“Uno è lieto di poter servire”

Uno punto ZeroC’è Uno (ma non “uno” inteso come “uno qualsiasi”: intendo proprio uno che si fa chiamare Uno, e che tempo fa faceva di nome “Uno-Punto-Zero”, ma in tempi di interfacce Ajax e convegni sul “Web 2.0” deve essersi sentito fuori moda tanto da decidere di rinunciare al cognome come una qualsiasi sposina timida), che ha partecipato tra il pubblico ai RadioIncontri di Riva del Garda nell’incontro che aveva per tema I podcast e le radio online.
“Uno”, in realtà, si chiama Marco Camisani Calzolari: è uno che i suoi bei convegni dalla parte del palco li ha fatti, ha fondato una società che ha l’obiettivo di veicolare l’audio su internet e, insomma, nell’ambiente non è affatto l’ultimo dei pirla.
Epperò deve aver pensato che dietro quei microfoni e davanti a quella cinquantina di persone, al posto mio o di uno qualsiasi degli altri convitati (Luca Sofri, Filippo Solibello, Matteo Bordone, conduttori rispettivamente di “Condor”, “Caterpillar” e “Dispenser” per Radio 2 Rai), doveva esserci lui.
Perché l’ho visto, l’ho riconosciuto: era in prima fila ed è perfino venuto a salutarmi alla fine dell’incontro. Poi, evidentemente, è tornato nella sua dolce casetta di marzapane, pieno di livore per l’ingiustizia subita e per le inesattezze che è stato costretto ad ascoltare, si è collegato a internet, ha aperto il blog, e lì ha riversato tutta la sua indignazione. Avete letto bene: era lì, era in prima fila, eppure non ha colto l’occasione per alzare la manina e dire la sua o chiederci conto delle immani cazzate con le quali ritiene noi si siano intrattenuti gli astanti. No. E’ tornato a casa e si è detto: “Lo scrivo sul blog!”. Anche perché vorrai mica mettere 50 presenti, di cui gran parte universitari, con la platea di aficionados che legge il mio blog sommata alla mandria che la risposta di Neri condurrà per queste praterie?

Scrive, Uno:

Ho sentito una tale quantità di definizioni errate, considerazioni riduttive, analisi inadeguate e previsioni anacronistiche da rendere totalmente fuorviante il senso di quel dibatitto e la percezione del tema da parte dei presenti… pensavo a come descrivere la presunzione con cui i quattro relatori hanno parlato di argomenti che conoscevano sommariamente.

E questo è solo l’inizio, perché fra poco viene il bello. Alla mia dichiarazione: “La diffusione e l’ascolto di brani audio su internet non è una novità: si fa da anni. La differenza in questi 18 mesi è che è diventata di moda la parola podcast”, l’Unità (nel senso di quella costituita da Uno, non certo il quotidiano), risponde:

Gianluca esordisce così replicando a una precedente sommaria e inesatta intriduzione al tema di Filippo Solibello. Rimango basito. Gianluca Neri, dovrebbe essere uno che conosce la Rete e le sue applicazioni, come può definire il podcast una parola di moda? Il podcast è una nuova modalità di fuizione di contenuti audiovisivi.

‘Sticazzi, mi viene da dire, ma ogni volta che lo faccio qualche romano mi riprende facendo notare l’uso errato che faccio dell’espressione: nel caso abbia sbagliato anche questa volta, fate conto che ne esista un’accezione milanese che vuol dire quel che intendevo io. E insomma, ‘sticazzi: pare addirittura che una “nuova modalità di fruizione di contenuti audiovisivi” non possa rappresentare una moda. Perché è chiaro a tutti, immagino, che se qualche funzionario in quel di via Asiago ha deciso che le trasmissioni delle Radio Rai venissero trasmesse anche in modalità podcast, è solo per la volontà di fare ricerca sul campo o permettere al pubblico “una nuova fruzione di contenuti eccetera eccetera”, e mica perché se ne parla sui giornali, tutti i concorrenti stanno facendo la medesima cosa e quindi, alla fine, la Rai è costretta ad adeguarsi?


Ancora: Uno mi contesta un tentativo di fare chiarezza tra due diversi tipi di trasmissione: “la differenza è: webcast che è la trasmissione in diretta; podcast quando te lo scarichi”. Veloce, sensato, magari appena essenziale, ma diretto e fondamentalmente corretto. E invece no. Secondo Uno:

Cos’è il podcast è invece ormai cosa nota: una modalità di fruizione che automatizza il download di files multimediali su un device portatile, adatta alla distribuzione di contenuti erogati periodicamente.

Che poi, io me la vedo perfettamente la scena di quell’incontro con la sola differenza di Uno sul palco invece che tra il pubblico: “I fruitori che hanno capito àlzino il device! Come sarebbe a dire che siccome siete studenti universitari non ve lo potete permettere, il device? E come fate ad automatizzare il download? E poi come sarebbe a dire ‘che cos’è il device?’ Il device è quello strumento portatile adatto alla distribuzione dei contenuti erogati! In che senso ‘distribuire a chi?” A voi stessi, no? Fruite della vostra stessa autodistribuzione dei contenuti erogati. E a proposito di questo, voi, quella coppia di sessantenni lì in fondo… Voi che siete americani e siete qui a Riva del Garda per dare da mangiare ai cigni e alle paperelle, voi erogate? Periodicamente?”.

E poi è tutto un via e andare di

Le webradio hanno dimostrato ampiamente di ottenere ROI ragguardevoli, mentre il resto si chiama business blog. “roba” che da almeno un anno sta dando risultati positivi e le aziende ne fanno uso sono sempre di più… Dovrebbe essere vietato lasciar intendere che i business blog siano il risultato di qualche coraggioso sperimentatore di marketing estremo… Il podcast apre a altri importanti cambiamenti che riguardano la confezione dei contenuti, le durate degli stessi, sino ai devices e alle tecnologie declinabili in molteplici personalizzazioni in grado di automatizzare tutti i processi… Soffro quando vedo che il nostro paese è così indietro. Quando sento parlare di TIVO come una stranezza futuristica mentre in USA è diventato irrinunciabile per buona parte della popolazione… Ecco cosa trovo raccapricciante. Le sommarie descrizioni di radice luddista da parte di chi in fondo professa e alimenta il vezzo di non sapere nulla di tecnologia.

In sostanza, se tra coloro che stanno leggendo queste righe vi fosse qualcuno cui avanza un convegno, fatelo fare a Uno Punto Camisani Calzolari. E’ vero, avete ragione: dirà che le webradio fanno fatturato come se piovesse senza saperne nominare tre, tra queste fortunelle; che il podcast è una realtà in diretta concorrenza con radio e televisione e mo’ stàmo a véde er sorpasso; che sul TiVo – gran gioiellino, per la cronaca – si fonda la Costituzione Americana, mentre i TiVo venduti negli USA sono inspiegabilmente solo 10-12 milioni, contro una popolazione di 298,444,215 persone (con un’incidenza del 4% nella migliore delle ipotesi; un’altra ricerca indica la quota di mercato di TiVo intorno al 40% rispetto a quella dei videoregistratori a cassetta, ormai obsoleti); e, infine, che la parola “podcast” non deriva dal nome dell’iPod di Apple quanto dall’inglese “guscio” misto all’acronimo “Personal Option Digital” casting: c’è una “c” di troppo, ma del resto lo dice Wikipedia e quindi la discussione è chiusa.
Alla fine, voi penserete che abbia detto un sacco di fesserie e cianciato di marketing (come poi possa farlo uno che si è scelto uno pseudonimo composto da tre parole, e due di queste sono i nomi di due auto Fiat, questo è ancora da capire).
Invece sono tutte cose vere.
Vere, se viste dall’interno della casetta di marzapane di Uno punto quel che l’è.
Volete fare fare voi i cattivi che gli spiegano com’è davvero il mondo là fuori? Io non ci ho il cuore.

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30 Comments

  1. “Il podcast è una nuova modalità di fuizione di contenuti audiovisivi” peraltro la definizione è pure errata: il nome podcast rinomina un tipo di tecnologia che al solito esisteva già, è proprio soltanto l’essere diventata di moda con questo nome a renderla “nuova”

  2. … dimenticavo: al solito basta guardare su wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Podcast) per avere conferma del fatto che la “nuova” tecnologia è solo un rss (o simile) spacciato con un nome più fighetto, e di moda. E meno male che almeno teconlogicamente ogni tanto la rai si mette in linea con le mode! ;-)

  3. (quando uno lascia commenti come il tal Matteo Balocco, mi chiedo sempre lui come diavolo occupa il tempo, invece. Accetto suggerimenti, anche perchè presumo che ciò a cui lui si dedica, non ricadendo nella categoria del “tempo perso”, deve essere di gran lunga più interessante delle cose a cui dedico il mio tempo)

  4. Il punto Seralf è che a far polemica si è sempre bravi. Quello è tempo da perder, e ne sto già perdendo dietro a te.
    Poi discutiamo pure di Podcast e di quanto sia nuovo. Tanto si possono rinominare anche le scoregge.
    Un abbraccio affettuoso.

  5. Il podcasting non presuppone l’uso di “device portatili”.
    Posso usufruire del podcasting anche con un PC di 10Kg con schermo a tubo catodico.

  6. Concordo sul criticare Uno.Zero. Però un pò di menate in quell’incontro ci son state. Se non c’era Luca Sofri a dire che il podcast non si differenzia molto dalle cassettine che ti andavi a comprare all’edicola, stavate ancora lì a farvi seghe sul podcasting.

  7. Sono in 298,444,215 ma il mercato televisivo e’ probabilmente inferiore. Per dire il finale di stagione American Idol e’ stato visto ‘solo’ da 36 milioni di persone che secondo il tuo ragionamento sarebbe un fallimento in italia. Ai numeri del tivo devi aggiungere comunque anche quelli di DirectTV credo un altra 15na di milioni. Poi ci sono le 2 radio satellitari XM e Sirius.
    Ciao

  8. infatti in romano per dire quello che vorresti dire tu si usa l’altrettanto efficace espressione

    MECOJONI!!!

    ‘sticazzi invece vuol dire chissenefrega.
    almeno in queste lande capitoline, eh.

  9. Poniamo il caso che di questo convegno io non sappia un cazzo. Appunto. Ora, a me la parola “convegno” fa pensare a qualche cosa di serio, con analisi e controanalisi, definizioni precise all’accento e cose così. Se il convegno era stato spacciato per una cosa del genere, il sig. uno ha pure ragione (a prescindere dal fatto che non abbia alzato la manina) a mettere i puntini sulle i. Cosa diversa se era un incontro inteso come “due chiacchiere tra addetti ai lavori”. Il bravo muratore con una cazzuola ti tira su la casa, ma non si mette a disegnarla.
    Ok, come non detto, torno a famri divorare dalle zanzare…

  10. A me MCC non è mai stato molto simpatico. Però questa volta trovo che abbia abbastanza ragione. Almeno sui contenuti di fondo. Se vai ad una conferenza con il titolo “Il podcast e le radio online” e con quei relatori, forse qualcosa di più hai diritto di aspettatterlo.

    Quel che Neri e altri amici fanno con le loro radio è solo una parte del fenomeno chiamato “podcasting”. E neanche quella più interessante. Intorno c’è molto di più. Chi va alle conferenze “serie” in giro per l’Europa lo sa. Ma da questo post, sotto un discreto strato di spocchia e arroganza un po’ gratuita, non si riesce a capire se il suo autore conosca davvero il mondo di cui parla.

    P.S.: TIVO sarà una schifezza quanto volete, forse se lo cagheranno in pochi (stiamo parlando di milioni di utenti, comunque) ma intanto tutti gli operatori del settore dell’elettronica di consumo stanno lavorando pesantemente intorno quell’idea. Magari a vuoto, magari no. Chissà.

  11. Solo una ulteriore precisazione sul peso dei vari PVR sul mercato televisivo americano.

    Secondo le statistiche Nielsen Ratings (discutibili come il nostro Auditel) nel 2005 nelle case degli americani si contano poco più di 110 milioni di televisori (quasi 3 persone per televisore).
    Se solo di TIVO ce ne sono in giro 10-12 milioni, come si dice, siamo intorno il 10% del mercato. A questi vanno aggiunti i vari mediacenter, hard disk recorder e prodotti simili. Molto probabilmente le percentuali di mercato salgono verso il 20%. Quindi stiamo parlando di un fenomeno certamente ancora giovane e da capire, ma tutt’altro che di nicchia.

  12. Senti Neri,

    Ho letto il tuo post e mi son girati i coglioni per il fatto che non avevi linkato il post del Camisani. Perché, se permetti, visto che parli di un testo presente su internet, dovresti linkarlo. O no?

    E poi ho commesso l’errore di non dare uno sguardo veloce ai commenti, nei quali avrei trovato il link inserito dallo stesso Camisani. Invece ho cercato il blog su Google e poi ho perso altri cinque minuti buoni a cercare il post incriminato, perché il Camisani, li mortacci sua, ha disattivato la barra di ricerca blogger.

    Capisco che un link da macchianera.net è roba per pochi privilegati (ognuno usa il potere che ha) ma mi sembra che linkare quello di cui si parla sia una di quelle regole fondamentali del web (anzi, il web è nato proprio così) dalle quali non si può derogare. Almeno per rispetto dei lettori.

    Mo vado a leggere il post del Camisani ma di certo il dibattito con te e Sofri e gli altri non era di livello superiore a un qualunque banalizzante e incosistente talk show TV.

  13. Mi sa che chi vive nella casetta di marzapane è Gianluca Neri, sono sostanzialmente d’accordo con Low Resolution riguardo alla spocchia e arroganza (il livore a me sembra di vederlo qui, non nel post di MCC). E del resto neanche io sono convinto che Neri sappia bene di cosa stia parlando quando tratta l’argomento Podcast, basti notare che l’unico feed podcast riportato nella sezione “feeds info & credits” qui a destra è per i soli utenti che hanno iTunes installato, chi non ha iTunes non sa come cavolo trovare il feed del suo podcast.

  14. Night Passage: la url del feed dedicato a chiunque non abbia iTunes appare in ogni singolo post (ripeto: ogni singolo post) che annuncia un podcast.

  15. Il livore con cui si attacca Marco Camisani Calzolari è ingiustificato, quando una persona critica, si dovrebbe rispondere puntualmente se non si è d’accordo e non attaccare la persona o peggio insultarla. Gli attacchi squalificano chi li fa, non chi li riceve.
    Sembra che nessuno abbia capito l’oggetto della discussione.
    Si utilizza il termine di podcasting quando un file che può essere scaricato, è associato ad un feed. E’ l’accoppiata downloading + feed e quindi la possibilità di scaricare automaticamente questo file l’elemento di innovazione. Qualcuno poi potrà dire che i feed non sono una tecnologia nuova, ma che riprendono vecchi concetti di tecnologie come Marimba o Pointcast. Non è questo il punto, i feed costituiscono oggi un nuovo modo di fruire contenuti. Se il contenuto doveva essere divulgativo, leggendo le critiche è emerso he questi concetti non siano stati espressi, o almeno non in modo chiaro, pertanto forse non era chiara la differenza tra un podcast ed un normale download di un file. Mi è consentito questo commento oppure verrò insultato anche io?

  16. Per correttezza devo dire che io non c’ero all’incontro a Riva del Garda, pertanto mi posso attenere solo a quanto leggo. Il post di Gianluca Neri non risponde alle critiche, insulta senza replicare ed io non ne capisco le ragioni.

  17. Podcasting in Italia è ancora roba sconosciuta, altro che moda. Provate ad andare al bar e chiedere di MSN, e poi di podcasting…
    Che poi a un dibattito sul podcasting all’interno di un convegno delle radio mainstream si dicano banalità e si tratti l’argomento con sufficienza mi pare inevitabile: ognuno difende i propri privilegi. In questo caso il privilegio di creare media e trasmettere. L’unica, e fondamentale, rivoluzione del podcasting è la fine di questo privilegio… i media tornano nelle mani dell’utente. Il collo di bottiglia delle frequenze radio viene infranto, l’offerta si moltiplica, e non siamo più costretti ad ascoltare Britney Spears andando a lavorare.

  18. Divulgare è un’arte molto difficile che spesso viene scambiata per approssimazione. in questo caso mi sembra di capire che Neri abbia fatto uno sforzo per farsi comprendere da una platea di non addetti ai lavori, mentre Uno che addetto lo è (eccome) ha trovato nella divulgazione parecchie inesattezze. la cosa potrebbe essere un ottimo spunto per incrociare le forze, non certo per insultarsi. Questo dipende ovviamente dai 2 protagonisti, ma Uno ha lanciato un’ottima idea (cena) che dovreste considerare!

  19. Episodio 57 – Blogger polemici

    Ascolta RockCast Italia #57
    Lo spinotto è a posto, dopo qualche serata passata a combattere con il saldatore in mano finalmente sono in grado di registrare di nuovo…
    Ho letto il libro di Sandrino “Come si fa un Podcast“. Siete all&#…

  20. Il ruolo di Gianluca Neri nel fallito sbarco della Baia dei Porci

    Ma tu pensa se dopo due settimane di vacanza devo spremere il mio neurone in orgasmo (tratto dal Neri pensiero) per rispondere ad un post di Gianluca Neri dal titolo Il perchè di tanto odio, breve estratto dal Saggio…

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