Armi improprie

Era ora. Anche l’organizzazione non governativa Human Rights Watch lo definisce “un atto storico”. Lo stupro è stato finalmente classificato come “arma di guerra” e, in quanto tale, condannato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite presieduto da Condolezza Rice. Ricordiamo che il nome “Condolezza” nasce da un refuso del trascrittore all’anagrafe: i genitori, amanti dell’Italia, volevano chiamarla “Con dolcezza”. E infatti, Condi ha sempre avuto un animo dolce. Dolcissimo.Negli anni sessanta metteva dei fiori nei loro cannoni. Dagli anni novanta in poi, ha continuato ad occuparsi soltanto di cannoni. Ma sempre con dolcezza. Come avrebbe potuto una donna così dolce accettare che in guerra ci siano anche gli stupri? In guerra si può lanciare il fosforo bianco sui civili, li si può torturare con scariche elettriche ai genitali, ma stuprarli questo mai! Non è carino. Appena ha potuto, Condolezza Rice ha riunito l’Onu davanti al problema. Che non è mica da poco: lo stupro sfugge a qualsiasi definizione, sfugge perfino se tenti di acchiapparlo perché in genere è già avvenuto. Però bisognava pur fare qualcosa. Ed ecco la soluzione: basta ammettere la sua esistenza. Basta rivelare che alcuni eserciti ne fanno uso. “Quindi, se lo usano dei militari”, deve aver pensato quella dolce testolina, “è a tutti gli effetti un’arma di guerra!”. E così, lo stupro ha avuto finalmente l’ufficialità che merita entrando prepotentemente (questa volta suo malgrado) fra gli strumenti tattici. E forse fra quelli strategici. Da oggi, la guerra non si fa più soltanto con i missili terra-aria ma anche con armi più terra terra. Come i cazzi. Una scoperta che rivoluziona tutte le conoscenze militari e le cui conseguenze possono essere inimmaginabili. L’Onu potrebbe invitare i Paesi firmatari della risoluzione a sottoporre le truppe di pronto intervento ad uno speciale addestramento anti-stupro e dotarle di equipaggiamento protettivo. Più difficile prevedere le conseguenze sul piano civile in tempi di pace. Da buon alleato e d’accordo col Vaticano, il nostro Governo potrebbe essere in prima fila nel limitare la libera circolazione di cazzi obbligando i detentori al porto d’armi. Inoltre, poiché per la magistratura è spesso difficile distinguere una comune scopata da uno stupro, sarebbero autorizzati a stuprare, ma solo a fini procreativi, soltanto i cittadini in possesso di regolare licenza per la detenzione di armi. Una volta terminato l’uso, l’arma andrebbe riposta in luogo sicuro e lontano dalla portata dei bambini. E con queste misure si assicurerebbe l’eliminazione definitiva degli stupri anche a livello familiare. L’uso dello stupro a fini ricreativi verrebbe assimilato alle esercitazioni sportive (indoor e outdoor) e quindi regolamentato dal Coni. Per il resto, qualsiasi cazzo sarebbe perseguibile penalmente (ovvio!) se impiegato per una minaccia a mano armata. Libera circolazione, invece, e senza porto d’armi, per le armi di plastica (con o senza meccanismi interni vibranti) destinate ai giochi di simulazione. Il testo della risoluzione Onu, prefigura la denuncia degli stupratori alla Corte Penale (daje!) Internazionale de L’Aja, e chiede “a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato”. Come dire, “Basta così! Adesso alzatevi e rivestitevi!”. E quelli: “Ma perché? Proprio adesso che stavamo cominciando a prenderci gusto…”. Basta lì. Da oggi in guerra non sarà più concesso nemmeno uno stupretto innocente. Non se ne poteva più di stupratori e di stupri! Tutto giusto. Tutto coerente. Compreso il fatto che una gallina li voglia portare all’Aja. Ma non bastava chiamarli semplicemente “crimini di guerra”?

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18 Comments

  1. Un nerboruto militare, dopo aver violentato madre e figlia, si avvicina alla nonna.
    -“No! Almeno la nonna, risparmiala!” Supplica la madre.
    -“Eh no!” protesta l’anziana donna, “Quando è guerra, è guerra!”

  2. Perchè non crimine di guerra , ma forse perchè la “signora” lo vive come offesa alla morale e non già alla persona ,proprio come il nostro Casini negli anni ’80. Certi politici italiani sono un sacco avanti.

    Chissà se ha valore retroattivo . Tutti i Ciro d’ Italia potrebbero chiedere un indenizzo..

  3. Tra gli aiuti alle popolazioni civili mandiamo jeans da donna, possibilmente firmati, che notoriamente sono efficaci contro lo stupro. Propongo però che se una donna stuprata ha un orgasmo venga considerata una collaborazionista.

  4. sarò io strano ma trovo sto post inutile e dall’umorismo fuori luogo visto il tema trattato

  5. alexio non sei strano,solo troppo supervelox.
    mi spiego:
    credo che sei stato troppo celere a leggere “le “righe e non “tra le” righe.
    Non è umorismo è sarcasmo! un riso amaro ingenerato da una commistione di rabbia,disappunto,repulsione,orrore;sentimenti questi che,tra le righe del post ,schizzano come i fiotti di sangue che impregnano gli scenari di una guerra.
    lo stupro è uno dei centinaia crimini di guerra finora passati ingiudicati,e che ben venga una sua chiara codifica di reato,ma…..il sarcasmo scaturisce dal rigetto viscerale di figure dicotomiche,bivalenti di chi decide lo scempio della dignità umana con dichiarazioni di guerra e..poi, sempre con dichiarazioni ,si fà paladino della stessa.BRù ho letto bene?

  6. Davvero Brù? E’ quello l’origine del suo nome? E io che pensavo che fosse un condimento per il riso. Eh già..la dolcissima Condiriso..oppure la Con deriso.
    Parlando seriamente un secondo, come attivista di Amnesty posso solo dire davvero che era ora. E’ un grande risultato anche se solo un piccolo passo e anche se questo non metterà fine allo stupro, ne in guerra ne a casa, come bene tu ci ricordi Bruno. Strano però questo riconoscimento come ‘arma di guerra’ e non ‘crimine di guerra’ Ma perlomeno ora si dovrà far finta di rispettare le regole e ogni tanto forse qualcuno dovrà far finta di rispondere per i suoi vizi che ora vengono riconosciuti come tali.
    Al meno un pò di disturbo li avremo recati con questa nuova classificazione, no?

    No, eh? Anch’io ci credo poco.

    E allora, riflettiamo un momento…ecco, trovato!

    Forse questa nuova etichetta, questo nuovo titolo, questo.. riconoscimento .. porterà con se una nuova responsabilità.. una sorta di reputazione da salvaguardare. E forse sarà proprio questo a.. disarmarli. Forse, ora che, invece di essere un optional, lo stupro diventa quasi un dovere per la patria..(come l’uso di tutte le armi d’altronde, no?) forse non ce la faranno più ad essere all’altezza di questo nuovo incarico. Sai, un po’ come ridere a commando. ‘Compagnia..rizzatevi le armi!’
    Forse davvero la Condiriso è stata più efficace di quanto ne avesse voluto anche lei!
    Eh brava dolcezza!!

  7. Io sono di Amnesy International. Ho dimenticato quello che volevo risponderti.

  8. mi è tornata alla memoria quella foto pubblicata su panorama di un “nostro” militare che usava una bomba come fallo su una ragazza somala.
    che sia stata una premonizione?
    un’azione di guerra ante litteram?
    uno stupro a “mano armata”?

    …sono piuttosto allineato con Bruno… semplicemente un crimine di guerra.

  9. No davvero tutto molto divertente. E poi sappiamo tutti quanto servono questo genere di risoluzioni dell’ONU. Però mi dispiace, ma sei cascato nella trappola di qualche titolo mal fatto: la notizia dello stupro definito come “arma di guerra” è tanto ridicola quanto falsa. Ridicola per le ragioni che hai esposto (non certamente per l’argomento); falsa, perchè la risoluzione, fra le tante cose che dice ( in linguaaggio rigorosamente onuesco) non elabora certo questa “definizione”; anche perchè a cosa servirebbe definire qualcosa un'”arma di guerra”, se non eventualmente, a regolamentarla? Probabilmente la confusione deriva dal fatto che qualcuno ha deciso di leggere (male) solo il primo punto : “…. when used or commissioned as a tactic of war in order to deliberately target civilians or as a part of a widespread or systematic attack against civilian populations, can significantly exacerbate situations of armed conflict and may impede the restoration of international peace and security,….” Per chi ha voglia – e tempo – di leggerla, la risoluzione è qui: http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/06/20/onu_test.pdf
    Tra le tante cose che dice: “Notes that rape and other forms of sexual violence can constitute a war crime, a crime against humanity, or a constitutive act with respect to genocide, stresses the need for the exclusion of sexual violence crimes from amnesty provisions in the context of conflict resolution processes”

  10. Eddai non ti incazzare! e poi che significa, il fatto che sei in buona compagnia? A dirla tutta: d’accordo, la satira non è informazione, ma neanche dovrebbe aiutare la disinformazione. Sopratutto se chi la fa è membro di Amnesty International (il che vi dovrebbe spingere ad informarvi un po’ su questi argomenti, non credi?).
    Ma alla fine ripeto, la tua satira è divertente, divertentissima, dico sul serio.
    Saluti

  11. E chi si incazza. Ringrazio, ma vorrei chiarire una volta per tutte che i complimenti o le critiche non mi interessano minimamente. Mi sta a più cuore che si crei un dibattito sui temi che mi capita di notare e che umilmente segnalo. Scriverci sopra un picolo pezzo di satira è come chiedere: “E voi cosa ne pensate?”, non di certo “Vi piace come scrivo?”. Altrimenti andrei in un blog letterario. Questo vale per me. Gli altri autori non so. Mi dispiace notare che invece l’attitudine più diffusa nei commenti è quella di fare le pulci e tentare di cogliere in fallo i rispettivi autori. Nemmeno tu resisti al vizietto. Però, mi dispiace, non ci riesci. Mi stupisco che uno preciso come te, che ogni giorno legge le fonti originali delle notizie e addirittura in inglese (ma ce l’hai una famiglia?) e che maliziosamente contesta all’altro di “essere caduto nella trappola” è il primo a caderci: se leggi bene, nel mio commento precedente, io affermavo di far parte di Amnesy International, non di Amnesty International. Era una battuta rivolta a qualcuno che appartiene veramente ad Amnesty International, a queste vergini sdegnate insomma. Tu, invece, dopo la risposta che ti ho dato, credo chiara, insisti nella tua intenzione e riprendi quello che ti sembra di aver letto in altri commenti perché ti sembra utile per riuscire a pizzicarmi in qualche modo. Sia pure affettuosamente eh. Ma tant’è: alla fine ti sei scoperto. E poco conta dissimulare queste intenzioni con dei complimenti.
    Vedi Sulu, io non faccio informazione ma mi occupo di disinformazione da molti anni. Al massimo ci ricamo su un po’ di satira, se capita. Poi, anch’io ho i miei punti deboli. L’ho già detto, appartengo ad Amnesy International, anzi ne sono socio onorario. Almeno questo me lo ricordo bene. Quindi può darsi, anzi è sicuro, che prima o poi mi dimentichi qualche dettaglio importante per cui finalmente anche tu troverai soddisfazione. Ma non ricordo più che cosa ti volevo dire.

  12. Ecco, ben detto anzi, ben scritto.
    Concentriamoci sul fatto di questa risoluzione … Questa illuminazione della Condolcezza americana potrebbe andare bene sempre se poi viene fatta rispettare. Insomma…. L’ Onu in materia de stupro c’ha qualche debituccio verso questa umanità.
    Di un breve elemco degli abusi commessi dai caschi blu…
    Haiti, MINUSTAH: 2005, 3 caschi blu accusati di stupro
    Burundi, ONUC : 2004-2005, 5 casi accertati di abusi su minori
    Costa d’Avorio, UNOCI: 2001, abusi sessuali a bambini in cambio di aiuti umanitari
    Etiopia e Eritrea, UNMEE: 2003, caschi blu girano video pornografici. 2001, due soldati Onu accusati di molestie a minori
    Liberia, UNMIL: 2005, 8 caschi blu accusati di molestie sessuali. 2001, abusi sessuali a bambini in cambio di aiuti umanitari
    Rep. Dem. Congo, MONUC: 2005, 150 casi di abusi accertati
    Sierra Leone, UNAMSIL: 2001, abusi sessuali a bambini in cambio di aiuti umanitari
    Kosovo, UNMIK: nel 2000 l’80% dei clienti della prostituzione era personale delle missioni umanitarie; oggi è il 20%, ma il traffico è cresciuto dell’80%
    Timor Est, UNMISET: 2003, viene aperta un’inchiesta su un traffico di prostituzione organizzato dai caschi blu.
    Non si tratta di cadere nella trappola caro fratello Saulo, bisogna reagire e dire basta a queste prese per il c**o!

  13. Ok, dibattiamo dunque. Comunque vedi, il tuo intento era forse chiaro; il mio altrettanto, credo. Voglio dire, non era certo quello di farti le pulci (a quanto pare tu a me me le fai molto bene, ti ringrazio, mi davano noia), ma di segnalare un dato, del resto piuttosto evidente: cioè la puntuale disinformazione che viene fatta dagli organi di informazione : una notizia viene letta (o scritta) male da un giornalista, dopodichè rimbalza da un giornale all’altro, per poi passare di blog in blog, di bocca in bocca. Fino a diventare una cosa reale, su cui magari ci si indigna a morte (come dimostrano ad esempio molti commenti a questo post). Ed ognuno di noi ci mette del suo. Tutto qui. Magari non era questo il tema su cui volevi creare un dibattito, me ne scuso.
    Per il resto, se si voleva fare satira sull’inutilità delle risoluzioni ONU, o sulle enormi contraddizioni in seno all’ONU (vedi ad esempio le commissioni sui diritti umani con dentro dittatori con genocidi in corso), beh allora ben venga.
    Però ritengo che commenti come quello qui sopra siano decisamente qualunquisti (spero che la sorella anarchica non si offenda):
    Ad esempio l’anarchica riporta tutti fatti che, pur nella loro gravità, non sono definibili crimini di guerra, nè crimini contro l’umanità (spesso neanche crimini, andare con una prostituta non credo sia reato in Italia, o comunque non mi risulta che sia perseguito).
    Spiego: i crimini di guerra, per essere tali, devono rientrare in una precisa strategia di guerra, o comunque devono essere commessi durante una guerra, in violazione al trattato di Ginevra. Altrimenti sono crimini e basta. Spiego meglio: non è che un crimine, se è commesso da militari, diviene automaticamente un crimine di guerra. E non sono neanche crimini contro l’umanità, ma crimini contro individui (almeno secondo le interpretazioni più diffuse).

    Del resto non credo sia giusto delegittimare l’ONU (e parallelamente la Corte Penale Internazionale), sulla base del fatto in molte sue missioni ci sono stati dei crimini -anche se orribili e diffusi-. Sarebbe come delegittimare lo Stato Italiano nel suo complesso, perchè a Genova durante il G8 c’è stato quello che c’è stato. Sarebbe come dire che lo Stato Italiano non può emanare una legge che istituisca il reato di tortura perchè a Genova ci sono state delle torture.

    Sul fatto poi che la sessione fosse presieduta dalla signora condolcezza, non c’è molto da scandalizzarsi: dell’ONU fanno parte quasi tutti gli Stati del Mondo, e probabilmente nessuno può dire di avere la coscienza pulita.

    Beh, il mio contributo al dibattito credo di averlo dato

    Saluti, vado a dare da magnà ai pargoli

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