Lo sport più bello del mondo

Allo stadio ci vanno il giorno prima. Entrano, sistemano spranghe, bastoni, bombe carta, fumogenti, petardi, sassi… tutto quello che può servire allo scopo. La chiamano prevenzione. Non premeditazione. Ragionano più o meno così: può sempre servire. Come fanno? con la scusa di dover sistemare gli striscioni, quelli lunghi che coprono tutta la curva. Nelle vaschette di scarico dei bagni sistemano anche un po’ di fumo, di coca, qualche bottiglia buona. Perché di domenica aprono il mercato in curva. Entrano, perché agli ingressi comandano altri capi tifosi, quelli che la società compra per non avere grane la domenica. Compra, paga, omaggia di biglietti. Possono essere di una fazione o di un’altra. Di solito vengono scelti i più forti, i più radicati. Vengono comprati per garantire il servizio d’ordine, per compiere quei ridicoli controlli all’ingresso. Dicono alle signore, (signore?): apri la borsa, fammi vedere. E poi lasciano passare il ragazzino, perché è amico, è figlio di amici, è roba nostra. Senza biglietto. Senza biglietto dentro, non perché può creare fastidi e bloccare gli ingressi, perché è roba nostra. Il sabato funziona così.
La domenica, poi, disciplinati e corretti, entrano allo stadio. Disciplinati e corretti non tutti. Solo i pradroni di casa. Gli ospiti si arrangiano. Arrivano con i treni, i pullman, le macchine e fanno ressa all’ingresso. Perché il biglietto non ce l’hanno. Non ce l’hanno. E allora trattano con la polizia: o ci fate passare, o sono casini. E spesso sono casini. Soprattutto quando per una ripicca della società, qualche giorno prima della partita, vengono spediti pochi biglietti.
Le società sanno quanta gente verrà allo stadio la domenica. Sanno e decidono chi deve esserci. Perché le prevendite vengono assegnate ai capi tifosi. Che decidono anche i prezzi.
Poi c’è la loggia massonica della tribuna d’onore. Gratis la centrale per amministratori, onorevoli, industriali, sponsor, sindacalisti, professionisti. Quelle laterali a pagamento, ma con qualche omaggio, a chi aspira a passare in quella centrale. Il calcio cementa discussioni che in altri posti non si concluderebbero mai.
Durante la partita.
L’arbitro è sempre un cornuto. Da nord a sud. Il poliziotto e il carabiniere sono sempre sbirri. Incendiare le loro macchine diventa azione d’onore. Ferirne uno è una medaglia. Il lunedì si festeggia la conta dei feriti.
Esiste anche il manuale del perfetto ultras: nello zainetto non devono mai mancare la felpa col cappuccio, il passamontagna, la sciarpa. Anche per il calcio d’agosto. Allo stadio si va con il viso scoperto, in bagno ci si cambia. Poi: raggrupparsi, colpire, disperdersi.
Nelle questura italiane, negli uffici Digos esiste la Squadra Sportivi, che non viene impegnata dal lunedì al lunedì nei tornei degli uffici, ma lavora per visionare immagini, incontrare i tifosi, capire che aria tira, mediare. Mediare: convincere le teste calde che si può avere qualche posto in più in curva, se non ci sono problemi. Mediare.
Ma quando la curva viene completamente sfasciata, non c’è problema: esistono fondi europei per finanziare le strutture sportive. La società fa richiesta al sindaco. Il sindaco entra gratis e gira la rihiesta all’assessore regionale allo sport, che entra gratis. L’assessore avalla la richiesta e lo stadio viene ristrutturato. Ovviamente il contributo non copre le spese totali. Ma il costruttore entra gratis e gonfia le fatture. L’eccedenza si chiama sponsorizzazione. Come, non ci credete? ma non ci fate caso ai loghetti pubblicitari sui fondali usati per le splendide interviste del dopo gara? Io vi capisco: quando i campioni spiegano la partita, ci vuole tanta concentrazione per capirli.

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43 Comments

  1. L’altro giorno, in tv, guardavo un interessante documentario sugli scontri tra colonie di babbuini.
    Solo dopo un bel po’ mi sono accorto che si trattava di un dopopartita. In effetti il fatto che molti indossassero una sciarpa, e che nessuno avesse il culo rosso, un po’ mi aveva insospettito.

  2. tutti hanno responsabilità, a cominciare dai calciatori.

    con i loro atteggiamenti e comportamenti esasperano gli animi. li vedete mai quando giocano questi viziati miliardari ?

    sempre incazzati, sempre pronti a protestare, mandano a quel paese gli arbitri, danno testate, si arrabbiano quando vengono sostituiti.
    eppure questa è gente miliardaria, pieni di donne e che giocano a pallone ( manco facessero i chirurghi)!!
    guadagnano in un mese quanto io prendo in due anni, eppure sempre lì a fare le vittime.

    iniziamo da loro…il primo che protesta per un fuorigioco non fischiato ( un esempio…) viene espulso ! il primo che si incazza per una sostituzione fuori per tre partite. chi dà una testata fuori per la stagione senza stipendio.

    poi vediamo come se la comprano la barca…

    onore all’agente caduto

  3. eugenio, complimenti per il tuo stipendio, non è da tutti guadagnare in soli due anni quanto un calciatore di serie A in un mese (ovvero 100-200 mila euro, eccetto i campioni, che prendono molto di più)

    lo schifo e le complicità sociali e politiche sono lampanti

    una cosa da anni mi frulla in testa
    perchè quella polizia che a genova 2001 non si fece scrupolo di fare quello che fece in occasione del G8, quando si trova allo stadio le busca così spesso? sono tanti, armati, corazzati, addestrati e subiscono
    chi potrebbe criticarli se ogni tanto, o anche ogni poco, nel trambusto a qualche poliziotto partisse un colpo involontariamente un colpo(sono così sensibili i grilletti delle pistole oggigiorno)

    e fare regolarmente ai covi ultras quello che fu fatto alla caserma diaz, per dirne un’altra?

  4. fosse solo una fase di passaggio…
    e invece no! questi avranno dei figli che educheranno con la loro mente malata e che a loro volta diventeranno dei pazzi invasati.

    io a questi glieli toglierei per inadeguatezza genitoriale.

  5. Nella recente guerra di Jugoslavia i generali serbi sapevano di poter reclutare negli stadi la gente più violenta e più disposta ad aderire all’assassinio. Il calcio è l’anticamera del fascismo e l’unico rimedio a questi piccoli fanatici della violenza (i piccoli “totalizzati”) è la cultura, la cultura, la cultura. E magari spegniamo la televisione ogni tanto. Grazie.

  6. Il paragone tra i fatti del G8 di Genova e la gestione dell’ordine pubblico negli stadi è secondo me molto interessante ma richiederebbe molto spazio per essere discusso in maniera corretta.

    La polizia non si comporta con gli ultras come si è comportata a Genova fondamentalmente per un motivo: gli ultras sono più cattivi e più pericolosi. L’ordine pubblico è una piccola guerra a bassa tensione quotidiana e della guerra spesso segue le leggi non c’è da esserene contenti ne scontenti, è un semplice fatto.

    Questo non toglie che spesso (in assoluto molto più spesso che per le manifestazioni politiche, perlomeno negli ultimi 20 anni) ci siano episodi “alla Diaz” della polizia nei confronti dei tifosi, solo non li leggerete mai sui giornali perché è difficile che i tifosi coinvolti siano figli di giornalisti o avvocati (o figli di amici di giornalisti e amici di avvocati ecc. ecc.) e, tutto sommato, anche il commentatore medio di macchianera pensa che tra se e se leggendo una notizia del genere in un trafiletto di nona pagina penserebbe “beh… se la vanno a cercare…”.

    La cosa interessante invece secondo me sono le dinamiche psicosociali che si creano nei gruppi di tifosi che sono del tutto paragonabili a quelle dei gruppi autonomi/extraparlamentari/centrisociali/casarini e roba del genere (si lo so, faccio un calderone indistinto ma per brevità, ci siamo capiti), la percezione di uno stato di guerra/guerriglia permanente, la volontà di raggiungere questo stato e la necessità del permanervi per l’integrità stessa del gruppo e delle sue dinamiche interne.
    Ragazzi mentalmente disturbati che cercano sfogo ai loro problemi e alla loro rabbia giocando alla guerra, poi ci scappa il morto e la colpa è della polizia e il meccanismo non fa che autoalimentarsi.
    Paradossalmente quasi meglio chi lo fa per una “non ragione” come la squadra di calcio che chi lo fa fa rivestendosi delle ragioni di qualche causa politica, almeno c’è più chiarezza nel senso del “gioco”.

    L’unica strada è la non violenza.

  7. Per chiunque abbia vissuto l’ultima settimana qui a catania (O qualche annetto in più , come il sottoscritto), non avrebbe avuto bisogno del commento di Carmelo.

    Prima che qualcuno me lo chieda: Si,questo è un commento anonimo, e non c’è modo di fidarsi se quello che dico è vero o meno.Leggetelo, oppure mandatemi al diavolo, affari vostri.

    1- L’entrata Sud dello stadio era completamente lasciata a se stessa, con la scusa che “si era in ritardo per l’inizio della partita”. L’unica..ehmm..”difesa” era una banale porta girevole in metallo.

    2- La scelta di chi far entrare presso l’altro ingresso è stata decisamente selettiva: persone si sono ritrovate ad essere rifiutate per un ombrello pieghevole in borsa, altre lasciate passare senza alcun problema.

    3- Le telecamere interne erano già state oscurate o distrutte nelle settimane precedenti, con “spallucce” da parte dei responsabili.

    4- Per chiunque avesse avuto modo di ascoltare i vari gruppi di tifoseria (che so, magari quelli tra piazza dante e piazza miracoli, magari) era già risaputo che lo stadio “sarebbe stato squalificato un anno come minimo”, e che era meglio “starne lontani che non ci vogliamo centrare niente in questo”…e più che “voci” si sarebbero dovute chiamare urla.
    Per chiunque frequenti la facoltà di lingue, è più difficile NON sentirli.

    5- L’intervento delle forze dell’ordine è stato un invito alla macellazione per entrambi i due gruppi. Se qualcuno sarà in grado di vedere il video integrale mostrato su raiuno “delle due jeep che girano in tondo” probabilmente noterà che ad un certo punto non si capiva più chi se la prendeva con chi.
    Tra l’altro, la sede operativa dei vigili del fuoco si trova a pochi metri dallo stadio, ma nessuno si è preso la briga di far intervenire qualche unità.

    6- Le persone arrivate a Piazza Spedini ( dove è avvenuto lo scontro) per le scene di “guerriglia” si raccolte sono poco dopo che le forze dell’ordine sono entrate all’interno dello stadio a causa di un lancio di bombe carta, lasciando l’esterno indifeso.Da notare che non si sono presentati eventi degni di nota all’interno dello stadio.

    Riassumendo, quello che avete visto a poco a che fare con il calcio, o con la violenza nel calcio.

    Quello che verrà sbandierato come un “ulteriore atto nella decadenza del mondo del calcio” è stato piuttosto un modo da parte di alcuni per far capire “a Catania chi comanda”.

  8. Sono allibito. Da voi e dai vostri commenti. Non sono abituale frequentatore di blog, ma siccome oggi pomeriggio non sarei andato allo stadio ho deciso di dare un’occhiata ai vari commenti in giro per la rete, sperando magari di imbattermi in qualche commento che esulasse anche di poco dal coro sconsolato dei “non si può morire per una partita di calcio”. Il calcio non c’entra niente con questi episodi, pensavo di dire ovvietà, ma leggendo questi post non mi pare che sia così. O forse pensate veramente che questa violenza sia davvero figlia del “tifo”? Leggo oggi la notizia di una ragazza uccisa a coltellate dal vicino perchè i suoi cani abbaiavano troppo, e prima di un tassista che uccide letteralmente di botte un autista privato “crumiro” davanti ad un albergo, e prima ancora di omicidi per sorpassi o ancora di sterminii ad Erba per motivi che penso possano ritenersi stupidi tanto quanto una partita di calcio. Me lo sono immaginato solo io che lo stadio non sia altro che uno dei tanti scenari in cui agiscono, qui maggiormente incanalati per vari motivi, i cosiddetti facinorosi oppure c’è qualcun’altro la fuori che la pensa così?
    Per quanto riguarda il quadretto di Gabriella Bianchi mi chiedo di quale film stia parlando, e ripenso a tutte le volte che leggo di videogiocatori indignati con politici e commentatori che condannano sui giornali videogiochi che non hanno mmai visto ed in generale tutte le persone che descrivono e condannano non sapendo di cosa in realtà parlano.
    Un abbonato di serie B, 5 trasferte quest’anno, mai un incidente, molte risate.

  9. Nomi nomi nomi.
    Fai un po’ di nomi, cazzo. Di squadre, di società, di ultras, di presidenti.
    Quello che c’è scritto in questo post, per quanto largamente condivisibile, potrebbe benissimo essere un’esposizione ben fatta di quelli che sono i luoghi comuni che tutti conosciamo.
    Aggiungici qualcosa, se la sai.

  10. Eccola là la sociologia. “succede dovunque, succede anche fuori dagli stadi…”. Tradotto significa: non succede.
    Gaha, nessun film. Mi occupo di nera da 15 anni ormai. Dieci giorni fa ho seguito gli arresti di 8 tifosi della Salernitana per un altro derby, certo di serie c. Uno degli arrestati aveva un precedente: il rogo del 1999 del treno in cui morirono 4 ragazzi. E quella era serie A. 2003 altro derby, morto un 19enne di Napoli. Serie B.
    Ho girato tanto, per motivi familiari, i campi di calcio, pur avendo il calcio in profondo disprezzo. Mi incuriosiva l’ambiente. Mi piace il torbido. E non c’è bisogno di fare nomi: basta scorrere l’elenco delle squadre di serie A, B, C. Eccoli i nomi.
    A chi pensa che i giornali non scrivono di arresti, perquisizioni nei covi dei tifosi: che giornali leggete? Il manifesto, Liberazione, Il Riformista, il Foglio… Perché lì, giustamente, queste notizie non ci sono. Negli altri quotidiani sì. O leggo solo io la pagina di cronaca? voi solo quelle di cultura, esteri, economia…

  11. Condivido molto… la conoscienza e la comprensione degli argomenti, di certi meccanismi, di certi attori…
    Ma condivido anche molto poco, molto poco l’idea che questo microcosmo che descrivi così bene (e di cui ho fatto parte) sia nato per intercessione dell’angelo, da una Vergine società traformatasi in puttana grazie quel vizio capitale che ci ostiniamo a chiamare calcio.

  12. @Artefatti
    Infatti io non parlo di calcio, ma dell’ambiente in cui si disputa una partita. Tra questa gentaglia ci saranno anche persone perbene, che mettono mano al portafogli e vanno in trasferta, si abbonano, s’incazzano per una sconfitta o passano la giornata a disegnare schemi tattici da urlare al mister davanti alla tv. Non sono questi, che mi fanno tanta tenerezza: sono gli unici a crederci. Dico che negli stadi circola tanta gentaglia, che dal lunedì al sabato solitamente si occupa delle stesse cose. Mi è capitato di leggere i carichi pendenti di qualche arrestato o denunciato per danni… sportivi: sono davvero di tutto rispetto, anche in caso di minorenni. Del resto alle identificazioni non si arriva per caso. I riscontri tra le immagini televisive, avvengono sulla scorta di foto segnaletiche. Comparazioni morfologiche, ma anche per associazione di persone. Le Squadre Sportivi delle questure lavorano sette giorni su sette per capire chi frequenta chi. Così se identificano Caio che è pregiudicato, arrivano anche a Tizo incensurato, perché lo hanno visto spesso in sua compagnia e perché combacia fisicamente col tipo non in archivio.

  13. Non capisco. Insomma: il calcio in sè, le società sportive, gli interessi che ci girano intorno… Quanta responsabilità ha ciascuna di queste cose in quello che accade?
    Se si chiudesse la baracca, gli ultras andrebbero ad aiutare le vecchiette al posto che bombardare poliziotti?

  14. Murmur, no. L’ho detto. Sti tipi dal lunedì al sabato fanno le stesse cose fuori dallo stadio

  15. succede, succede, e s’uccide, s’uccide. Soltanto penso che sia molto labile il legame fra ieri sera e il calcio; il cacio sui maccheroni è formaggio, non pasta.
    I ragazzini arrestati ieri sera a Catania non si sono laureati all’Università Criminale del Calcio studiando sull’album di figurine panini, ma più verosimilmente in altre stanze. Se poi ti occupi di nera, e NON di calcio, saprai meglio di me queste cose, ma probabilmente non conosci quali sono le cose che gli incensurati amano del “torbido” mondo del calcio che disprezzi a priori.
    Immagino ti piaccia il rugby. Oggi pomeriggio non potendo andare allo stadio ho visto la partita di rugby Italia-Francia in tv dove gli originali commentatori hanno passato metà del tempo a sottolineare come nel rugby non accadono quelle brutte cose che caratterizzano il calcio in campo e sugli spalti. A fine partita hanno intervistato il catanese LoCicero che ha avuto parole originali e ancora una volta da me tanto apprezzate: “non si può morire per lo sport”, dimostrando (1) di non aver capito che lo sport non c’entra niente (vallo a dire agli sciatori, piuttosto) e che si tratta di scontri circoscritti a delinquenti e forze dell’ordine (quest’ultime, essendo tali, giustamente occupate a lavorare per sedare momenti di disordine) e (2) che i rugbisti hanno definitivamente rotto i coglioni, che il loro sport sarà sicuramente sottovalutato e comunque migliore del calcio e con più valori etc etc però per quale motivo devono passare tutto il loro tempo libero a sottolinearlo e non se ne stanno nel loro paradiso rugbistico del cazzo?! (Per certi (molti) versi ricordano gli utenti mackintosh vs utenti PC). Sarà probabilmente per colpa dei tifosi di calcio.

    P.S. Mi ha detto un sociologo che i 12/13 delle morti nel calcio sono avvenuti dal 1979 in poi..

  16. Gaha, puoi ripetere? non ho capito una mazza.
    che ho scritto? che si sono presi a botte i calciatori?
    Dico solo che uno stadio, come un qualunque posto che consente la concentrazione di un gran numero di persone, favorisce l’effetto pecorone (non branco, pecorone: uno si butta nel fosso e gli altri a cascata).

  17. S’è già detto in altre sedi che “il calcio è l’anticamera del fascismo”. Che vuol dire che uno che va in curva o ha una tessera di fan club è lì e può scegliere di spostarsi dall’anticamera al fascismo o uscirsene. La partita e lo sport “calcio” non sono il problema, ma sono l’esatto contenitore per le pulsioni feroci dei bianchi contro i neri, degli sbandati contro la polizia, dei presunti ariani contro i presunti ottomani o zingari o omosessuali o negri.
    Forse i signori che commentano qua non ricordano bene questo fatto: la Serie A è stata fondata nel e dall’Italia fascista. E non è un caso vedere tutte quelle croci celtiche nelle curve…

  18. io non capisco perchè gli appassionati di calcio si mettano così sulla difensiva di fronte ad una lucida accusa come questa. accusa basata su fatti reali e concreti e non su passioni o preferenze in campo sportivo.

    a me il calcio piace.
    trovo sia uno sport appassionante, soprattutto da quando mi è capitato di ascoltare davide enia e il suo rembò.
    eppure non mi sento minimamente attaccata dalla critica esposta in questo articolo.

    cavolo, nessuno dice di abolire il calcio, ma il campionato non è lo sport!

  19. il calcio era talmente inviso a mussolini e company che si tentò per un decennio di sostituirlo con un misto tra il rugby e la pallamano chiamato “volata”…
    il calcio è l’anticamera di un bel niente, è semplicemente uno specchio fedele di questa società…
    certi assiomi invece, sono davvero più spaventosi di ciò che tentano di confutare.

  20. Scusa Gabriella, ma quanto sto per dire suonerà un po’ rude. A me pare che il tuo pezzo parta bene, poi non arrivi da nessuna parte, finendo per candidarsi a uno di quegli interventi carichi di sdegno tipici degli ospiti di Biscardi quando hanno capito che tira aria di indignazione. Leggo un elenco poco edificante di cose che già si sanno, che dopo un po’ prende la piega del “Ma lo sa, signora mia, che brutte cose succedono?” Insomma, dove stai puntando il dito? O non lo stai puntando? Quanto è successo – pardon: quanto succede, dagli anni 70, attorno agli stadi, è colpa di qualcuno in particolare, è colpa di tutti noi, è colpa del calcio perché si presta ad essere, di per sè, “la descrizione di una battaglia” (cfr. A. Dal Lago, sociologo), è colpa tanto per cambiare di una società marcia, o delle società (calcistiche) marce? Ma soprattutto: visto che segui il tutto così da vicino, cosa proponi?

  21. Barman, io non propongo nulla, e dalla sociologia mi tengo alla massima distanza. In giro ho letto cose davvero tanto ridicole, pardon… biscardiane. Ho semplicemente visto e riporto. stop. a futura memoria. Perché almeno le analisi sociologiche non partano dall’ “io penso, io immagino” ma da qualcosa di concreto. La realtà è questa. Mi spiace che irriti i cosiddetti tifosi perbene. Ma è questa.

  22. Barman: non è poi così necessario avere nomi e cognomi, tanto sono intercambiabili. E’ lecito domandarsi come facciano i tifosi “buoni” a frequentare, e indirettamente sostenere, ambienti e situazioni che inevitabilmente producono violenza. Violenza che spesso si manifesta anche nelle partitelle tra le squadre minori, segno che non è tutta una cosa organizzata dalle megasocietà miliardarie.

  23. Cara Gabriella , i rapporti marci che girano intorno al calcio non dovrebbero essere una novità.
    Mi permetto di aggiungere che oltre allo spaccio ( o mercato come lo vuoi chiamare) c’è il mercimonio di voti (visto anche questo) attraverso i gruppi ultras. Oppure l’aggressione fisica ai giocatori della propria squadra o ai loro parenti(anche in serie minori) , ricordo alcuni episodi da brivido Tricase , Lecce , Bari. Io(il mio gruppo) sono stato rincorso dagli ultras del Treviso (eravamo ancora nei campionati Dilettanti , avevo si è no 15 anni , non ci hanno preso ,al ritorno ho preferito soprassedere)

    Tutto questo per dire cosa? Che il calcio fa schifo? Non è vero e le cose SE SI VUOLE cambiano.
    Guardare alla voce stadi inglesi(di prima e seconda divisione). Che loro oltre il calcio hanno inventato pure gli hooligans.
    E’ che qui siamo sempre indietro , e aspettiamo il morto di turno per aprire gli occhi. Poi prendono la parola gli indignisti , i colpevolisti ,”le regine del tua culpa”.
    “Lo stato che fa? Si costerna , s’indigna , s’impegna poi getta la spugna con gran dignità”.

    P.s non è che l’inghilterra è il paradiso del calcio , solo che noi(italiani brava gente?) siamo bravissimi a parlare (o brontolare) tanto e a non combinare niente.

  24. Articolo pieno zeppo di stronzate, il mondo ultras è ben altro, bisogna viverlo per poterne scrivere. Basta con questa demagogia da quattro lire per favore!

  25. dcql puoi farmi un elenco altrettanto dettagliato delle stronzate che avrei scritto?
    forse che a Catania non c’erano minorenni, forse che tra ieri e l’altro ieri non hanno sequestrato bombe carta, fucili e droga nei club ultrà? forse che in altre città non sono apparse scritte di trionfo per l’uccisione di un poliziotto? Però questo post è di sabato ore 10,54, cioè di parecchie ore prima che venissero resi pubblici i bilanci dei blitz di Catania. E io non mi chiamo Cassandra, non ho la sfera di cristallo, ho una capacità intuitiva del tutto pari alla media. Ho solo anticipato scene già viste.
    Giacché vivi o hai vissuto nel mondo degli ultrà, raccontacelo. hai due possibilità: è peggio di quel che ho scritto oppure è il paradiso dei bravi ragazzi. Nella seconda ipotesi pensi di trovare qualcuno disposto a crederti?
    TheEvil, perdonami, ma il capitolo politico l’ho tralasciato con molta disonestà, ma bonariamente volevo evitare diventasse quello che in gergo militare si chiama “falso obiettivo”.

  26. Personalmente appartengo alla vecchia scuola in via di estinzione che crede si debba rispetto ai rappresentanti delle forze dell’ordine, costretti a rischiare la pelle per una miseria. Il rispetto si confonde con la lungimiranza se me li ritrovo davanti in assetto antisommossa (via, non è che mi succeda spesso, p.u.u.e.). Può bastare anche il buon senso, sempre che si tenga a non tornare a casa con i denti in tasca.

  27. stare ancora a discutere su dei dati che oramai appaiono assodati mi sembra un po una perdita di tempo.
    cercarne di capire il significato un lavoro maggiormente utile, arrivati a questo punto.
    quindi, alcune riflessioni: il problema non è certo il giuoco calcio in se; vi è una cultura della prestazione e del risultato ad ogni costo che coinvolge anche i campionati dei pulcini (e su questo ci si può interrogare dal punto di vista sociologico); sono apparse maggiormente evidenti delle collusioni con il mondo mafioso e considerato il particolare momento di “tregua armata” in cui stiamo vivendo forse questo particolare non è da sottovalutare; l’influenza di un modello di ultras basato sempre di più sull’ideologia fanatista politica è ai massimi livelli; il settore ultras rappresenta un “posto al sole” per chi, anche fregandosene del calcio, ha semplicemente volgia di menare le mani e scaricare l’adrenalina (altresì detta frustrazione) contro un “nemico” (che potrebbe essere qualsiasi ma nel caso della polizia è di più facile identificazione).
    c’è sicuramente dell’altro, cosa? ma soprattutto, esiste un nesso tra tutti questi fattori? quali le possibili soluzioni?

  28. Gana,
    ti rispondo con i tuoi stessi toni: sei un coglione e non capisci una minchia. Sì, sono un rugbysta e non ti preoccupare, rimarrò nel mio paradiso rugbystico del cazzo, un paradiso dove lo sport esiste ancora, dove posso andare allo stadio senza alcuna paura, dove vedo dei valori che tu hai dimenticato quando sei venuto al mondo, dove l’insulto verso la squadra avversaria non lo riesco neanche a concepire, dove dopo la partita si fa festa e non guerriglia.
    Tu, per favore, continua a vedere per ore la faccia da pirla di Ronaldo alla tv, le trasmissioni delle emittenti private che usano in tutto 100 parole per commentare il nulla che ti circonda, insisti a dire che col calcio – inteso come “mondo del calcio italiano” – quelle cose non c’entrano e pendi dalle labbra dell’ignorante di turno che tra una velina e l’altra si lamenta della pubalgia.

    P.S. Ah, io ho un PC…

  29. Hughes, lascia perdere e ringrazia che esiste il calcio. Come ex-arbitro di rugby ti posso dire che non c’e’ cosa piu’ preoccupante delle domeniche in cui i campionati di calcio sono fermi, e quelle testedicazzomarce dei tifosi di calcio vengono negli stadi di rugby a rompere il cazzo a chi si vuole godere una domenica di Sport.
    Gana, i rugbysti non escono mai dal loro paradiso, te lo posso assicurare, che’ il posto del calcio nel panorama “sportivo” italiano non ve lo tocca nessuno, anzi ci fa schifo proprio.

  30. joe: i nomi? tutte le società sportive professionistiche italiane. a parte qualcuna, come la lazio.
    come lo so? basta avere un amico che queste cose le fa tutte le sante domeniche.
    trovo che gabriella abbia centrato in pieno il punto: le società sportive sono le prime responsabili di quello che succede negli stadi perché sono ostaggio del tifo violento ed hanno tutto l’interesse a “mantenere” il tifo organizzato da usare come un manganello quando serve.
    inutile metterla sul sociologico: è una questione di ordine pubblico e di contiguità delle società ai violenti.

  31. Vedi, hughes, il fatto è che a me del faccione di Ronaldo tra le veline frega meno che a te, te lo posso assicurare, e sono nauseato dalla gestione politico-$$$-televisiva del calcio eccetera. Non è che con un abbonamento acquisti automaticamente un pacchetto comprensivo di partita+spranga+razzismo+biscardi, come mi sembra di capire in queste ore.
    Comunque, puntuale su Repubblica di domenica C.Sannucci dipinge l’idillio delle tribune del flaminio. Ecco, non ricordo partite ai mondiali dell’estate scorsa in cui non ci fossero tifosi sparigliati sugli spalti o per le vie delle città senza che succedesse nulla. Allo stesso tempo penso che il fatto che in Italia il rugby sia seguito da 4 gatti non ne faccia una cassa di risonanza abbastanza attraente per i paratifosi che si infiltrano nel calcio. Altri paesi in cui la diffusione del rugby è ben più radicata non sono affatto alieni, o perlomeno non lo sono stati in un passato recente, a fenomeni di hooliganismo (cfr ad es. The Family Game: The Untold Story of Hooliganism in Rugby League, di Michael James).
    Riallacciandomi alla facile sociologia di cui si accusa il mio primo commento, leggo stamattina di un tizio che ammazza un tale per una lite in seguito ad uno stop non rispettato. Benissimo, prendiamo misure serie, chiudiamo le strade a tutti per una settimana, perchè voi automobilisti siete tutti degli incivili.

  32. gana: la speranza sarebbe che gli ultrà del calcio non si trasferissero al rugby, cosa tra l’altro improbabile visto il livello di cultura sportiva.
    il rugby al posto del calcio e i tifosi di calcio all’hockey su ghiaccio.
    questo sarebbe un mondo ideale.

  33. Vedo con piacere che ci si rimette a parlare ad un livello meno provocatorio.
    Vedi, Gana, io sto facendo un’analisi del “fenomeno” calcio in Italia, non dappertutto; anche perché sono stanco di questi paragoni con le altre realtà, tipo Inghilterra, dove si è riusciti ad ottenere dei risultati e bla bla… Ora, noi italiani siamo così decerebrati e di bassa civiltà che non riusciamo a concepire una soluzione per questo tipo di situazioni? Non credo, però bisogna fare qualche sforzo.
    Per esempio stemperare quell’alone di sacralità intorno ad un sport che non lo è più; non sprecare migliaia di poliziotti per una manifestazione che dovrebbe essere di puro divertimento; imparare a rispettare l’avversario e non costantemente mandarlo a quel paese sfruttandolo come nemesi su cui sfogare la rabbia per i propri problemi.
    Se non ve ne frega niente di vedere il faccione di Ronaldo o di ascoltare giornalisti falliti e nullità che si infervorano e si insultano su un fuorigioco che non c’è, fatevi sentire.
    Hai ragione a dire che acquistando un abbonamento di una squadra di calcio non necessariamente ci debbano essere i “gadget” di cui parli, ma è proprio, a mio avviso, chi fa la scelta di essere allo stadio a tifare la propria squadra che deve negarli con la massima fermezza.

    P.S. Per la precisione, ai mondiali 2006 scaramucce tra inglesi e tedeschi ce ne sono state, sedate con gli idranti.

  34. mi convinco sempre di più che siamo irrimediabilmente persi, dalla maleducazione degli automobilisti che non si fermano sulle strisce pedonali, ai ragazzini che si urlano parolacce nell’autobus, alla voglia di essere più furbi di tutti, a Matarrese che si permette di dire quel che ha detto stasera, e voglio vedere se lo cacciano, stavolta.
    eppure, sono almeno 20 anni che queste cose accadono, con morti tra i poliziotti e tra gli spettatori, gente che ha perduto un occhio o peggio. l’ultimo morto, una settimana fa. chi ammazza la vicina perchè il cane abbaia troppo forte, o chi ti spara per parcheggiare per primo.
    scapperei, se sapessi dove

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