29 Comments

  1. che poi il bar si chiamava Shining.
    la tua è satira, ma la realtà ha un’ironia a volte insopportabile. oscena.

    cmq, come ti dicevo una sera, questa è l’avanguardia della valanga provocata da quelle scimmie urlatrici lassù, che credono di far solo chiasso.

    e noi s’organizza le summer school, dove ci guardiamo i filmetti ammerigani con scionpenn.

    è solo l’inizio.

  2. sai che è veramente osceno? Non raccogliere quell’ironia insopportabile della realtà. Non riconoscerla e non dargli il suo nome: oscena.
    Le scimmie urlano, epperò le scimmiette applaudono.
    E non sai (anzi lo sai) quanto mi stanno sui coglioni le scimmiette.
    La summer school: “NOI s’organizza”?…

    Ed è solo l’inizio.

  3. Scimmie urlatrici, deriva populista, l’inizio della fine. Da quindici anni pensieri fotocopia, una specie di eterno disco rotto. I risultati si vedono in parlamento. No hope.

  4. Caro Murmur, 15 anni fa era il glorioso 1993, e io facevo allegramente volontariato a Milano con bimbi peruviani che andavano a scuola senza permesso di soggiorno e senza nessuno che gli prendesse le impronte… poi in lombardia hanno cominciato a fare consigli comunali con improbabili maggioranze Lega/PDS, Formentini ha conquistato Milano e deportato con un raid dei vigili urbani quei bambini che non ho piu’ visto… insomma direi che non e’ proprio tutto uguale uguale no? Quello su cui si puo’ concordare con te e’ che non basta lamentarsi dei mostri che ci circondano se non guardiamo in faccia il mostro che abbiamo dentro… per scoprire che le spranghe in mano a quei tizi le abbiamo messe anche noi quando la Turca e il Napolitano facevano la legge sui CPT coi voti della sinistra spaventata dal lupo cattivo. In questo sta il carattere di novita’ di quello che accade: non c’e’ piu’ una sinistra progressista che tutela il popolo e una destra liberale che vuole difendere il diritto alla proprieta’ dei ricchi, qui abbiamo una destra che incula i ricchi per favorire i ricconi (vedi cordata alitalia e mediaset) e una sinistra che sa solo dire “non spranghiamoli, basta chiuderli nei CPT”. Non so quanti anni tu abbia, ma recuperare un po’ di cronache dell’epoca e di memoria storica non guasterebbe.

  5. Questo Biani è proprio un avvoltoio e dei peggiori, pronto a buttarsi sul cadavere fumante pur di sfruttare l’attimo. Tanto che importa? è satira (satira??) ebla e bla e bla e bla. Fai proprio schifo.

  6. Mi piace quando il populismo diventa articolo da cancelleria. Lo si appiccica un pò dove si vuole, tanto poi si stacca da solo.
    P.s. Anche oggi in quella ridente regione che è la Basilicata, è uscito l’inserto di Satira del quotidiano omonimo. Tre pagine dove è stato perpretato il furto con destrezza anche all’autore di questo post ed un’altro che bazzica da queste parti.

  7. Minchia, che estimatore. D’altronde uno che ha il nick ispirato da una cosa che sta nella DEPRESSIONE del MAR MORTO circondato dal deserto di GIUDA e ricorda una STRAGE che può dire ? mica famose un’altra birra.

  8. bah!,
    secondo me basterebbe, molto semplicemente, ritornare ad un concetto di legalità, che poi dovrebbe essere uno dei principi fondanti della politica progressista. Questo significa chiamare le cose col loro nome: clandestini, ladri, esuli, cittadini, assassini, razzisti, corrotti, incompetenti.

  9. ….pero’ stando a quello che dice il CorSera erano tre i ragazzi di colore, uno di loro armato di un bastone….. quindi nella rissa erano tre contro due , la vignetta del sig. Biani non rappresenta esattamente la realtà dei fatti .
    Stando alla vignetta sembra sia stato un attacco ìmpari di due “bianchi” contro un solo “negro” modello KKK , ma così non è stato. Era ìmpari al contrario semmai.
    Purtroppo c’è scappato il morto , cosa ne sappiamo noi se per i due proprietari del bar quella era stata l’ennesima angheria da parte di extracomunitari?
    Questo non giustifica il morto , ci mancherebbe!!
    Ma una qualche vignetta satirica al contrario mai??
    Ci sono tanti extracomunitari irregolari che vivono di espedienti e nel’illegalità……..
    Il sonno della ragione genera mostri , ma il sonno della legalità , del tenere in galera i farabutti e cacciare gli irregolari genera di sti eventi.

  10. Errata corrige.
    Nel mio post precedente facevo riferimento ad un furto con destrezza ad un autore del blog. Chiaramente era una battuta infelice che non corrisponde al vero. Mi scuso con le persone coinvolte .. non lo faccio più.

  11. dite che è solo l’inizio?
    che centinaia di ladri stanno per cadere sotto i colpi delle spranghe leghiste?
    oh my, che tragedia.
    emigro subito in spagna.

  12. Se non si vuole credere al fatto che una certa politica connotata puntualmente da certe affermazioni possa incitare a fatti di questo genere mi sta bene, anche io non ne sono del tutto convinta. Noto però che ha certamente spinto molte teste di cazzo a non vergognarsi più, come magari succedeva fino a 10 anni fa, del proprio misero e gretto razzismo.

  13. Massima solidarietà e rispetto a Biani e Makkox che sono gli unici due postatori di questi giorni che non hanno cercato né trovato un modo più o meno surrettizio di “appendersi” alla morte di D.F. Wallace per fare leggere il proprio post.

  14. Questo significa chiamare le cose col loro nome: clandestini, ladri, esuli, cittadini, assassini, razzisti, corrotti, incompetenti. Ma nessuno…finchè non è accusato … puo’ essere incolpato ingiustamente…

  15. spè, che si fa confusione su quanto volevo esprimere nel mio commento (e ben mi sta).

    Quel che intendevo è che non c’è l’abitudine, né la consapevolezza di chi ha un ruolo pubblico di peso, a valutare con prudenza i concetti che esprime (appunto) pubblicamente.
    Se si dice:”il problema sicurezza sono i ROM”, questo concetto (magari condivisibile per alcuni versi, cioè che c’è un problema) rotola lungo l’opinione pubblica, perdendo sfumature e caricandosi solo di rabbia e disagio, proprio come una valanga nasce da una palletta di neve. Alla fine si vedono le folle inferocite che appiccano il fuoco ai campi nomadi.

    Prescindendo dal fattaccio specifico, secondo me l’atmosfera è troppo carica, e proprio per st’elettricità nell’aria bisogna stare attenti a non usare toni che scatenino la tempesta.
    Non si tratta di tacere o d’usare retorica buonista, solo saggezza e misura.

    Poi, mauro avvoltoio c’è, ma solo perché ricalca di brutto e rubazza a destra e a manca… ma questo è n’altro discorso. Pover’omo invidioso.
    Ah, maurè, poi ti mando la foto del premio che hai lisciato e per il quale t’eri sbattuto come una pazza.
    (hehehehe)

  16. certo che per inseguire qualcuno alle 6 del mattino per bastonarlo ne devi avere di forze, ma cerebrali poche se non sei neanche capace di verificare il tuo incasso.

  17. una riflessione sciocca (e slegata dal fatto drammatico di Milano, almeno in spirito). Ma se, putacaso, uno litiga con una persona di colore per un fatto tipo quello di Milano, ossia un furto, e lo rincorre e poi lo raggiunge… cosa dovrebbe gridargli? (essendo il grido e l’insulto una manifestazione di ostilità che precede la messa in atto della violenza – o magari a volte la evita e tutto si risolve a offese e a qualcuno che chiama i vigili). Vediamo: tu hai di fronte uno il cui unico attributo visibile è il colore della pelle. Cosa “dovresti” gridargli? “Ehi tu, sporco varesino, ridammi subito quella roba”? Ma che ne sai che è di Varese? Oppure: “Brutto diciannovenne dei miei coglioni, ridammi i soldi?” E che ne sai di quanti anni ha? O forse dovresti gridargli “Ehi, maledetto essere umano di sesso maschile, ridammi subito i miei soldi o ti gonfio di botte?”. Con questo non voglio giustificare in minima parte l’accaduto di Milano. Mi interrogo solo su quanto di vero ci sia nell’accusa di razzismo puntata sulla frase “sporco negro”. Ben diverso sarebbe stato se i due sprangatori avessero preso una persona a caso, di colore, che passava per la via e l’avessero aggredito.

  18. Non è solo su una frase, è sul fatto che alle 6 del mattino hai voglia di pestare (con tuo figlio) a sangue un corpo riverso a terra immobile che non oppone alcun tipo di reazione. No perdonami Paolone, ma credo che l’incasso sia una scusa assurda, sapevano benissimo che quei tre negretti avevano rubato solo dei biscotti. Fosse stato un bianco io non ci credo che sarebbe andata così, non pigliamoci per il culo. Dell’insulto me ne frego.

  19. Caro Gerico, non arrivi a capire che la satira e’ proprio un avvoltoio che deve rimestare tra la schifezza e il putridume prodotti dall’uomo, ridendo della vita ma anche della morte, dei tabu’, del perbenismo, del papa e della morale bigotta al caviale che ti fa inorridire per un disegno ma poi ti fa comprare le canne finanziando la mafia perche’ non hai le palle di coltivartela in casa?

    E allora perche’ guardi il dito e non la luna che vuole indicare, e cioe’ un clima di violenza verbale e culturale dove ormai la gente si annoia se in televisione non c’e’ qualcuno che si manda sonoramente affanculo, e le civili tribune politiche anni 70 sembrano roba da vecchi rincoglioniti? E’ questa la valanga di cui parla Minkioxx, il pericolo di scivolare su quel piano inclinato su cui e’ scivolata la Jugoslavia perche’ qualcuno ha cominciatao a incazzarsi col prossimo su base etnica.

    Questa valanga di ignoranza e’ pronta a mangiarsi quel che resta della nostra intelligenza, come dimostra Paolone che non trova nulla di meglio di “sporco negro” per reagire con un epiteto ad uno scippo commesso da un uomo di colore.

    Paolone, ti do’ alcuni suggerimenti, ma tu non prenderla sul personale, gli insulti che seguono sono solo a scopo dimostrativo:

    “stronzo, vieni qua se hai il coraggio”

    “ma vaffanculo, molla quel cazzo di portafogli che e’ vuoto”

    “testa di cazzo vieni qui senno’ ti smonto”

    Oppure un piu’ classico e dignitoso “al ladro! Mi ha rubato il portafogli!” che rende anche meno imbarazzante la successiva stesura del verbale di fronte alle forze dell’ordine.

    In ogni caso grazie Paolone per averci aperto gli occhi sull’esistenza di una italia talmente abbrutita da non trovare alternative al linguaggio razzista per esprimere la propria incazzatura. Sono queste le cose con cui dobbiamo fare i conti per non far scatenare la valanga, e’ troppo tardi intervenire a cose fatte. Ora chiamo il mio figlio adolescente e gli faccio un corso di parolacce creative.

  20. Non hai capito, Alvise. In una situazione di quel tipo, tu vuoi OFFENDERLO IL PIU’ POSSIBILE. Dopo che hai rincorso uno, e magari andrà a finire che tu picchierai lui e/o lui picchierà te, ossia sei in uno stato di agitazione indubitabile…. a quel punto tu cerchi di insultarlo il più possibile. E qundi cercherai di dire la cosa che fa più male possibile. E’ piuttosto umano. Selvaggio, se vuoi, ma umano. E allora – in quelle situazioni estreme – è facile che ad un travestito si dica “brutto frocio”, ad uno con la cifosi “maledetto gobbo” e così via. Ma NON TANTO perché nella vita reale si è convinti che ci siano persone di categoria A e persone di categoria B. E’ solo perché in quel momento, a parole, vuoi fare TUTTO IL MALE POSSIBILE. (i due sprangatori non si sono fermati alle parole, tra l’altro). E per fare tutto il male possibile tu vai a dire la cosa che – istintivamente – sai già che ferirà di più l’altra persona. Non è questione di tue credenze o di tue convinzioni sulle razze. Ad un obeso urlerai “Ciccione bastardo” e così via. Solo perché sceglierai L’INSULTO CHE FA PIU’ MALE A QUELLA PERSONA IN QUEL MOMENTO. A me sembra un modo di vedere selvaggio e stolido quanto vuoi, ma abbastanza realistico. Davvero non ti sembra realistico?

  21. allora, io son d’accordo sia con alvise che con paolone.
    Penso che non sia stata un’aggressione razzista, nonostante gli sporco negro etc.
    Credo che però si sia evasa ogni inibizione perché c’è un clima che stinegrimmigratidimmerda cianno rottercazzo.
    Insomma, in altro clima io dico che finiva a schiaffoni. Invece qui non ci s’è trattenuti perché, diciamolo senza astio e faziosità, un po’ s’è calcata la mano (e la parola) da parte di chi è un opinion leader, dipingendo gli stranieri come origine di tutti i mali della società, e quindi dando il via libera all’animale che è in noi.

    altro discorso se l’aggressione ad un calabrese fosse partita da quel famoso bar di brugherio che ha esposto il cartello “vietato l’ingresso a cani e terroni”.
    Quello è razzismo, ma passa per folklore.
    :)

  22. Paolone, il tuo ragionamento sembra filare, ma portiamolo a estreme conseguenze: puo’ essere “normale” insultare una persona per le sue caratteristiche fisiche quando si e’ esasperati, ma allora sono “normali” anche l’istinto sessuale, la fame, i bisogni corporali.

    Quindi si puo’ CAPIRE che qualcuno tocchi le tette di tua sorella passando per strada se non tromba da otto anni, o se qualcun altro si mette a pisciare davanti al cancello di casa tua se proprio non ce la fa piu’ a tenerla, o se qualcuno ti ruba sotto il naso il panino che hai appena comprato, ma tutta questa “normalita’” e’ sufficiente a GIUSTIFICARE questi comportamenti?

    Oppure e’ vero il contrario, e cioe’ che e’ nell’interesse di tutti fare in modo che nella societa’ ci siano dei meccanismi che dicano “brutto cattivo” a chi non sa reprimere i suoi istinti, perche’ altrimenti avremmo le donne coi reggiseni blindati, le strade piene di escrementi, staremmo a insultarci tutto il giorno perche’ gobbi grassi o terroni, e non potremmo mangiare in pace un panino senza guardie del corpo?

    Tutto qui, qualcosa puo’ essere considerato normale considerando gli istinti umani, ma per me e’ utile che una societa’ renda alcuni atteggiamenti e comportamenti “anormali”, facendo prevalare la ragione e l’organizzazione collettiva sugli istinti individuali. Detto questo ora scusatemi, vado a pisciare in salotto sul divano che mi scappa e non arrivo fino al bagno, quel negro ciccione di mio cognato mi ha fatto bere sei litri di birra con la scusa del caldo, appena si gira lo corco di mazzate e mi mangio la sua peperonata.

  23. Alvise, te vojo bene, ma non fare esercizi di retorica ;)
    Ti sei concentrato sul termine “normale” eliminando la relazione con l’altro termine “esasperato”.

    Allora sì, se conservi quella relazione, può essere normale che se stai morendo di fame tu possa strappare un panino di mano a qualcuno, o se ti stai pisciando sotto, tu la faccia davanti il cancello di chiccessia.
    Sul toccare le tette andrei cauto, perchè se non scopi da 8 anni ormai l’unica cosa che ti arrapa è la tua mano.

    Cmq, non credo nessuno volesse giustificare i due assassini, ma solo evidenziare che più che razzisti erano inferociti come bestie. Chissà da cosa, dico io, visto che sto governo cià riportato il sorriso.
    :)

  24. Makke, makke.
    Io sono d’accordo con Alvise con una postilla.

    Il clima che è stato alimentato ad arte e che provoca quella china di cui sopra, aumenta i livelli “selvatici”, e il concetto di “reazione normale-esasperata” si sposta di una trentina di tacche verso homo homini lupus. In tutto ciò la “differenza” e le minoranze in genere si trovano sempre più a far da capro espiatorio. Ecco il Razzismo verso il differente, il debole, il povero, il clandestino, il disabile. A giro, o accumulando le caratteristiche dette, tocca a loro la rabbia selvatica per gli ultimi 3 biscotti (che poi si estrinseca variamente).

    Per questo disprezzo profondamente chi alimenta per calcolo politico, cavalca, tollera questo clima (a destra come in alcune realtà amministrate dal csx). Come basisco e mi incazzo con chi NON vede e si rassicura dando patenti di normalità, perché in malafede o perché ingenuo.

    Tollera st’utima cazzata Minkioxx: a te verrebbe da dire “sporco negro”, rincorrendo e sprangando a morte un africano che ti ha appena rubato il portafogli?

  25. Okkei Maalox, concentriamoci sui due termini: normale ed esasperato.

    Io sono contrario alla pena di morte, in condizioni normali, e prego che semmai un giorno mi uccidessero il cane, stuprassero la portinaia e sodomizzassero il canarino attorno a me ci sia qualcuno pronto a togliermi la pistola di mano al culmine dell’esasperazione, perche’ a freddo lo ringrazierei.

    Forse la civilta’ e’ proprio questo: quel “qualcuno” che nasce dalla somma delle parti migliori di un popolo pronto a toglierti la pistola di mano rimpiazzando la legge del taglione con la costituzione repubblicana. Sul momento ti fa incazzare perche’ limita la tua normale esasperatezza, ma poi ringrazi che ci sia, perche’ magari l’assassino sei tu che ti ritrovi tuo malgrado a vivere un incidente stradale dove qualcun altro ci lascia le penne, e sei ben contento che nessuno abbia il diritto di farti fuori.

    Ma accetto comunque l’esistenza di pensieri diversi dal mio, che considerano civilta’ quella che sostituisce la tua pistola con la siringa letale o la sedia elettrica del sistema. A me sembra la stessa roba con una spolverata di ipocrisia, ma de gustibus…

    La chiave di volta sta nella tua ultima riga: senza giustificarla, cerchiamo di capire la rabbia, e soprattutto da dove viene, perche’ per quanto possano essere stati buoni quei biscotti, temo che ci fosse dell’altro che covava sotto la cenere…

  26. Ma che bravi a fare sottili disquisizioni sulla pelle e sulla vita degli altri. E con quale sottile ironia come steste parlando di una bischerata qualunque. Non avete proprio niente di meglio da fare eh?

  27. “Tollera st’utima cazzata Minkioxx: a te verrebbe da dire “sporco negro”, rincorrendo e sprangando a morte un africano che ti ha appena rubato il portafogli?”

    Certo che no. Un sincero democratico di sinistra si limiterebbe a pensarlo.

  28. uhm, alla fine stamo a dì più o meno lo stesso: il terreno verso l’estremizzazione rabbiosa di qualsiasi risposta emotiva è stato messo (o s’è messo) in discesa, quindi una volta che parti in quella direzione, ti ritrovi al galoppo sfrenato.

    Mò, noi non siamo razzisti, non scherziamo. Intendo che non c’è una tale scuola di pensiero filosofica, negli italiani. Anche le vaccate sparate dalla lega sono più il ringhiare di chi HA verso chi NON HA, che una vera crociata etnica. Non che li giustifichi, anzi, li vedo come una massa di infocaputtane ignoranti e pericolosissimi, ma il razzismo è n’altra roba.
    Tutsi e hutu è materia di razzismo.
    KKK era razzismo ben strutturato all’interno della società (insegnato a scuola, in chiesa, esercitato dalle forze dell’ordine e dagli amministratori locali).
    Ma qui è solo che non ci si fa una ragione che stiamo diventando poveri. Ma POVERI di brutto. Tipo grecia, o portogallo. Che chi s’è mosso investendo sui cervelli e non sui culi, ci sta facendo economicamente a pezzi, e non si vede la luce. Anzi, i consumi di massa si son ridotti anche nell’ultimo settore bastione: gli alimentari.
    Quindi, a tutto questo non ci si sta, ci si gonfia di rabbia, e sta rabbia esplode appena ne ha occasione: quando si subisce una provocazione e in cabina elettorale (esprimendo non un voto ma un exvoto per il SALVATORE).

    Allo stesso modo in cui un fulmine s’aggancia al puntale del parafulmine, sta rabbia s’aggancia ai puntali che qualcuno, incoscientemente a mio avviso, ha levato verso il cielo: i rom, i maestri terroni, i negri che arrivano sui barconi, i rumeni.

    Qui il problema non è la sicurezza, il razzismo, ma l’insicurezza del futuro (e intendo il mese prossimo con “futuro”), la fame, le bollette, i soldi, i figli, la casa, l’affitto, il lavoro…

    E quelle teste di cazzo del PD son lì che si guardano i filmetti di scionpenn alla summer school.

    Veltroni deve andare a vivere nella casa che s’è comprato in quell’America che ama e scrivere libri sul galateo a tavola. E magari almeno l’ulcera mi passa.

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