Affascinante. Hanno perso le elezioni, si sentono spazzati dalla penisola e cosa fanno? Comprano dischi. Poi come lo smentiamo, che la canzone italiana nasce consolatoria? La top ten, come d’abitudine, brulica di dolenti profeti di sinistra: Jovanotti, Vasco Rossi, Pino Daniele, Gianna Nannini – e a sinistra ci metto persino Max Pezzali col suo primo live, al n.5. Non oso tanto con Biagio Antonacci, new entry, n.6: le sue melense boiate nuovamente antologizzate non sono riconducibili al pensiero progressista né a quello conservatore: e nemmeno a una forma di vita: casomai a un’attività ameboide, unicellulare. Ah, incidentalmente, rientrano in top 10 i Negramaro – prima band italiana a San Siro. Si sperava in qualcosa di meglio, ma questo passa il convento (d’altra parte al n.19 entrano in classifica i Modà, il che testimonia che troppi ventenni hanno un orecchio putrescente). Ne escono Fabri Fibra, Daniele Silvestri, Afterhours e Leona Lewis. Madonna (n.2) e Amy Winehouse (n.8) sono le uniche straniere nelle parti nobili. E quanto al n.1, eccovi il più antico e carismatico dei compagni da salotto, raffigurato con l’ennesimo stupido cappello da poeta sul disco Per brevità chiamato artista. Sapete, non è nemmeno il disco più schifoso che ha fatto negli ultimi 15 anni.

Anche se Volavola è proprio da schiaffi: “Vola il pavone e vola il cardellino” – seguono puttanate sul grano e la farina, da canzone popolare antica confezionata per lo sdilinquimento degli amichetti del Tenco – quando poi partono i mandolini e le Sparagnate, vien proprio da mandarlo affanculo, al vecchio Ciccio. E alla fine, perché no? Ogni uomo manda affanculo la cosa che ama, diceva (all’incirca) Oscar Wilde: il problema è liberarsi della ragazza la cui faccia ricorda il crollo di una diga, degli aerei che stanno al cielo come le navi al mare, dei matti che vanno contenti, e persino degli uomini col machete sui fuoristrada. Okay, fatto – vaffanculo, Francesco De Gregori. Fottiti, Principe, Bacio Perugina in carta stagnola rossiccia, tu e il tuo elegante articolino sulla “gente senza cuore in giro per la città”. Vai in mona, col tuo sospiro sulla “sinistra che era paralizzata e la destra che lavorava in certe stanze stanche dove discutono di psichiatria, terrorismo e fotografia”. Va’ a dà via i ciapp, con le tue musiche orrende, pensate in mezzo minuto, che quella meno scontata è un esercizietto di ironia intitolato Carne umana per colazione - e suona come Live is life, mondo schifoso. Vattela a pijà ’n der culo, De Gregori, che dispensi con abilità frasine a effetto tue o scelte laddove il tuo laureato pubblico le potrà riconoscere (“Non ci si può bagnare per due volte nello stesso fiume”). Vacci, Francesco, tu e quel poetarvi addosso che Berlusconi realmente non può chiedere di meglio. Vacci con Walter e Nanni e tutti gli amichetti – e se ci trovate anche dei fiori in questa storia, sono vostri.