Ci sono coincidenze che ti lasciano stupefatto, di tanto in tanto. Magari a San Lorenzo hai trascorso una mezz’ora naso all’aria e non sei riuscito a vedere niente. Poi, una sera, un attimo prima di rientrare in casa, ti sorprendi a lanciare un’occhiata alle stelle e, così, senza un motivo specifico che ti induca a pensare che in quel particolare momento vada detta una cosa del genere, pensi: “ciao, papà”.
Ti volti, hai già la mano sulla maniglia della porta di casa, e provi una sensazione strana, quella di aver commesso la scortesia di non aspettare un qualsiasi tipo di risposta. E’ il momento - va detto - in cui la tua metà razionale prende per idiota la restante: quante sono le probabilità - ti chiedi - di voltarsi per un solo secondo e vedere una stella cadente?
Però, lo stesso, ti volti e, zac, eccola.
Lo sapevi, lo sapevi, lo sapevi.
Resti a bocca aperta e, per una volta, magari solo per qualche istante, pensi che quella idiota sia la tua metà migliore.