Rieccovi. So che la settimana scorsa avete avuto degli impegni, e per questo motivo The Classifica 22 è saltata (in verità esiste una demo, salterà fuori postuma e andrà all’asta da Sotheby’s. O da Harrod’s). Ma ora rieccovi qui – come state? Cosa vogliamo commentare, la vita e le opere di Giovanni Allevi, come ci eravamo riproposti?

No, dai.

Parliamo invece di televisione. Di pubblicità, di supermercati, di tagli di capelli.

Il quarto posto (e i 4 dischi nella top 30) di Allevi si deve allo spot della Bmw grazie al quale il pianismo da caminetto di Come sei veramente ha folgorato il target dei pensosi (laddove il suo nuovo disco di pompa e circostanza con l’orchestra, li ha disturbati, e al n.1 non ci è andato). Ma che dire dell’attuale n.1 della cassiera Giusy Ferreri? E delle tre settimane in top ten del barbiere Marco Carta?

Che la cassiera sia andata al n.1 e il barbiere no, è strano. Potremmo spiegarlo col fatto che la Sony in X Factor ha investito molta della sua (tenetevi forte) credibilità: chissà, potrebbe persino aver deciso di mettere nel budget venticinque euro da destinare a 40mila precari perché comprassero il cd e tenessero il resto. Perché se anche i network radio stanno mandando a palla Non ti scordar mai di me, è curioso che la star di un programma da 2 milioni di spettatori superi quella di Amici, dall’audience 4 volte superiore. Certo potremmo spiegarlo coi rispettivi target: la fascia dei lobotomizzati, da sempre terra di elezione delle reti Mediaset, non compra i dischi per appartenenza storica, essendo più preoccupata a usare quei soldi per i propri capelli - come del resto Il Nostro Signore e Padrone; viceversa la fascia delle tardone, prezioso orticello Rai, è più disposta a mettere un cd nel carrello del supermercato (che poi è il tempio delle Giusy) e portarselo a casa per spendere qualche sospiro. Non è il caso di insistere sulla imitazione smaccata - ma non spiacevole - di Amy Winehouse perpetrata dalla finalista del programma della Ventura: la tossicomane inglese è su un altro livello non solo di transaminasi, ma anche come personaggio (i capelly della Amy si possono riprodurre nella testa della Giusy della Sony, ma i testy delle canzony proprio no).

Ma alla fine, forse la bella notizia rassicurante è che quello che propone la televisione piace all’elettorato italiano, mentre quello che propongono i giornali no: anche dopo i due nuovi articoli di Corriere.it su Anna Tatangelo e i suoi problemi col vescovo di Vallo della Lucania (uno degli articoli chiudeva con il vibrante endorsement di via Solferino: “Stasera, venerdì 4, la voce della Tatangelo, più forte delle critiche, allieterà la piazza di Valloâ€), il cd della famosa star che non vende dischi non ha conosciuto un’impennata – solo una lieve erezione dal n.39 al n.35, alla quale probabilmente il direttore di Corriere.it Marco Pratellesi ha risposto correndo in bagno con sottobraccio un laptop su cui aveva appena cliccato una pagina del presigioso quotidiano online da lui diretto, quella con scritto “Sexy Anna – GUARDA LE FOTO”.