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Declino

giu 24 2008 - di

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19 commenti

  1. Carina l’immagine qua sopra, eh? Ringrazio Mauro Biani, viaMacchianera. Mentre qualcuno si lagna per la dura flessione dei consumi, qualcun altro scaccia i clienti col forcone. [E, alle solite, qualcuno ha youtubizzato simili eventi]

  2. Mio Dio, quanto ci gavba fave gli snob e sputave quel senso di supeviovità così gvatificante su tutti quei povevetti in fila pev il centvo commevciale, che pensano solo a consumave consumave consumave, cevcando di vispavmiare quattvo euvo del lovo misevo stipendio.

  3. A Murmur! è molto più semplice fare i contro-snob e sparare le solite 4 cazzate popolar-fintebuonsenso. E anche tu lo sai che ci sono alcune cose che simboleggiano meglio di altre il nostro declino. Perchè prima di quello economico c’è quello culturale (magari sta parola la usi ancora nonostante il ribrezzo controsnob) che vanno checchèsenepensi a braccetto.
    OT Risponderti era d’uopo visto che ormai sei de famiglia e visiti costantemente (e ne sono contento) il mio blog, animandolo persino coi tuoi commenti ;-)

  4. Sono contento quando vedo tutti questi individui fare la fila e soffrire e sudare per un sogno, una illusione, l’ennesima. Si danno da fare questi umani, fanno tanta tenerezza.
    Ancora nessuno gli ha detto che il petrolio finirà tanto prima e tanto in fretta e che tanti dei loro amici e parenti semplicemente moriranno miseramente di crepacuore, di fame, di stenti, ancora sognando di risparmiare 2 euro per comprarsi cosa poi?

  5. Provate un minimo di pena per chi se lo ritrova addirittura davanti casa… manco abitassi a Pietralcina.

  6. Infatti Bobo, proprio a due passi da casa. Ma che sifga.

  7. i soldi dello stipendio non c’entrano perché ad acquistare nei centri commerciali non c’è nessuna convenienza economica.
    in realtà questi luoghi artificiali, in quanto nati dalle esigenze di chi vende e non di chi compra, sono i nuovi luoghi di culto tanto che recarsi lì assume tutti i connotati del rito di una nuova religione i cui adepti devono comprare per sentirsi vivi.
    la differenza è solo culturale. chi si reca nei centri commerciali ha sicuramente più soldi di me.

  8. Anche io mi sono interrogato sulla gallery di Repubblica relativa a quella calca, e ho raccolto qualche testimonianza diretta.

    In realtà, come sempre, la cosa non è così semplice. C’è sicuramente tanta gente che ormai percepisce il centro commerciale come centro di aggregazione e moderna piazza, ma mi hanno spiegato in diversi che quella calca c’era solo davanti al nuovo Trony, che inaugurava quel giorno con offerte in alcuni casi molto forti.

    Quella folla era fatta principalmente da persone (molti extracomunitari, mi dicono) con il foglietto delle offerte in mano, che si è sorbita diverse ore per accaparrarsi qualcosa a metà prezzo.

    Poi magari non erano tutti così motivati, o alcuni erano plagiati dalla pubblicità e dalla società malata, vai a capire.

    Però non giudicherei con l’accetta, come facciamo spesso, mi pare.

  9. Ben detto Achille.

  10. Vi scrivo da Saint-Etienne, Francia, dove abito. Le code davanti ai negozi il giorno dei saldi oppure per liquidazioni o inaugurazioni con forti sconti, sono all’ordine del giorno e nella fila non c’è predominanza di ricchi e poveri, ariani o negri: tutti vogliono risparmiare, vogliono cercare di comprare spendendo meno, etc.
    E’ piuttosto normale e nessuno giudica l’altro poichè l’atteggiamento è condiviso e ricorda gli anni del dopoguerra in cui il paese si tiro’ su in questo modo (acquistando a minor prezzo).

    Il problema, se c’è, in Italia è che quando ci sono liquidazioni nessuno si fa vedere davanti al negozio perchè si vergogna. Invece quando c’è l’opportunità di nascondersi nella massa si va eccome poichè al massimo, se interpellati, si puo’ dire che si è li’ solo per curiosare o per accompagnare un timido amico…
    E lo scontone, la mega-inaugurazione, sono trucchi che attirano in Italia attirano in definitiva ormai solo pochi disperati (anziani e immigrati, spesso, fanno parte della categoria disperata, in Italia).

    Ecco, il problema di tutto semmai è l’aumento incontrollato del livello di disperazione italica. Da emigrato, mi dispero addirittura a pensarci un minuto. Mi chiedo sempre cosa sarà dell’Italia tra qualche anno e poi mi viene da svenire (dal panico).

  11. magari era solo gente che passava di lì per caso 8D

  12. Più che mai attuale, purtroppo.

  13. Son contenti; lasciateli contenti. Tutto è così “bello è nuovo” là… vanno lì per lo stesso motivo per cui votarono Berlusconi nel 1994.

    E mica c’è da additarli, io li abbraccerei piuttosto.

  14. A me sembra un raduno di quei
    pezzenti ingrati della Confesercenti..

  15. medo,
    non so se la notizia ti rattristerà, ma qui in Itaglia ormai non si vergogna più nessuno di risparmiare… la categoria dei disperati è finita ben oltre la multietnicità, trovi principi, ranocchi e immigrati finlandesi nella stessa fila… eppoi da trony è normale trovare la fila se ti vende un nokia a 10 euri o un LCD a 100…

    comunque non prenderti troppo pena per la penisoletta, qui non giene frega più niente a nessuno della terra natia, del popolo e, addirittura, della nazionale… pensa che dopo l’eliminazione non c’era in strada nessuno disperato, erano tutti nei centri commerciali diversamente-disperati…

    piuttosto, i francesi che s’incazzano?

  16. Achille chi produce queste brutte vignette giudica sempre e solo con l’accetta, non conosce altro modo di analizzare la realtà. O forse, come in questo caso, non conosce proprio la realtà e si limita a giudicarla con il solito sguardo obliquo e sprezzante. Si sa che l’abbruttimento è sempre colpa dell’abbruttito, e peggio per lui se non può permettersi di acquistare nei negozi del centro ed è costretto a far la fila nei centri commerciali.
    E’ vero il declino culturale è nei fatti se chi dovrebbe produrre cultura produce solo astrazioni.

  17. Francesca, però guardiamo anche al fatto che l’agente abbrutitore se lo scelgono gli abbrutiti, eh.

  18. Caro Bobo, i francesi che si incazzano sono sempre di più ma francamente spesso si ribellano contro il Nulla (e non lo sanno). Cioè ad esempio i piccoli viticoltori sono disperati e ridotti sul lastrico, ma chiedere lo sconto di gasolio e pagarlo 40 centesimi al litro è improponibile.

    La Francia come nessun altro paese puo’ regalare una risorsa che non ha e che chi ha la sta finendo rapidamente.

    In Italia nessuno ve lo ha detto, ma tutto il petrolio arabo in produzione a giugno partirà su navi verso l’Asia. Cio’ significa che in Europa, anche se i futures sul greggio si abbasseranno tornando a 130 $ come sembra dalle ultime settimane, almeno fino ad ottobre aumenteranno gasolio agricolo e normale e probabilmente anche la benzina e proprio durante il periodo di massima irrigazione (che necessita di gasolio).

  19. Marziano,
    l’unico che ci ha capito qualcosa, e che vive su questa terra. A dispetto delle apparenze.

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