Carte riservate di Polizia su Lotta Continua

Si allontanarono alla spicciolataQuelli che seguono sono alcuni dei testi raccolti nel volume “Si allontanarono alla spicciolata – Le carte riservate di polizia su Lotta Continua(a cura di Luca e Adriano Sofri, Sellerio, 1996 – il testo completo è anche scaricabile dal sito Sofri.org, in un oscuro formato “.bin”) e sono stati scelti da un gruppo di faldoni provenienti dalla Questura di Torino.
La lettura offre spunti comici al limite dell’epico ed è consigliata per capire il tenore di gran parte delle segnalazioni inidirizzate alle questure su Lotta Continua da parte di infiltrati e informatori: la minaccia rappresentata dai “capelloni”; bersaglieri che menano attivisti e per questo vincono in premio una licenza e 50.000 lire; finanziamenti da parte di “banchieri ebrei”; avvenenti ragazze del movimento che si “offrono a soltati negri americani”; collegamenti con il terrorismo internazionale e Al-Fatah; piloti infiltrati in aerodromi per utilizzare aerei in azioni di sabotaggio. Roba da chiedere i diritti d’autore a Al Quaeda.

Torino, 2 settembre 1970

“RELAZIONE SU LOTTA CONTINUA IN MERITO AI PRESUNTI COLLEGAMENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI”

Le notizie che mi accingo a riferire sono di una discreta probabilità e perciò vanno considerate come probabili e non certo perché assunte indirettamente.
LOTTA CONTINUA riceve finanziamenti dall’estero da banchieri ebrei che sono interessati alla lotta nel Medio Oriente. Le sorti di Lotta Continua sono legate al movimento di Al Fath e a quello delle PANTERE NERE americane.
In Italia agisce sotto la protezione del PCI il quale ha gli stessi interessi nella lotta nel Medio Oriente.
A Verona, dove esiste un comando della NATO, si sono infiltrati nell’esercito americano. Alcune avvenenti ragazze di Lotta Continua si sono “offerte” a soldati negri americani riuscendo a carpire notizie segrete e fomentando casi di insubordinazione.
A Bologna si riuniscono ogni quindici giorni (15 e 26) ma lo ingresso alle loro riunioni è riservato solo ai massimi dirigenti del movimento.
La centrale di Lotta Continua sarebbe a Bologna e non a Trento o Milano o Torino.
A Trento tra gli studenti esiste un esperto artificiere che sa preparare esplosivi e qualsiasi congegno esplodente.
A Trento funziona una radio privata che è manovrata dal gruppetto che in questi ultimi tempi si è staccato da Lotta Continua.
A Genova funziona una radio trasmittente clandestina piazzata nella parte alta della città. Il congegno è montato su autocarri che si spostano nella zona e che sono collegati con le trasmittenti piazzate dentro capannoni. Quando la radio mobile dell’autocarro è “avvistata” si collega con quella “fissa” e quest’ultima può continuare le trasmissioni.
Il ciclo è continuo ed è atto ad eludere la sorveglianza perché praticamente esistono più stazioni fisse che diventano mobili col passaggio delle stazioni poste sulle macchine.
Esiste un piano di lotta per il periodo autunnale.
La lotta deve iniziare dopo il quindici ottobre nelle scuole, nei quartieri e poi nelle fabbriche.
D’accordo con elementi del PCI stanno e vogliono organizzare comitati operai come le vecchie cellule del 1948.
Per comunicare tra loro non si servono più della posta, né del telefono; si servono di telegrammi cifrati e con parole d’ordine segreto.
Pare che si stiano occupando dell’armamento.
In zone costiere della Toscana e della Liguria esisterebbero dei depositi di armi venuti dall’estero e di provenienza identica a quella di Al Fata.
Altri rifornimenti verrebbero dalla Svizzera.
Uno studente di Sociologia di Trento ma originario di Siracusa (o Ragusa) è riuscito ad infiltrarsi negli aerodromi di Trento e di Verona per conoscere segreti sulla costruzione di aerei per azioni di sabotaggio.
A Savona esisterebbero nuclei di Lotta Continua in stretto contatto con quelli di Torino e con l’estero via mare. Pare che tramite marinai riescono a tenere contatti con gli arabi.
A causa della chiusura della facoltà di Sociologia di Trento, dove sono malvisti dalla totalità della popolazione, alcuni quest’anno si iscriveranno nelle facoltà scientifiche e in Ingegneria per organizzare meglio la lotta armata grazie alla preparazione tecnica che s’impartisce in tali facoltà.
Le assemblee sono diventate una messa in scena e cercano altri metodi sempre più clandestini.
Non è escluso il ricorso ad atti dinamitardi di commandos per creare uno stato di tensione permanente. Non è escluso qualche atto teppistico contro operai per creare caos e odio al fascismo. Sono gente disposta a tutto.

P.S. Le notizie riferite vanno vagliate, può darsi che siano esagerate nell’euforia di qualche rivoluzionario, ma sono frutto di conversazioni con elementi di Lotta Continua di Trento e di Bologna.


FONO DALLA COMPAGNA CC. RIVOLI

4/3/1972 AT ORE 14,30

Alla Prefettura
Alla Questura
Altri indirizzi omessi (Provveduto)

Tarda serata 3 marzo 1972 in Rivoli, prossimità caserma “Ceccaroni” del Reggimento Fanteria di Montagna, tre giovani capelloni apparente età 20-25 anni sono stati notati da un ufficiale reparto distribuire volantini at militari in libera uscita, medesimi vistisi scoperti davansi fuga bordo autovettura fiat 500 cui sconoscesi targa. Volantino indirizzato at reclute 1° 1972 che 5 marzo corrente presteranno giuramento interloquisce su finalità et opportunità at medesimo con considerazioni critiche su concetto disciplina et gerarchia militare. Manifesto ciclostilato et sottoscritto da anonimo “Nucleo proletarie in divisa Caserma Ceccaroni Rivoli” ritiensi elaborato da elementi esterni at reparto. Sono in corso indagini da parte di quest’arma per identificazione responsabili. A.G. ordinaria e quella militare informate. Segnalazione completa.

Capitano Calisti

REGIONE MILITARE NORD OVEST
(I Comando Militare Territoriale)
S.M.- Ufficio T.A.V.-Sez.Prat. Pres.

Torino, 10 aprile 1971

OGGETTO: MANIFESTAZIONI EVERSIVE CONTRO LE FF.AA.

INDIRIZZI OMESSI

Il 9 aprile u.s., verso le ore 16.30, il bersagliere Vincenzo A., effettivo al 22° Reggimento Fanteria Corazzato “Cremona”, mentre da solo transitava in libera uscita per una via periferica e poco frequentata di Torino, veniva avvicinato da due individui – sicuramente appartenenti a movimenti eversivi – che lo invitavano a ribellarsi ai Superiori.
Al fermo rifiuto del bersagliere, i giovinastri presero ad insultare lui e l’Istituzione Militare.
L’A. reagiva immediatamente colpendo i facinorosi e costringendoli alla fuga non prima di aver malridotto uno di essi.
Successivamente sporgeva denuncia e forniva ai Carabinieri i connotati per il reperimento dei due individui.

Il Signor Capo di S.M. dell’Esercito ha disposto l’erogazione di un premio di £.50.000 e l’invio in licenza del bersagliere.

Il Signor Generale Comandante desidera che il fatto trovi larga diffusione e adeguato commento preso gli Enti in indirizzo.
d’ordine
p. IL CAPO DI STATO MAGGIORE a.p.l.
– Col. Enrico Peyronel
IL SOTTOCAPO DI STATO MAGGIORE
F/to – Col. Angiolo Bonamico

REGIONE MILITARE NORD OVEST
Comando Presidio di Torino
Torino, 15 aprile 1971

I Comandi in indirizzo sono pregati dare larga diffusione e commentare il fatto.

d’ordine
p. IL CAPO UFFICIO apl.
– Col. Oreste Ardizoia
– Col. Giovanni Chiotasso

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4 Comments

  1. Bisognerebbe fare uno studio, ma secondo me il Neri quando sta per spararla grossa (vedi due post sopra a questo), prima mette on line qualcosa di sinistra. Ma della sinistra sinistra, quella buona, quella che piazza i figli alla rai e la nuora in tv.

  2. ben collocate storicamente ma non stonerebbero oggi all’interno del clima di negazionismo, revisionismo e criminalizzazione di partigiani, movimenti studenteschi, autonomi ecc ecc..

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