volta avvertimi bene che ci faccio una vigna. Però dammi spunti. Tipo chessò, dove stai e chi hai votato e stai attento a chi era.”
      Altro caso caso: “Imbavagliata durante rapina, muore una novantenne.”
      Famoso vignettista: “eddai pure tu, stanno in Calabria, si sa come stanno lì, chemmi frega. Aspè, qual è il comune? No, robba piccola, numme sento inspirato. O me dici che era un malavitoso o un negro o un extra, osennò penna vecchia nun me scommodo.
      Regà, ho vinto un premio, a Vauro lo guardo dall’alto in basso. Sai che te dico? Mo’ passo all’Iracche”.

    17. Granturista settembre 16th, 2008 alle 01:52 17

      Considerando il giro di vite su fannulloni e assenteisti
      da parte del ministro Brunetta, suppongo si trattasse
      di un pacco di Krumiri.

    18. Luca De Biase settembre 16th, 2008 alle 07:10 18

      links from Technoratiancora una vergogna, per tutti. Il che è un bene. Sarebbe invece un male se i razzisti, dopo questo ennesimo episodio, si sentissero protetti in questa fase politica da chi nega che il problema esista. (Unaletturaalternativa).

    19. Gerico settembre 16th, 2008 alle 07:35 19

      Ma non sapete nemmeno come sono andate le cose e già siete lì a moralizzare come piccoli gesuiti genuflessi.
      Stiamo diventando un paese di ipocriti all’ennesima potenza, ma la cosa peggiore che possa capitare è che diventi moralista pure la satira. Cuore dove sei?

    20. Makkox settembre 16th, 2008 alle 08:15 20

      Gerico, amico mio.
      Le cose stanno che quello è morto per una sprangata in testa (morto-morto eh? non credo sia un’esagerazione dei giornali), che i proprietari del bar l’hanno sucutato per un furto di qualcosa (a detta loro, prima l’incasso e poi i biscottini)

      ” Ieri sera i due indagati avevano ammesso il pestaggio e si erano giustificati spiegando di essere stati derubati di alcune confezioni di biscotti e, credevano, anche di parte dell’incasso del loro bar.” (fonte Repubblica)

      che non hanno mica telefonato ai caramba, no, son partiti a vendicatore arnati di spranghe.
      E che poi nel litigio/aggressione/boh, ci scappa il morto.
      Ecco come stanno le cose.

      Quindi: furto di biscotti -> morto a sprangata in testa.

      Ti inviterei a farti un crodino allo Shining Bar per discuterne Gery, ma occhio a quando prendi i salatini sul bancone: chiedi per favore e mani alzate.

    21. Lupo settembre 16th, 2008 alle 08:42 21

      Ragazzi, facciamo un progetto insieme, facciamo qualcosa, questa storia deve finire, limitiamo cattiveria, ignoranza e violenza, facciamo qualcosa di creativo. cell. 340 1347898 lupo

    22. Giacomo Rizzo settembre 16th, 2008 alle 08:42 22

      links from Technorati

    23. Motivazioni « I Sogni Ferrosi settembre 16th, 2008 alle 08:46 23

      [...] Settembre 12008 di un cugino di Adamastor Da Macchianera.net La cosa più terribile è che continuano a ripetere che il razzismo non c’entra. E anche se [...]

    24. ArMyZ settembre 16th, 2008 alle 08:48 24

      lupo, meglio una mail. Il numero sparato così sà tanto di Aldo, Giovanni e Giacomo. Capisciamme’

    25. Poldo settembre 16th, 2008 alle 08:52 25

      Ricostruiamo i fatti per la seconda volta,I due,propietari di un baracchino di panini,hanno detto al gup che i ragazzi avrebbero rubato l’incasso lasciato su bancone del furgone-baracchino.500 o 1000 €, non ricordano.Sarebbero partiti gli insulti,anche uno “sporco negro”,ma non basta per la matrice razziale,e comunque non sarebbe premeditato,dato che il ragazzo,inseguito con il furgone e, una volta caduto,sarebbe stato sprangato con un colpo solo alla testa,con uno dei ferri che si usano per chiudere il baracchino.
      Era ovvio la vita umana non ha prezzo,quello che intendevo fare era far capire come i media deformino i fatti,lo stesso lo fanno i due aggressori.
      La mia non è un’analisi sociologica.
      Avete mai lavorato con chi lavora di notte?
      La droga si spreca!
      Sapete quanta coca gira per Milano?
      1+1=2
      Spero di sbagliarmi.
      Anzi me lo auguro.

    26. Polly Chino settembre 16th, 2008 alle 09:26 26

      Ma solo io credo che il commento di Virginia sia fuori luogo (anche solo trovarci un significato è un’impresa titanica)? Vabbè, andiamo oltre…

    27. matilde settembre 16th, 2008 alle 09:33 27

      Anche quello di Poldo, che caspita centra la cocaina??

    28. a settembre 16th, 2008 alle 09:38 28

      Ieri a Torino, dopo una banale litigata, hanno dato fuoco ad un uomo di razza italica.
      Non era di colore, tanto per dire.
      In questo caso, cazzi suoi.

    29. Makkox settembre 16th, 2008 alle 09:49 29

      hahaha, non avevo letto il commento di virginia!
      che dici sorè, ma ce l’hai commè? (ho la coda di paglia?)
      vabè, ce sta, m’hai fatto ride e rosicà perchè sei simpatica ma fai un errore di fondo.

      Te la spiego che vedo che, come molti, non ci arrivi.
      La satira (o l’ironia) non è “cronaca”.
      La satira mette il dito lì dove si verifica un’ipocrisia, una bugia venduta per verità, una coltellata spacciata per salvifico intervento di chirurgia.
      La satira vuole smascherare (poi lascia stare che ci riesca o meno, o che colga nel giusto).
      Che satira puoi mai eleggere nei confronti di fatti e persone i cui ruoli son definiti e non ambigui, non scientemente ingannevoli?
      Un ragioniere pedofilo che s’incula un ragazzino è cronaca, ed è cronaca drammatica e scioccante.
      Ma un prete, che grazie al suo ruolo, commette la stessa schifezza, è degno si satira.
      Idem se si trattasse di un maestro di scuola.
      Perché il loro ruolo “pubblico” sarebbe, in definitiva, quello di proteggere i minori.
      Il bambino rapinato di cui parli tu, è cronaca. Che cazzo di satira ci vuoi fare? Il rapinatore mica gli ha estorto i soldi chiedendo un’offerta per la parrocchia.
      Non c’è ambiguità, non c’è nulla da smascherare.
      E’ un dramma, grave. Cronaca dolorosa su cui riflettere.
      Non serve satira.
      Altro è quando la rapina te la fanno mettendoti sul groppone un miliardo e passa di debiti dell’alitalia, per poi far dire a Silvio: l’ho salvata IO!
      Allora sì che questo smuove la satira. (purtroppo solo quella).

      Baci, mak

    30. Polly Chino settembre 16th, 2008 alle 10:15 30

      Commenti come quello di A mi fanno prendere in seria considerazione l’utilizzo di antidepressivi.

    31. Davide settembre 16th, 2008 alle 10:21 31

      ~OT~
      @Facci
      il razzismo di cui si fantastica finirà quando i giornalisti scriveranno che hanno ammazzato un uomo anzichè un nero

      O quando le vignette che rappresentano dei bruti e degli incivili non parleranno con un lieve accento romano

    32. Fiandri settembre 16th, 2008 alle 10:31 32

      Soppa Davide, hai proprio ragione. E visto che sono mancino chiedo che venga abolita l’espressione “ambiente sinistro”, e anche “tiro mancino”, che hanno una evidente connotazione negativa.

    33. balthazar settembre 16th, 2008 alle 11:03 33

      la colpa è di chi dà le notizie….
      è morto ammazzato un uomo.
      Colore passaporto e altro non c’entra nulla
      Meglio un ladro o un assassino?

    34. mazzetta settembre 16th, 2008 alle 11:13 34

      “Il razzismo di cui si fantastica”:

      “Sono razzista al 100%, mi ci hanno fatto diventare il razzismo l’ho dovuto subire io quando sono arrivata ragazzina dalla Puglia…”. “Ma noi venivamo qui per lavorare, non per rubare e stuprare”.

      Questa è la madre e moglie degli assassini, qualcuno ha ancora dubbi sulla matrice razzista dell’omicidio?

    35. Virginia settembre 16th, 2008 alle 11:23 35

      Makkox, non ce l’ho con te né penso che tu abbia la coda di paglia.
      Non preoccuparti, ci sono arrivata. Era solo noia verso un certo tipo di prevedibilità (o provincialità?) dei temi che scegliete, anche se con stili diversi. Ma soprattutto verso i commenti che seguono.
      “La satira vuole smascherare (poi lascia stare che ci riesca o meno, o che colga nel giusto)”. Va bene.

      Polly Chino, direi che sia evidente che per te qualsiasi cosa risulti titanica.

    36. Polly Chino settembre 16th, 2008 alle 11:35 36

      Sì. Anche non vomitare quando leggo i tuoi commenti.

    37. a settembre 16th, 2008 alle 11:58 37

      Polly Chino, non ti crucciare.
      Per mettermi al livello di queste vignette, ho dovuto assumere una doppia dose di antidepressivo.

    38. spad settembre 16th, 2008 alle 12:09 38

      ma.. è successo qui a Milano, no?
      avrebbe dovuto dire “su minga un pirla”..

    39. lele settembre 16th, 2008 alle 12:22 39

      Virginia vuole solo dire che se un mafioso controlla una certa area sicuramente avra’ affari coi politici che vogliono garantirsi i suoi voti, per contro un piccolo mafioso seppur rispettabile nel suo onorato lavoro non sara mai preso in considerazione per baci e caffe.

    40. riccarù settembre 16th, 2008 alle 12:51 40

      4+6=10

      I commenti che condivido in pieno.

      Il razzismo è nelle nostre teste più di quanto siamo portati a credere: è nelle categorie con cui inquadriamo le persone. Finché non saremo tutti considerati solo uomini (inteso come homo s.), come dice Facci, non ne saremo liberi.
      Dico questo anche per quel falso contro-razzismo che spesso si intuisce nelle parole, retoriche, espresse da persone che si professano anti-razziste; per esempio l’attribuzione di un dialetto all’assassino nella vignetta.

      Perché non hanno chiamato i carabinieri? dico la mia:
      una volta ero in macchina, un drogato (lo era) mi ruppe un vetro, mi chiese 1.000 lire. Io accesi la macchina e scappai. Feci denuncia ai carabinieri, che mi risposero: “dovevi tornare indietro e metterlo sotto, e poi si aggiustava noi, che altrimenti non gli si fa niente”.

      Che dite, alla prossima seguo il consiglio?

    41. Makkox settembre 16th, 2008 alle 13:21 41

      uah!
      ma io lo faccio parlar leggermente romanesco perché mi fa gioco (assieme al disegno) per sottolineare l’estrazione popolare del personaggio, la grettezza. Poi, uso il romanesco perché lo conosco meglio.
      Non è necessaria la ricerca di realismo a tutti i costi (e poteva succede ovunque, sentammè).

      Un po’ come far parlare un nobile con la evve moscia, capì? Son caratterizzazioni, maschere popolari, non son mica razzista coi romani. Ma m’hai sentito ammè? E allora figùrete…

      @virginia
      grazie per avermi risposto.
      forse son partito in quarta.
      Devo dire che in effetti una vigna su come molti disegnatori satirici aprano Repubblica.it la mattina e “cerchino” la battuta della giornata, dovrei farla.
      (compreso me eh?)
      pace fatta spero :)

    42. Granturista settembre 16th, 2008 alle 14:57 42

      Erano un pacco di Ringo!
      Ringo people.. uouoooh.. bringin’ spranga together…

    43. Mattia settembre 16th, 2008 alle 19:22 43

      il detto dice: “…non rubare in casa di ladri”

    44. Uvo settembre 16th, 2008 alle 19:28 44

      Di là c’è uno stomachevole susseguirsi di commenti stomachevoli, per lo più a firma della stessa autrice del post. La sagra della miseria.
      Tutto questo mentre il premier dice che se salta tutto è colpa dei sindacati e Fantozzi dice che i soldi stanno finendo. Non sarà mica una minaccia, cioè che glieli dobbiamo dare di nuovo noi ’sti cazzo di soldi per Alitalia che a me mi frega un cazzo di Alitalia che volo Ryanair?

    45. Makkox settembre 16th, 2008 alle 22:39 45

      non è che i soldi glieli dovremo dare per pagare i debiti, JE L’AMO GIA DATI! 300 MILIONI DI “PRESTITO”.
      Facce da culo bastardi, prestito ponte l’anno chiamato.
      ARIDATEMELI SE ERA UN PRESTITO, NON CHE ME FATE PAGA’ IL RESTO!!!

      uff…
      mi faccio una camomilla mi sa :)

    46. Carnevale settembre 17th, 2008 alle 07:50 46

      La satira vuole smascherare…

      Ma che vuoi smascherare con queste vignetuccole da accademia. Certo lo faceva la satira vera (oggi defunta) non certo questa satiretta autocompiacente che cerca solo qualche briciola di consenso per potere continuare a credere di esistere.
      Chi fa satira qui è più preoccupato del target che di fare satira, è più concentrato su sè stesso e sul suo misero orticello che su ciò che disegna. Altro che satira, queste sono barzellette da bollettino parrocchiale.

    47. Makkox settembre 17th, 2008 alle 08:23 47

      @carnevale
      eh, ho detto qual’è l’intento della satira, non che io ci riesca.
      Ma tu sei quello che fa le copertine? Carnevale il disegnatore? Sei un grande disegnatore.
      Non sono sicuro sia tu perché non hai messo un link, un riferimento, un colgate…
      Vavè, se sei tu sappi che AMO come disegni (il che non cambia nulla eh?) le copertine di quello morto/vivo John Doe o quelle delli Vikinghi lì. Quello è fumetto, mica le cagate d’una volta.
      Se invece sei un cazzone qualsiasi come me, beh… grazie per avermi illustrato il tuo punto di vista.

    48. mazzetta settembre 17th, 2008 alle 10:14 48

      l’Ilare Facci: “il razzismo di cui si fantastica finirà quando i giornalisti scriveranno che hanno ammazzato un uomo anzichè un nero.”

      Ma anche quando quando smetteranno di comunicare solo i reati del nero o dello straniero pompandoli all’inverosimile

      Oppure quando smetteranno di pubblicare sboccate come quelle di Geminello Alvi sulla “Scuola virile” che sarebbe l’obiettivo della Gelmini

      …ma non sono robacce che fa il Giornale, casualmente datore di lavoro di Facci?

      azz… da che pulpito quindi…che ci sia una riverginazione in corso o è la solita ipocrisia?

      propenderei per la seconda, visto che il nostro usa il verbo fantasticare per negare una realtà fatta di razzismo quotidiano tangibile a chiunque, razzismo alimentato proprio dai compagni di merende del negazionista.

    49. Daniele settembre 17th, 2008 alle 13:47 49

      Ma quindi l’assassino è Gattuso?

      :PP

    50. Call me Ishmael settembre 18th, 2008 alle 10:17 50

      links from Technoratirimasto particolarmente emozionato, nemmeno in tenera età. Però poi succede che un ragazzo ruba un pacco di biscotti - chissà poi se davvero di quella marca - e barista padre e barista figlio lo lasciano per terra. Come ci fanno notarequi, forse ha davvero poco senso chiedersi se sia stato un delitto su base razzista. Che poi il bar si chiamasse Shining, non fa altro che aumentare il capogiro, lo scollamento ed il contemporaneo cortocircuito tra realt


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    • Un puro, mio padre. Non come me e noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (Filippo Facci, da Grazia) →
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