Pencils in heaven

A giudicare dai quotidiani online non si direbbe, eppure è morto Angese.
Tra i vignettisti della “vecchia guardia” fu quello che più volle imparare ad utilizzare il computer e internet in particolare, in un periodo in cui i più tecnologicizzati utilizzavano al massimo il fax.

Angese per Cuore

Questa sua vignetta non ha nulla di speciale, se non che è stata pubblicata a pagina 8 del primo numero di Cuore (quello del 4 febbraio 1991, in edicola solo soletto e non più allegato a l’Unità).
Così, tanto per far capire che lui c’era. E da un po’.

Le grandi testate per le quali disegnava lo hanno cacciato perché non riusciva proprio ad arruolarsi nel manierismo leccaculo dominante. (…) E credo sia giusto dire che molto nella sua malattia ha pesato l’essere cacciato, esiliato, lasciato per anni senza lavoro. Lui non ha mollato, ha continuato giorno dopo giorno a pubblicare le sue straordinarie storie su www.angese.it. Giorno dopo giorno, nonostante nessuno lo pagasse per farlo. Incredibile costanza. È andato così avanti per anni. Tentando continuamente nuove strade, resistendo nel dialogo con un pubblico di amanti della satira che lo avevano scovato nella rete. Sergio ha collezionato una quantità incredibile di porte sbattute in faccia. L’unico lavoro che gli era restato era uno spazio quotidiano sulla NazioneResto del Carlino, pagato una cifra vergognosamente bassa. Uno spazio concesso quasi con fastidio, in una situazione nella quale qualunque sua proposta veniva bruciata sul nascere. Sopravviveva in quello spazio perché non aveva altro e non voleva smettere di raccontare, comunque, a un grande pubblico.
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7 Comments

  1. ma lo conoscono tutti dopo che e’ andato? facciamo cosi, diteci quelli che vale la pena conoscere prima che muoiano

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