Maurizio Milani
21 apr
20 apr
20 apr
L’unica cosa che mi consola di questo
risultato elettorale è che se la sinistra è sparita
l’estrema sinistra, quella dei movimenti, delle organizzazioni, dei
gruppi e dei circoli, continua a sopravvivere come sempre
perchè per loro non è cambiato assolutamente niente.
Sapere per esempio di poter ancora
godere di titoli come “Metodo dialettico e mutamento delle classi”
è già qualcosa che di per se mi mette un briciolo di
buon umore perchè non credo di poter arrivare con la medesima
incrollabile speranza all’età del vecchino ricurvo che ogni
mese mi suona il campanello di casa per vendermi una copia del
giornale del gruppo leninista della sinistra comunista.
Né credo di poter rinunciare a
pormi degli interrogativi di fronte al sit in di protesta
organizzato dal Movimento Umanista contro la costruzione di una base
Usa nella Repubblica Ceca anche perchè di fronte ad
affermazioni come quella che “il governo Ceco continua a ignorare
il 68% della popolazione, che dopo un’intensa campagna di lavaggio
del cervello continua a opporsi a questo piano e sta cercando di
realizzarlo senza indire un referendum e al più presto.” non
sono più neanche sicura di aver capito chi ha lavato la testa
a chi.
Oggi poi, di fronte alla solita
libreria, anziché il solito Fuori Binario (il giornale di
Firenze dei senza tetto) ho trovato una ragazza che distribuiva
volantini per il 1° maggio e, volendo, anche un giornalino.
“ma voi chi siete?” le ho chiesto
“noi siamo i socialisti
rivoluzionari”
“ah però! Insomma siete
abbastanza di sinistra che in questi giorni avrei proprio bisogno di
qualcosa di molto a sinistra. Vabbè dai, dammi anche il
giornalino”
“però costa un euro”
“immaginavo…. scusa, mi puoi tenere
un attimo il cane mentre cerco i soldi? Stai attenta perchè è
maleducato, indisciplinato e non sa camminare al guinzaglio”
“vabbè, se cerchi qualcosa di
molto a sinistra non puoi pretendere di avere un cane educato”
“Ecco. Poi uno si chiede perchè
la sinistra non è entrata in parlamento”
“in che senso?”
“no niente ecco l’euro”
“senti ti lascio anche questo, è
un volantino per un convegno dal titolo “emergere in città”
“e di che parlate, qual’è
l’argomento, insomma ma voi che fate? Ma siete sicuri che tutto
questo serva alla sinistra?”
“tanto cominciamo a ritrovarci”
“effettivamente ultimamente mi sono
un po’ smarrita”.
19 apr
19 apr
18 apr
17 apr
16 apr
Dopo aver commentato tutta la stagione, non c’era motivo perché ci perdessimo questa: stasera, a partire dalle 21:30 fino a mezzanotte e mezza circa, su RadioNation 1, va in onda Macchiaradio, con il commento alla finalissima di Amici.
Dietro i microfoni Matteo Bordone, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Peppi Nocera, Guia Soncini, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes). |
…oppure puoi riascoltare la trasmissione in questa stessa pagina, cliccando “Play” |
Ecco cosa puoi fare:
• Ascoltare la radio mentre continui a navigare (apre un piccolo player, così puoi uscire da questa pagina)
• Chiamare in diretta via Skype (abbassando il volume della radio e avendo cuffie e microfono)
• Entrare in chat via web
• Entrare in chat via IRC (installa il programma necessario: Windows | MacOS | Linux )
• Consultare il palinsesto di RadioNation su Google Calendar (
)
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella chat IRC di RadioNation cliccando sul link “Continua a leggere…” sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.
16 apr
Eh, beh.
E d’altra parte, come poteva andare, nella VascoLigacrazia?
Nel paese dove i rocker sono da anni impegnati a convincere gli schiavi in
catene che “Non è tempo per noi”, che “Ci si deve accontentare”, che “Ci pensa
la vita, mi han detto così”, che “Cosa possiamo fare noi se non “finire
male”. E questa sarebbe
Musica
al Pueblo unido, ricordargli che serà siempre vencido – però, gente, vi consolerete con le
rovesciate di Boninsegna e il whisky al Roxy Bar? Sentite, poi per forza la
gente vota quelli che ce l’hanno duro. E tra poco c’è il concerto del primo
maggio, il cui tema è l’omaggio a Celentano – ottima scelta da parte dei sindacati, Chi non
lavora non fa l’amore sarà l’adeguata apoteosi.
16 apr
Al di là delle analisi da bar sport che si susseguono in questi giorni, vorrei sottoporre alla vostra attenzione l’intervento di Franco Berardi (alias Bifo) su Rekombinant. Franco ha un approccio diverso dal solito chiacchiericcio calcistico sul chi ha vinto, chi ha perso, ah ma se non ci fossero stati loro, io speriamo che passiamo al ballottaggio, ecc. Diciamo, un tantino più alto. Vale la pena di considerarlo come utile alternativa al mare di sciocchezze “di sinistra” che si leggono in questi giorni un po’ dappertutto.
La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo.
Non c’è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di
violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale
guardare, una speranza da coltivare.
Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell’altro e disprezzo di sé.
16 apr
16 apr
Non è che uno può prendere per il culo solo Mastella quando commissiona un inno alla Jeeg Robot: esiste anche un “inno cantautorale per il V2 Day“ (a dire la verità ce ne sono anche due - rap, che però, per lo meno, rispettano la metrica).
L’autore è tale Simone Avicola, e l’endorsement arriva direttamente da un post del blog di Beppe Grillo.
Un video al cui confronto quello di “Fotoromanza” della Nannini diretto da Antonioni non sembra poi più così didascalico.
Arrivati alla seconda strofa, quella del gatto in mezzo al mare, non sarete più gli stessi.
Descriva, il candidato, il dramma dell’artista che decida di montare il video della propria canzone saccheggiando Google Images, dovendo poi elaborare un testo che dia una parvenza di logicità ad una serie di foto accostate alla cazzo.
16 apr
16 apr
Allora: è sparita dal Parlamento l’estrema sinistra. Un partito monoposto come l’Italia dei Valori, per dire, ha presso più voti della somma di Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica.
E’ giusto, questo? Secondo me, no. Sono proporzionalista da sempre (come Craxi, tu guarda) e credo che chiunque prenda un minimo di voti debba essere rappresentato in Parlamento.
E poi non ha tutti i torti il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, nell’osservare che per via dei diversi sistemi elettorali l’estrema sinistra c’è nelle province e neile città, ma appunto in Parlamento no.
Però, ecco, non so se abbiate ascoltato le spiegazioni che la Sinistra arcobaleno si è data circa la propria sconfitta: fa capire esattamente perché ha perso.
15 apr
Ricevo da Riccardo Orioles e posto anche qui, una implacabile e lucida analisi del dopo voto. Si può essere più o meno daccordo, ma certamente è una disamina che non fa sconti a nessuno, compresi ognuno di noi, un contributo di riflessione prezioso e difficile da rintracciare in qualsivoglia giornale. Buona lettura.
"Promemoria. In sostanza, dopo la tivvù, l’acqua, i telefoni e un po’ di altre cose, hanno privatizzato la politica. Puoi votare Coca-cola e questo è facile, basta votare per l’uomo più ricco del regno sperando che qualche soldino rotoli fino a te. O puoi votare Pepsi, e qui devi perdere un po’ più di tempo a leggere i giornali. Comunque per uno dei due. Alla fine ha vinto Berlusconi ma ha vinto - a modo suo – pure Veltroni. Abbiamo perso Peppone, Don Camillo, ed io. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla fare alla gente comune, è l’idea di ora. Possiamo applaudire i politici, gridare viva e abbasso, ma far politica noi poveracci è cosa ormai d’altri tempi, come il maestro Manzi o l’idrolitina. Veltroni non solo non si dimette, ma è anzi commosso; Berlusconi non solo non finirà in galera, ma ci manderà giudici e carabinieri. E va bene. Adesso spariamo un po’ sulla croce rossa.
- Cara, se avessi saputo che eri vergine ci avrei messo più tempo.
—
- Caro, se avessi saputo che c’era più tempo mi sarei tolta la calzamaglia.
