Certe domande bisogna farsele. Come mai la sinistra non sa che cosa dire di fronte al dramma del Tibet? Forse perché la destra, giocando d’anticipo, sta già promuovendo il boicottaggio delle Olimpiadi? E di quando in qua la sinistra, covo di mollaccioni e debosciati, si interessa di sport? Forse perché stavolta c’è di mezzo la Cina, ex amica e compagna? Oppure perché il Dalai Lama, quella specie di woytilaccio buddhista, sta simpatico agli americani? Come mai Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico, dice che è inutile boicottare, tanto la situazione non cambia, e che si penalizzerebbero solo atleti innocenti? (questa era facile) Come mai gli ebrei sono riusciti a far ricordare in tutto il mondo l’olocausto mentre nessuno ricorda lo sterminio di 1.200.000 tibetani da parte dei cinesi, cioè circa un quinto della popolazione? Come si dice in tibetano “Shoah”?