La lingua batte dove il dente duole

Pare che non sia la sola a pensarla così. Dalla pagine dell’ultimo numero de Il Venerdì di Repubblica, Piero Ottone nella sua rubrica, dice più o meno la stessa cosa anche se su un argomento diverso.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra perché in fondo siamo tutti almeno in parte colpevoli dei frutti malati di questa società.
L’argomento di cui parla Ottone non riguarda però i fatti di cronaca più cruenti di cui siamo quotidianamente testimoni tutti quanti, ma dell’opportunità di ciascuno di noi di criticare uno Stato inefficiente se siamo stati almeno una volta nella vita evasori fiscali.


Testualmente “ Dichiaro che nessuno ha il diritto di protestare, di inveire, di prendersela col potere pubblico, se è, in grande o in piccolo un evasore. Se ha (pur pagando le tasse una volta l’anno) qualche peccato sulla coscienza in materia fiscale. Con un pagamento in nero, per esempio, per servizi grandi o piccoli. O altri imbrogli”.
Tutti zitti quindi, perché uno schiaffo tirato per rabbia alla propria compagna ci rende colpevoli di assecondare di fatto le violenze sulle donne (ma la mia era evidentemente una provocazione), e tutti zitti quindi se si è pagato in nero il conto dell’apparecchio per i denti del bambino perché questo gesto ci rende di fatto colpevoli dell’inefficienza dell’apparato burocratico.
Ebbene, io ammetto pubblicamente di essere un’evasore fiscale, me ne accollo tutte le responsabilità e faccio pubblica ammenda dei miei peccati.
Le cose sono andate così.
Avevo un dente cariato così mi sono rivolta al nostro servizio sanitario nazionale per prendere l’appuntamento con un dentista ma mi hanno risposto che avrei dovuto attendere almeno sei mesi.
A questo punto le possibilità erano tre:
1)Approfittare del malconcio servizio che mi offre lo Stato, attendere sei mesi tra i tormenti di un dente malato e sborsare una cifra consistente in antidolorifici per tenere sotto controllo il dolore al dente fino alla data dell’appuntamento.
2)Rivolgermi ad un medico privato in grado di risolvere tempestivamente il mio problema e sborsare una una cifra consistente da recuperare tra un anno in minima parte dalle tasse.
3)Rivolgermi ad un medico privato in grado di risolvere tempestivamente il mio problema e da consentirmi di risparmiare sempre in minima parte ma altrettanto tempestivamente, una cifra leggermente maggiore a quella che potrò recuperare tra un anno dalle tasse.
Naturalmente ho scelto la tre e ho scelto, di fronte alle inculate che mi provengono da qualsiasi parte mi giri, di offrire il mio deretano al mio dentista che almeno lo conosco bene e so essere un vero professionista del suo mestiere.
Perché questo è il punto, cambiano i volti, cambiano i nomi, cambiano gli strumenti ma la scarsa professionalità degli operatori politici del deretano non cambia mai.
Forse, pensavo, prima di sollecitare il coraggio del paziente, sarebbe opportuno sollecitare la professionalità dei cerusici.

(Visited 19 times, 1 visits today)

9 Comments

  1. Mi converrebbe anche se il risparmio che mi propone a gennaio il dentista, lo Stato non ci mettesse come minimo fino a luglio dell’anno prossimo per riconoscermelo dalle tasse….

    Ventomare, certo che ci guadagno, se non ci guadagnassi, ed è questo il punto, non avrei alcun interesse a fare evadere il mio dentista.
    Ti rendi conto che è proprio in quel “un po’ a me subito e tanto a te” che risiede l’inghippo di questo sistema?

  2. Cioè vorresti farmi credere che detraendo tutti i costi dalle tasse lo stato ci guadagna, tra saldo del recupero dell’evaso e perdita della metà del reddito invece già tassato?

    bel gioco. lo stato recupera, ammesso che tutti seguano le regole, e non ci siano intoppi nel sistema (tipo le fatture false, lavoro nero ed altro), la metà dell’evaso, perché l’altra metà lo scarica il compratore, e perde metà di tutto quello che già incassa, dal momento ora pagano in due e dopo pagherebbe solo l’erogatore e non il compratore.

    Risultato a danno dello stato un po’ meno della metà di ciò che incassa ora (questo lo perderebbe sicuro) circa 300 miliardi di euro. Guadagno circa 50 miliardi, metà dell’evaso (questo non è sicuro che lo recupererebbe). A meno di non portare il regime delle aliquote all’80-90%, il crack finanziario.

    Senza considerare l’enorme carico aggiuntivo nei controlli e la vecchietta alle prese con la contabilità di 365 scontrini del caffè. Perché chiariamo, con un sitema così, ogni volta che non ti scarichi uno scontrino perdi soldi, perché bisognerebbe portare le aliquote ad un valore altissimo per compensare le perdite.

  3. Ventomare, non vale nemmeno la pena ribattere a ciò che dici, anche perché sono tante e tali le sciocchezze (che c’entra il caffè? dove li tiri fuori quei numeri? ma perché continui a usare “scaricare” che non significa nulla?) che non saprei da dove partire.

  4. Come che c’entra il caffè, se ti puoi dedurre le spese perché il caffè dovrebbe essere trascurato? un auto sì ed il caffè no? scaricare vuol dire: non pagare imposta di reddito sui consumi effettuati, o pagarne meno, con la leva della deduzione dell’imponibile o quella della detrazione dell’imposta, con l’obiettivo, anche, di favorire l’emersione.

    Il problema è che di sicuro perderesti una parte del denunciato, che incide per molto di più dell’evaso, che non sei sicuro di recuperare. Con l’aggravante di complicare i costi di contabilità ed i costi sia per lo stato che per il contribuenti.

    Comunque quello che non capisco della destra e che parlano di quoziente familiare e di contrasto di interessi fiscale e non lo fanno mai. Chissà perché.

    Spero di essermi, umilmente, spiegato.

  5. Chiarissimo. Io infatti scarico la spesa del supermercato in modo tale che l’imposta calcolata sul consumo presunto, grazie alla leva deduttiva, mi consente di favorire l’emersione e combattere il conflitto di interessi. Dati alla mano.
    Circa le prestazioni indebite, se si scaricasse dall’imponibile una tariffa percepita per le suddette, la misura dell’evaso emergente andrebbe a contribuire alla battaglia contro quegli erogatori insofferenti delle regole. In questa maniera, stimando il recupero in una percentuale del 30% delle maggiori entrate erariali, lo Stato guadagnerebbe una somma pari allo 0,5% del PIL.
    Ed è per questo che gli evasori andrebbero puniti, con misure severe e non con il solito lassismo di chi vuol farvi credere che il caffè è buono solo con lo zucchero. I furbi in questo Paese sono nascosti ovunque, non fatevi fregare.
    Questo genere di individui rappresenta almeno 1/3 del Paese. E, guarda caso, questa cifra corrisponde esattamente ai 37 mld. annui di maggiori imposte che negli ultimi 3 anni e mezzo Visco è riuscito a recuperare. Già nel terzo trimestre del 2007 questa cifra è raddoppiata e il montante dell’ottobre 2008 conferma l’effetto trascinamento. Tutto torna.

  6. Perdonami Virginia, ma adesso sono io che ho qualche problema di comprensione.

    1. Un recupero del 30% di maggiori entrate erariali, corrisponde a circa 200 miliardi che sono, non l’ 0,5% del PIL ma nel oltre, il 13% del PIL.
    2. Visco, purtroppo non governa da tre anni e mezzo, a solo da 1.
    3. Il terzo trimestre 2007 è ancora da venire, il 2008 non ne parliamo nemmeno.
    4. I 37 milardi sono le maggiori entrate del 2006, non tutte come visto attribuibili al recupero di evaso. Ma di questi circa il 33%-40%.
    5. tu non puoi dedurre la spesa se la potessi dedurre le cose si complicherebbero parecchio, come ho già avuto modo di spiegare. Ma se a Brunetta piace tanto mi domando come mai non l’abbia fatta un suo cavallo di battaglia nei 5 anni nei quali ha governato.

    Ora due sono le cose: o mi stai prendendo per i fondelli, cosa probabile, o hai svalvolato.

    Apprezzo e concordo sul fatto che i furbi sono da tutte le parti, ma da qualche parte di più. Concordo anche sul fatto che il modo migliore per combattere l’evasione è punire chi la fa, specialmente con il blocco parziale o totale, se recidivi, dell’attività. Concordo infine, alla grande sul fatto che il caffè è meglio senza zucchero. Infine spero per te che tu sia più carina e meno acida della Brambilla. :)

    P.s.: per un attimo ho fatto fatica a riconoscere il tuo modo di pensare pensavo fossi un fake. :)

  7. Perdonate l’O.T.

    GENNARIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!
    Where are you? Where, where, e where????
    Tanti vasilli dalla chiquitaMoruzziellaverdaad.

    Stanotte ho sognato che dicevo la parola “leche” e nessuno la capiva e allora la scrivevo alla lavagna.

  8. Valeria, oh oh, Valeria, oh oh, Valeria, oh oh!

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/economia/fisco/fisco-bankitalia/fisco-bankitalia.html

    Bankitalia, entrate fiscali al +6,9%
    nei primi quattro mesi del 2007
    ROMA – Entrate fiscali ancora in forte aumento nei primi quattro mesi dell’anno. Le entrate tributarie di cassa tra gennaio e aprile 2007 sono aumentate di 6,7 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2006, con un incremento percentuale pari al 6,9%. A fare i conti è la Banca d’Italia nel supplemento Finanza Pubblica del proprio bollettino statistico, secondo il quale, al netto dei fondi speciali della riscossione (cioè dei fondi registrati ma non ripartiti) nei primi quattro mesi dell’anno, sono stati incassati 103.815 milioni di euro contro i 97.118 del gennaio aprile 2006.
    ——————–

    7% 2006, 7% quest’anno. Che dici, anche il 2007 dipende da Tremonti? Visti i numeri, nel 2002, 2003, 2004 e 2005, ha procurato un bel danno erariale al paese, per non parlare di quello civico.

    Viss, non sono tutti uguali. Bisogna imparare a distinguere per cambiare le cose. Non si può strillare contro il malcostume e poi non valutare le differenze delle gestioni.
    Aggiungo, inoltre, che Visco dall’inizio dell’anno ha restituito oltre 8 miliardi di rimborsi arretrati a persone ed aziende. Vecchi arretrati.

Rispondi