20 Comments

  1. Ottima idea, Neri, quella di trasformare i tuoi twit in post (seconda solo a quella di aver invitato Rossella “Il nulla col flame intorno” Ninna a far parte della crew): sono testi ricchi e affascinanti che meritano indubbiamente una siffatta valorizzazione editoriale.

  2. Gianluca quando si scherza, anche pesante, si scherza. Ma l’ultimo reply di facci richiama all’ordine.
    Please.
    b

  3. Aggiungo che Facci ha cancellato un mio post.
    Il che determina un nuovo Please (io le regole le ho imparate da te – un outing è necessario in cambio di un Please -.)

  4. No, infatti, io non scherzo per niente.
    E le regole dei miei post le faccio io.

  5. Per le regole dei suoi post, Facci, le consiglio di andare sul classico: una bella scorta di assorbenti e ibruprofen.

    [La perculante allegoria che segue, scritta in risposta a una gratuita ingiuria, è stata cancellata dall’egotica Erinni qui sopra:

    ***
    Virginia: ‘A milano si sa, l’aria non è buona’

    Lol. Virginia, sei impagabile.

    Ah sì, dimenticavo, mi hai dato del cretino. Allora, per lavare l’onta di questa terribile offesa inflittami da un ectoplasma digitale che vive all’ombra dei commenti del famoso di turno, arrivando ad imitarne, da perfetta groupie, il complesso di superiorità e financo gli ingiuriosi modi di argomentare, farò così: t’immaginerò nel mezzo del traffico di Piazza Napoli, con l’indice e il medio destri inspiegabilmente ma indiscutibilmente ben piantati su per il culo, e il pollice e l’indice dell’altra mano a tapparti le nari, urlare “Ecopass!” a pieni polmoni (seppur con voce comprensibilmente nasale), senza che ciò abbia conseguenze percepibili sui livelli di PM10 :)
    ***

  6. Peccato che sia stato chiuso il post di Facci, avrei voluto dire la mia.
    Me misero, me tapino.
    Vabbè, sintetizzo e scrivo qui…!
    Concordo praticamente su tutta la linea.
    Sottolineo l’ipocrisia dei politici che pretendono un “gesto” qualsiasi dai nostri atleti…
    Gente che si fa il mazzo per una vita e che forse ha in questa l’unica chance olimpica?
    Dovreste farvi il bidet con le ortiche: VOI dovete fare i politici e loro gli sportivi. VOI sul piano internazionale dovevate fare in modo di non arrivare a queste olimpiadi e soprattutto in queste condizioni.
    Chiedere agli sportivi una reazione è meschino e troppo facile.
    vergogna

  7. Ero indeciso.

    All’inizio mi sono detto “mo mi parte un embolo”. Poi, ho riletto. E al “e vi vengo a beccare” ho avuto una convulsione. Era davvero tardi ma ho chiamato via talk un paio di amici e ho voluto condividere con loro le lacrime e le risate. Poi, ma solo all’ultimo, ho pensato alla frase finale che seguirà questo post.

    Questa mattina invece, guardando Sky e osservando l’intervento di “Lui” sui diritti umani in Cina, il “metodo”, nei miei strani pensieri, non so perchè, mi ha fatto pensare. Nessuna analogia, riflessioni sul “metodo”.

    “Lui” era in piedi davanti ai giornalisti, impavido, come se tutti fossero digiuni di storia americana degli ultimi 50’anni. “Lui”, l’uomo che come vice presidente aveva un signore che ha autorizzato la tortura, “Lui”il comandante in capo di un esercito che ha fotografato per gioco le sevizie perpetrate ai detenuti, “Lui” che ha autorizzato i rendition flights, “Lui” che ha autorizzato le navi prigione, “Lui” che ha autorizzato Guantanamo, “Lui” che ha mentito al mondo intero aggredendo con la mezogna un paese, “Lui”, il cui staff ammette apertamente che i servizi hanno pagato giornalisti e cronisti per raccontare delle menzogne, “Lui” che ancora oggi firma le esecuzioni capitali, “Lui” che approva leggi che gli consentono di sequestrare indiscriminatamente persone ai check-in degli aereoporti, italiani compresi, e trattenerle per settimane in carcere senza ragioni e senza dare spiegazioni, “Lui” che consente che i gli hammer facciano benzina con pochi centesimi ed è contro il protocollo di Kyoto, “Lui”, in conferenza stampa, parla di diritto. “Lui”, le cui azioni Amnesty International denuncia costantemente. “Lui”, che rappresenta uno stato, unico al mondo, che ha sganciato una bomba che ha fatto 300000 morti in Giappone dove ieri si ricordavano i 250000 malati che ancora oggi soffrono a causa di quell’evento. Contro di “Lui” nessuno ha pensato di manifestare anche solo durante una partita di basket.

    Tu scrivi un articolo, accusando qualcuno di non rispettare la democrazia, di non rispettare nulla a partire dalla libertà di espressione. Accusi uno Stato di spionaggio. Accusi di minacce fatte a chi prova a dissentire.

    Tu chiudi arbitrariamente i commenti, tu rivendichi un territorio, ovvero un blog, che non è tuo, tu cancelli ben due miei post, tu in barba alla legge apertamente insulti e minacci le persone dichiarando di poter risalire a chi scrive i post, tu ti vanti di averlo già fatto, sempre in barba alle leggi e addirittura di averla fatta pagare a “quei due” per quello che hanno scritto.

    Ora, se il tuo ultimo post non non lo avessi letto ascoltando “mio cugino” di Elio e Le Storie Tese, mi sarei confrontato con te volentieri sulla questione dei modelli sociali, su quanto ad esempio, non è sostenibile nel piano urbanistico esposto nel museo di architettura in nanjii lu a shanghai e di come questo modello però rappresenti comunque un modello ed una visione con la quale noi Europei, dobbiamo confrontarci proprio perchè privi di visione e di un unico modello. Qualsiasi esso sia.

    Ma purtroppo non è possibile perchè tu non lo rendi possibile. Facci, non ti improvvisare “hackaro”, non serve, il numero civico di via del Pigneto io te lo do anche platealmente, così mi vieni a trovare e mi spieghi, in modo che io lo possa raccontare per bene, cosa hai fatto a “quei due”. E poi ho ancora quella puntata di Report in cui fanno vedere chi è che sfrutta per davvero i cinesi stipati nei container a fare borse, in toscana, in Campania o nella civilissima padania.

    Citofonare ore pasti, please.

  8. p.s. avete visto il cielo sopra la muraglia cinese nelle foto di repubblica e corriere? Ecco. E’ denso e grigio. E’ lo stesso di Pechino. E’ lo stesso di quando ci sono stato e del quale ho qui le foto. Quello è il risultato del tasso di umidità, 98%. Il sole è coperto dalla nebbia, la temperatura supera i 45 gradi aterra. Intorno c’è una foresta. La grande per tutti e seimila i km è così, coperta da grigio. Che non è smog, è nebbia.

    Però, per non rischiare di finire “come quei due” sapete che vi dico? lo vedete? mammmamia che cielo sporco e pieno di smog”, mica è così il cielo sopra Milano o sopra Lungotevere.

  9. Appunti vari:

    Pruno è più che cretino. È un genio. Non solo sente il bisogno di postare link esteri per parlare di dove vive, perché qui non ci dicono niente, non si può parlare, c’internano. Anzi no. Siccome c’è l’esercito, ci fucilano. Che si sappia.
    Ma ha pure postato un commento fondamentale che m’ero persa, il 10. Di una tale profondità che neppure copiando dal top dei famosi di turno con vane aspirazioni da groupie.
    “Il Made in Italy sulla democrazia è come il Made in China sui vestiti.”
    Ci sarebbe voluto un interprete dantesco per spiegarci il significato di questo sublime parallelismo. È un peccato che sia stato censurato dall’Erinni. Tutto il mondo avrebbe aperto gli occhi. Come minimo su piazza Napoli. Che sta a uno sputo da casa mia. Ora mi toccherebbe cercare qualche link rigorosamente straniero per controbattergli. Perché io non so, non sono pienamente consapevole, sono confusa … coff … m’hanno plagiata … quella è nebbia, umidità … non è vero … coff …

    Quanto a quello dal nick autoesplicantesi, la sintesi dei suoi interventi è che, siccome lui a Pechino c’è stato e c’ha le foto, non è vero nulla. C’è solo un po’ di nebbia. Tutte balle. BENALTRI sono gli inquinamenti. BENALTRE le dittature. Da quelli che hanno sganciato l’atomica 60 anni fa, su su sino a qui, ove gli si impedisce di parlare di modelli sociali da prendere ad esempio.

    @FF: marco wong non è anonimo (# 87). I suoi argomenti sono discutibili, ma s’è espresso civilmente.

    Coff

  10. Una sera del 1999, ero a casa con i miei parenti. Quella sera, con me, c’era mia madre. Verso l’una mia madre venne da me e mi disse, con gli occhioni spalancati arricciando le rughe della fronte “ma non mi riaccompagni a casa? mi lasci da sola al buiobuione?”

    Quella sera nacque Buiobuione. Buiobuione nacque in rete quella sera stessa, un sito che in poco tempo fece, i numeri del 1999 erano diversi, due milioni e mezzo di visitatori unici. Venne dopo Bruzzi e dopo Clarence ma non molto tempo dopo Clarence. Poi. Poi Buiobuione ha fatto la fine di Granbaol, di Denti, di Escualotis e di tanti altri.

    Rimangono pezzi sparsi nella rete, buiobuione non aveva una casa. E per un bel pezzo continuerà a non averla.

    I cinesi non sono lo stato Cinese. Non ti posso assicurare che Pechino non sia inquinata ma posso assicurarti una cosa.

    Ho visto gente di settant’anni prepararsi anche nei paesini più piccoli e con enormi sforzi per questo evento. Ho visto gente spendere uno stipendio per comprare un registratore a cassette – ebbene si – per imparare l’inglese con dedizione e sforzo. Loro non immaginano neanche quanto male di loro si dica, non lo percepiscono neanche lontanamente e quei pochi che lo sanno non lo capiscono. Non capiscono che male ci abbiano mai fatto loro che, come noi negli anni cinquanta, in questo momento e per la prima volta iniziano a conoscere un minimo benessere, un minimo di libertà.

    Detto questo, se mi fai il riassunto pure di questo, perdono anche Facci e vado a dormire contento.

  11. Molto meglio Virginia. E visto l’impegno circense che hai messo nella risposta (ah, sì, siccome non siamo in studio da Santoro ma nei commenti agostani di un blogguccio qualsiasi, penso tu possa fare a meno del lui da imbonitrice e darmi tranquillamente del tu), e visto anche il casino logico-discorsivo che trasuda dalle tue parole, penso che meriti che ti si offra cristianamente una mano.

    I link stranieri. Si parlava di parallelismi sulla qualità dell’aria di Milano e Pechino, che tu, con siderale spocchia, bollavi come ridicoli. Il mondo giudica Pechino. Il mondo giudica Milano. Cogli il nesso, e il motivo retorico, dei link stranieri? Parallelismo, simmetria, analogia: hai presente? E cogli quanto la denuncia del regime berlusconiano di cui deliri sia solo il sintomo di quel cospiscuo covone di paglia in fiamme che ti trascini attaccato alle terga?
    (Inciso: per giudicare l’aria criminalmente fetente della città, non ho bisogno di link, mi bastano occhi e naso quando la attraverso quotidianamente in bici. E l’esempio di Piazza Napoli non è scelto a caso, visto che pur’io sto a uno sputo. Poi magari te sei uno di quegli alieni, così abbondanti in città, che vivono sigillati, prima in auto, poi al lavoro e poi in casa, anche a ferragosto, coi condizionatori a manetta, e che prezzolano un pericoloso extracomunitario, distraendolo effimeramente da omicidi e stupri, affinché raccolga il fantascientifico dito di densa e finissima polvere che si deposita ogni santo giorno sul terrazzino).

    Quanto al mio commento #10, che tiri fuori per motivi oscuri, ma sicuramente correlati o al maelstrom cognitivo che ti spiraleggia nel cervello o all’esercizio della disciplina non ancora olimpica di arrampicamento sugli specchi, è un’amara battuta. Da che mondo e mondo, non si spiegano le barze, ma nei casi particolarmente virulenti (di poca riuscita della battuta, o di stolidezza del ricevente) penso si possa fare un’eccezione: la battuta parla di import-export, e della qualità delle merci che ne sono oggetto.

  12. Dall’articolo che ci consigli di leggere.

    “Finché la maggioranza sta bene, le sofferenze di tante minoranze sembrano un prezzo accettabile”.

    E in cosa noi Europei, o se vuoi i nostri amici Americani, differiamo/differiscono dai Cinesi ?

    “Bisogna capire come emerge questa nuova generazione. Non sentono nessuna curiosità verso la storia. Hanno un vuoto di memoria storica eppure credono di poter capire il presente. E’ difficile avere una discussione razionale. Sono stati nutriti dall’informazione dei mass media di regime, sempre “positiva”.

    E in cosa noi Italiani, o se vuoi i nostri amici Americani, differiamo/differiscono dai Cinesi ?

    “Oggi al contrario la reazione iniziale è il disgusto verso l’Occidente, accusato di avere dei pregiudizi anti-cinesi, di essere invidioso del successo di Pechino.”

    E siamo proprio sicuri che non ci sia un frammento di verità in queste parole? che il PIL Europeo o meglio il debito Americano proprio con la Cina non giochi un ruolo nella necessità di stimolare un nostro giudizio negativo nei loro confronti?

    “Questo regime, all’interno della sua logica, ha realizzato il massimo che poteva. Da qui in poi sarà indispensabile accettare delle forme di democrazia. ”

    Un miliardo e trecentomila persone cambiano. Non 250 milioni, non 500 milioni. Un miliardo e trecentomila in un solo paese in cosi breve tempo. A noi non sono bastati cinquant’anni “Hanno un vuoto di memoria storica eppure credono di poter capire il presente”

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