The Classifica 24 – La gente s’incassa

Ok, il duce ha ottenuto l’impunità, la polizia può spaccarvi la testa se non gli garbate, le amanti del capo diventano ministro – ma ammetterete che rispetto al primo fascismo, va molto meglio, no? Ci vestiamo meglio, c’è più droga e la musica è molto migliore – ed è più coerente di quella del governo Prodi. Perché un anno fa a quest’epoca, sapete chi era in testa alla classifica? Miguel Bosè con Papito. Davanti a Finley, Negramaro, Biagio Antonacci, Bublè. E due anni fa? Tiziano Ferro davanti ad altri prevedibili long-seller: MiticoLiga, Nannini, Ramazzotti. E tre anni fa? Max Pezzali, Coldplay, raccolta di MiticoVasco, raccolta di Antonacci (ancora?). In top 10 sguazzavano Nek, Tommy Vee e John Cena. Singolo più venduto, I bambini fanno oh di Povia.

Oggi invece soffia un’aria nuova nel Paese. Al n.1 c’è ancora Giusy Ferreri aka Giusy la Cassiera. Il che mi costringe a rimangiare le ipotesi malignazze sulle manovre della Sony per piazzarla davanti ai pesi massimi. Che sono poi quasi sempre gli stessi degli anni scorsi: MiticoLiga al n.2 e Coldplay al n.3 (per una decina completata da Jovanotti, Giovanni Allevi, MiticoVasco, Marco Carta, Madonna, Antonacci – ancora !!!!! Come direbbe Frank Zappa, The strazio never stops – e Amy Winehouse).

Insomma, la Giusy non è meteora: essa è fenomeno. E siccome un settimanale mi ha chiesto un articolo sul fenomeno, ne ho approfittato per contattare due opinionisti pop, per infiocchettare il pezzo con un virgolettato d’autore, ché della mia opinione non frega niente nemmeno a me – ma quando si può mobilitare uno che ha una carica, come insegna Pino Rauti, bisogna farlo.

Sicché, prima telefono a lui. Brava persona, della quale non faccio il nome perché è stato molto gentile e perché questo clima di veleni non fa bene al Paese. Lui è piuttosto conosciuto, fa il deejay/speaker radiofonico da più di vent’anni, lavora per un grosso network.

DOMANDA: “Opinionista, mio opinionista, che mi dici della Giusy? Tu che radieggi da sempre, ti aspettavi questo successo?”

RISPOSTA: “Non so chi sia, come hai detto che si chiama? Sai a me piace la black music, ma gente come Aretha Franklin. E’ al numero uno? Ah, ho capito chi è, l’ho vista in tv una volta”.

Poi sento lei. Brava persona, della quale non faccio il nome perché è stata molto gentile e perché questo clima denigratorio non favorisce il dialogo. Lei è piuttosto conosciuta, si occupa di musica da quindici anni, lavora per tv e radio.

DOMANDA: “Opinionista, mia opinionista, che mi dici della Giusy? Tu che ti intendi di musica, ti aspettavi questo successo?”

RISPOSTA: “Ah, ho capito chi è, quella che imita la Winehouse. Però ultimamente sono stata un sacco all’estero, non sto seguendo la musica italiana, non voglio dirti cazzate”.

Ed è allora che ho cominciato a giungere a QUALCOSA.

Chi abbiamo al n.1 tra i cantanti? Una cassiera.

Chi abbiamo al governo? Un tangentista. No, va bene: un imprenditore televisivo, diciamo.

Chi abbiamo come ministro? Una showgirl di bocca buona.

Chi abbiamo come esperti di musica? Gente che non segue la musica.

Chi abbiamo all’attacco per il Milan? Uno che non gioca più a pallone da un bel po’.

Insomma, di esempi ne potreste fare a millanta anche voi, resta il fatto che la competenza specifica è il grande inganno. Basta con le pastoie, i lacci e lacciuoli del proprio percorso individuale: no limits. Dopo la finanza creativa, la competenza creativa. Alla fine, è il détournement tanto invocato dai situazionisti. Non vi piace? Preferivate il governo Prodi che ci dava Miguel Bosè e Tiziano Ferro e Max Pezzali, tre ortodossi professionisti ormai allontanitisi dal Paese reale – ma soprattutto tre direttive in aperta contraddizione tra loro, a testimoniare un’attività politica ostaggio dei cespugli.

Il fascismo 2008 dal volto allegro invece capisce, e agisce: Giusy è l’Italia del 2008, un’Italia cassiera, un’Italia che si libera di tanta fastidiosa e inconcludente specificità culturale e imita le cantanti straniere: il clone gradevole che ci risparmia i tormenti: via i testi spietati della Amy, dentro il nontiscordardime della Giusy. E poi, non più, come nel fascismo dal volto truce, l’appropriazione autarchica che imponeva di cambiare il nome di Louis Armstrong in Luigi Fortebraccio oppure St.Louis blues in Le tristezze di San Luigi, ma l’adesione spontanea al modello in voga. Dove tira il vento? Ovunque: presto, andiamoci, e chi arriva prima ha vinto.

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27 Comments

  1. clap clap clap (del resto, in epoca di fascismo, c’è un altro commento possibile?)

  2. sei un genio, ti adoro, e per mia fortuna non ho mai sentito una canzone della giusy e manco so che faccia abbia. Madeddu ministro!!

  3. Mi ripeto, ok, mi ripeto ma è impossibile non farlo:

    lettura ciliegia, o robe così.

    davvero complimenti.

  4. Oh sommo guru, ne approfitto per rilanciare la mia simpatica battuta di qualche settimana fa. Ma Marco Carta è per caso quel cantante che ha sconfitto nei combattutissimi playoff di “Amici” Marco Sasso e Marco Forbici? (Vittoria, quest’ultima, molto contestata)?

  5. mFP, la tua battuta su Marco Carta ha la progressione inesorabile del vero tormentone estivo: parte piano, ma alla fine non ne puoi fare a meno. Già la tua gag rimbalza sulle spiagge, nelle disco, tra i ragazzi sui muretti. Spero che tu non dorma sugli allori e stia già lavorando al singolo successivo – giocati bene la prossima carta.

  6. No, dai vorresti dire per esempio che Caterina Balivo non è una vera presentatrice televisiva e che Elisabetta Canalis non è una vera attrice?
    O magari che Platinette non è un vero travone tipo las vegas ma solo uno sfigato qualunque?
    Non distruggere così, per celio, tutte le nostre certezze.

  7. ma la canzone della giusy cassiera non è stata scritta da tiziano ferramenta?
    allora nulla si crea e nulla si distrugge

  8. al di là delle cazzate, il ragionamento di madeddu sull’italia 2008 ha semplicemente del geniale. quest’uomo merita di diventare almeno presidente del consiglio

  9. Mad in realtà è un finto critico musicale.
    Non sa una mazza di musica :-) però è un gran sociologo.
    Spero solo che non s’intrippi su Innamoramento e Amore come quello col riportino.
    Piuttosto……com’era quella battuta su Marco Carta?

  10. Già il fatto di ripetere la storia della cassiera è una cosa antipatica. Poi questo qualunquismo del cavolo, che vuole che la musica in tv debba essere una merda e quindi chi diventa famoso così debba fare schifo a prescindere, non mi trova d’accordo. Sta storia della Winehouse poi ha sfrantumato le palle, machissenefrega se Giusy canta come lei, almeno siamo abbastanza certi che diventerà vecchia, mentre l’originale è già sulla buona strada per tenere compagnia a tutti i musicisti maledetti, morti dopo l’ultima bevuta o abuso di altre porcherie. La canzone poi è bella, non l’accozzaglia di frasi senza senso in rima baciata che imperversa ormai da anni, con quegli hipopettari de noantri che straparlano da no global e poi vanno a Sanremo. Esperti di musica? La musica o ti piace o no, non è che aspetto il Fegiz o il Linus di turno che mi insegni quello che mi deve piacere. A proposito, alcuni dei famosi gruppi degli anni 60 che hanno cominciato a fare rock, copiavano o facevano cover a menetta.

  11. Giusy sta alla Winehouse come Farfallon a Papillon. Non solo: noi italiani è da una vita che doppiamo i film, vuoi che non possiamo doppiare una cantante? Tsk Tsk! Ah com’era quella battuta su Carta?

  12. Avrei un quesito che mi tormenta… ma se Amy Vinodellacasa vedesse la Giusy nostrana, come mi reagisce?!? Smette con il crak e si da a droghe più pesanti tipo la coccoina ? oppure le prende bene e decide di fare la cassiera alla coop di Covent Garden ?? Chi sa parli !

  13. Anche perchè se aspettate Fegiz per essere illuminati, possiamo passare direttamente all’amaro…

    Fegiz…

    “dopo c’è solo la muffa e il lombrico”

  14. Grazie a tutti, troppo buoni. Alexandro, ho riletto le tue osservazioni. Non è che abbia molto da eccepire a quanto eccepisci. Semplicemente diamo alla musica un ruolo diverso, tant’è che tu scrivi che “la musica ti piace o non ti piace”. A suo modo è vero. Ma è anche brutto! Sarà che di musica me ne occupo tanto e da tanto, ma mi suona come sentir dire che se ti piace la nutella è giusto mangiarne quanto vuoi e se ti piace il barolo è giusto berne quanto vuoi. E’ davvero così semplice? I critici che hanno una qualche vaga utilità (nota bene: pochi. E io non ne faccio certo parte, il mio è più intrattenimento guascone, che non a caso faccio gratis) (…in questa sede, s’intende) sono quelli che ti aiutano a una dieta equilibrata, a fare attenzione a non cadere in dipendenza, e a sapere che se ti ritrovi in tavola il parmacotto o il tè Twinings (Prince of Wales per me, grazie) non è del tutto una tua scelta – ma non nego che io stesso li degusti con piacere… e che la Giusy nel suo piccolo mi piaccia: la sua versione di “Bang bang” nel deprecabile programma mi ha spazzato via.
    Ma ahimè, non ha senso che io te lo dica: non solo non sono qui a insegnarti cosa ti deve piacere (ho altro da fare, veh), ma visto che sei per l’autarchia musicale, di canzoni e cantanti non dovresti nemmeno discutere, mai, con chicchessia, in special modo con un qualunquista giocherellone.

  15. Mah. Rimango dell’idea, caro Paolo, che saltare di palo in frasca dal dj fregnone alla Giusy cassiera per poi virare sullo psiconano sia un po’ azzardato.

    Giusy sarà pure l’Italia di oggi, ma rappresenta comunque un percorso che spesso, in ambito musicale, rappresenta un sogno. La metà degli attori hollywoodiani cucinava nei fast food, prima di sbarcare negli Studios.

    Altra questione è il Governo, dal quale certe qualità e caratteristiche si pretenderebbero istituzionalmente, e invece tuti paiono infischiarsene.

    Detto questo, la classifica dell’anno scorso mi pare davvero più merdosa di quella attuale. E comunque, pur occupandomi di musica, non seguo neanche io le classifiche da anni. Anzi: non le ho mai seguite.

  16. Certo che è un sogno, Simone – e proprio per questo io il collegamento ce lo vedo: l’Italia come Land of Opportunities, Giusy come manifesto del Miracolo Italiano, che passa dalla televisione e non certo da quegli spocchiosi dei giornali. La mia non è una scelta di campo: semplicemente mi sembra che le cose vadano così, e non per caso.

  17. he he ma hai scritto questo post dopo aver visto la bonino a repubblica tv? perchè se non è così vatti a rivedere il filmato e fatti un paio di risate (non sulla emma che mi è pure simpatica) (sulle sue affermazioni) (e l’argomento del post) (ma neanche troppe) (che sennò creo aspettativa).
    Ah comunque giusto per la cronaca non tutte le cassiere sono prive di personalità/originalità/autostima/senso del ridicolo. Non sono una di loro ma se continuo a studiare potrei diventarlo quindi vedi di portare rispetto perchè domani come ti giri siamo al potere.

  18. Ma scusate, in cosa ho mancato di rispetto alle cassiere? Al massimo ho detto che è un’Italia cassiera, che mi sembra molto meglio che dire che è un’Italia avvocata – e comunque molto più vicino a quello che è: un paese che sta lì e guarda passare prodotti, prodotti, prodotti.

  19. eh? potrei dirti perchè le hai paragonate a giusy ma io stafo schevzando scfiocchino

  20. Paolo leggo sempre i tuoi articoli (quelli che NON fai a gratis…eheh) e adesso ho scoperto pure questo sito… spesso mi sembra di leggere i miei pensieri… sei un grande.

    E se volessi fare il critico musicale anch’io? cosa mi consigli di fare?

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  1. poetadisottofondo

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