16 Mag
E’ successo che citavo il Coordinamento progetto Eurasia, in un post dell’altro giorno (no, è che ci si interroga su ambienti politici bizzarri, dalle mie parti), e una commentatrice è sbottata:
“Il “progetto Eurasiaâ€â€¦ di’bono pensavo che non
avrei mai più sentito quella parola, dopo che ho visto come a cinque
ore di fuso orario da qui la meglio gioventù se ne va sotto terra in
nome di Evrazistvo e nazionalputtanate.
Il fatto di essere scappata (pure) da quelle cose mi rendeva più sopportabile la fuga.”
Conosco l’autrice del commento e il suo curriculum e quindi,
intrigata, le ho chiesto di spiegare meglio il suo punto di vista. E
lei lo ha fatto. Quello che segue è un racconto in presa diretta, nel
suo stile spiccio e acutissimo, e si legge di un fiato. Lo propongo anche a chi passa di qua, quindi.
Buona lettura.
16 Mag
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Gentile Diretore de Machianera,
noi del campo nomadi Casilino 900 de Roma voliamo protestare de la discriminazione che ce fate tuti i giorni che ce scambiate per i zingari ma noi non siamo i zingari queli sono i Rom che sono dilinquenti noi siamo zingari veri che stiamo qua in vostra bela città e faciamo qualche lavoreto pe campà qualche gioco dele tre carte che mentre guardi i bambini te portano via il portafolio però e un gioco e poi te lo restituiamo mica come i Rom che se lo tengono queli sono dilinquenti e poi noi faciamo altre cose buone vendiamo i fiori ali inamorati nel ristorante i fiori che li prendiamo al cimitero mica li rubiamo e poi se non li comprano li faciamo un altro gioco li diciamo le parole sotovoce che quando tornano a casa pe scopà non ci riescono però e un gioco che ce lo insegnano le nonne ma non fa niente anche noi dobiamo campà e poi faciamo altre cose però Gentile Diretore io sono cosovaro se propio dovete veni’ co le ruspe magari andate nella parte est del campo a butà giù le barache dei bosniaci che propio me stanno sul cazzo e i macedoni te li racomando forse se salvano i montenegrini ma li discriminate ancora de più perché credete che sono picoli negri de montagna e invece sono zingari come noi ma no come i Rom eh queli sono dilinquenti noi siamo brava gente che se vieni qua faciamo una festa e te facio scopare anche mia figlia e invece i Rom te fanno la festa. Gentile Diretore se parli col nuovo sindaco diciglielo che noi voliamo restare e per favore mandate le ruspe solo ai bosniaci che mi hano scipato un portafolio che lo avevo trovato per caso in centro.
Suo afezionato letore
Goran
16 Mag
Dal Il Riformista di venerdì 16 maggio, lettera di Mara Carfagna
Caro Direttore,
Filippo Facci è uno dei giornalisti che preferisco. I suoi scritti accompagnano di solito la mia prima colazione, che uso fare all’insegna della leggerezza.
Credo abbia ragione quando dice che oggi la politica lascia poco spazio alle qualità delle persone, ma ritengo che qualche errore lo commetta quando giudica senza conoscere. Le pari opportunità devono infatti essere garantite a tutti, anche al ministro che deve difenderle.
Non comprendo, infatti, perché del mio curriculum Facci conosca soltanto le conduzioni televisive e non gli studi, le passioni artistiche e l’approfondimento musicale. Temo che negli anni passati mentre io suonavo la “Patetica†di Beethoven al Conservatorio, danzavo nel “Lago dei Cigni†di Cajkovskij, gareggiavo agonisticamente nel nuoto stile libero, divoravo la letteratura francese dell’Ottocento e mi laureavo a pieni voti lui fosse fisso con lo sguardo sullo schermo di Piazza Grande a guardare le mie scollature.
Preoccupati delle pagliuzze e le travi che si arrangino da sole.
— Arthur Bloch